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 girl of the 1940 ... Vargas... di Admin
 
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Dobbiamo imparare bene le regole, in modo da infrangerle nel modo giusto.

Dalai Lama
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 25/02/2009 @ 03:42:04, in Politica, linkato 1285 volte)
Lo sospettavamo tutti da tempo, nonostante le ipocrisie del premier rumeno. In Italia solo i delitti compiuti da rumeni si tingono di violenza cruda e becera. Ora finalmente lo dicono, ma come governo son da ritenere alla stessa stregua delle fazioni genocide del Ruanda. Mi spiace a me i rumeni non piacciono...

Incontro tra i ministri degli Esteri dei due Paesi su criminalità e sicurezza
Farnesina a Diaconescu: mandate più poliziotti, segnalate i criminali alla frontiera

Romania, 40% dei ricercati è in Italia
Frattini: tolleranza zero, più collaborazione

ROMA - La Romania è un Paese amico ma servono maggiore collaborazione e più garanzie. Il contrasto alla criminalità e il problema della sicurezza sono stati al centro dei colloqui tra il ministro degli Esteri Franco Frattini con il collega romeno Christian Diaconescu, prima a Bruxelles durante il Consiglio Esteri della Ue e poi a Roma, dove hanno approfondito diversi aspetti della questione. Frattini ha ribadito la necessità di una collaborazione anche grazie all'aumento di poliziotti romeni nel corso di una conferenza stampa congiunta alla Farnesina.

Governo romeno: 40% dei ricercati è in Italia. Mentre i due ministri si incontravano a Bruxelles e poi a Roma, il governo romeno forniva le cifre: in italia si trovano attualmente circa 2.700 cittadini romeni che sono in carcere in attesa di giudizio o condannati in via definitiva, e sempre sul territorio italiano si trova anche il 40% dei romeni ricercati con mandato internazionale. Lo ha dichiarato il ministro della Giustizia romeno, Catalin Preodiu, nel corso di una conferenza stampa a Bucarest, in cui ha sottolineato che le procedure per l'estradizione dei romeni ricercati "stanno incontrando difficoltà". Il ministro ha quindi fatto appello ai "magistrati italiani a fare il possibile affinché le procedure vengano accelerate".

"Nessuna tolleranza con i criminali". "Nei confronti di coloro che commettono reati, al di là di una nazionalità, non possiamo avere tolleranza: non vogliamo generalizzare, ma chi ha commesso un reato ed è stato condannato in via definitiva è giusto che torni nel suo Paese a scontare la pena" ha sottolineato il ministro degli Esteri Franco Frattini durante l'incontro con il collega romeno Diaconescu.

"Romania mandi altri poliziotti". Durante l'incontro con Diaconescu, Frattini ha chiesto che altri poliziotti romeni nel nostro Paese collaborino con le forze di sicurezza italiane nel contrasto di quei reati che "destano particolare allarme sociale" come gli stupri e gli omicidi. La Romania nei mesi scorsi ha inviato in Italia circa una ventina di agenti che, ha ricordato Frattini, hanno aiutato i colleghi italiani nell'individuare i responsabili dello stupro avvenuto la scorsa settimana a Roma.

Aggiornare accordi Roma-Bucarest. Il titolare della Farnesina ha auspicato che Roma e Bucarest "aggiornino" e migliorino anche gli accordi bilaterali, come l'accordo quadro del 2003. Questo potrebbe favorire anche il rimpatrio di quei cittadini romeni condannati in Italia in via definitiva che devono scontare la loro pena nelle carceri romene.
"Abbiamo bisogno dagli amici romeni un segnale molto chiaro" ha detto Frattini. "La stessa collaborazione che abbiamo tra i governi e a livello economico, deve estendersi anche al campo della sicurezza".

La Romania segnali i criminali alle frontiere. Frattini ha chiesto poi al collega romeno che siano segnalati dalla polizia di frontiera romena, alle forze di sicurezza italiane, quei cittadini romeni che hanno precedenti penali e che intendono entrare in Italia. Il titolare della Farnesina ha ricordato come la Romania non sia ancora dentro l'area Schengen e che quindi i suoi cittadini che intendono entrare in Italia debbono passare i controlli di frontiera.

Nessun limite a libera circolazione Ue. Frattini ha spiegato che "questo è il tipo di collaborazione che l'Italia chiede alle autorità romene" senza peraltro mettere in discussione il principio della libera circolazione comunitarie. Il cittadino romeno con precedenti penali non verrebbe infatti bloccato alla frontiera italiana ma solamente segnalato alle autorità di polizia italiane "in uno spirito di piena collaborazione".

(23 febbraio 2009)
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Di Loredana Morandi (del 24/02/2009 @ 13:29:55, in Politica, linkato 1060 volte)

In soffitta 29mila leggi.
Ecco tutte le «norme cassate»

di Valentina Melis

24 FEBBRAIO 2009

Depenna ufficialmente dall'ordinamento 29mila tra decreti regi e luogotenenziali emanati tra la fine dell'800 e il 1947 la legge di conversione 9/09 del Dl 200/08, il cosiddetto decreto taglia-leggi. Il provvedimento, in vigore da sabato 21 febbraio (e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale 42 del 20 febbraio, supplemento ordinario 25) manda in pensione un lungo elenco - 983 pagine - di disposizioni varate dall'Unità d'Italia al varo della Costituzione repubblicana, tra cui le norme per la bonifica dell'Agro-pontino e i regi decreti sulla gestione del personale scolastico e amministrativo.

Non basterà però la pubblicazione in Gazzetta a cancellare definitivamente le disposizioni finite sotto la scure del taglia leggi. Entro il 30 giugno, il ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, dovrà trasmettere alle Camere una relazione motivata sull'impatto delle abrogazioni nell'ordinamento vigente, la cui decadenza definitiva scatterà il 16 dicembre prossimo.
L'approvazione della legge apre, inoltre, la strada alla creazione di una banca pubblica della legislazione: un archivio informatizzato e gratuito di tutte le leggi vigenti. La banca dati – che si chiamerà "normattiva" - sarà realizzata dal ministero per la Semplificazione.

Il Sole 24 ore


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Di Loredana Morandi (del 24/02/2009 @ 13:17:10, in Politica, linkato 999 volte)

Secondo i numeri forniti dal ministero dell'Interno
solo il 7% dei violentatori è romeno, il 6% marocchino

Stupri, i dati del Viminale
"Il 60% opera di italiani"

ROMA - Gli autori delle violenze sessuali sono italiani in più di sei casi su dieci. E' il dato reso noto dal Viminale durante un convegno dedicato alla violenza sulle donne, che si è tenuto oggi a Roma. Il ministero dell'Interno ha detto che gli autori di stupro sono di nazionalità italiana nel 60,9% casi. Solo il 7,8% dei violentatori, invece, è romeno, mentre il 6,3% è marocchino. Il ministero precisa poi che le vittime sono donne nella gran parte dei casi (85,3%) e che nel 68,9% dei casi sono di nazionalità italiana.

