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 .. letto di rose ..... di Lunadicarta
 
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Essere innocenti è pericoloso perché non si hanno alibi.

Boris Makaresko
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 09/06/2009 @ 03:30:36, in Politica, linkato 1096 volte)
GIUSTIZIA: DOMANI BRUNETTA E ALFANO SU DIGITALIZZAZIONE

(AGI) - Roma, 9 giu. - “Il ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, Renato Brunetta, e il ministro della giustizia, Angelino Alfano, illustreranno, domani 10 giugno 2009, alle ore 11,00, nella sala stampa di Palazzo Chigi, tutte le iniziative in atto per la digitalizzazione del sistema giustizia.

I giornalisti, i fotografi e gli operatori televisivi, interessati a seguire l’evento dovranno inviare un apposito accredito, completo di tutti i loro dati anagrafici, entro e non oltre le ore 9,00 di domani 10 giugno. Lo rende noto un comunicato della presidenza del Consiglio. (AGI)

Com/Mav
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Di Loredana Morandi (del 07/06/2009 @ 22:38:38, in Politica, linkato 1174 volte)
Alla sinistra esclusa: uno solo era candidato utile al Parlamento Europeo, Bassam Saleh, palestinese, per cancellare anche il ricordo della corruzione sionista e dei debiti della Morgantini con gli anni di piombo del terrorismo.

2009-06-08 07:24

LE REAZIONI: LA LEGA ESULTA.
DI PIETRO, NOI PER NUOVA COALIZIONE


MILANO - Un ottimismo "sempre meno cauto" é quello che sta contagiando la Lega a Via Bellerio, per usare l'eufemismo del vicesegretario della Lega Lombarda Matteo Salvini. Dirigenti e militanti sono nella storica sede del Carroccio e assistono alle proiezioni che collocano il partito appena sotto il tetto del 10% (tra il 9,6 e il 9,8%), contro il 5% delle europee del 2004 e l'8,3% delle politiche dell'anno scorso. I risultati che si profilano hanno galvanizzato la base leghista (sono ormai moltissime le telefonate a Radio Padania di persone entusiaste), e convinto i dirigenti a incontrare i giornalisti. Il leit motiv è più o meno lo stesso per tutti, da Roberto Cota a Mario Borghezio, da Roberto Castelli a Giancarlo Giorgetti: "Il risultato è un premio per l'azione di governo della Lega - dicono - E' stata premiata la nostra serietà e questo voto è anche una spinta per portare in Europa le battaglie che la Lega ha condotto fino ad oggi in Italia". A cominciare da quella contro l'immigrazione clandestina. Non si è ancora presentato Umberto Bossi, che resta chiuso nel suo ufficio. Ma questa non è una novità, nei decenni passati è già accaduto che abbia rinviato il proprio commento al giorno successivo e quindi non sarebbe una sorpresa se non si presentasse a parlare con i giornalisti, ma dal suo entourage lo descrivono come piuttosto soddisfatto. Del resto nel pomeriggio aveva fatto in parte il pompiere ricordando che la Lega ha sempre avuto una sorta di tallone d'Achille per quanto riguarda le elezioni europee e aveva anche aggiunto che si sarebbe ritenuto molto soddisfatto nel caso il Carroccio avesse raggiunto il 10%. Questa sera, almeno fino ad ora, mantiene la stessa linea di tranquilla cautela. Ma nella base l'entusiasmo è andato crescendo e ha contagiato anche i dirigenti, tanto è vero che più di uno sorride, anche se a parole si mostra cauto, quando i giornalisti chiedono se sia possibile, almeno in alcune province o regioni del Nord, un sorpasso della Lega rispetto all'alleato Pdl.

