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 elaborazione da una foto di Sava... di Lunadicarta
 
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Chi non ha libertà non conosce giustizia.

Aung San Suu Kyi
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 02/06/2009 @ 05:21:05, in Politica, linkato 1637 volte)

la giustizia siciliana si prepara al Ddl sicurezza

Agrigento Notizie - ‎1-giu-2009‎
La giustizia siciliana si prepara al Ddl sicurezza e soprattutto al reato di immigrazione clandestina con un incontro al tribunale di Agrigento, ...

Caserta, il nuovo tribunale sarà pronto a fine giugno

Corriere della Sera - ‎3 ore fa‎
Qui, da alcuni mesi proseguono i sopralluoghi tecnici su impulso del presidente del Palazzo di Giustizia, Andrea Della Selva, nel corso dei quali si è messo ...
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Di Loredana Morandi (del 02/06/2009 @ 01:14:26, in Politica, linkato 1388 volte)
Savona: giustizia, Pd e Pdl penalizzano la provincia


Riceviamo e pubblichiamo la e-mail di Sergio Cappelli, presidente di Altra Savona, contro l'eventuale accorpamento della sede giudiziaria albenanese al tribunale di Imperia:

"Così come sul Piano Regionale della sanità – che priva per accordo bipartisan (vedi votazioni dei sindaci) la provincia di Savona degli ospedali di terza generazione– anche sul Tribunale di Albenga Pd e Pdl fanno finta di litigare ma, di fatto, concordano sul suo trasferimento ad Imperia. Più camuffata è la posizione del Pd: avevano fatto venire ad Albenga il responsabile della sicurezza Minniti per chiedergli una possibile iniziativa a livello parlamentare che, però, l’ex viceministro si è ben guardato dall’annunciare. Si è trincerato dietro generiche denunce sui tagli alla giustizia senza assolutamente assumere una posizione chiara a difesa della sezione distaccata del Tribunale di Albenga. A questo punto c’è da chiedersi: che valore hanno le posizioni assunte dal Sindaco Tabò e dal candidato alla Presidenza della provincia Boffa se non lo spazio della sera del 7 giugno?

Sulle posizioni del Pdl non ci sono margini di dubbio: il silenzio-consenso all’ipotesi di trasferimento ad Imperia è esplicito. Come potrebbe essere altrimenti visto che da Imperia questo partito prende ordini?

AltraSavona-Altra Provincia anche su questo tema ha una posizione netta: il Tribunale di Albenga deve continuare a far parte della Circoscrizione di Savona e deve essere potenziato"

c.s.

Savona News, Lunedì 01 Giugno 2009 ore 11:32
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Di Loredana Morandi (del 02/06/2009 @ 00:01:48, in Politica, linkato 1312 volte)
Voli Stato: Procura di Roma apre indagine,
Codacons parte civile


La Procura di Roma ha aperto oggi un fascicolo di "atti relativi" contro ignoti sulla questione dei voli di Stato. Tra le prime iniziative, l'acquisizione della normativa che indica le modalità per l'uso di questi voli e stabilisce chi ne può usufruire. Una notizia che irrompe nella polemica sul presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che avrebbe usato i voli per accompagnare i suoi ospiti in Sardegna a Villa Certosa.

Il Partito democratico chiede chiarimenti con un'interrogazione parlamentare, il Codacons si costuisce parte civile nell'indagine della Procura. I democratici, si legge nel testo depositato alla Camera, "interrogano il governo per sapere se corrisponde al vero che i voli di Stato della presidenza del Consiglio sarebbero stati utilizzati per trasportare persone prive di incarichi pubblici invitate a partecipare ad eventi privati; quali siano i criteri e le regole che la presidenza del Consiglio ha adottato per determinare modalità e limiti nell'uso dei suddetti voli di Stato". Duro attacco anche dal leader dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro, contro Berlusconi "che spende i soldi per la casta, invece che per i cittadini che ne hanno bisogno, per portare veline e cantastorie nelle ville private, a rallegrare le serate di questo o quel satrapo di turno".

Il presidente del Codacons, Carlo Renzi, spiega l'iniziativa dei consumatori: "Abbiamo avanzato la richiesta di costituzione di parte civile, in rappresentanza della collettività e degli utenti, evidentemente danneggiati da un uso improprio del denaro pubblico". Il 9 giugno il Consiglio di Stato si pronuncia sulla legittimità della delibera.