I numeri sono nazionali, ma ci sono anche dati relativi alle singole zone e città. "Vicino Roma il dato cambia", ha sottolineato il capo di gabinetto delle Pari opportunità, Simonetta Matone. Rimane la prevalenza degli italiani, ma nei dintorni della capitale la percentuale scende "al 48%", mentre quella dei romeni "sale al 28%".

Dalle informazioni a disposizione del Viminale si evidenzia anche che a Milano, ad esempio, le violenze sessuali sono diminuite nel triennio 2006-2008: si passa dai 526 episodi del 2006 ai 480 del 2008. Anche qui però prevalgono gli italiani tra gli autori del reato: nel 41% dei casi denunciati il responsabile è cittadino italiano, nell'11% romeno, nell'8% egiziano e nel 7% marocchino.

A Bologna il fenomeno ha fatto registrare un netto calo, passando da 179 episodi nel 2006 a 139 nel 2008. Con rifeimento alla nazionalità degli autori, risultano nel 47% dei casi italiani, nell11% dei casi marocchini e nel 10 % romeni.

Matone ha annunciato che il governo si appresta a lanciare il piano nazionale anti-stupri, con una serie di interventi nelle scuole e "corsi di formazione di base per tutti i corpi delle forze dell'ordine, polizia, carabinieri e guardie di finanza, destinati a trattare la violenza sessuale e quella in famiglia".

(24 febbraio 2009)
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Di Loredana Morandi (del 24/02/2009 @ 01:02:27, in Politica, linkato 1180 volte)
Ghedini: ne discuteremo domani all'assemblea dei deputati. Oggi la protesta di Fnsi e Fieg

Intercettazioni, fronda nel Pdl
Bongiorno: "Insostibuili nelle indagini"

di LIANA MILELLA

ROMA - Berlusconi la chiede ormai da mesi. La stretta sulle intercettazioni è un suo pallino. Al punto che, appena venerdì, ha pensato di proporre al consiglio dei ministri il voto di fiducia alla Camera sul testo che, da ieri, è arrivato in aula. Per una discussione generale in cui Pd e Idv hanno annunciato una battaglia durissima. Perché è una "legge ad crimen" e una "pietra tombale" sulle indagini, come dice la democratica Donatella Ferranti; perché "apre le porte a uno stato di polizia in cui si potrà arrestare chi si vuole senza che il cittadino lo venga a sapere", come dice il leader dell'Idv Antonio Di Pietro. Perché è una legge che "mette il bavaglio ai giornalisti" e gli fa rischiare l'arresto, come dice la Fnsi che per oggi, con la Fieg, ha organizzato una manifestazione di protesta (alle 10.30 in corso Vittorio Emanuele 349).
Ma il Cavaliere avrebbe voluto che già in questa settimana il ddl sugli ascolti ottenesse l'ok per passare al Senato. "Aspetto dal 3 giugno del 2008, sarebbe ora d'approvare questa legge o no?" ha detto ai suoi. Ma il Guardasigilli Angelino Alfano, che dà il nome al ddl, e il ministro per i Rapporti con il Parlamento Alfredo Vito l'hanno dissuaso. Per una ragione semplice: troppe perplessità e troppi dissensi, anche di peso, nelle file della maggioranza. Meglio riflettere ancora, e aprire spiragli a modifiche. Soprattutto perché inviti alla riflessione arrivano dal Quirinale dove gli esperti giuridici hanno letto il ddl, hanno riflettuto sui drastici giudizi delle toghe, hanno chiosato l'ultimo parere critico del Csm. Un dubbio su tutti: l'obbligo di disporre di "gravi indizi di colpevolezza" per ottenere l'intercettazione. Troppo, tanto quanto si richiede per un arresto.

Dice in Transatlantico il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, magistrato e per anni toga di Unicost: "Lassù, chi deve decidere non l'ha ancora fatto". Leggasi Berlusconi e il suo consigliere Niccolò Ghedini, e Alfano. Dice il ministro: "Non ci sono novità. Dobbiamo approvare la legge e basta". E Ghedini: "Domani c'è l'assemblea del gruppo. La legge è ottima, equilibrata, ma se emergono dubbi possiamo discuterne". Altro che dubbi, in ballo ci sono perplessità su punti nodali. Come quello dei "gravi indizi" che Ghedini ha definito più volte "qualificante perché tutela i cittadini" e "va lasciato com'è". Continua a dirlo il capogruppo Pdl in commissione Giustizia Enrico Costa, che si fa interprete del Ghedini-pensiero: "Non ci saranno stravolgimenti. Il testo è frutto di articolate consultazioni tra maggioranza, governo e relatore". Ma proprio quest'ultimo, anzi quest'ultima, perché si tratta dell'aennina presidente della commissione Giustizia Giulia Bongiorno, è convinta del contrario. E l'ha ribadito ieri in aula quando ha presentato il provvedimento. "Una legge per evitare un uso distorto ed eccessivo ci vuole, ma le intercettazioni sono uno strumento d'indagine in molti casi insostituibile". La Bongiorno "apre" sugli indizi: "L'assemblea verificherà se possa bastare un minor grado di colpevolezza, prevedendo che gli indizi siano "sufficienti"". E precisa: "È una questione giuridica e non politica". Sul diritto di cronaca promuove l'emendamento Bergamini, quello del carcere fino a tre anni per chi pubblica un ascolto destinato alla distruzione ("Lo prevede già il codice sulla privacy"). Ma sul black out alle indagini fino al dibattimento dichiara: "Una parte deve assolutamente restare segreta, bisogna solo stabilire quanto debba essere estesa questa fase. Le indagini possono essere molto dilatate nel tempo e ciò forse precluderebbe la possibilità di fornire informazioni di interesse per la collettività".
È un'innegabile apertura. Come quella di Ghedini che, ragionando con i suoi, ha detto: "Il carcere? È singolare che la stampa protesti per continuare a violare la legge. Allora dovrebbero anche dire che l'articolo che c'è adesso, il 684, è incostituzionale. Tuttavia il carcere può essere alternativo a una multa". Il capogruppo leghista Roberto Cota non ha dubbi: "Anche Alfano ha detto di essere disponibile a valutare alcune cose... Sarà un dibattito parlamentare interessante". E il centrista Roberto Rao promette l'astensione se il testo non sarà blindato.

(24 febbraio 2009)
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Di Loredana Morandi (del 23/02/2009 @ 14:02:31, in Politica, linkato 1110 volte)

Intercettazioni, Bongiorno: riflettere su  
diritto cronaca. Di Pietro: stato di polizia 

Relazione di minoranza: si entra nel buio della democrazia

ROMA (23 febbraio) - All'esame dell'aula di Montecitorio il ddl intercettazioni. Il testo era stato approvato dalla Commissione Giustizia la settimana scorsa con i soli voti della maggioranza e l'astensione dell'Udc. L'Idv ha presentato una sua relazione di minoranza. Bongiorno: si rifletta su diritto di cronaca. Il presidente della Commissione Giustizia della Camera Giulia Bongiorno, come relatore, difende a spada tratta il ddl ma sull'impossibilità per i giornalisti di poter scrivere qualsiasi cosa sugli atti fino alla fine delle indagini preliminari, chiede che si apra una riflessione. «Io credo che se le indagini si dilatano nel tempo: se gli atti non sono più coperti da segreto; e se c'è un reale interesse della collettività a sapere, si potrebbe provare a riflettere sulla possibilità che la stampa dia notizia del contenuto o del riassunto di atti non più coperti dal segreto».

