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 risveglio dorato... di Lunadicarta
 
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Vista la "cannibalizzazione telematica" di uno dei motti storici della Magistratura Associata, si informano Luigi de Magistris e Italia dei Valori che i nomi e i loghi di Artists Against War in Italia sono copyright della Associazione Argon.

Loredana Morandi
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 06/02/2009 @ 10:05:03, in Politica, linkato 1066 volte)

Sulla questione migranti sono completamente d'accordo...L.M.

La nuova civiltà dell'odio

di GIUSEPPE D'AVANZO

Quel che è accaduto al Senato con l'approvazione delle nuove leggi per la sicurezza è elementare nella sua barbarie. Per un atto di ossequio politico ai desideri xenofobi della Lega, si sono dichiarati inattuali e fuori legge i diritti degli uomini, delle donne, dei bambini che non sono nati qui da noi, che non sono cittadini italiani; che non hanno il permesso di soggiorno anche se nati in Italia; che non vivono in una casa ritenuta igienicamente adeguata dal sindaco; che non conoscono l'italiano; che stanno come una mosca sul naso della "guardia nazionale padana" (ora potrà collaborare con le polizie). La notizia è allora questa: le nuove leggi inaugurano una nuova stagione della civiltà del nostro Paese.

E' una stagione livida, odiosa, crudele, foriera di intolleranze e conflitti perché esclude dall'ordine giuridico e politico dello Stato i diritti della nuda vita naturale di 800 mila residenti non-cittadini, migranti privi di permesso di soggiorno, un'esclusione che si farà sentire anche sulle condizioni di vita e di lavoro degli oltre tre milioni di immigrati regolari.

Lo stato di eccezione, che la destra di Berlusconi e Bossi ha adottato fin dal primo giorno come paradigma di governo, diventa così regola. Con un tratto di penna, centinaia di migliaia di non-cittadini, in attesa di permesso di soggiorno - che spesso già vivono nelle nostre case come badanti, che puliscono i nostri uffici, cucinano nei nostri ristoranti, lavorano nei nostri cantieri e fabbriche - perderanno ogni diritto protetto dalla Costituzione, dalla Carta dei diritti fondamentali dell'uomo, dalle convenzioni internazionali (il diritto all'uguaglianza, il diritto alla salute, il diritto alla dignità della persona). Nemmeno i bambini potranno curarsi in un ospedale pubblico senza essere denunciati (abolito il divieto di denuncia per i medici).

I migranti senza carta troveranno sempre più difficoltà nel trovare un alloggio. Non potranno spedire a casa alcuna rimessa, il denaro guadagnato qui. Dovranno mostrare i documenti alle "ronde", improvvisate custodi di un privato ordine sociale. Vivranno nelle nostre città con il fiato sospeso, con il terrore di essere fermati dalle polizie, in compagnia dell'infelice pensiero di essere scaraventati da un'ora all'altra in un vuoto di diritto, da un giorno all'altro rimpatriati in terre da dove sono fuggiti per fame, povertà, paura.

Sono senza cittadinanza, sono senza "visto", saranno senza diritti: questo è il nucleo ideologico che la Lega ha imposto alla maggioranza che lo ha condiviso. I diritti "nostri" diventano gli strumenti per cancellare i diritti degli altri, di quelli che sono venuti "in casa nostra". Si sapeva da tempo - lo ha scritto qui Stefano Rodotà - che questo "pacchetto" di norme avrebbe creato un vero e proprio "diritto penal-amministrativo della disuguaglianza" in contrasto con i precetti della Costituzione. è accaduto di più e di peggio.

Quel profilo di legalità costituzionale, il precetto che impegna la Repubblica "a riconoscere e garantire i diritti inviolabili dell'uomo", ad "adempiere ai doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale", è apparso a una destra spavaldamente xenofoba null'altro che "un fantasma senz'anima". Più che di incostituzionalità bisogna parlare di anticostituzionalità, come ha già fatto Gustavo Zagrebelsky. Bisogna prendere oggi atto del passaggio da una Costituzione a un'altra.

Va registrato questo salto nel vuoto, uno slittamento che - con il cinico progetto di trasformare la paura in utile politico - prepara una condicio inhumana per il popolo dei "senza": dei senza permesso, dei senza casa, dei senza patria. è una nuova Costituzione, non ancora scritta o discussa, che disegna una società di diseguali, "premessa dell'ingiustizia, della discriminazione, dell'altrui disumanizzazione".

E' una deriva coerente con quanto il governo Berlusconi e la sua destra ci hanno mostrato in questi mesi. L'indifferenza per l'universalità dei diritti della nuova legge si connette alla distruzione della funzione parlamentare, prepara la dipendenza della funzione giudiziaria, annuncia la fine della separazione dei poteri. Lo scambio tra Berlusconi e Bossi è manifesto anche per chi non ha voglia di vederlo o fronteggiarlo. Alla Lega, federalismo e leggi xenofobe contro i non-cittadini. Al Capo, la vendetta sulla magistratura e la concentrazione del potere. Così, passo dopo passo, legge dopo legge, la nostra democrazia liberale cambia pelle per diventare democrazia autoritaria.