PDL, COLPA DELL'ASTENSIONISMO
Astensionismo. E' il capro espiatorio al quale il Pdl dà la colpa di un risultato insoddisfacente, stando ai dati parziali delle proiezioni che parlano di un risultato sotto 35%, cifra ben lontana dal 40-45% nel quale aveva sperato per primo Silvio Berlusconi, confortato da sondaggi che però prevedevano una percentuale di affluenza alle urne assai più alta. Sorpreso e deluso, il premier ha seguito il voto da Arcore senza nascondere il suo stato d'animo. A questo risultato ha contribuito la forsennata campagna contro di me che ha portato i suoi effetti, è stato il suo commento con i più vicini. Una delusione compensata dalla considerazione che tra i partiti al governo in Europa, il centrodestra italiano è stato tra quelli che hanno tenuto meglio. Berlusconi è rimasto veramente sorpreso dalla così alta percentuale di astensionismo e si è detto certo che una affluenza alle urne vicina all'80%, come quella che si è registrata nel voto politico del 2008, gli avrebbe fatto superare il tetto del 40% in queste europee. La delusione del premier è la stessa che si legge in faccia a più d'uno nel quartier generale del Pdl, in via dell'Umiltà. Anche se, in diverse trasmissioni tv, i big del partito vanno a spiegare che invece la maggioranza (compresa la Lega) è cresciuta rispetto alle ultime europee e ha registrato solo una lieve flessione rispetto alle politiche. E' vero che si sale rispetto al 32,5% dato alle europee del 2004 dalla somma dei voti di Fi e An e che si cala di poco rispetto al 37,5% delle ultime politiche, ma nessuno riesce a dissimulare più di tanto la delusione per quello che doveva essere il primo banco di prova elettorale del nuovo partito del centrodestra, dopo il congresso fondativo di marzo. "E' evidente che su di noi pesa l'astensionismo, soprattutto al Sud - afferma il capogruppo dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto - ma si dimostra che l'area di governo si consolida, con l'avanzamento dell'alleato della Lega, mentre è il Pd a crollare, perdendo 6-7 punti percentuali e venendo cannibalizzato dall'IdV. L'offensiva delle sinistre si è rivelata un boomerang". La notte avanza e cala la speranza di correggere verso l'alto il risultato, così come cresce la certezza che presto verrà a batter cassa l'alleato leghista, svettato nelle proiezioni al 9,6%. "La somma dei voti di Pdl e Lega dimostra che la coalizione di governo è ampliamente maggioritaria - vede il bicchiere mezzo pieno Maurizio Lupi - Il dato preoccupante è invece che il Pd recupera consensi solo attaccando il presidente del Consiglio e cavalcando l'antiberlusconismo". Sulla "catastrofe totale del centrosinistra" punta l'indice il presidente dei senatori Maurizio Gasparri, che si spinge a chiedere, di fronte a dati definitivi "che qualcuno lasci il suo incarico questa sera".


DI PIETRO, NOI CO-FONDATORI DI UNA NUOVA COALIZIONE
"Da domani non facciamo più parte dell'opposizione, ma dell'alternativa al governo Berlusconi che continuo a considerare fascista, razzista, e piduista". Il leader dell'Idv Antonio Di Pietro commenta così le ultime proiezioni sui risultati delle europee. "Siamo l'unico partito che cresce - aggiunge - e siamo già proiettati al domani. Noi siamo i co-fondatori di una nuova coalizione". Di più Di Pietro non vuole aggiungere "in attesa di risultati più consistenti".


SODDISFAZIONE AL PD, ITALIANI HANNO CAPITO
La cautela e' ancora d'obbligo in attesa che si arrivi almeno al 15% delle schede scrutinate ma comincia ad aumentare la soddisfazione nella sede del Pd per l'esito delle Europee. Una soddisfazione che nasce sia da una tenuta del Pd ma soprattutto dal risultato deludente, secondo le proiezioni, del Pdl. ''Gli italiani hanno capito e reagito'' e' il commento che gira tra i big del Pd riuniti al secondo piano della sede nazionale in via del Nazareno. Dalla preoccupazione iniziale per un calo dei votanti, si e' passati tra i Democratici ad un cauto ottimismo. anche perche', visto il crollo dei partiti socialisti europei, nel dato italiano si e' vista la conferma del progetto del Pd, nato dalla fusione degli ex Ds e degli ex della Margherita. Ma e' soprattutto la percentuale del Pdl ad aver creato una certa sorpresa tra i Democratici che temevano che l'astensione avrebbe colpito in primo luogo il Pd e non il Partito del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

CASINI, NOI PREMIATI
''Se i risultati saranno confermati l'Udc e' stato premiato e siamo soddisfatti mentre il bipartitismo ha avuto una dura lezione'': Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc, commenta le proiezioni sui risultati che collocano l'Udc sopra il 6% alle europee. ''Quella trascorsa e' stata una brutta campagna elettorale, non si e' parlato dei bisogni degli italiani mentre ci si e' occupato di veline e di altro. Noi abbiamo chiesto un voto in piu' per capire se la nostra sfida, di creare un partito della nazione, aveva gambe per andare avanti. E abbiamo avuto una conferma''. Il leader dell'Udc commenta i dati ottenuti anche dagli altri partiti: ''Di Pietro e la Lega sono andati avanti. La politica dell'Idv demagogica ha portato i suoi frutti mentre la Lega si e' trovata nella condizione ideale di alleato privilegiato. Noi siamo sereni e intendiamo onorare questi voti in Parlamento parlando dei problemi degli italiani che fanno fatica a superare la crisi economica''.