Bongiorno: riforma equilibrata e necessaria. In merito al ddl del governo la Bongiorno definisce la riforma del sistema delle intercettazioni «equilibrata» e «necessaria». In particolare ricorda il tetto di spesa previsto per le intercettazioni con un emendamento dell'Udc approvato in Commissione e, a proposito dell'emendamento firmato da Deborah Bergamini (Pdl) che prevede il carcere per i giornalisti, sottolinea come riguardi esclusivamente «le intercettazioni che dovevano essere distrutte». E sempre su questo punto riferisce che la previsione del carcere era quella già contenuta nel codice sulla privacy e cioè da uno a tre anni. Ma, la stessa maggioranza, ha chiesto che in alternativa al carcere venga inserita anche la possibilità di pagare una sanzione, come risulta dai pareri della Commissione cultura della Camera. 

Minoranza: nel buio della democrazia. Le relazioni della minoranza sono state illustrate dal capogruppo del Pd in Commissione giustizia Donatella Ferranti e il responsabile giustizia dell'Idv Federico Palomba. La Ferranti, in particolare, ha sostenuto che se questo ddl venisse approvato diventerebbe davvero impossibile continuare a usare le intercettazioni come mezzo di prova e ha criticato con fermezza l'ipotesi dei gravi indizi di colpevolezza previsti come requisiti necessari per poter chiedere le intercettazioni. Secondo Palomba con questo testo si entra «nel buio della democrazia». E anche lui punta il dito contro l'obbligo dei gravi indizi di colpevolezza per poter controllare le conversazioni telefoniche. «Questo ddl - ha sottolineato Palomba - è gravemente intriso di pesanti illegittimità costituzionali». Palomba, quindi, ha criticato l'intera struttura della riforma ricordando, infine, come sia possibile per il ministro della Giustizia arrivare addirittura a rifiutare i fondi per le intercettazioni a quegli uffici giudiziari che «magari stanno intercettando dei potenti». Sia Palomba, sia la Ferranti, hanno difeso poi il diritto di cronaca che, se il ddl intercettazioni diventasse legge, verrebbe completamente cancellato. Fino alla chiusura della fase delle indagini preliminari, infatti, sarà impossibile per chiunque pubblicare qualsiasi cosa che riguardi gli atti del procedimento o il contenuto di questi.

Di Pietro: verso stato di polizia. «Stiamo davvero andando verso uno Stato di Polizia, perchè si potrà arrestare chi si vuole senza che il cittadino lo venga a sapere». È questa una delle critiche che il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, muove al disegno di legge. Ma Di Pietro attacca la riforma del governo su quasi tutti i fronti, non solo quello del divieto di informare. Secondo il deputato è «assolutamente assurdo», anche il fatto che vengano caricati solo i tribunali distrettuali della decisione di autorizzare le intercettazioni e di prorogarle: «ma vi rendete conto delle migliaia di carte e di fascicoli che dovranno fare il giro d'Italia solo per mettere in condizione il tribunale distrettuale di valutare le richieste del Pm? E poi parlate tanto di violazione del segreto... Ma con tutto questo prendere e portare gli atti del procedimento, forse - ironizza Di Pietro - si farebbe prima a consegnare gli atti secretati direttamente negli uffici stampa...». «E poi - sottolinea il leader dell'Idv - con questo Ddl diventerà impossibile accertare l'associazione a delinquere, perchè il magistrato per arrivare a dire che c'è una associazione a delinquere, deve prima scoprire tutti i reati che sono stati commessi dalle varie persone. Non può certo, in 60 giorni e con l'obbligo che ci siano gravi indizi di colpevolezza, arrivare a questo risultato». «Questo provvedimento - conclude - è dunque pura follia, ma può trovare una sua giustificazione solo se si persegue uno scopo: quello di garantire l'impunità a qualcuno di voi. Tutto questo ha un senso solo se serve a nascondere ai cittadini le malefatte che qualcuno compie nelle istituzioni».

Udc: riforma indispensabile e attesa. «La riforma sulle intercettazioni è indispensabile e attesa dal Paese. Il provvedimento è migliorabile in Parlamento. I gravi indizi di colpevolezza e il carcere per chi ne pubblica i contenuti restano al momento i due principali nodi da sciogliere. Ci auguriamo che il Governo, dopo aver dimostrato di non voler chiudere le porte al dialogo, non blindi il ddl, ma consenta alle opposizioni di proporre le modifiche necessarie per giungere ad un testo condiviso ed equilibrato». Lo ha affermato il deputato dell'Unione di Centro Roberto Rao, componente della Commissione Giustizia della Camera.

Il Messaggero
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Di Loredana Morandi (del 23/02/2009 @ 13:33:45, in Politica, linkato 1164 volte)
Intercettazioni, Ferranti (Pd) a Costa, contingentate dibattito per non mostrare divisioni

Ferranti (Pd): ddl è grave attacco a libertà di stampa. "La verità è che maggioranza è lacerata su questo provvedimento e non vuole discutere per evitare 'brutte sorprese' e scongiurare che gli elettori di An, Forza Italia e Lega possano comprendere che le norme sulle intercettazioni determinano un grave attacco alla sicurezza dei cittadini. Altro che tutela della privacy!". Così la capogruppo del Pd in commissione Giustizia, Donatella Ferranti, risponde al capogruppo del Pdl, Enrico Costa.
"Non è un caso - aggiunge - che la maggioranza abbia portato in Aula questo provvedimento 'allo scader del mese' per poter usufruire di quella norma del regolamento della Camera che consente il contingentamento il mese successivo. Tradotto: il governo e la maggioranza non vogliono discutere, non vogliono aprire alcun dibattito in parlamento per evitare di mostrate in Aula le proprie divisioni e l'assoluta incoerenza di un provvedimento che in nome di una apparente tutela della riservatezza impedisce l'accertamento dei reati e l'individuazione dei colpevoli".
"Si faceva prima a dire che certe indagini non si possono fare. Si faceva prima a seguire la linea di Berlusconi che è contrario a priori alle intercettazioni e le vuole eliminare. Invece il Governo non ne ha avuto il coraggio e ha creato un sistema di norme macchinoso che però, di fatto, arriva allo stesso risultato ponendo pesanti limitazioni all'uso di questo importante strumento di ricerca della prova. E' un grave attacco a valori essenziali del nostro sistema democratico: dalla effettiva repressione dei reati, alla compressione della libertà di stampa, alla sicurezza dei cittadini". Roma, 23 febbraio 2009