Non ci si deve rassegnare a quest'esito. Non ci si può rassegnare. La bocciatura del governo al Senato in tre votazioni dimostra che qualche mal di pancia c'è nella maggioranza. Svela che non tutti, in quel campo, accettano che la politica dell'immigrazione diventi, nelle mani della Lega, esclusiva questione di polizia e dispositivo di esclusione e non di integrazione. Si può, si deve credere con disincanto che qualche argomento, nel prossimo dibattito alla Camera, possa far leva sui più ragionevoli e pragmatici. E' vero, psicologia sociale e cinismo politico tendono a ingrassare, con la complicità dei media, la diffidenza nelle relazioni tra le persone e tra le comunità. Come è vero che l'appello alla legalità costituzionale suona impotente e inutile in ampie aree del Paese.

E tuttavia a quel ceto politico, a quell'opinione pubblica si può dimostrare come il registro disumano delle nuove leggi non protegge la sicurezza del nostro Paese. La minaccia. Come la persecuzione degli immigrati non conviene al Paese. L'esercito di badanti che oggi accudisce i nostri anziani (sono 411.776 colf e badanti in attesa del "visto") consente un welfare privato, dopo il tracollo di quello pubblico, anche a famiglie non privilegiate, dal reddito modesto. Chi può ignorare che quelle braccia che oggi dichiariamo fuori legge consentono al nostro sistema delle imprese di competere su mercati internazionali o di tenersi a galla in tempi difficili? O chi può dimenticare che il contributo al prodotto interno lordo della manodopera straniera sostiene il pagamento delle pensioni di tutti?

Anche chi volesse ignorare tutto questo dovrebbe fare i conti con una constatazione concreta. Le nuove leggi di uno Stato punitivo e "cattivo", come piace dire al ministro dell'Interno Maroni, consegneranno una massa crescente di non-cittadini migranti a organizzazioni criminali che si occuperanno del loro alloggio, dei loro risparmi, finanche della loro salute rendendo più insicuro e fragile il Paese. è un'illusione - e sarà presto un pericolo - credere che "noi" cittadini possiamo negare ogni riconoscimento, anche di una nuda umanità, a "loro", ai non-cittadini. Questa strategia persecutoria per quanto tempo credete che sarà accettata in silenzio? Il nostro Paese, già diviso da ostinate contrapposizioni domestiche, non ha bisogno anche di conflitti razziali.

(La Repubblica 6 febbraio 2009)
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Di Loredana Morandi (del 06/02/2009 @ 09:48:06, in Politica, linkato 1009 volte)

Approvato il testo del provvedimento del ministro della Giustizia
Il testo regola anche i rapporti tra Pm e polizia giudiziaria

Riforma del processo penale
via libera in Cdm al disegno di legge

ROMA - Il Consiglio dei ministri ha dato il suo via libera al disegno di legge di riforma del processo penale del ministro della Giustizia Angelino Alfano. "si tratta di un testo lungamente elaborato su cui c'è stato voto unanime" ha detto Silvio Berlusconi.

Nel disegno di legge c'è di tutto, un altro ddl monstre come quello sulla sicurezza: i rapporti di potere tra pm e polizia giudiziaria (a vantaggio della seconda), quelli delle difese sul giudice (più possibilità di ricusazioni e di astensioni), quelli di via Arenula sulle toghe, il cui lavoro sarà monitorizzato di continuo.

Le novità, ha spiegato il ministro, riguardano l'introduzione della regola della comunicazione online nel processo penale e civile; la digitalizzazione della giustizia e "misure che sgraveranno il sistema di formalismi e consentiranno risparmi come le notifiche". Alfano ha sottolineato, riferendosi alla elezione dei vice procuratori onorari presso i giudici di pace, che "per la prima volta abbiamo reso effettivo un principio previsto dalla Costituzione che è la partecipazione del popolo all'amministrazione della giustizia".

Le novità continuano con la stesura di rapporti ogni tre mesi e, per chi sgarra, sanzioni disciplinari. Contro le notizie di reato "coperte" da un'iscrizione anonima l'obbligo di nome e cognome ben chiaro. Stretta sulle competenze del pm in fatto di reati. Il segretario dell'Anm Giuseppe Cascini diceva ieri sugli ascolti che "tanto varrebbe abolirli" piuttosto che fare il ddl del governo.

IL ministro ha inoltre sottolineato che le deleghe riguardano il sistema di notificazioni, le misure cautelari, la sospensione del processo per gli irreperibili, la digitalizzazione e l'elezione dei viceprocuratori onorari presso i giudici di pace. "Entro breve - ha poi aggiunto il ministro - ci saranno quindi nuove norme".