Rassegna.it - 01/06/2009 15:23
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Di Loredana Morandi (del 01/06/2009 @ 02:31:58, in Politica, linkato 1381 volte)
IMPRESE: ROMA, MERCOLEDI' CONVEGNO SU GIUSTIZIA E COMPETITIVITA'

Roma, 1 giu. - (Adnkronos/Labitalia) - E' dedicato a "Giustizia e competitivita'" il convegno organizzato dalla Camera di Commercio di Roma in occasione della presentazione del rapporto Censis su "Arbitrato e Conciliazione per lo sviluppo delle imprese". L'appuntamento e' per mercoledi' 3 giugno, a Roma, alle 10.15 al Tempio di Adriano, Piazza di Pietra. Parteciperanno Andrea Mondello, presidente dell'Unione Nazionale delle Camere di Commercio, Ivan Malavasi, presidente della Cna, Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, Giorgio Guerrini, presidente Confartigianato, Giuseppe Roma, direttore generale Fondazione Censis e il Ministro della Giustizia Angelino Alfano.

Attraverso l'arbitrato e la conciliazione le imprese possono scegliere procedure alternative alla giustizia ordinaria che permettono di abbreviare tempi e costi di risoluzione delle controversie rispetto alla giustizia ordinaria.
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Di Loredana Morandi (del 31/05/2009 @ 22:45:07, in Politica, linkato 2322 volte)
Riforma della Giustizia:
ecco i cambiamenti al procedimento penale


di F.Iannello

Il cavaliere annuncia che il governo è pronto a cambiare la Costituzione per vietare l’appellose si è assolti in primo grado.

Il Ddl approvato venerdì dal Consiglio dei ministri dovrebbe avere l’obiettivo di riformare il processo penale. I cambiamenti apportati riguardano i limiti ai poteri del Pm, maggiore autonomia della polizia giudiziaria, un ampliamento dei poteri per la difesa degli imputati e novità su giudici e competenze.

Berlusconi ha però precisato che la riforma della giustizia non sarà completata fino a quando non verrà inserito il divieto di appello dei Pm in caso di assoluzione dell’imputato in primo grado: “Se sarà necessaria una riforma costituzionale la affronteremo” ha affermato.

Il Ddl indebolisce i poteri dei Pm e potenzia quelli della difesa; obbliga il giudice ad astenersi se esprime giudizi tali da compromettere la sua imparzialità, al di fuori del processo, nei confronti delle parti; propone la revisione delle condanne definitive se la Corte di Strasburgo ha condannato l’Italia per violazione dei diritti della difesa; impone la trasmissione on line dei dati sulla produttività degli uffici ogni tre mesi. Ancora viene allargato il campo d’azione delle Corti d’assise (composte da due giudici togati e da sei popolari), che saranno in grado di giudicare anche reati come associazione di stampo mafioso o per traffico di droga, sequestro di persona, terrorismo, pure in caso l’imputato dovesse richiedere il rito abbreviato (adesso decide il Gup). La decisione riguardo le misure cautelari sarà di competenza del Tribunale distrettuale in composizione collegiale, non più del Gip, il quale continuerà a decidere se convalidare arresto in flagranza e fermo. Resta il giudizio direttissimo davanti al Tribunale monocratico, ma la misura cautelare eventualmente applicata dovrà essere confermata sempre dal Tribunale collegiale distrettuale, entro 20 giorni. Chi ha subito una condanna a non più di tre anni potrà godere dell’affidamento in prova solo se accetterà di svolgere lavori socialmente utili. Lo stesso vale per i detenuti a cui restano da scontare tre anni di carcere.

In sintesi, i cambiamenti sostanziali del processo penale riguardano:

1 Limiti ai poteri del Pm: il Pm “ non può più prendere cognizione diretta delle notizie di reato. Si limiterà a riceverle dalla polizia giudiziaria”. Quest’ultima “ godrà di maggiore autonomia, così da svolgere investigazioni anche autonome rispetto a quelle delegate da Pm”. Infine, è previsto “un maggiore controllo sulle richieste di provvedimenti cautelari formulate dal Pm” tramite il visto obbligatorio del capo dell’ufficio.

2 Polizia giudiziaria più autonoma: la polizia giudiziaria “potrà compiere tutti gli atti urgenti anche dopo che il Pm ha assunto la direzione delle indagini e svolgere di iniziativa ogni attività necessaria ad accertare reati”. Eccetto casi particolari, “ la polizia giudiziaria svolge le indagini e relaziona al Pm entro sei mesi” mentre per gli accertamenti tecnici, interrogatori o confronti con l’indagato dovrà farsi autorizzare dal Pm.