Intercettazioni, Pd: Governo compromette sicurezza in nome di 'lotta politica'

"Finalmente il governo ha confessato il vero scopo del ddl intercettazioni. Nella sua replica in Aula  il sottosegretario Caliendo si è lasciato sfuggire che il governo vede nelle intercettazioni un fastidioso 'strumento di lotta politica e non un mezzo per la ricerca della prova'. Ecco allora il vero motivo per cui devono essere eliminate. Peccato che grazie alle intercettazioni in questi anni sono stati risolti numerosissimi casi, e non solo legati alla criminalità organizzata e al terrorismo". Lo dichiara la deputata del Pd, componente della Commissione Giustizia della Camera, Marilena Samperi, che aggiunge: "con questo provvedimento il governo elimina un importantissimo strumento di indagine, sacrifica la sicurezza dei cittadini, compromette l'efficacia dell'azione investigativa, imbavaglia la stampa e fa carta straccia del diritto ad essere informati. Il ddl intercettazioni è un provvedimento oscurantista che, insieme alle ronde 'fai da te', fa parte di più vasto disegno per indebolire lo stato di diritto e privatizzare la sicurezza. Si tratta dell'ulteriore tassello del piano di deriva autoritaria al quale punta sempre più scopertamente il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi". Roma, 23 febbraio 2009


Sicurezza: Calipari (Pd), "L’ennesimo inganno, nel Decreto anti stupri non ci sono nuove risorse”

“Vengono riciclati 100 milioni già stanziati in Finanziaria”

"Con il decreto approvato dal consiglio dei Ministri siamo alla sicurezza ‘creativa’: infatti, i soldi stanziati per le Forze di polizia non sono affatto risorse aggiuntive ma quelli che restano dopo la scure della Finanziaria, cioè appena 100 milioni, già insufficienti per l’ordinaria amministrazione, figuriamoci per quella straordinaria”. Lo denuncia la capogruppo del Pd in commissione Difesa, Rosa Villecco Calipari, la quale spiega: "la Legge Finanziaria ha tagliato ben 1 miliardo e 600 milioni per la tutela dell’ordine pubblico, la prevenzione e il contrasto del crimine e le frodi fiscali. Quei 100 milioni rimanenti ora vengono riciclati nel decreto nati-stupri e dunque il ministro La Russa, anziché vantarsi di questa nuova beffa del suo governo, farebbe bene a spiegare il blocco del turn over e tagli al personale che, come denunciano i sindacati di polizia  già da alcuni mesi, hanno prodotto un buco di 21.000 agenti. Dunque, mentre si ricorre a provvedimenti straordinari e “creativi”, non si dà attuazione alle norme ordinarie che almeno porterebbero al tanto atteso transito dei volontari delle forze armate che sono già risultati idonei e che hanno già prestato servizio per almeno quattro o sei anni nelle  forze armate". Roma, 23 febbraio 2009
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Di Loredana Morandi (del 23/02/2009 @ 08:53:17, in Politica, linkato 1256 volte)
Certo è una mia impressione, ma non riesco a crederci ...

La Procura generale di Catanzaro propone al gip l'archiviazione
della posizione dell'ex premier e di altre nove persone

Why not, Prodi esce di scena
"Non c'entra con Saldino"

CATANZARO - Dalle indagini fatte "può escludersi che Romano Prodi abbia mai fatto parte di quel gruppo di persone indicato quale 'comitato' di San Marino. Queste persone erano solo di area politica riconducibile a Prodi". E' questo uno dei passaggi più signgificativi della richiesta con cui la Procura generale di Catanzaro ha proposto al gip l'archiviazione della posizione dell'ex premier e di altre nove persone nell'ambito dell'inchiesta Why not.

I dati acquisiti, è scritto nelle 36 pagine della richiesta al gip, "non consentono in alcun modo di ritenere la sussistenza di un effettivo coinvolgimento dell'ex premier nelle manovre affaristiche di Antonio Saladino", l'ex presidente della Compagnia delle Opere della Calabria nei confronti del quale è stato emesso avviso di conclusione indagini insieme ad altre 105 persone.

Al riguardo, gli inquirenti evidenziano come le ipotesi accusatorie per Prodi si basino su dichiarazioni de relato e comunque "generiche e vaghe ed inidonee a fornire dati concreti sui presunti favori di Prodi a Saladino".

I magistrati della Procura generale scrivono che deve essere "rigorosamente escluso" che la dimostrazione di rapporti politici "fra gli indagati costituiscano di per sè elementi di reità "; inoltre, gli accertamenti eseguiti sui tabulati telefonici di Prodi da Gioachino Genchi, consulente dell'ex pm Luigi De Magistris, non sono utilizzabili processualmente.

Infine, gli inquirenti, sottolineano come gli ulteriori accertamenti compiuti dopo l'avocazione su alcune società "non hanno evidenziato" a carico di Prodi "alcun elemento sia pure indiziante".

La Repubblica 23 febbraio 2009

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Di Loredana Morandi (del 23/02/2009 @ 08:50:00, in Politica, linkato 1157 volte)
Roma | 23 febbraio 2009
Intercettazioni: al via esame Ddl .
Di Pietro: si va verso uno stato di polizia

E' cominciato, nell'aula di Montecitorio, l'esame del ddl intercettazioni. Il testo era stato approvato dalla Commissione Giustizia la settimana scorsa con i soli voti della maggioranza e l'astensione dell'Udc. L'Italia dei Valori ha presentato una sua relazione di minoranza. Il Consiglio Superiore della Magistratura ha denunciato i rischi di una possibile lesione dei principi racchiusi nell'Art21 della Costituzione. Lo stesso rischio è stato denunciato dai principali costituzionalisti italiani.

La FNSI e la FIEG , con un documento congiunto che non ha precedenti, hanno parlato di pietra tombale sul diritto di cronaca. 

Il Presidente della Commisisione Giustizia di Montecitorio, Giulia Bongiorno, ha sottolineato che il provvedimento "è un importante passo avanti" ma "l'Assemblea può certamente migliorarlo". Uno dei punti da modificare secondo Bongiorno è quello che vieta la pubblicazione anche per riassunto di tutti gli atti di indagine, anche quelli non coperti da segreto.  Forse si comprime eccessivamente il diritto di cronaca" afferma.

"Stiamo davvero andando verso uno stato di Polizia, perche' si potra' arrestare chi si vuole senza che il cittadino lo venga a sapere". Incalza il leader dell'Idv Antonio Di Pietro nel corso della discussione generale in aula del provvedimento sulle intercettazioni . Ma Di Pietro attacca la riforma del governo su quasi tutti i fronti, non solo quello del divieto di informare.

Secondo il deputato e' "assolutamente assurdo", anche il fatto che vengano caricati solo i tribunali distrettuali della decisione di autorizzare le intercettazioni e di prorogarle: "ma vi rendete conto delle migliaia di carte e di fascicoli che dovranno fare il giro d'Italia solo per mettere in condizione il tribunale distrettuale di valutare le richieste del Pm? E poi parlate tanto di violazione del segreto... Ma con tutto questo prendere e portare gli atti del procedimento, forse - ironizza Di Pietro - si farebbe prima a consegnare gli atti secretati direttamente negli uffici stampa...".