SINISTRA DIVISA, VIA ANCHE DA EUROPA, E' LITE
Fuori anche dall'Europarlamento: dopo essere stata esclusa dal Parlamento nazionale, la sinistra non occuperà neanche un seggio a Strasburgo. Rifondazione e i Comunisti italiani incassano, secondo le prime proiezioni, tra il 2,8% e il 3,3 mentre Sinistra e Libertà oscilla tra 3,2 e 3,4. Essere arrivati all'appuntamento divisi è stato dunque fatale e come è tradizione gli ex compagni di partito litigano sulle responsabilità. "C'é stata una scissione di troppo...", commenta sarcastico il segretario del Prc Paolo Ferrero. Nessun pentimento replica il governatore della Puglia Nichi Vendola, che rilancia: "Il cantiere è aperto, il cammino continua". In testa l'ostacolo del quorum, ma la sfida per tutti, fin dall'inizio della maratona elettorale, è in famiglia: e parte la battaglia 'fratricida' con il timore di essere i soli a perdere. Due 'cartelli', tre sedi: Rifondazione si dà appuntamento al partito in via del Policlinico, Sinistra e Libertà poco distante a via Napoleone III. Ma, a sorpresa, anche il Pdci decide di attendere il responso delle urne in proprio (in un palazzo a Piazza Augusto Imperatore). Questioni logisitiche, spiegano al partito. Ma c'é chi maligna e sostiene che il segretario Oliviero Diliberto non abbia intenzione di esporsi troppo. E in effetti l'ex ministro della Giustizia è l'unico fra i 'big' a non voler commentare i risultati. L'attesa inizia nel tardo pomeriggio e le previsioni sono pessimistiche: si ragiona già su quali strategie mettere in campo in caso di debacle. La parola d'ordine è dunque prudenza, ma quando i militanti di Rifondazione guardano i primi dati alla tv qualcuno fa fatica a contenere la rabbia: "Datemi uno del Pd che lo bastono", dice un militante nella sede del Prc commentando le proiezioni secondo cui Sinistra e libertà avrebbe superato di poco Rifondazione comunista ma senza che nessuno dei due partiti abbia scavalcato il tetto del 4%. "No - risponde secca un'altra militante - datemi uno di Sinistra e libertà che lo bastono più forte". Una, due, tre: le proiezioni avanzano e consolidano la certezza di non avercela fatta. Pentiti delle divisioni? Nessuno osa rispondere sì. E al contrario punta il dito contro l'avversario-amico: "Se Sinistra e Libertà preferisce i socialisti e i craxiani" per Paolo Ferrero un progetto insieme non sarà mai possibile. Ma, è il ragionamento, se invece vogliono costruire la sinistra allora la porta di casa è aperta. Vendola, Fava, i Verdi e i socialisti non ci pensano proprio però a far rientro alla base: il progetto al quale hanno dato vita "é un cantiere aperto e - afferma Nichi Vendola - il cammino continua". Il ragionamento è chiaro: chi vuole, e dunque anche Ferrero, è il benvenuto. Nessun bisogno di cancellare le diversità, spiega il governatore della Puglia. L'orizzonte è costruire una sinistra moderna e per fare questo, dicono da Sinistra e Libertà, servono "molti occhi". E nessuna retromarcia anche se non si è raggiunto il quorum: "Sopra il 3% è un grande risultato. Anzi un risultato straordinario", arriva a dire Claudio Fava.
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Di Loredana Morandi (del 07/06/2009 @ 22:28:49, in Politica, linkato 1134 volte)
Eletti Luigi De Magistris e Sonia Alfano!

Fuori mobbizzatori, arranfoni e tutti quelli che hanno pagato il debito degli anni di piombo al parlamento Europeo.

Hip, hip.. urrà!

EUROPEE: FRENA PDL E CALA PD; VOLANO LEGA E IDV, BENE UDC

(ANSA) - ROMA, 8 GIU - Sull'Europa che conosce il suo record di diserzione del voto, con meno di un elettore su due alle urne, soffia vento da destra, ma si rivedono anche i Verdi. E in Italia, quando lo scrutinio per le elezioni europee ha superato ormai i due terzi la nuova geografia dei partiti in corsa prende forma: il Pdl frena e sfiora il 35%, il Pd arretra al 26,5% sulle politiche (dove aveva il 33%) ma non crolla. Soprattutto crescono la Lega che sfonda e supera quota 10%, arrivando a quasi l'11% e diventando così una forza a due cifre percentuali, e l'Idv di Antonio Di Pietro che vola a oltre il 7,5%. Premiata anche l'Udc che si attesta quasi al 6,5%.

PDL MANCA L'OBIETTIVO 40% E IL PD PERDE 6 PUNTI - Il Pdl, che sperava di raggiungere e superare la quota-simbolo del 40%, cala di due punti e mezzo rispetto alle politiche di un anno fa, mentre sono circa sei i punti persi dal Pd rispetto alle politiche. Sempre nel campo del centrosinistra, l'Italia dei Valori per poco non raddoppia il 4,4% conquistato un anno fa.

FUORI DA STRASBURGO SINISTRA, RADICALI E MPA - La tagliola della quota di sbarramento del 4% fa strage dei partiti più piccoli: restano fuori dal Parlamento europeo sia la lista promossa da Prc e Pdci, sia Sinistra e Libertà, poiché entrambe si fermano a qualche decimale nei dintorni del 3%. Supera appena il 2% l'Mpa insieme alla Destra e ai Pensionati e ai radicali non basta il 2,5%.