3 Diritto alla prova, impugnazioni: potere ampliato dell’imputato di far ammettere le prove a discarico. “A parziale contrappeso, si impone maggiore rigore nell’indicare la rilevanza dei testimoni”. Non più vietate le prove superflue. Entro tre giorni dalla lettura del dispositivo della sentenza, Pm, imputato o parti civili devono dire se faranno appello. Se nessuno impugna, il giudice motiva la decisione con una sentenza breve.

4 Revisione delle sentenze: sarà accettata la richiesta di revisione delle sentenze di condanna se la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia per violazione del diritto di difesa. Il processo verrà sospeso se l’imputato è assente quando si procede per reati fino a cinque anni, cosiddetti a citazione diretta o sui quali è competente il giudice di pace.

5 I processi in corte d’assise: ai reati già previsti, si aggiungono l’associazione di stampo mafioso o per traffico di droga, sequestro di persona per estorsione e terrorismo. In caso di rito abbreviato per questi reati non è più competente il Gip ma la Corte d’assise. Si introducono criteri più certi per determinare il giudice territorialmente competente se non è individuabile il luogo in cui è stato commesso il reato.

6 Astensione e ricusazione: previsto “l’obbligo di astensione del giudice che ha espresso giudizi fuori dall’esercizio delle funzioni giudiziarie nei confronti delle parti del procedimento e tali da recare pregiudizio all’imparzialità del giudice”. Sarà inoltre controllata l’efficienza delle toghe attraverso sistemi di rilevamento informatici.


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Di Loredana Morandi (del 30/05/2009 @ 06:32:19, in Politica, linkato 2015 volte)
G8, intesa su black list dei siti web pedopornografici

venerdì 29 maggio 2009 17:40
 
 ROMA, 29 maggio (Reuters) - I ministri degli Interni e della Giustizia del G8 hanno convenuto oggi, nell'ambito del vertice in corso a Roma, di creare delle "blacklist G8" dei siti pedopornografici gestite da organizzazioni internazionali come l'Interpol.

Secondo quanto riferito dal Viminale in una nota, le liste nere potrebbero "costituire uno strumento efficace per ostacolare la navigazione verso siti contenenti materiali pedopornografici".

I Paesi del G8 presenti al summit hanno inoltre stabilito di reagire al cybercrimine con risposte tecnologicamente all'avanguardia e con il consolidamento di una prassi internazionale di scambio di informazioni.

In particolare è stata avanzata la proposta di creare un gruppo di lavoro di esperti che in collaborazione con l'Interpol sviluppino misure innovative per far fronte al fenomeno.

ALFANO: CENTRALE TEMA FURTO IDENTITA'

Grande rilevanza ha avuto il tema del furto di identità, come ha sottolineato il ministro della Giustizia Angelino Alfano al termine della prima giornata del vertice, incontrando la stampa.

Come era stato chiesto in particolare da Stati Uniti e Canada prima del G8, ha spiegato il guardasigilli, l'attenzione si è concentrata "sul tema del furto di identità: ci vuole più collaborazione da parte dei social network, e maggiore collaborazione tra questi e chi svolge le indagini".
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Di Loredana Morandi (del 29/05/2009 @ 06:04:01, in Politica, linkato 1175 volte)
Un paio di cose che faranno del male alla credibilità dell'Italia all'estero:

Sicurezza e giustizia, via al G8 a Roma Blitz dei no global ...

La Repubblica - ‎1 ora fa‎
ROMA - No global contro il G8 sulla sicurezza. Continuano, a Roma, le azioni mordi e fuggi dei ragazzi che dom,ani sfileranno in corteo per la città ma già oggi contestano l'appuntamento dei ministri europei. In agenda il contrasto alla criminalità ...


Premier denuncia "giudici eversivi"

TGCOM - ‎34 minuti fa‎
Nuovo affondo del presidente del Consiglio alla magistratura. "Quando con delle sentenze basate sul ribaltamento della realtà - dice dall'ospedale de L'Aquila - si vuole ribaltare la decisione popolare e si vuole sostituire chi è stato eletto dal ...
AGI - Agenzia Giornalistica Italia - Asca - La Repubblica Palermo.it

E speriamo che i cd noglobal, gli ideologi di certi partiti, ci pensino bene prima di mandare al macero sotto i manganelli della polizia gli studenti universitari, perché il Premier, nonostante le dichiarazioni contrarie all'esistenza stessa di una democrazia in Italia ed alle sue istituzioni, si troverebbe con la ragione in pugno. Come è successo tante, troppe volte.