Per l'ex ministro delle Infrastrutture e' poi "pazzesco" che si prevedano le intercettazioni ambientali "solo la' dove si sa che si sta compiendo un reato". "Ma, dico io, se io so che in un determinato luogo si sta compiendo un reato, io che faccio: vado direttamente ad arrestarli oppure chiedo l'autorizzazione per intercettare? Sono norme pazzesche. Se io so che in un certo posto si sta compiendo un reato, io vado ad arrestarli. Punto e basta". Le intercettazioni, infatti, ricorda Di Pietro "servono per scoprire i reati, non servono a niente, quando li ho scoperti". "E poi - sottolinea il leader dell'Idv - con questo Ddl diventera' impossibile accertare l'associazione a delinquere, perche' il magistrato per arrivare a dire che c'e' una associazione a delinquere, deve prima scoprire tutti i reati che sono stati commessi dalle varie persone. Non puo' certo, in 60 giorni e con l'obbligo che ci siano gravi indizi di colpevolezza, arrivare a questo risultato".

"Questo provvedimento - conclude - e' dunque pura follia, ma puo' trovare una sua giustificazione solo se si persegue uno scopo: quello di garantire l'impunita' a qualcuno di voi. Tutto questo ha un senso solo se serve a nascondere ai cittadini le malefatte che qualcuno compie nelle istituzioni".

RaiNews24
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Sincera? Mi sarei sentita più tranquilla se le "ronde" romane fossero curate da Roberto Fiore di Forza Nuova. Perché? Perché Storace pesca nell'associazionismo da Stadio e non potrà governare la teppaglia violenta. Fiore invece dovrebbe gestire una gioventù, che ben sa di essere già nel mirino e che potrebbe trovare nelle ronde una opportunità di "nuova credibilità pubblica". I suoi, infatti, sono ragazzi che hanno già fatto un grande lavoro su temi come la lotta contro la pedofilia. Negli ex Alleanza Nazionale area Storace invece è pesante l'atmosfera anticlericale falso cattolica e il razzismo fine a se stesso..

Fortuna che non ho più l'auto ...

Tutte le novità del decreto anti-stupri:

stop ai domiciliari per i violentatori

ROMA (21 febbraio) - Dalle ronde al patrocinio gratuito per le vittime di violenze sessuali, fino al reato di stalking. Sono solo alcune delle novità contenute nel decreto anti-stupro varato ieri dal Consiglio dei ministri.

Ronde con ex agenti. Il via libera alle ronde previsto dal decreto legge anti-stupri approvato ieri non sarà immediato, ma avverrà dopo la conversione in legge del provvedimento e l'emanazione di un successivo decreto da parte del ministro dell'Interno. Č l'articolo 6 (“Piano straordinario di controllo del territorio”) del dl a prevedere che «i sindaci, previa intesa con il prefetto, possono avvalersi della collaborazione di associazioni tra cittadini non armati al fine di segnalare agli organi di polizia locale, ovvero alle forze di polizia dello Stato, eventi che possano arrecare danno alla sicurezza urbana ovvero situazioni di disagio sociale». I sindaci dovranno avvalersi in via prioritaria di appartenenti, in congedo, delle forze dell'ordine e delle forze armate.

Stupro, niente domiciliari. All'articolo 2 il decreto estende l'obbligatorietà della custodia cautelare in carcere e la conseguente esclusione dai domiciliari per i delitti di prostituzione minorile, pornografia minorile, turismo sessuale, violenza sessuale esclusi i casi di minore gravità, atti sessuali con minorenne e violenza sessuale di gruppo. Si prevede poi l'arresto obbligatorio in flagranza per i casi di stupro, con conseguente possibilità di procedere con rito direttissimo e celebrare il processo anche nell'arco di 48 ore. Si limita quindi, all'articolo 3, l'applicazione dei benefici penitenziari previsti dalla legge Gozzini come permessi premio, lavoro esterno e misure alternative alla detenzione, ai condannati per delitti di violenza sessuale.

Patrocinio gratuito. Per assicurare una più adeguata assistenza legale alle vittime di violenze sessuali, il decreto estende con l'articolo 4 il patrocinio gratuito a spese dello Stato per tutti coloro che subiscono questo tipo di reato, anche in deroga ai limiti di reddito. La senatrice dei Pd Vittoria Franco commenta: ««Siamo ovviamente d'accordo con misure come il gratuito patrocinio, l'arresto cautelare in carcere, o l'ergastolo per chi uccide dopo una violenza. Ma a parte lo stalking non ci sono misure vere di prevenzione della violenza contro le donne. Non si stanziano fondi, non sono previste misure a favore dei centri antiviolenza, come sarebbe invece necessario, non si finanziano in modo massiccio, come si dovrebbe, le forze dell'ordine».

Da marzo 2.500 agenti in più. Il decreto prevede lo stanziamento di fondi per 100 milioni di euro che serviranno, ha spiegato il ministro dell’Interno Roberto Maroni, «a rafforzare il sistema di controllo e di presidio del territorio». In base al provvedimento, saranno poi assunti entro il 31 marzo prossimo altri 2.500 operatori delle forze dell'ordine. Sarà un successivo decreto interministeriale a chiarire le modalità. Poliziotti, carabinieri e finanzieri saranno assunti tra i volontari in ferma breve prefissata risultati idonei nei concorsi degli anni precedenti. Il segretario generale della Silp-Cgil ricorda però che «le forze dell'ordine hanno subito tagli per un miliardo di euro con la manovra finanziaria».

Ergastolo in caso di morte. All'articolo 1 si prevede una modifica al Codice penale in modo da contemplare l'ergastolo in caso di omicidio commesso in occasione dei delitti di violenza sessuale, atti sessuali con un minorenne, violenza sessuale di gruppo e atti persecutori.
Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha commentato: «Il decreto legge anticipa di 100 giorni la tutela giuridica delle donne. La norma è già stata approvata al Senato e ne anticipiamo gli effetti».
Il ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna ha aggiunto: ««Č finito il tempo delle scarcerazioni facili per gli stupratori, che ora sanno di rischiare pure l'ergastolo».

Il nuovo reato di stalking. Si prevede la reclusione da sei mesi a quattro anni per chiunque «molesta o minaccia taluno con atti reiterati ed idonei a cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero a ingenerare un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero a costringere lo stesso ad alterare le proprie scelte o abitudini di vita. La pena aumenta se a molestare è il coniuge, anche se separato o divorziato, o il convivente o il fidanzato (anche ex). Si prevede più carcere anche se la vittima è un minore o un disabile o una donna incinta e se gli atti persecutori sono stati commessi usando armi, o da “persona travisata”.