PPE PRIMO GRUPPO, VINCONO VERDI E DESTRA, PSE IN CALO - Nel complesso, guardando ai risultati nei singoli Paesi europei, il Ppe si conferma come gruppo più consistente, mentre segna un netto arretramento il partito socialista con risultati deludenti in Francia, Spagna e Gran Bretagna. Forte, invece, l'affermazione della destra estrema e, a sorpresa, decisa affermazione dei Verdi e delle liste ambientaliste.

AFFLUENZA IN PICCHIATA, ALL'AQUILA VOTA UNO SU 4 - I dati europei fermano la percentuale dei votanti al 43,09: un record per l'astensionismo, fenomeno che in Italia inchioda al 66,5% l'affluenza alle urne (nel 2004 era del 72,9%). All'Aquila, dove ad urne aperte c'é stata una nuova scossa di terremoto, ha votato il 27,9%, contro il 73,1 del 2004. In Italia però la percentuale di votanti è stata più alta rispetto a tutti gli altri paesi europei, ha detto il ministro dell'Interno Roberto Maroni, aggiungendo che "le operazioni di voto si sono svolte regolarmente, senza incidenti rilevanti di nessun tipo".

AL SEGGIO ANCHE NOEMI, TRA LE POLEMICHE - Tra gli episodi e le curiosità il voto a Portici di Noemi Letizia, la ragazza al centro del caso scoppiato per l'amicizia con il premier. E' stata polemica sulle procedure: le porte sono state chiuse per il tempo del voto e ci sono stati momenti di tensione perché è stata accolta la richiesta della giovane di farsi accompagnare fino all'urna dal padre. In provincia di Latina, a Santi Cosma e Damiano, invece, un'elettrice ha sbagliato a votare, ha chiesto di poter ripetere il voto e di fronte al no del presidente lo ha aggredito. A Potenza e a Tarsia (Cosenza) due elettori sono stati sorpresi a fotografare la scheda col cellulare: il rumore del telefonino li ha traditi e sono stati denunciati. (ANSA).
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Di Loredana Morandi (del 06/06/2009 @ 04:26:32, in Politica, linkato 1186 volte)
L'iter della denuncia sui voli di Stato, promossa dal Codacons, prevede che l'intero fascicolo sia attribuito in carico al Tribunale dei Ministri, che: non ascolterà testimoni, ergo niente pubblicistica o gossip, non richiederà elenchi di passeggeri, ed acquisirà soltanto prove a carattere documentale inerenti ai costi dei voli di stato dell'ultimo decennio, un carteggio relativo a tutti gli ultimi governi del cavaliere.
Nota: Francesco Rutelli e Clemente Mastella furono indagati per lo stesso uso dei voli di Stato, per aver portato i propri ospiti al Gran Premio di Monza. La posizione dei due ex ministri fu archiviata dai pm romani.

La questione delle foto di villa Certosa, invece, da Roma andrà in carico alla Procura presso il Tribunale di Tempio Pausania, che se non erro dovrebbe essere una delle cd "sedi disagiate". Una buona cosa accendere i riflettori su uno dei tribunali "minori", dove si soffre per le carenze più e più volte denunciate dalla magistratura e dalle OO. SS.. L. M.

2009-06-05 20:24

Voli di Stato e villa Certosa, scontro finisce in tribunale

(di Anna Laura Bussa)

Alla vigilia della campagna elettorale, la polemica politica raggiunge il suo apice. A inasprire lo scontro sono i servizi di due quotidiani: L'Unità e lo spagnolo El Pais. Il primo perché pubblica un documento dell'Enac, che ci ta una comunicazione della presidenza del Consiglio con la quale si attribuisce la qualifica di 'volo di Stato' ai voli effettuati da apparecchi privati intestati a due società risalenti alla Fininvest. E il secondo perché mette in prima pagina le foto scattate a Villa La Certosa dal fotografo sardo Antonello Zappadu, che in Italia sono state sequestrate su richiesta del legale del premier, Niccolò Ghedini. Silvio Berlusconi, anche oggi protagonista di dirette radio e tv, si difende da entrambi gli attacchi sostenendo, tra l'altro, che i voli di Stato sono aumentati, rispetto alla legislatura precedente, per colpa della crisi che avrebbe costretto gli esponenti del governo ad "andare in giro per il mondo".

Mentre le foto, che definisce scatti "innocenti", sarebbero la dimostrazione di "un'aggressione" nei confronti suoi e delle giovani immortalate nel giardino della villa mentre facevano "il bagno in una jacuzzi privata all'interno di una casa destinata agli ospiti". "Lei mica farà il bagno vestito?", ironizza il premier con uno degli intervistatori per giustificare la tenuta delle ragazze. Ghedini intanto annuncia querele a tutto campo: contro "El Pais", contro 'L'Unita" e contro il capogruppo del Pd in commissione Giustizia della Camera Donatella Ferranti che ha definito il Cavaliere "un'idrovora di soldi pubblici", visto che "succhia denaro pubblico per imbellettare le sue proprietà immobiliari, per pagare gli artisti Mediaset e per trasformare gli aerei e gli elicotteri Fininvest in aerei di Stato a carico dei contribuenti". Dall'opposizione invece piovono raffiche di interrogazioni e critiche. Mentre gli esponenti dell'opposizione nel Copasir (il Comitato parlamentare di Controllo sui Servizi Segreti) invitano il governo a riferire sulla vicenda dei voli di Stato.