"Il testo punta all'obiettivo di garantire il giusto processo con la perfetta parità tra accusa e difesa, rendendo effettivo l'articolo 111 della Costituzione - ha commentato Alfano - Abbiamo reso piu' efficace la lotta alla piccola criminalità".

Secondo il ministro "le forze di sinistra, l'opposizione di centro e anche l'Anm potranno ritrovare le proposte che ci hanno fatto pervenire in questi mesi".

(La Repubblica 6 febbraio 2009)
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Di Loredana Morandi (del 05/02/2009 @ 14:39:48, in Politica, linkato 1084 volte)

In merito alla tassa ai migranti non ho parole, salvo per dire che quanto meno dovremmo poterci aspettare che siano evitate le truffe degli internet point a questa povera gente. Sull'obbligo per i medici di denunciare i clandestini finanche la CEI, la conferenza dei Vescovi, si oppone: Loro non denunceranno nessuno.


E' interessante invece e da studiare la norma in merito al reato di "apologia", direi che il clone del presidente della Prometeo Onlus può iniziare a chiudere i battenti del suo blog, così come altri che fan bella mostra di "reati" come il sito *porno* del cartello sardo, che istiga addirittura un comitato contro la sottoscritta. Nel calderone ci metterei dentro anche certe associazioni del file sharing, vedi Pirate Bay Italia, che usano alla Giustizia italiana una tal boria da pubblicare addirittura i propri esposti contro la magistratura di Bergamo. E dubito che il dlgs 70/2003 possa aver titolo alcuno per giustificare questi comportamenti rei di calunnia e pubblicazione.

Grande l'emendamento di Felice Casson, e sono contenta anche per i writers. Insomma, questo decreto sicurezza non è proprio tutto da buttar via.

Con 154 sì, 135 no e un astenuto approvato l'emendamento della Lega
Il testo fissa da 80 a 200 euro la tassa per il permesso di soggiorno

Clandestini denunciati dai medici
Sì del Senato alla norma contestata

Nel decreto sicurezza approvati anche schedatura dei clochard e ronde padane
Stretta su internet: vietati i siti su mafia, violenza, razzismo

ROMA - I medici potranno denunciare all'autorità giudiziarie gli immigrati clandestini. Le persone senza fissa dimora saranno schedate. La tassa per il permesso di soggiorno è fissata da 80 a 200 euro. Autorizzate inoltre le "ronde padane" ma non armate. Dopo che il governo ieri è stato battuto tre volte sulla stretta sui centri di permanenza e sui ricongiungimenti familiari, oggi il Senato è andato avanti rapidamente nelle votazioni degli ultimi dei 55 articoli e ha approvato il disegno di legge sulla sicurezza pubblica con 154 voti favorevoli, 114 contrari e nessun astenuto. Il provvedimento passa ora all'esame della Camera.

Carcere e tassa permesso di soggiorno. Il Senato ha cominciato con l'emendamento della Lega che cancella la norma per cui il medico non deve denunciare lo straniero che si rivolge a strutture sanitarie pubbliche. L'emendamento, passato con 156 sì, 132 no, un astenuto, oltre a dare la possibilità ai medici di denunciare i clandestini che si rivolgono per cure alle strutture sanitarie pubbliche, prevede il carcere fino a quattro anni per i clandestini che rimangono sul territorio nazionale nonostante l'espulsione e fissa da 80 a 200 euro la tassa per il permesso di soggiorno.

Veltroni: "Dottori-poliziotti, inumano e razzista". Prima che il Senato desse il via libera alla possibilità del medico di denunciare i clandestini, l'opposizione si è appellata al "buonsenso" per non introdurre una norma che "riduce il medico a fare il delatore", costringendo i clandestini a "non farsi curare per paura". Venendo così contro ai più elementari diritti umani che vengono prima di quelli della cittadinanza.

A voto avvenuto, Walter Veltroni ha duramente criticato la norma, definendo l'idea dei medici-poliziotti "inumana e razzista". "Considero questo emendamento - ha detto il segretario del Pd - una cosa vergognosa. L'idea di creare le condizioni per le quali persone che sono ammalate abbiano paura di farsi curare è un'idea inumana, è un'idea che meriterebbe una risposta, da parte di tutti coloro i quali hanno a cuore la vita, molto forte e determinata".

Il senatore Daniele Bosone, ha osservato che questa norma "straccia il codice deontologico dei medici" e si corre "il concreto rischio di incentivare una medicina parallela che gli illegali utilizzeranno per non essere denunciati se vanno in ospedale o da un medico". Secondo Bosone, peraltro, il rischio che "clandestini con malattie che portano dal loro paese non si faranno curare" con conseguenze per la stessa sanità pubblica.