Videosorveglianza più diffusa. Il piano straordinario di controllo del territorio prevede poi l'utilizzo da parti dei Comuni di sistemi di videosorveglianza in luoghi pubblici o aperti al pubblico. La capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, commenta: «Il Governo è incoerente e contradditorio: oggi Maroni annuncia un potenziamento della videosorveglianza urbana, dimenticandosi che nel ddl intercettazioni il ministro Alfano ha introdotto una norma che equipara le riprese visive e audio visive alle intercettazioni telefoniche per cui tutto ciò che sarà videoripreso senza l'autorizzazione preventiva del tribunale collegiale sarà inutilizzabile ai fini processuali».

La permanenza nei Cie, 6 mesi. Con l'estensione da due a sei mesi del tempo di permanenza nei Centri di identificazione e espulsione (Cie) «potremo garantire il rimpatrio di tutti coloro che sono nei Centri per immigrati, in particolari quelli provenienti dalla Tunisia che sono stati trattenuti in queste settimane a Lampedusa».Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, illustrando il decreto legge anti-stupri. A Lampedusa, ha ricordato, «c'erano oltre 1.000 tunisini, ne sono già stati rimpatriati oltre 120. Ora saranno tutti rimpatriati grazie a questa norma. Noi abbiamo anticipato nel decreto una norma già approvata dal Parlamento europeo per quanto riguarda l'asilo e i rimpatri».


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Di Loredana Morandi (del 20/02/2009 @ 02:25:38, in Politica, linkato 1016 volte)
il 31 dicembre 2009".

Art. 31

(Sostanze attive utilizzate come materia prima per la produzione di medicinali)

1. All’articolo 54, comma 3-bis, del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219, le parole: "dal 1° gennaio 2009" sono sostituite dalle seguenti: "dal 1° gennaio 2010".

Art. 32

(Modifiche al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)

1. Le disposizioni di cui agli articoli 18, comma 1, lettera r), e 41, comma 3, lettera a), del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, si applicano a decorrere dal 16 maggio 2009. 2. Il termine di cui all’articolo 306, comma 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, con riferimento alle disposizioni di cui all’articolo 28, commi 1 e 2, del medesimo decreto legislativo, concernenti la valutazione dello stress lavoro-correlato e la data certa, è prorogato al 16 maggio 2009.

Art. 33

(Commercializzazione di medicinali veterinari omeopatici)

1. All'articolo 24 del decreto legislativo 6 aprile 2006, n. 193, le parole: "31 dicembre 2008" sono sostituite dalle seguenti: "31 dicembre 2009".

Art. 34

(Proroga in materia di farmaci)

1. La disposizione di cui all’articolo 9, comma 1, primo periodo, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, è prorogata fino al 31 dicembre 2009. Con successiva determinazione dell’Agenzia italiana del farmaco, da approvarsi entro il 31 gennaio 2009, sono definiti gli aspetti applicativi.

Art. 35

(Personale degli enti di ricerca)

1. Limitatamente agli enti di ricerca, l’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 7, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nel testo modificato dall’articolo 3, comma 76, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successivamente dall’articolo 46, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, è prorogata al 30 giugno 2009.

Capo XII

Istruzione, universita’ e ricerca

Art. 36

Class action - L'entrata in vigore della disciplina sulle richieste di risarcimento collettive è slittata di nuovo. Ora si parla del primo luglio 2009.
Carceri - Al capo del Dipartimento amministrazione penitenziaria Franco Ionta è attribuito il compito di realizzare nuove strutture carcerarie o ampliare le esistenti.
Diritti dei carcerati - I carcerati potranno avere colloqui e intrattenere una corrispondenza al fine di compiere atti giuridici non più solo con congiunti o avvocati, ma anche con il garante dei diritti dei detenuti.
Sicurezza sul lavoro - Slitta di due anni l'emanazione del testo unico sulla sicurezza sul lavoro.
Autostrade - Revocato per le concessionarie, autostradali e non solo, l'obbligo di gara per tutti i lavori. Europa indietro tutta.
Ici – Le unità immobiliari rurali non sono fabbricati e dunque non dovranno pagare l'Ici.
Nautica - Pesanti sanzioni per chi guida una barca da diporto in stato d'ubriachezza.
Patenti - La nuova normativa sui neopatentati è prorogata di un anno al primo gennaio 2010.
Balneabilità - Slitta di un anno al 31 dicembre 2009 il termine per la nuova normativa sulla balneabilità delle acque. Inquinatori vari, siete avvisati.
Scuola - La riforma del secondo ciclo scolastico è rinviata all'anno 2010/2011. Resta valida l'abilitazione dei docenti ammessi con riserva ai corsi di abilitazione del 2005 e che a quella data avevano maturato 360 giorni di servizio.
Tasse - Prorogato al 31 marzo il termine per l'adozione del decreto del presidente del Consiglio che deve stabilire le modalità di versamento degli acconti Ires e Irap. Prorogata al 2010 l'applicazione delle norme regionali in materia di Irap e tasse automobilistiche non conformi ai poteri attribuiti alle regioni dalla normativa statale.
Comites - Le elezioni per il rinnovo dei Comitati degli italiani all'estero (Comites) e del Consiglio generale degli italiani all'estero, previste per marzo 2009, sono rinviate al 31 dicembre 2010 .
Expo - A Expo 2015 sono destinati 4 milioni di euro per il 2009.
Ente italiano per la montagna - Previsto un contributo di 2,8 milioni di euro per il 2009. Non è dato di sapere cosa farà, oltre che a tengere di nero qualche bilancio.
Benzina - Per le ragioni a statuto ordinario confinanti con l'Austria è costituito un fondo di 3 milioni l'anno per contributi alle persone fisiche per la riduzione del prezzo di benzina e gasolio per l'autotrazione.
Affissioni abusive - Sanatoria generalizzata. Solo mille euro di multa l'anno e per provincia a chi, dal 2005 a oggi, ha affisso manifesti politici abusivi.
Privacy - Una beffa per i cittadini: i dati personali presenti nelle banche dati costituite sulla base degli elenchi telefonici formati prima del primo agosto 2005 sono utilizzabili per fini pubblicitari.
 

Il testo che segue è da considerarsi del tutto ufficioso.

 
Decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207 - Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni finanziarie urgenti. (G.U. n. 304 del 31-12-2008 )

Capo I

Presidenza del consiglio dei ministri

Art. 1

(Servizi radiotelevisivi)

1. Fino alla ratifica del nuovo accordo di collaborazione in campo radiotelevisivo tra la Repubblica italiana e la Repubblica di San Marino, firmato in data 5 marzo 2008, e comunque non oltre il 31 dicembre 2009, il Dipartimento per l'informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri è autorizzato ad assicurare, nell'ambito delle risorse finanziarie del bilancio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la prosecuzione della fornitura dei servizi previsti dalla apposita convenzione con la RAI - Radiotelevisione Italiana S.p.A.

