Immagine
 Antica macchina per tessuti... di Admin
 
"
La giustizia deve essere congiunta al potere, così che ciò che è giusto possa anche aver potere, e che ciò che ha potere possa essere giusto.

Blaise Pascal
"
 
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 04/12/2008 @ 10:19:55, in Politica, linkato 1186 volte)
"UNA VICENDA SENZA PRECEDENTI"

Napolitano: voglio tutta la verità su De Magistris

Secondo il capo dello Stato, gli atti compiuti dai pm di Salerno nei confronti di magistrati di Catanzaro sollevano “inquietanti interrogativi” e si tratta di “una vicenda senza precedenti”. Sette magistrati della Procura di Salerno sono ora indagati dalla Procura generale di Catanzaro.

Roma, 4 dicembre 2008 - Gli atti compiuti dai pm di Salerno nei confronti di magistrati di Catanzaro sollevano “inquietanti interrogativi”. Si tratta di “una vicenda senza precedenti” che “presenta aspetti di eccezionalità, con rilevanti, gravi implicazioni di carattere istituzionale”. E’ sulla base di queste considerazioni che il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha deciso di intervenire per chiedere al procuratore generale presso la Corte d’appello di Salerno, Lucio Di Pietro, di poter avere al più presto “ogni notizia e, ove possibile, ogni atto utile” a conoscere la vicenda.

Una richiesta che, su incarico del presidente Napolitano, ha trasmesso al pg il segretario generale della Presidenza della Repubblica Donato Marra. “La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno - scrive Marra nella lettera inviata, il cui testo è stato diffuso dal Quirinale - ha effettuato ieri perquisizioni e sequestri nei confronti di magistrati e uffici della Procura Generale presso la Corte di appello di Catanzaro e della Procura della Repubblica presso il Tribunale di quella città. Tali atti di indagine, anche per le forme e modalità di esecuzione, hanno avuto vasta eco sugli organi di informazione, suscitando inquietanti interrogativi”.

”Inoltre, in una lettera diretta al capo dello Stato, il procuratore generale di Catanzaro - prosegue Marra - ha sollevato vive preoccupazioni per l’intervenuto sequestro degli atti del procedimento cosiddetto ‘Why Not’ pendente dinanzi a quell’ufficio, che ne ha provocato la interruzione. Tenendo conto di tutto ciò, il Presidente Napolitano mi ha dato incarico di richiederLe la urgente trasmissione di ogni notizia e - ove possibile - di ogni atto utile a meglio conoscere una vicenda senza precedenti, che - prescindendo da qualsiasi profilo di merito - presenta aspetti di eccezionalità, con rilevanti, gravi implicazioni di carattere istituzionale, primo tra tutti quello di determinare la paralisi della funzione processuale cui consegue - come ha più volte ricordato la Corte costituzionale (tra le altre, con le sentenze e le ordinanze n. 10 del 1997, 393 del 1996, 46 del 1995) - la ‘compromissione del bene costituzionale dell’efficienza del processo, che è aspetto del principio di indefettibilità della giurisdizione’”.

L'INCHIESTA

Sette magistrati della Procura di Salerno, fra cui il procuratore capo Apicella, scrive l'Ansa, sono indagati dalla Procura generale di Catanzaro, nell’ambito di un’inchiesta avviata dalla Procura generale di Catanzaro relativa al sequestro della documentazione delle indagini Why Not e Poseidone eseguito martedi’ scorso dai magistrati campani a Catanzaro.

Oltre al sequestro degli atti delle due inchieste, i pm della Procura di Salerno hanno eseguito anche numerose perquisizioni nei confronti di magistrati della Procura generale e della Procura di Catanzaro.
L’inchiesta della Procura di Salerno e’ scaturita dalle denunce fatte dall’ex pm di Catanzaro, Luigi De Magistris (NELLA FOTO), circa l’avocazione dell’inchiesta Why Not da parte della Procura generale.