Nasce il registro dei clochard. I clochard che vivono in Italia dovranno essere iscritti in un registro nazionale che verrà istituito presso il ministero dell'Interno. L'Aula di palazzo Madama ha approvato l'articolo 44 del ddl sicurezza che prevede la schedatura dei senza fissa dimora da avviare entro 180 giorni dall'entrata in vigore della legge.

Sì alle "ronde padane". Il Senato ha approvato l'articolo 46 del ddl sicurezza che istituzionalizza le cosiddette "ronde padane". Nella norma si prevede, infatti, che gli enti locali saranno "legittimati ad avvalersi della collaborazione di associazioni tra cittadini al fine di segnalare agli organi di polizia locale eventi che possano arrecare danno alla sicurezza urbana ovvero situazioni di disagio ambientale". Ma, grazie a un emendamento del Pd, primo firmatario Felice Casson, le ronde non potranno girare armate e non potranno "cooperare nello svolgimento dell'attività di presidio del territorio" così come era stato previsto invece nel testo licenziato dalla commissione Giustizia del Senato.

Ok a norma contro apologia mafia sul web. Il Senato ha approvato nel ddl sicurezza l'emendamento proposto dal capogruppo Udc Gianpiero D'Alia, riformulato e quindi accolto dal governo, che vieta l'apologia o l'incitamento via Internet o telematica in genere dell'attività della criminalità organizzata, delle associazioni eversive, nonché di incitamento alla violenza sessuale, all'odio etnico, razziale e religioso. Fenomeni come quelli dei gruppi pro-Riina apparsi su Facebook, quindi, non saranno più ammessi.

Non più carcere per i writers. Alla fine la Lega la spunta e per i writers non si prevede più il carcere. Mentre le multe si riducono a meno della metà. L'Aula del Senato ha infatti approvato alcuni emendamenti del Carroccio che eliminano dal ddl del governo la previsione del carcere per chi imbratta i muri delle città. Si stabilisce anche che chiunque venda bombolette spray a minorenni con vernici non biodegradabili venga punito con una sanzione amministrativa fino a 1.000 euro. La nuova formulazione dell'articolo 7 del ddl, dunque, prevede che sia necessaria la querela di parte solo nel caso in cui vengano imbrattati "beni mobili"; per tutti i beni immobili e per i mezzi di trasporto pubblici o privati, si procederà d'ufficio. La multa per i writers va da 300 a mille euro; ma se il fatto è commesso su cose di interesse storico o artistico, la multa sale da 1.000 a 1.500 euro (nel testo licenziato dalla commissione era fino a 3.000).

Niente tasse arretrate su beni mafia sequestrati. Nel caso in cui lo Stato confischi beni, aziende o società alla criminalità organizzata si estingueranno i crediti erariali, cioè non si dovranno più pagare le tasse arretrate. L'Aula di palazzo Madama ha infatti approvato un emendamento al ddl sicurezza presentato dai relatori Carlo Vizzini e Filippo Bertelli.

(La Repubblica 5 febbraio 2009)
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Di Loredana Morandi (del 04/02/2009 @ 12:41:57, in Politica, linkato 3751 volte)
La modifica è stata approvata a larghissima maggioranza
L'inasprimento del carcere duro previsto nel 41-bis
(Ddl Senato 733 4.2.2009)
Via libera all'inasprimento delle norme previste dall'articolo 41-bis sul regime di carcere duro per i reati di mafia e di criminalità organizzata, terroristica o eversiva. L'Aula del Senato, con un voto bipartisan a larghissima maggioranza, ha infatti approvato l'articolo 34 del ddl sulla sicurezza che aumenta la durata del regime e introduce norme ancora più restrittive. La durata del regime di carcere duro è stabilita in quattro anni rinnovabili di altri due in caso di necessità, ossia quando risulta che la capacità di mantenere collegamenti con l’associazione criminale, terroristica o eversiva non è venuta meno, tenuto conto anche del profilo criminale e della posizione rivestita dal soggetto in seno all’associazione. I detenuti sottoposti a questo regime speciale dovranno essere ospitati in istituti loro esclusivamente dedicati, preferibilmente nelle isole. I colloqui tra i detenuti e le loro famiglie dovranno sempre essere ascoltati e registrati. Inoltre, i colloqui con i difensori non potranno essere più di tre a settimana. La permanenza all'aperto continuerà a essere consentita ma con maggiori restrizioni: non potrà superare le due ore e non ne potranno godere più di quattro detenuti alla volta. Saranno poi introdotti alcuni accorgimenti per evitare che si comunichi tra detenuti e si scambino oggetti.
La modifica, come tutto il provvedimento, deve ora passare all'esame della Camera.(04 febbraio 2009)
 
Ddl Senato 733 - Disposizioni in materia di sicurezza pubblica

[...]

Art. 34.