L.M.
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Di Loredana Morandi (del 26/05/2009 @ 10:48:20, in Politica, linkato 1219 volte)
Giustizia; Cambia processo civile, sì a nuovo filtro Cassazione

Ok a testimonianza scritta, delega a governo per riordino riti

Roma, 26 mag. (Apcom) - Cambiano le regole del processo civile. L'Aula del Senato ha approvato definitivamente, in quarta lettura, il collegato al ddl manovra che contiene il nuovo filtro per l'accesso delle cause civili alla Corte di Cassazione e riforma le cause civili, introducendo la testimonianza scritta, la redazione da parte del giudice di un calendario del processo e sanzioni a chi introduce "procedure o tattiche" per allungare inutilmente i tempi della trattazione della causa in udienza. Infine, nel provvedimento si chiede ai giudici di redigere sentenze sintetiche e quindi più rapide e si prevede il riordino, delegato al governo, dei riti, che oggi sono oltre 27.

FILTRO - Nel merito, il nuovo filtro per l'accesso alla Suprema Corte stabilisce soltanto due casi di ammissibilità del ricorso, mentre la 'vecchia' formulazione parlava di "ammissibilità del ricorso": "Il ricorso è inammissibile - si legge nella nuova formulazione - quando il provvedimento impugnato ha deciso le questioni di diritto in modo conforme alla giurisprudenza della Corte e l'esame dei motivi non offre elementi per confermare o mutare l'orientamento della stessa; quando è manifestatamente infondata la censura relativa alla violazione dei principi regolatori del giusto processo". Inoltre, il filtro si baserà su principi oggettivi prestabiliti mentre prima era più discrezionale. A decidere sull'inammissibilità inoltre non sarà più un collegio di tre magistrati ma un'apposita sezione della Suprema Corte composta da cinque magistrati appartenenti a tutte le sezioni.

TESTIMONIANZA SCRITTA - Il giudice, su accordo delle parti e tenuto conto della natura della causa e di ogni altra circostanza, può disporre di assumere la deposizione chiedendo al testimone di fornire per iscritto e nel termine fissato, le risposte ai quesiti su cui deve essere interrogato. Se il testimone si astiene ha l'obbligo di sottoscrivere comunque il modello indicando generalità e motivi di astensione. Se non spedisce la testimonianza nel termine stabilito può essere condannato a pena pecuniaria. Esaminate le risposte, il magistrato può sempre disporre che il teste sia chiamato a deporre davanti a lui o davanti al giudice delegato.

CALENDARIO DEL PROCESSO - Il giudice, quando provvede su richieste istruttorie, sentite le parti e tenuto conto della natura, dell'urgenza e della complessità della causa, fissa il calendario del processo indicando le udienze successive e gli incombenti che verranno espletati. I termini fissati nel calendario possono essere prorogati, anche d'ufficio, quando sussistono gravi motivi sopravvenuti. La proroga deve essere richiesta dalle parti prima della scadenza dei termini.

MISURE DI ACCELERAZIONE - Sanzioni per chi allunga i processi con condotte dilatorie, si introduce il procedimento sommario di cognizione e la possibilità di pronunziare sentenze civili sintetiche.
19:23 - POLITICA- 26 MAG 2009
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Card. Martino ai Ministri di Giustizia
Mondo abolisca pena di Morte


EUROPA/ITALIA - “Bisogna arrivare al punto che tutto il mondo abolisca la pena di morte, perché è un segno di inciviltà, perché non si può punire un crimine con un altro crimine”: il Card. Martino in occasione del Congresso internazionale dei Ministri della Giustizia