Quotidiano.net

La Scheda

Il caso De Magistris

L’inchiesta che ha portato in Calabria diversi magistrati della Procura della Repubblica di Salerno, carabinieri e poliziotti per l’esecuzione di perquisizioni e sequestri, nonchè notifiche di avvisi di garanzia a carico, fra gli altri, di diversi magistrati in servizio a Catanzaro, ha per oggetto anche le due vicende della revoca dell’assegnazione del procedimento cosiddetto "Poseidone" all’allora pm Luigi De Magistris, nonchè l’avocazione allo stesso del pm dell’altra inchiesta denominata "Why not", e le relative archiviazioni di alcuni degli indagati eccellenti coinvolti nei due casi. Secondo la Procura di Salerno, "la sottrazione dei procedimenti Poseidone e Why Not all’allora pm De Magistris e la loro successiva gestione è servita a fermare il predetto magistrato, danneggiare lui, consulenti tecnici e persone informate sui fatti, ostacolare le inchieste, smembrarle, disintegrarle e favorire taluni indagati".

Di qui il coinvolgimento nell’inchiesta di Salerno anche di diversi magistrati in servizio a Catanzaro.
L’inchiesta Poseidone venuta alla luce nel 2005 e partita da presunti illeciti nella gestione dei fondi per l’emergenza ambientale in Calabria, si era via via allargata fino a ricomprendere settori e attività diversi con il comune denominatore di presunti intrecci, "colleganze affaristiche - scriveva all’epoca De Magistris - tra società e persone riconducibili, anche indirettamente, ad amministratori pubblici facenti parte di opposti schieramenti, in tal modo delineandosi un controllo di fette rilevanti di spesa pubblica".

Il caso Poseidone scoppiava, più precisamente, il 16 maggio 2005, con la notifica di 12 avvisi di garanzia: fra gli indagati l’ex presidente della Regione Calabria nonchè ex commissario per l’emergenza ambientale, Giuseppe Chiaravalloti; l’ex responsabile unico del procedimento presso l’Ufficio per l’emergenza e consigliere d’amministrazione dell’Anas, Giovanbattista Papello; l’ex assessore all’Ambiente Domenico Basile. Ma molti altri nomi di primo piano vennero coinvolti nel corso dei mesi nell’inchiesta. Fra essi, quello dell’avvocato e parlamentare Giancarlo Pittelli, già coordinatore di Forza Italia in Calabria. Proprio a seguito della notifica di un avviso di garanzia a Pittelli, il 29 marzo del 2007 l’allora procuratore della Repubblica di Catanzaro, Mariano Lombardi, revocava la delega di Poseidone al sostituto procuratore Luigi De Magistris, prima di astenersi lui stesso dal caso.

L’inchiesta venne in seguito affidata dal procuratore aggiunto Salvatore Murone al sostituto procuratore Salvatore Curcio il quale, agli inizi dello scorso aprile, ha chiesto l’archiviazione delle posizioni di dieci indagati, tra cui il segretario nazionale dell’Udc, Lorenzo Cesa, il deputato dell’Udc Giuseppe Galati, l’allora senatore e coordinatore regionale di Forza Italia in Calabria, Giancarlo Pittelli, ed il generale della Guardia di Finanza Walter Cretella Lombardo, l’ex presidente della Regione Giuseppe Chiaravalloti. Rispetto alla revoca dell’inchiesta Poseidone all’ex pm De Magistris, ritenuta dai magistrati di Salerno illegale, il reato di concorso in corruzione in atti giudiziari è contestato all’ex procuratore della Repubblica di Catanzaro Mariano Lombardi, all’aggiunto Salvatore Murone, ed all’avvocato e parlamentare Giancarlo Pittelli (Pdl), far i quali sarebbero emersi "rapporti di interesse di vario tipo".