(Modifiche all’articolo 41-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354)

1. All’articolo 41-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) comma 1, le parole: «il Ministro di grazia e giustizia» sono sostituite dalle seguenti: «il Ministro della giustizia»;

b) al comma 2, primo periodo, dopo la parola: «4-bis» sono inserite le seguenti: «o comunque per un delitto che sia stato commesso avvalendosi delle condizioni o al fine di agevolare l’associazione di tipo mafioso»;

c) al comma 2, dopo il primo periodo, è aggiunto il seguente: «In caso di unificazione di pene concorrenti o di concorrenza di più titoli di custodia cautelare, la sospensione può essere disposta anche quando sia stata espiata la parte di pena o di misura cautelare relativa ai delitti indicati nell’articolo 4-bis.»;

d) il comma 2-bis è sostituito dal seguente:

«2-bis. Il provvedimento emesso ai sensi del comma 2 è adottato con decreto motivato del Ministro della giustizia, anche su richiesta del Ministro dell’interno, sentito l’ufficio del pubblico ministero che procede alle indagini preliminari ovvero quello presso il giudice procedente e acquisita ogni altra necessaria informazione presso la Direzione nazionale antimafia, gli organi di polizia centrali e quelli specializzati nell’azione di contrasto alla criminalità organizzata, terroristica o eversiva, nell’ambito delle rispettive competenze. Il provvedimento medesimo ha durata pari a quattro anni ed è prorogabile nelle stesse forme per successivi periodi, ciascuno pari a due anni. La proroga è disposta quando risulta che la capacità di mantenere collegamenti con l’associazione criminale, terroristica o eversiva non è venuta meno, tenuto conto anche del profilo criminale e della posizione rivestita dal soggetto in seno all’associazione, della perdurante operatività del sodalizio criminale, della sopravvenienza di nuove incriminazioni non precedentemente valutate, degli esiti del trattamento penitenziario e del tenore di vita dei familiari del sottoposto. Il mero decorso del tempo non costituisce, di per sé, elemento sufficiente per escludere la capacità di mantenere i collegamenti con l’associazione o dimostrare il venir meno dell’operatività della stessa.»;

e) il comma 2-ter è abrogato;

f) al comma 2-quater:

1) all’alinea, al primo periodo è premesso il seguente: «I detenuti sottoposti al regime speciale di detenzione devono essere ristretti all’interno di istituti a loro esclusivamente dedicati, collocati preferibilmente in aree insulari, ovvero comunque all’interno di sezioni speciali e logisticamente separate dal resto dell’istituto e custoditi da reparti specializzati della polizia penitenziaria» e nel primo periodo le parole: «può comportare» sono sostituite dalla seguente: «prevede»;

2) alla lettera b):

2.1) nel primo periodo, le parole: «in un numero non inferiore a uno e non superiore a due» sono sostituite dalle seguenti: «nel numero di uno»;

2.2) nel terzo periodo le parole: «I colloqui possono essere» sono sostituite dalle seguenti: «I colloqui vengono» e alle parole: «può essere autorizzato» sono premesse le seguenti: «solo per coloro che non effettuano colloqui»;

2.3) dopo il terzo periodo è inserito il seguente: «I colloqui sono comunque videoregistrati»;

2.4) all’ultimo periodo, dopo le parole: «non si applicano ai colloqui con i difensori» sono aggiunte le seguenti: «con i quali potrà effettuarsi, fino ad un massimo di tre volte alla settimana, una telefonata o un colloquio della stessa durata di quelli previsti con i familiari»;

3) nella lettera f), le parole: «cinque persone» sono sostituite dalle seguenti: «quattro persone», le parole: «quattro ore» sono sostituite dalle seguenti: «due ore» ed è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Saranno inoltre adottate tutte le necessarie misure di sicurezza anche attraverso accorgimenti di natura logistica sui locali di detenzione, volte a garantire che sia assicurata la assoluta impossibilità di comunicare tra detenuti appartenenti a diversi gruppi di socialità, scambiare oggetti e cuocere cibi»;

g) il comma 2-quinquies è sostituito dal seguente:

«2-quinquies. Il detenuto o l’internato nei confronti del quale è stata disposta o prorogata l’applicazione del regime di cui al comma 2, ovvero il difensore, possono proporre reclamo avverso il procedimento applicativo. Il reclamo è presentato nel termine di venti giorni dalla comunicazione del provvedimento e su di esso è competente a decidere il tribunale di sorveglianza di Roma. Il reclamo non sospende l’esecuzione del provvedimento»;

h) il comma 2-sexies è sostituito dal seguente:

«2-sexies. Il tribunale, entro dieci giorni dal ricevimento del reclamo di cui al comma 2-quinquies, decide in camera di consiglio, nelle forme previste dagli articoli 666 e 678 del codice di procedura penale, sulla sussistenza dei presupposti per l’adozione del provvedimento. All’udienza le funzioni di pubblico ministero possono essere altresì svolte da un rappresentante dell’ufficio del procuratore della Repubblica di cui al comma 2-bis o del Procuratore nazionale antimafia. Il procuratore nazionale antimafia, il procuratore di cui al comma 2-bis, il procuratore generale presso la corte d’appello, il detenuto, l’internato o il difensore possono proporre, entro dieci giorni dalla sua comunicazione, ricorso per cassazione avverso l’ordinanza del tribunale per violazione di legge. Il ricorso non sospende l’esecuzione del provvedimento ed è trasmesso senza ritardo alla Corte di cassazione. Se il reclamo viene accolto, il Ministro della giustizia, ove intenda disporre un nuovo provvedimento ai sensi del comma 2, deve, tenendo conto della decisione del tribunale di sorveglianza, evidenziare elementi nuovi o non valutati in sede di reclamo»;

i) dopo il comma 2-sexies è aggiunto il seguente:

«2-septies. Per la partecipazione del detenuto o dell’internato all’udienza si applicano le disposizioni di cui all’articolo 146-bis delle norme di attuazione, di cordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271».

CittadinoLex

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Di Loredana Morandi (del 04/02/2009 @ 12:24:20, in Politica, linkato 1139 volte)
Che la formazione socio culturale della velina stia finalmente subendo il giusto declino?

Chirurgia plastica: Martini, presto stop ritocchi seno per minorenni

Roma, 4 feb. (Adnkronos Salute) - Addio al sogno di un seno esplosivo prima dei 18 anni. Presto le ragazzine che puntano al ritocco come regalo di Natale dovranno attendere. "Sempre più spesso le adolescenti, più fragili e sensibili ai messaggi dei media, chiedono un seno nuovo. Ma considerati i rischi per la salute di interventi eseguiti quando la ghiandola mammaria non è ancora formata, siamo pensando di escludere i ritocchi sulle minori non motivati da problemi medici". Ad annunciare un prossimo stop della chirurgia al seno sulle under 18 è il sottosegretario alla Salute Francesca Martini, intervenuta oggi a Roma a un incontro sui rischi della medicina estetica.

"Non sono contraria alla chirurgia estetica, ma chi vuole sottoporsi a questi interventi deve contare su garanzie e sicurezze. Nel caso dei ritocchi al seno sulle minorenni il tavolo tecnico al lavoro al ministero, di cui fanno parte specialisti e società scientifiche, sta lavorando per arrivare a delle linee guida chiare. Che tutelino la salute delle giovanissime". E non è tutto: la Martini ha annunciato che a breve si arriverà a un Registro nazionale delle protesi al seno, che ne garantisca la tracciabilità. "Il Registro, su base regionale, sarà collegato con una banca dati nazionale - spiega - per fornire un quadro epidemiologico preciso, tutelando la privacy delle pazienti".

L'obiettivo del sottosegretario è quello di "colmare un buco nero: ancora oggi non conosciamo il numero e la tipologia delle protesi impiantate, l'età delle pazienti, e altri elementi importanti. La tracciabilità completa delle protesi mammarie è fondamentale, occorre una banca dati con le schede tecniche. E ci rendiamo conto che troppo spesso gli aspetti legati alla sicurezza sono sottovalutati dalle stesse pazienti".

E non è tutto. La Martini ha stigmatizzato "l'esplosione della chirurgia estetica last minute e dei pacchetti comprati su Internet, con forti sconti sui prezzi ma anche minor sicurezza". E se per il Registro delle protesi il sottosegretario prevede "tempi brevi", ribadisce anche il suo no a interventi e specialisti "scelti in base al passaparola e alla simpatia. Dobbiamo stanare gli abusi e creare percorsi che indirizzino verso i canali giusti, contrastando ogni possibile fonte di rischio".
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Di Loredana Morandi (del 04/02/2009 @ 11:49:19, in Politica, linkato 1124 volte)

Il Presidente della Commissione di Vigilanza RAI, senatore Sergio Zavoli, dopo aver ringraziato per la sua elezione, interpretandola come la volontà della politica di colmare risolutamente il vuoto che la Commissione stessa si lascia alle spalle, ha subito presieduto una riunione dell'Ufficio di Presidenza, integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari, con i quali ha approvato la normativa che dovrà regolare la fase finale della campagna elettorale in corso in Sardegna.

   
 L'ufficio di Presidenza ha sottolineato la necessità di procedere in tempi brevi al rinnovo del Consiglio di Amministrazione della RAI, considerato da tutti come punto prioritario da sottoporre alla Commissione nella sua prossima riunione.


Roma, 4 febbraio 2009
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Di Loredana Morandi (del 04/02/2009 @ 11:45:52, in Politica, linkato 1033 volte)
VIGILANZA RAI. ZAVOLI: VITA, "OGGI GIORNO DELLA SVOLTA".