Il deputato del Pdl Carmelo Briguglio propone, al contrario, l'audizione dei vertici dei Servizi per sapere se per caso non ci siano delle falle nel servizio di sicurezza del presidente del Consiglio visto che l'obiettivo di Zappadu è riuscito a oltrepassare le mura di Villa La Certosa. In particolare, i senatori del Pd Francesco Sanna e Paolo Nerozzi chiedono "quante ore di volo e quali costi" siano stati sostenuti per i voli del governo verso la Sardegna tra i mesi di gennaio e febbraio 2009. Mentre un altro senatore Marco Filippi (Pd) cerca di capire se la qualifica di 'volo di Stato' sia "concedibile in maniera permanente a uno o più velivoli mentre il decreto del 23 gennaio 2008 a cui fa riferimento l'Enac prescrive che venga assegnata di volta in volta e solo se non sono disponibili i mezzi già a disposizione delle autorità". Anche il capogruppo dell'Idv alla Camera Massimo Donadi annuncia un'interrogazione sfidando Ghedini a querelare anche lui: "Non è con queste blande minacce - dice riferendosi al legale di Berlusconi - che riuscirà a metterci il bavaglio".

E sempre a Ghedini risponde anche il presidente dei deputati del Pd Antonello Soro. E' davvero singolare, afferma, che l'avvocato del premier ricorra a iniziative giudiziarie per replicare alle accuse di un parlamentare e "a parti rovesciate, rivendichi l'immunità in risposta alle iniziative dei magistrati". In difesa del Cavaliere interviene il sottosegretario all' Interno Alfredo Mantovano, secondo il quale chi ha davvero sperperato il denaro pubblico è il governo Prodi "che era composto quasi dal doppio dei componenti dell'attuale esecutivo". A dire la verità, confessa il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi, "anche io quando ero ministro ho dato un passaggio" a qualcuno sui "voli di Stato". Ma quel qualcuno, afferma, era Massimo D'Alema.
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Di Loredana Morandi (del 06/06/2009 @ 00:58:42, in Politica, linkato 1148 volte)

«Quereliamo, Villa Certosa peggio del Truman show»

il Giornale - ‎2 ore fa‎
Milano Alla fine alcune delle foto «rubate» a Villa Certosa sono state pubblicate da El País. Niccolò Ghedini, l'avvocato del premier, sorride: «Ha visto che noia quelle immagini? Ma allora perché annuncia querela a «El País»? ...
L'Occidentale - PUPIA - La Stampa - TGCOM
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Di Loredana Morandi (del 04/06/2009 @ 08:57:39, in Politica, linkato 1164 volte)
L'Italia ha in cantiere una ottima legge contro la pedopornografia, scritta con la collaborazione di Don Di Noto  e di altre associazioni impegnate per il contrasto del fenomeno, peccato che sia ancora in iter di lavori parlamentari.

Dichiarazione dei Ministri
Il rischio della pedopornografia per minori



G8 Giustizia e Affari Interni
Roma, 30 Maggio2009


Due anni fa ci riunimmo a Monaco di Baviera, in Germania, e c’impegnammo a compiere ogni possibile sforzo collettivo per ingaggiare una lotta internazionale contro la pedopornografia. Alla luce di ciò che abbiamo appreso riguardo a questa crescente minaccia per i bambini di tutto il mondo, abbiamo assunto due impegni specifici:

1) garantire l'attuazione e l'efficacia delle nostre leggi in materia di pornografia infantile, e prendere iniziative volte ad aggiornare e migliorare le leggi, se necessario e se del caso; e

2) evidenziare l'importanza della lotta contro la pedopornografia nel dialogo internazionale e incoraggiare la cooperazione, sia all'interno che all'esterno del G8.

Resta ancora incompleta la comprensione del danno che rappresenta pornografia infantile nonostante la nostra volontà comune per il contrario. Così, in alcuni paesi, non è ancora stata adottata una legislazione efficace.

L'anno scorso, sotto la presidenza giapponese del G8, abbiamo accolto con favore la decisione di ribadire la nostra ferma condanna e la denuncia di tutte le forme di sfruttamento sessuale dei bambini e abbiamo rinnovato il nostro impegno a continuare la lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini, rilevando in particolare l'allarmante incremento di pornografia infantile – vale a dire di immagini di abusi sessuali su bambini - in Internet. Mentre si riconosce che tutte le forme di sfruttamento sessuale dei bambini richiedono sforzi concertati da parte nostra, dobbiamo anche riconoscere che lo sfruttamento attraverso la pornografia infantile solleva nuove preoccupazioni e sfide, così come pone nuovi rischi per i bambini, in particolare a causa dell'uso di nuove tecnologie, quali Internet, per commettere tali reati.