Capo II

Riforme per il federalismo

Art. 2

(Proroga dei termini di cui all’articolo 2, commi 22 e 23, della legge 24 dicembre 2003, n. 350)

1. All’articolo 2, comma 22, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, e successive modificazioni, le parole: "1° gennaio 2008" sono sostituite dalle seguenti: "1° gennaio 2010". 2. All’articolo 2, comma 23, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, e successive modificazioni, le parole: "1° gennaio 2007" sono sostituite dalle seguenti: "1° gennaio 2010".

Capo III

Pubblica amministrazione e innovazione

Art. 3

(Accesso ai servizi erogati in rete dalle pubbliche amministrazioni)

1. All’articolo 35, comma 1, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, le parole: "31 dicembre 2008" sono sostituite dalle seguenti: "31 dicembre 2009".

Art. 4

(Taglia-enti)

1. All'alinea del comma 634 dell’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, le parole: "31 dicembre 2008" sono sostituite dalle seguenti: "31 marzo 2009".

Art. 5

(Validità delle graduatorie delle amministrazioni pubbliche soggette a limitazioni delle assunzioni)

1. Il termine di cui all’articolo 1, comma 100, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, è prorogato al 31 dicembre 2009 e si applica alle graduatorie per le assunzioni a tempo indeterminato approvate successivamente al 1° gennaio 2001 relative alle amministrazioni pubbliche soggette a limitazioni delle assunzioni.

Art. 6

(Concorsi con riserva di posti per le assunzioni nelle pubbliche amministrazioni)

1. Le facoltà di cui all’articolo 3, comma 106, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, possono essere applicate alle procedure concorsuali avviate entro il 30 giugno 2009.

Art. 7

(Società di rilevazione statistica dell’ISTAT)

1. All'articolo 10-bis, comma 5, quinto periodo, del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, le parole: "31 dicembre 2008" sono sostituite dalle seguenti: "30 giugno 2009".

Art. 8

(Accantonamento di risorse per previdenza complementare in favore dei dipendenti della P.A.)

1. Le risorse di cui all’articolo 74, comma 1, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, limitatamente allo stanziamento relativo all’anno 2009, possono essere utilizzate anche ai fini del finanziamento delle spese di avvio dei fondi di previdenza complementare dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche.

Capo IV

Autorita’ garante della concorrenza e del mercato

Art. 9

(Versamento delle sanzioni e comandi di personale )

1. Il termine per il pagamento delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dai decreti legislativi 2 agosto 2007, n. 145, e 2 agosto 2007, n. 146, irrogate nell’anno 2008 dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, è prorogato di trenta giorni. Gli importi da pagare per le suddette sanzioni, anche irrogate negli anni successivi, sono versati fino all’importo di 50.000 euro per ciascuna sanzione, sul conto di tesoreria intestato all’Autorità, da destinare a spese di carattere non continuativo e non obbligatorio; la parte di sanzione eccedente il predetto importo è versata al bilancio dello Stato per le destinazioni previste dalla legislazione vigente. L’ importo di 50.000 euro può essere ridotto o incrementato ogni sei mesi con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, avente natura non regolamentare, in relazione a specifiche esigenze dell’Autorità. 2. I comandi di personale previsti da specifiche disposizioni di legge presso l’Autorità sono annualmente prorogati con provvedimento dell’Autorità stessa, con imputazione della relativa spesa secondo i criteri di cui all’articolo 9, comma 1, della legge 20 luglio 2004, n. 215.

Capo V

Affari esteri

Art. 10

(Elezioni per il rinnovo dei Comitati degli italiani all’estero)

1. Le elezioni per il rinnovo dei Comitati degli italiani all'estero (COMITES) e conseguentemente del Consiglio generale degli italiani all’estero (CGIE) sono rinviate rispetto alla scadenza prevista dall'articolo 8 della legge 23 ottobre 2003, n. 286. Tali elezioni avranno luogo entro il 31 dicembre 2010. 2. Gli attuali componenti dei Comitati degli italiani all’estero restano in carica fino alla data di entrata in funzione dei nuovi Comitati.

Capo VI

Interno

Art. 11

(Contrasto al terrorismo internazionale)

1. All’articolo 7, comma 1, del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155, le parole : "fino al 31 dicembre 2008" sono sostituite dalle seguenti: "fino al 31 dicembre 2009".

Art. 12

(Mantenimento in bilancio delle disponibilità finanziarie concernenti l’istituzione di uffici periferici dello Stato nelle nuove province, nonché requisiti di servizio previsti per la promozione a viceprefetto)

1. In applicazione dell’articolo 4-bis, comma 4, del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 agosto 2008, n. 129, le disponibilità finanziarie recate dalle leggi 11 giugno 2004, n. 146, 11 giugno 2004, n. 147, e 11 giugno 2004, n. 148, ed esistenti alla chiusura dell’esercizio finanziario 2008 nella pertinente unità previsionale di base dello stato di previsione del Ministero dell’interno, nell’ambito della missione Fondi da ripartire al programma Fondi da assegnare, sono conservate nel conto dei residui per essere utilizzate nell’esercizio successivo. 2. All’articolo 36, comma 5, secondo periodo, del decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 139, le parole: "1° gennaio 2009," sono sostituite dalle seguenti: "1° gennaio 2011,".

Capo VII

Difesa

Art. 13

(Emanazione del regolamento in materia di cause di servizio e indennizzi)

1. Il termine per l’emanazione del regolamento di cui all’articolo 2, comma 79, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, è prorogato al 31 marzo 2009. 2. Il regolamento di cui al comma 1, inteso a disciplinare, entro il limite massimo di spesa stabilito nell’articolo 2, comma 78, della predetta legge n. 244 del 2007, termini e modalità per il riconoscimento della causa di servizio e di adeguati indennizzi in favore dei soggetti indicati nel medesimo comma, è emanato, ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sulla proposta del Ministro della difesa, di concerto con i Ministri dell’economia e delle finanze, dell’interno e del lavoro, della salute e delle politiche sociali. 3. Le somme iscritte in bilancio, in applicazione dell’articolo 2, comma 78, della predetta legge n. 244 del 2007, non impegnate al 31 dicembre 2008, sono mantenute in bilancio nel conto dei residui per essere utilizzate nell’esercizio successivo.