Roma (Agenzia Fides) – “Dobbiamo convertire gli Stati Uniti e la Cina, perché aboliscano la pena di morte. Questi due giganti hanno un grande ruolo internazionale”. Sono le parole del Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, pronunciate a margine del IV Congresso internazionale dei Ministri della Giustizia organizzato dalla Comunità di sant’Egidio il 25 maggio a Roma. Trentacinque personalità politiche e della società civile – di cui 15 ministri della Giustizia, insieme a parlamentari, giudici di Corti Supreme, procuratori di 25 paesi – si sono incontrati in Campidoglio per continuare un percorso unitario verso un traguardo possibile: dalla moratoria all’abolizione della pena di morte.
Dall’ultima edizione del Congresso, nel 2008, Uzbekistan, Burundi, Togo Rwanda e Gabon si sono aggiunti alla lista dei Paesi che hanno bandito la condanna capitale. “Dove si parla contro la pena di morte – ha spiegato il Cardinale - io ci sono. Sono stato 16 anni alle Nazioni Unite come rappresentante della Santa Sede e in tutte le iniziative per far dichiarare la moratoria contro la pena di morte, che solo recentemente è stata adottata, io ho lavorato notte e giorno. Naturalmente questa iniziativa di Sant’Egidio è bellissima perché continua a proporre la cultura della vita alla quale la pena di morte si oppone. Nel cammino di progresso ci sono stati passi importanti, come la recente abolizione della pena di morte da parte dello stato americano del New Mexico, ma sappiamo bene che ci sono ancora molti paesi dove questo crimine è applicato. Bisogna arrivare al punto che tutto il mondo abolisca la pena di morte, perché è un segno di inciviltà, perché non si può punire un crimine con un altro crimine.”
Mario Marazziti, della Comunità di Sant’Egidio, ha sottolineato che “questo appuntamento annuale ci permette di fare anche il punto di quali paesi hanno ancora la pena di morte e quali no. Da quel momento storico del dicembre 2007, quando la 62° Assemblea delle Nazioni Unite adottò un testo che invitava gli Stati che ancora mantenevano la pena di morte ad attuare una moratoria delle esecuzioni, sono stati fatti ulteriori passi in avanti. Ora sono 120 gli Stati che non hanno la pena di morte, de iure o de facto, ma ancora troppi sono quelli che la applicano.”
In questo cammino Nicola Mancino, Vice presidente della Consiglio Superiore della Magistratura, ha sottolineato il ruolo dell’Europa e, in particolare dell’Italia, in questo cammino verso la piena civiltà. “La battaglia contro la pena di morte – ha sottolineato Mancino – è un battaglia per la civiltà, la cultura della vita e la giustizia. L’Europa è la culla della civiltà e della vita. Il Trattato di Nizza, che ha sancito i diritti dei cittadini europei, pone la condizione che per appartenere all’Unione Europea occorre difendere la vita ed escludere de iure, non solo de facto, la pena di morte. Siamo convinti che la pena di morte, lungi dal prevenire il crimine, toglie umanità alla civiltà”. Al Congresso ha parlato anche il ministro della Giustizia del Sudafrica, Jeffery Thamsanqua Radede, che ha sottolineato come la Costituzione del nuovo Sudafrica, quello dopo l’apartheid, ha adottato nei diritti fondamentali l’esclusione della pena di morte, a dimostrazione che, in un contesto così profondamente ferito dalla storia, solo lo spirito di riconciliazione può garantire una nuova società e una nuova convivenza.

(M.T.) (Agenzia Fides 26/5/2009; righe 39, parole 571)
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Di Loredana Morandi (del 25/05/2009 @ 06:01:46, in Politica, linkato 1084 volte)

Sicilia/Sonia Alfano (idv): Debiti, clientelismi e indagini.

Questa l'eredità della giunta Lombardo: se ne vada.


"Azzerare la giunta senza dimettersi è un atto ridicolo oltre che politicamente privo di senso". Così Sonia Alfano, candidata indipendente al Parlamento Europeo nelle liste di IDV, commentando l'azzeramento della giunta regionale siciliana da parte del Presidente, Raffaele Lombardo.

"I componenti della giunta - afferma Alfano - non si nominano da soli ma vengono scelti direttamente dal Presidente della Regione il quale ha tutta la responsabilità dello sfacelo in cui ristagna la Sicilia da quando è stato eletto. Alla Sicilia - ha aggiunto la candidata - la giunta Lombardo ha lasciato in eredità una montagna di debiti, una distribuzione delle risorse vergognosamente clientelare e persino due assessori indagati, uno per associazione mafiosa ed uno per voto di scambio.

Con un bilancio così Lombardo avrebbe già dovuto lasciare la carica da tempo ma evidentemente gli interessi politici hanno prevalso su quelli del popolo siciliano. Se ne vada - ha chiosato Alfano - e lasci che gli elettori tornino alle urne anche se - conclude - a poco potrà servire dato che tutti i deputati dell'ARS, per loro stessa decisione, resteranno in carica". 

--
www.soniaalfano.it

Rassegna Stampa

Raffale Lombardo azzera la sua Giunta

Il Sole 24 Ore - ‎38 minuti fa‎
PALERMO - Una conferenza stampa convocata d'urgenza per annunciare una decisione dirompente: il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, azzera la sua Giunta. Dopo aspre polemiche con la sua maggioranza, dopo scambi di accuse con pezzi ...
Il Velino - PUPIA - APCom - La Repubblica
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