Siamo lieti di fare stato oggi di un passo importante per colmare questa lacuna. Il mese scorso, presso l'Università della North Carolina a Chapel Hill, negli Stati Uniti, esperti provenienti da tutto il mondo si sono riuniti in un convegno promosso dal G8 per discutere e valutare il rischio per i bambini rappresentato da coloro che fanno uso di pedopornografia. Psicologi, medici, criminologi, professori, sociologi, esperti informatici ed altri professionisti, provenienti dai paesi del G8 e non, si sono incontrati per condividere i risultati delle loro ricerche e sviluppare un consenso sui rischi per i minori riguardo alla pornografia infantile.

Gli atti di questo convegno saranno pubblicati e, speriamo, diffusi in tutto il mondo, a tempo debito. Oggi noi esprimiamo il nostro apprezzamento a tutti i partecipanti esperti e prendiamo atto delle loro conclusioni, che sono incluse nella relazione finale del simposio allegato alla presente dichiarazione.

I risultati di questo Simposio contribuiscono a rendere evidente la necessità di un’immediata ed efficace azione globale contro la pornografia infantile in tutti i paesi. Ci hanno altresì ispirati oggi a rinnovare i nostri sforzi per rispettare gli impegni che abbiamo assunto a Monaco di Baviera guidati da questi risultati. Chiediamo al Gruppo Roma/Lione di analizzare quale futuro lavoro supplementare possa essere opportuno alla luce di questi risultati, e di riferire ai Ministri della Giustizia e degli Affari Interni nel 2010.


Per questo testo si ringrazia l'Ufficio Stampa del Ministero di Giustizia.

A questo link la dichiarazione originale. Tutti gli altri documenti concernenti il G8 Giustizia e Interno sono in prima pagina sul sito www.giustizia.it
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Di Loredana Morandi (del 03/06/2009 @ 14:33:28, in Politica, linkato 1235 volte)
Giustizia: Mancino e Alfano al Colle,
Napolitano prepara plenum al Csm

Sul 'tappeto' le riforme e la mediazione toghe-politica


Roma, 3 giu. (Apcom) - Un incontro "cordiale" per mettere a punto i dettagli del plenum straordinario di martedì prossimo, quando il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, in qualità di presidente del Csm, sarà alla guida dell'assemblea di palazzo dei Marescialli. Così fonti della magistratura raccontano il faccia a faccia tra il presidente della Repubblica e il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, che si è svolto al Quirinale.

Mezz'ora di conversazione sull'appuntamento di martedì prossimo, che avrà all'ordine del giorno due temi: le pratiche a tutela dei magistrati e una circolare sull'organizzazione delle Procure.

Fu lo stesso Napolitano, mesi fa, a rendere nota, per bocca di Mancino, la propria intenzione di presiedere in prima persona questo appuntamento: al capo dello Stato, infatti, preme molto la riforma delle pratiche a tutela, sulla cui proposta di modifica ha lavorato a lungo la seconda commissione del Csm, redigendo una bozza valutata con molta attenzione dagli uffici del Quirinale e che attende ora il voto del plenum per diventare norma applicabile.

Un voto che, secondo le toghe, deve arrivare il prima possibile, perchè al momento, sono circa una decina i 'fascicoli' fermi negli uffici del Csm, primo fra tutti quello relativo al presidente del collegio giudicante del caso Mills, Nicoletta Gandus, aperto oltre un anno fa.

Inoltre, i recenti attriti tra procuratore capo e sostituti di Napoli in merito all'inchiesta sulla gestione dei rifiuti nel capoluogo campano hanno imposto maggior attenzione anche alle difficoltà di gestione dei rapporti di forza nei palazzi di Giustizia. Per questa ragione, dunque, nella delibera sull'organizzazione degli uffici giudiziari, che verrà discussa martedì, vi è un punto relativo proprio ai rapporti tra 'capi' e 'sottoposti' nelle Procure: sostituti procuratori e aggiunti, infatti, contestano il ruolo assegnato ai capi degli uffici dalle riforme Castelli e Mastella.

In buona sostanza, le toghe chiedono che palazzo dei Marescialli ridimensioni i poteri dei capi degli uffici. Mancino, però, ha più volte detto che fino a quando le norme della riforma saranno in vigore verranno applicate senza interpretazioni che possano snaturarle. Ovvio però che le correnti, durante le tradizionali 'arringhe' alla presenza del capo dello Stato, vogliano significare tutte le loro perplessità.