"Oggi è il giorno della svolta. L'elezione pressochè unanime di Sergio Zavoli alla Presidenza della Commissione di Vigilanza Rai significa, anche simbolicamente, che la RAI rientra nel solco della sua grande storia. Si tratta, infatti, del più grande servizio pubblico del mondo insieme alla BBC. Nessun'altro nome di Presidente poteva esprimere di per sé la straordinaria novità. Ora dovremo lavorare assiduamente per dare alla Rai una missione e un futuro, facendone coraggiosamente la protagonista dell'era multimediale". Così il senatore Vincenzo Vita commenta l'elezione di Sergio Zavoli alla Presidenza della Commissione di Vigilanza Rai. Roma, 4 febbraio 2009

RAI: FINOCCHIARO, " ZAVOLI GARANZIA DI COMPETENZA E SERIETA' ".

"Salutiamo con orgoglio e felicità l'elezione di Sergio Zavoli a Presidente della Commissione di Vigilanza Rai. La sua elezione è garanzia di competenza e serietà. Autorevolissima figura del giornalismo  italiano e profondo conoscitore dell'Azienda Rai saprà guidare la Commissione con quel grande equilibrio che tutti gli riconoscono. La sua elezione rappresenta davvero un'ottima notizia per il Parlamento e per il nostro Paese". Lo afferma Anna Finocchiaro, Presidente del gruppo Pd a Palazzo Madama. Roma, 4 febbraio 2009

Vigilanza Rai: Soro, con Zavoli torna fiducia nelle istituzioni

Dichiarazione on. Antonello Soro, presidente deputati Pd. “L’elezione di Sergio Zavoli chiude una brutta pagina nella vita di questa legislatura e nell’esperienza della Commissione di Vigilanza Rai. Sono certo che l’autorevolezza e la specchiata competenza del presidente Zavoli sapranno riguadagnare la fiducia che le istituzioni di garanzia meritano.” Roma, 4 febbraio 2009
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Di Loredana Morandi (del 04/02/2009 @ 11:36:49, in Politica, linkato 1086 volte)
Ddl Brunetta: Pd, è un attacco ad indipendenza Corte dei Conti

Ferranti: non sia anticamera per riforma Csm

"Il gruppo del Pd della commissione Giustizia della Camera ha rimarcato la gravità della metodologia utilizzata dalla maggioranza a proposito dell'inserimento nella ddl Brunetta di riforme delle funzioni della Corte dei conti". Lo dichiarano in una nota la capogruppo del Pd in commissione, Donatella Ferranti, il ministro Ombra della Giustizia, Lanfranco Tenaglia, e i deputati Capano, Cavallaro, Ciriello, Concia, Cuperlo, Farina, Mantini, Melis, Rossomando, Samperi, Tidei e Vaccaro.

"L'articolo 9 del provvedimento - proseguono i democratici -, di cui abbiamo chiesto la soppressione, stravolge la coerenza del sistema costituzionale
dei controlli e le funzioni della Corte dei conti quale organo di controllo esterno (con la previsione di controlli 'a richiesta del consiglio dei Ministri), incidendo pesantemente sulle funzioni di controllo e svilendone la funzione magistratuale, che deve essere caratterizzata da indipendenza ed autonomia dal potere politico. Il potenziamento dei poteri del presidente della Corte - primus inter pares - mina il principio costituzionale che governa i rapporti tra magistrati, distinti solo per  diversità di funzioni e rappresenta una lesione del principio costituzionale di indipendenza (interna) della magistratura".

"Non vorremmo - concludono - che questo modo di procedere rappresentasse l'anticamera per riformare anche l'organo di autogoverno della  magistratura, il Csm". Roma, 4 febbraio 2009


Intercettazioni, Pd: voteremo contro ddl 'ammazza indagini'

Ferranti: dal Pd 20 subemendamenti per modificare radicalmente l' impianto del governo

"Il Partito democratico è fortemente contrario al ddl intercettazioni che giudica un provvedimento 'ammazza indagini' ed un vero e proprio attacco alla sicurezza dei cittadini". Così la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, spiega la posizione del partito sul testo governativo di riforma della legislazione in materia di intercettazioni. "Oggi - prosegue Ferranti - abbiamo presentato una ventina di subemendamenti per modificare radicalmente l'impianto del testo governo e ridare dignità ad uno strumento fondamentale per le indagini e per la ricerca della prova".

"Nel merito - spiega - i nostri emendamenti prevedono: l'eliminazione del presupposto dei 'gravi indizi di colpevolezza' e la reintroduzione dei 'gravi indizi di reato' per l'autorizzazione delle intercettazioni; il ritorno al  giudice competente per le autorizzazioni e l'eliminazione dell'organo collegiale; l' eliminazione del termine complessivo di 60 giorni e la rimozione  del limite massimo di proroghe all'intercettazione; il ripristino della disciplina delle intercettazioni ambientali prevista dal codice di procedura penale; una disciplina delle videoriprese rispettosa dei diritti fondamentali; l'eliminazione della necessità della richiesta della persona offesa per poter effettuare intercettazioni nei procedimenti contro ignoti; l'estensione della sfera di operatività delle regole speciali destinate alla criminalità organizzata ai cosiddetti 'reati satelliti' (omicidio, sequestro, estorsione, violenza sessuale, usura, corruzione e concussione) che sono la prima dimostrazione della presenza nel territorio di reti criminali organizzate".