Art. 14

(Proroga di termini per l’Amministrazione della difesa)

1. All’articolo 60-ter, comma 1, del decreto legislativo 30 dicembre 1997, n. 490, le parole: "fino all’anno 2009" sono sostituite dalle seguenti: "fino all’anno 2015". 2. All’articolo 61 del decreto legislativo 30 dicembre 1997, n. 490, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 3, le parole: "fino al 2009" sono sostituite dalle seguenti: "fino all’anno 2015"; b) al comma 4-bis, le parole: "fino all’anno 2009" sono sostituite dalle seguenti: "fino all’anno 2015"; c) al comma 5-bis, le parole: "fino all’anno 2009" sono sostituite dalle seguenti: "fino all’anno 2015". 3. Dall’applicazione dei commi 1, 2 e 8 non devono derivare maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. 4. All’articolo 26, comma 1, del decreto legislativo 5 ottobre 2000, n. 298, le parole: "al 2008" sono sostituite dalle seguenti: "al 2009". 5. Al comma 4 dell’articolo 2 del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, le parole: "31 dicembre 2009", sono sostituite dalle seguenti:" 31 dicembre 2011". 6. L’Agenzia industrie difesa, di cui all’articolo 22 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, è autorizzata a prorogare fino al 31 dicembre 2011 i contratti di lavoro stipulati ai sensi dell’articolo 13, comma 8, del decreto del Presidente della Repubblica 15 novembre 2000, n. 424. 7. Per le strutture periferiche del Ministero della difesa, l’applicazione dell’articolo 3, comma 83, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, è differita al 31 dicembre 2009. 8. Il periodo transitorio di cui all'articolo 7, comma 6, del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 165, e successive modificazioni, è prorogato di 2 anni. 15

Art. 15

(Proroga di termini in materia di accantonamenti)

1. Le quote che risultano accantonate al 31 dicembre 2008 ai sensi dell’articolo 1, comma 758, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, sono mantenute in bilancio nel conto dei residui per essere utilizzate nell’esercizio successivo. 2. Le somme conservate nel conto residui, ai sensi dell’articolo 22, comma 13, della legge 27 dicembre 2006, n. 298, non utilizzate nell’anno 2008, sono ulteriormente conservate nel conto residui per essere utilizzate nell’esercizio finanziario 2009.

Capo VIII

Sviluppo economico

Art. 16

(Proroga dei termini di cui al codice delle assicurazioni)

1. All’articolo 354, comma 4, del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, come modificato dall’articolo 4, comma 8, del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 agosto 2008, n. 129, le parole: "e comunque non oltre dodici mesi dopo il termine previsto dal comma 2 dell’articolo 355" sono sostituite dalle seguenti: "e comunque non oltre diciotto mesi dopo il termine previsto dal comma 2 dell’articolo 355".

Art. 17

(Proroga dei termini per l’impegno delle risorse di cui all’articolo 148 della legge 23 dicembre 2000, n. 388)

1. Le risorse di cui all’articolo 148 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni, riassegnate nell’anno 2008 e non impegnate al termine dell’esercizio, permangono per l’anno 2009 nelle disponibilità del fondo di cui al comma 2 del citato articolo 148, iscritto nello stato di previsione della spesa del Ministero dello sviluppo economico. 2. Il Ministro dell’economia e delle finanze é autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 18

Art. 18

(Liquidazione coatta amministrativa dei consorzi agrari)

1. I termini di cui all’articolo 26, comma 1, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, relativi alla chiusura delle procedure di liquidazione coatta amministrativa dei consorzi agrari, nonché relativi al termine per l’adeguamento degli statuti dei consorzi agrari medesimi, sono prorogati al 31 dicembre 2009.

Art. 19

(Class action)

1. All’articolo 2, comma 447, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, come modificato dall’articolo 36 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, le parole: «decorso un anno» sono sostituite dalle seguenti: «decorsi diciotto mesi».

Art. 20

(Proroga dei termini per il riordino ed il riassetto delle partecipazioni societarie dell'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa S.p.A.)

1. All'articolo 28, comma 1, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, le parole: «31 dicembre 2008» sono sostituite dalle seguenti: «30 giugno 2009».

Art. 21

(Differimento di termini in materia di distributori stradali di gas di petrolio liquefatto per autotrazione (GPL))

1. Il termine di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 24 ottobre 2003, n. 340, per l’adeguamento degli impianti esistenti di distribuzione stradale di GPL per autotrazione, la cui capacità complessiva resti limitata fino a 30 m3, è differito al 31 dicembre 2009.

 

Capo IX

Politiche agricole alimentari e forestali

 

Art. 22

(Disposizioni in materia di pesca)

1. All’articolo 2, comma 4, della legge 21 maggio 1998, n. 164, le parole: "fino al 31 dicembre 2008" sono sostituite dalle seguenti: "fino al 31 dicembre 2009". 2. Nel decreto-legge 3 novembre 2008, n. 171, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 dicembre 2008, n. 205, è soppresso il numero 3) della lettera c) del comma 1 dell’articolo 1, e sono abrogati gli articoli 4-quater e 4-septiesdecies .

Art. 23

(Disposizioni relative all’Ente per lo sviluppo dell’irrigazione e la trasformazione fondiaria di Puglia, Basilicata ed Irpinia - EIPLI)

1. All’articolo 26, comma 6, secondo periodo, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, le parole: "fino al 31 dicembre 2008" sono sostituite dalle seguenti: "fino al 30 giugno 2009".

Capo X

Infrastrutture e trasporti

Art. 24

(Limitazioni alla guida)

1. All’articolo 2, comma 2, del decreto-legge 3 agosto 2007, n. 117, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 ottobre 2007, n. 160, e successive modificazioni, le parole: "1° gennaio 2009" sono sostituite dalle seguenti:" 1° gennaio 2010".

Art. 25

(Canoni per l’utilizzo dell’infrastruttura ferroviaria nazionale)

1. All’articolo 17, comma 10, del decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 188, come da ultimo modificato dall’articolo 17 del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, le parole: "e comunque non oltre il 31 dicembre 2008" sono sostituite dalle seguenti: "e comunque non oltre il 31 dicembre 2009".

 

Art. 26

(Proroghe convenzioni Tirrenia)

1. Al fine di pervenire alla completa liberalizzazione del settore del cabotaggio marittimo attraverso il completamento, entro il 31 dicembre 2009, del processo di privatizzazione delle società esercenti i servizi di collegamento ritenuti essenziali per le finalità di cui all’articolo 8 della legge 20 dicembre 1974, n. 684, e agli articoli 1 e 8 della legge 19 maggio 1975, n. 169, e successive modificazioni, a condizioni che assicurino la migliore valorizzazione delle suddette società, le convenzioni attualmente in vigore sono prorogate fino al 31 dicembre 2009, nei limiti degli stanziamenti di bilancio in essere. Conseguentemente al comma 999 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, le parole: "le convenzioni", ovunque ricorrenti, sono sostituite dalle seguenti: "le nuove convenzioni".

Art. 27

(Indagine conoscitiva sui servizi ferroviari)

1. Ai fini della prosecuzione dei contratti di servizio e degli accordi in essere, il termine di cui all’articolo 2, comma 253, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, come modificato dal comma 2 dell’articolo 17 del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, è differito al 30 giugno 2009.

 

Art. 28

(Diritti aeroportuali)

1. All’articolo 21-bis del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, le parole: " 31 dicembre 2008 " sono sostituite dalle seguenti: "31 dicembre 2009".

Art. 29

(Concessioni aeroportuali)

1. All’articolo 18, comma 1, lettera b), del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, le parole: "31 dicembre 2008" sono sostituite dalle seguenti: " 31 dicembre 2009".

Capo XI

Lavoro, salute e politiche sociali

Art. 30

(Delimitazione delle aree di balneabilità delle acque)

1. All'articolo 17, comma 4, del decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 116, le parole: "entro il 31 dicembre 2008" sono sostituite dalle seguenti: "entro
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