Ma Mancino non è stato l'unico esponente del mondo della Giustizia ospite oggi al Quirinale. Nel pomeriggio, infatti, il capo dello Stato ha incontrato personalmente anche il Guardasigilli Angelino Alfano, molto probabilmente per essere informato sull'andamento delle numerose riforme messe in campo dall'esecutivo in materia di giustizia. Alfano, in mattinata, ha infatti ribadito l'intenzione del Governo di porre mano a una riforma 'costituzionale' che investa il mondo della giustizia. Inoltre, non sono un mistero per nessuno i desiderata del presidente del Consiglio riguardo a una più netta separazione tra magistratura requirente e giudicante.

Logico che il capo dello Stato, prima di incontrare le toghe, abbia voluto avere ben chiaro il quadro della situazione, un quadro che per parte sua il ministro non ha mancato di tratteggiare con chiarezza. Informazioni utili se non preziose, visto che con ogni probabilità a Napolitano toccherà cercare una non facile mediazione tra i timori delle toghe nei confronti di un esecutivo che spesse volte hanno definito se non 'ostile' quantomeno 'prevenuto' e il governo, desideroso di risolvere l'annosa questione "dell'uso politicamente strumentale della giustizia - per dirla con frasi ricorrenti nella maggioranza - operato da una certa parte della magistratura".

21:52 - POLITICA - 03 GIU 2009
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Di Loredana Morandi (del 03/06/2009 @ 10:04:25, in Politica, linkato 1094 volte)
Intercettazioni: verso la fiducia

Provvedimento calendarizzato in Aula Camera dal 9 giugno

(ANSA) - ROMA, 3 GIU - Il governo e' intenzionato a porre la questione di fiducia sul ddl intercettazioni entro la prossima settimana. Il provvedimento, infatti, e' calendarizzato per l'Aula della Camera da martedi' 9 giugno.

E la richiesta del voto di fiducia potrebbe arrivare gia' nella giornata di martedi' o al massimo di mercoledi' 10 giugno per arrivare al voto finale entro giovedi'. A confermarlo sono fonti della maggioranza e del governo.


2009-06-03 18:32
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Giustizia, Alfano: dopo il voto
ordini separati, intercettazioni e nuovo Csm

di Mario Coffaro

ROMA (3 giugno) - «Separazione degli ordini di giudici e pm, nuova composizione del Csm, intercettazioni: subito dopo le elezioni», dice il ministro della Giustizia Angelino Alfano al Messaggero.

La giustizia italiana è ancora molto lenta, lontana da quella dei maggiori paesi europei, qual è il rischio?
«L’Italia ha già subito numerose condanne per la lentezza della sua giustizia alla quale stiamo cercando di rimediare attraverso Internet e la semplificazione delle procedure nel processo civile, attraverso il filtro per evitare che tutto e sempre vada in Cassazione, punendo la parte che gioca ad allungare i tempi del processo, favorendo le soluzioni extra processuali come la conciliazione civile. È uno sforzo ciclopico, ovviamente di legislatura e anche oltre. Stiamo procedendo e le riforme nel loro insieme sono ben delineate».

Riforme annunciate ma non ancora fatte?
«No. Molte già fatte. Approvate le norme antimafia nell’articolo 2 del ddl sicurezza abbiamo già fatto il più grande pacchetto di contrasto alla mafia dai tempi di Falcone al ministero della giustizia. Al centro vi è, ed è stata riconosciuta questa come la base per le conclusioni del G8, l’aggressione ai patrimoni mafiosi. Abbiamo approvato la riforma del processo civile. Il processo penale pende in commissione giustizia al Senato e dopo le elezioni avrà una importante accelerazione. Abbiamo in cantiere la riforma delle professioni (avvocati, notai, commercialisti) e tutto questo sarà inscritto dentro la cornice della riforma della Costituzione. Subito dopo le elezioni porrò la questione della riforma della giustizia in ambito costituzionale al presidente del Consiglio e ai due partiti della coalizione, Pdl e Lega».

Nel G8 dei ministri dell’Interno e della Giustizia quali soluzioni sono scaturite per contrastare la minaccia del terrorismo internazionale e quella della pirateria sui mari?
«È stato un G8 della concretezza perché su ciascun tema si è individuata una modalità di collaborazione importante. Contro il terrorismo è centrale la cooperazione e lo scambio di informazioni tra le forze di polizia e la mutua collaborazione tra i Paesi. L’obiettivo è quello di identificare i luoghi dove avviene la radicalizzazione dello scontro e le connessioni tra il traffico di armi e le organizzazioni terroristiche. Per la lotta alla pirateria, che l’Italia ha chiesto di inserire tra i temi del G8, è necessaria una collaborazione internazionale, anche includendo l’utilizzo delle Corti esistenti e la possibilità dell’istituzione di nuove Corti internazionali. Il problema è come poter processare i pirati dopo il loro arresto e come poter confiscare i beni da essi illegittimamente acquisiti».