"Domani in commissione vedremo quale sarà la linea prevalente della maggioranza, che, come dimostrano gli ulteriori emendamenti presentanti, è ancora molto divisa al suo interno, ma se non vi sarà una drastica e radicale modifica del testo voteremo contro". Roma, 4 febbraio 2009
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Di Loredana Morandi (del 04/02/2009 @ 07:02:34, in Politica, linkato 1034 volte)
GOVERNO: FINOCCHIARO, "BERLUSCONI E' IN CAMPAGNA ELETTORALE".

"Ma tace sui reali problemi del Paese".

"Anche oggi il Premier si è lasciato andare alle sue scorribande propagandistiche. Con toni da campagna elettorale ha annunciato per l'ennesima volta misure sulla giustizia che non portano alcun vantaggio alla macchina giudiziaria, ha attaccato la Sinistra usando termini offensivi, ha promesso misure mirabolanti. Sui problemi reali del Paese, però, solo silenzio. Io credo che il Presidente del Consiglio di un paese in difficoltà e dentro la crisi come il nostro dovrebbe ben altro profilo e spessore". Lo afferma in una nota Anna Finocchiaro, Presidente del gruppo Pd a Palazzo Madama. Roma, 4 febbraio 2009

SICUREZZA: FINOCCHIARO, "ANCHE GRAZIE A NOSTRI EMENDAMENTI INASPRITO 41BIS".

"All'interno di un ddl che riteniamo sbagliato e al quale daremo il nostro voto contrario, come Pd abbiamo contribuito a migliorare l'articolo 34 che inasprisce il carcere duro per i mafiosi". Lo dichiara Anna Finocchiaro, Presidente del gruppo Pd al Senato.
"E' anche grazie ai nostri emendamenti, discussi proficuamente con la maggioranza, che il Parlamento ha affrontato il tema del 41bis in modo efficace e puntuale. L'efficienza della lotta alla criminalità organizzata - conclude Anna Finocchiaro - deve rimanere sempre una nostra priorità". Roma, 4 febbraio 2009

SICUREZZA. ZANDA: IL PD DIRA' NO A DDL IDEOLOGICO
MANCANZA NUMERO LEGALE? MAGGIORANZA E' SCIATTA

Dichiarazione del vicepresidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda

"Il Partito democratico voterà contro il Ddl sicurezza. E' un provvedimento che non condividiamo, non stanzia le risorse necessarie ed e' molto ideologico come dimostrano le norme sull'immigrazione che non prevengono il fenomeno, ma aggravano soltanto le pene. Cosa che non serve a colpire le degenerazioni del fenomeno". Lo dice il vicepresidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda, in  merito al ddl sicurezza all'esame dell'aula del Senato.
Sulla mancanza del numero legale che si è registrata due volte questa mattina, Zanda spiega: "La maggioranza, a volte, ha forme di sciatteria politica che non dovrebbe avere".  Roma, 4 febbraio 2009
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Ddl Sicurezza. Casson: inesistente copertura finanziaria ed è contro i più deboli
Bene approvazione proposte Pd si 41 bis, lotta a mafia e a terrorismo


Dichiarazione del senatore del Pd, Felice Casson

"Il Pd voterà contro questo Ddl perché ci sono delle norme assolutamente non accettabili soprattutto nei confronti delle persone più deboli, di coloro che dovrebbero essere protetti e invece vengono abbandonati. In questo provvedimento c'è una previsione di aggravamento generalizzato delle pene e non misure a tutela generalizzata della sicurezza". Lo dichiara il senatore del Pd Felice Casson, capogruppo in commissione giustizia, in merito al Ddl sulla sicurezza in discussione al Senato. "Soprattutto - aggiunge Casson - per quel che riguarda la copertura finanziaria il governo Berlusconi e la sua maggioranza non danno alcun riscontro. Tante sono le parole, tanti gli slogan della destra ma, concretamente, fa ben poco: la fondamentale copertura finanziaria non esiste".
"Dobbiamo ricordare che, fra le norme che il Senato sta approvando, ci sono delle proposte del Pd, dei nostri emendamenti che sono stati accolti. In particolare - ricorda Casson - quelli che riguardano la lotta alla grande criminalità organizzata, quelli in materia di articolo 41 bis e quelli sulla lotta al terrorismo. Su queste importanti questioni di sicurezza non possono esserci fraintendimenti".
"Per quel che riguarda il fenomeno dell'immigrazione - conclude Casson - è evidente che esso va governato in maniera diversa. La strada imboccata da questo governo per le politiche sull'immigrazione, come dimostrato dai dati, è evidentemente fallimentare".
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