Inoltre, al procuratore generale di Catanzaro Enzo Iannelli, ai sostituti procuratori generali Alfredo Garbati e Domenico De Lorenzo, ed al sostituto procuratore Salvatore Curcio sono contestati i reati di abuso d’ufficio, favoreggiamento e falso ideologico, tutti in concorso, "con riferimento ai provvedimenti di stralcio ed alle richieste di archiviazione, ritenute illegali, effettuati nei riguardi, tra gli altri, dell’on. Pittelli, del generale Cretella Lombardo, dell’on. Galati, di Chiaravalloti, dell’on. Cesa". 

Anche l’avocazione di "Why not", e le successive attività d’indagine svolte dopo la sua sottrazione all’allora pm di Catanzaro Luigi De Magistris sono oggetto dell’inchiesta della Procura di Salerno che, oggi, ha portato a numerose perquisizioni e sequestri in Calabria. 

L’indagine "Why not", su una presunta loggia "coperta", un comitato d’affari fatto di politici, imprenditori, uomini delle istituzioni, che si sarebbe occupato di distrarre fiumi di denaro pubblico, provenienti da Bruxelles e diretti in Calabria, passando per Roma.

 Nell’inchiesta, nel luglio 2007, venne iscritto come indagato anche l’ex presidente del Consiglio Romano Prodi. Il 14 ottobre seguente fu iscritto nel registro degli indagati anche l’allora ministro della Giustizia Clemente Mastella, il cui nome era emerso nell’inchiesta già nei mesi precedenti. Il 21 settembre, intanto, lo stesso Guardasigilli - che già aveva più volte inviato gli ispettori del ministero a Catanzaro - chiese al Consiglio superiore della magistratura l’immediato trasferimento cautelare dal capoluogo calabrese e l’avvio di un procedimento disciplinare a carico di De Magistris (poi conclusosi proprio con il il trasferimento del magistrato a Napoli).

 Il giorno 19 ottobre 2007, infine, l’allora procuratore generale di Catanzaro facente funzioni, Dolcino Favi, avocò a sè l’inchiesta Why not, togliendola a De Magistris. Il nuovo pg nel frattempo giunto a Catanzaro, Enzo Iannelli, affidò Why not a diversi magistrati, il cui numero è aumentato nel corso dei mesi. Agli inizi di marzo 2008 fu lo stesso Iannelli ad avanzare all’ufficio gip di Catanzaro una richiesta di archiviazione per Mastella, accolta il primo aprile. A giugno scorso, infine, il procuratore di Salerno Luigi Apicella si recò a Catanzaro, proprio per acquisire atti dell’inchiesta.

La Procura campana, oggi, ritenendo illegale l’avocazione di Why not, rispetto ad essa contesta il concorso in corruzione in atti giudiziari all’avvocato generale dello Stato ex pg facente funzioni Dolcino Favi, all’allora procuratore della Repubblica Mariano Lombardi, al procuratore aggiunto di Catanzaro Salvatore Murone, all’avvocato e parlamentare Giancarlo Pittelli, e ad Antonio Saladino, già leader della Compagnia delle opere in Calabria ed uno dei principali indagati di Why not. 

Per quanto attiene all’inchiesta "Why not", secondo la Procura di Salerno essa sarebbe stata avocata a Luigi De Magistris in maniera illegale. Per gli inquirenti, inoltre, sarebbe stata dovuta l’attività investigativa nei confronti dell’ex ministro Clemente Mastella, la cui posizione fu in seguito archiviata dal pool subentrato al pm napoletano. I magistrati campani scrivono infatti nel decreto di perquisizione e sequestro la cui esecuzione è in corso da stamane, come sia "emerso che corretta e doverosa era l’indagine del dott. De Magistris nei confronti dell’allora ministro della Giustizia Clemente Mastella e che l’avocazione del fascicolo ha impedito la prosecuzione della stessa anche nei confronti di Mastella". I magistrati di Salerno scrivono, nel provvedimento destinato agli indagati, di una "patologica attività di interferenza in un disegno corruttivo teso a favorire, tra gli altri, Antonio Saladino, Giancarlo Pittelli, ed il ministro della Giustizia Mastella".
 