Sui respingimenti il governo manterrà la linea dura?
«Ci troviamo in una condizione paradossale. Se le frontiere fossero una groviera alimenteremmo il senso di insicurezza come ha fatto la sinistra quand’era al governo. Volendo impedire questo, occorre fare quel che ha fatto il governo Berlusconi con accordi internazionali che rendano il respingimento come l’estrema ratio. È chiaro che la prima misura è quella di bloccare le partenze. Quando il centro di Lampedusa era pieno si gridava allo scandalo per il mancato funzionamento degli accordi con la Libia ora che il centro di Lampedusa è vuoto si grida allo scandalo contro i respingimenti».

Come assicurare il diritto d’asilo?
«Nella recente polemica con Malta, l’Italia si è fatta carico di doveri umanitari pur non avendo in quel caso specifico un obbligo. È chiaro che l’Italia è una Repubblica libera e sovrana, con delle regole che devono essere rispettate da tutti coloro che vogliono venire a viverci. Porremo al Consiglio Gai (dei ministri della giustizia e degli Interni) di domani e venerdì la questione che l’Europa deve essere viva e presente nel riconoscere all’Italia la particolarissima condizione di Stato confine. Lampedusa, Porto Empedocle, non sono il confine solo dell’Italia, ma quello dell’Europa che deve dimostrare di esistere. Anche i negoziati hanno dei costi e non possono essere addossati solo all’Italia che è paese di frontiera e di transito».

Nel ddl sulle intercettazioni che il 9 giugno prossimo va al voto dell’aula di Montecitorio resteranno il carcere per i giornalisti e le pesanti sanzioni per gli editori?
«L’obiettivo è quello di salvaguardare la privacy dei cittadini senza tagliare le unghie ai magistrati inquirenti. Di questo strumento si è fatto abuso e la spesa è andata fuori controllo, occorre fissare regole che siano davvero osservate. Il codice dice che si possono disporre le intercettazioni se sono “assolutamente indispensabili per la prosecuzione delle indagini”. Ma evidentemente c’è stato un abuso della norma che ha portato a una spesa fuori controllo. Spero che il ddl sia approvato in tempi rapidi».

Qual è il suo prossimo obiettivo?
«La nuova sfida che dobbiamo affrontare è l’abbattimento dell’arretrato delle cause civili e penali. Per fare correre la giustizia bisogna smaltire questa pesante zavorra di arretrato, nonostante le riforme fatte è difficile immaginare che si possa accelerare se non si abbatte il peso dei vecchi processi».

Le carceri sono di nuovo stracolme, come farà ad evitare che esplodano?
«Ho ricevuto dal capo dell’amministrazione penitenziaria l’ipotesi del piano straordinario che presto porterò al Consiglio dei ministri per dare il via alla più grossa ristrutturazione penitenziaria mai fatta in Italia. Mi rendo conto che è un tentativo ambizioso e per questo stiamo coinvolgendo i privati. Abbiamo già preso contatti coi vertici della Confindustria per far sì che i privati abbiano ruolo e responsabilità nello svolgimento di questo importante compito».

Segue su Il Messaggero
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Di Loredana Morandi (del 03/06/2009 @ 04:06:45, in Politica, linkato 985 volte)
Rifiuti, arresti in Campania. A Palermo arriva l'esercito

In manette anche il presidente della Provincia di Benevento

Roma, 3 giu. (Apcom) - Ci sarebbe anche Aniello Cimitile, attuale presidente della Provincia di Benevento, tra i destinatari dei provvedimenti eseguiti questa mattina dal personale della Dia e della Guardia di finanza nell'ambito di un'inchiesta sulla gestione dei rifiuti a Napoli durante la fase commissariale. L'inchiesta, condotta dalla Procura di Napoli, riguarda presunte irregolarità nei collaudi di diversi impianti Cdr della Campania. Tra i destinatari delle ordinanze di custodia ai domiciliari ci sono professori universitari e funzionari della Regione Campania. Secondo quanto si è appreso l'inchiesta condotta dai pm partenopei Noviello, Sirleo e Milita e la successiva operazione 'Green' ha riguardato presunte irregolarità nei collaudi di numerosi impianti Cdr in Campania. E' stato accertato, infatti, che alcuni siti non idonei avrebbero prodotto rifiuti non conformi da smaltire.
A Palermo intanto prosegue l'emergenza rifiuti. E mentre va avanti la raccolta degli operatori dell'Amia coadiuvati da oggi anche da militari dell'esercito, nella notte sono stati bruciati decine di cassonetti della spazzatura. Nel corso della notte, infatti, sono arrivate ai vigili del fuoco una sessantina di chiamate con richieste di intervento per spegnere roghi di cumuli di spazzatura e cassonetti per la raccolta in varie parti della città. Da oggi, a Palermo opereranno anche 150 uomini del Genio Militare e saranno utilizzati anche i prima autocompattatori dei 40 che sono stati chiesti agli Ato rifiuti di tutta la Sicilia dalla presidenza della regione.

10:34 - CRONACA- 03 GIU 2009
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