Sempre relativamente a Why not, i magistrati considerano illegale la revoca dell’incarico al consulente tecnico d’ufficio Gioacchino Genchi, inizialmente nominato da De Magistris. Rispetto a ciò il concorso in abuso d’ufficio, il favoreggiamento ed il falso ideologico sono contestati all’avvocato generale facente funzioni di procuratore generale Dolcino Favi, all’allora procuratore capo Mariano Lombardi, ed all’aggiunto Salvatore Murone. Riguarda invece la vicenda dei tabulati telefonici acquisiti da De Magistris nell’ambito delle indagini un ulteriore capo d’imputazione contestato dalla Procura di Salerno.

Il pool campano, infatti, contesta al procuratore generale di Catanzaro Enzo Iannelli, a Favi, ai sostituti procuratori generali Alfredo Garbati e Domenico De Lorenzo i reati di concorso in abuso d’ufficio, favoreggiamento e falso ideologico, con riferimento alle deleghe conferite al Ros dei carabinieri di Roma per l’analisi dei tabulati, in quanto "si prospettavano falsamente illegittimità ed illiceità che sarebbero state commesse dal pm dott. De Magistris, anche con strumentali segnalazioni disciplinari nei confronti di quest’ultimo". Secondo gli inquirenti, invece, "non è emersa alcuna irregolarità di De Magistris".
 

La richiesta di archiviazione della posizione dell’ex ministro della giustizia Clemente Mastella, inizialmente indagato da Luigi De Magistris nell’inchiesta "Why not", è¨ finita sotto la lente dei magistrati della Procura di Salerno, che ora indagano a carico di diversi soggetti, tra cui molti magistrati in servizio a Catanzaro. In particolare, i reati di concorso in abuso d’ufficio, falso ideologico, favoreggiamento e calunnia vengono contestati al procuratore generale di Catanzaro, Enzo Iannelli, ai sostituti procuratori generali Alfredo Garbati e Domenico De Lorenzo, "con riguardo all’illecita richiesta di archiviazione nei confronti dell’ex ministro della Giustizia Mastella".

La Procura di Salerno, nei decreti di perquisizione e sequestro notificati oggi a diversi indagati, evidenzia che "l’iscrizione di Mastella nel registro degli indagati da parte di De Magistris fu doverosa in quanto vi erano plurimi elementi indiziari per procedere nei suoi confronti". "De Magistris - sempre secondo i magistrati campani - è stato oggetto di calunnia in quanto si è voluto far credere che egli avesse un conflitto di interesse nei confronti dell’allora ministro Mastella, il quale chiedeva il trasferimento del pm che faceva indagini in un procedimento che vedeva coinvolto anche lo stesso Mastella".

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 04/12/2008 @ 07:35:21, in Politica, linkato 1202 volte)
Paolo Mieli, cambi mestiere

Maurizio Blondet

03 dicembre 2008

Prima gravissima prova a carico: aveva chiamato il figlio «Osama, in onore di Bin Laden». Seconda prova, schiacciante: a un altro figlio, di anni due, diceva: «Impara a memoria il Corano, impara a usare la spada». La spada, capite? Terza prova, definitiva: «mandava perfettamente a memoria i discorsi di Bin Laden» (non sa, il poveretto, che li scrive Rita Katz).

E così Rachid Ibrahimi, 31 anni e da 20 milanese, saldatore incensurato, è diventato il capo-kamikaze che voleva «far saltare il Duomo», secondo il Corriere. Insieme all’amico Abdelkader Ghafir, muratore.

Peccato che non ci sia più Giorgio Gaber, il cantore della mitica «Banda dell’Ortica», autrice di grossi colpi mai andati a segno. Gaber potrebbe scrivere una nuova canzone, «L’Al-Qaeda di Macherio».

Intercettati passo passo, i due terroristi islamici si sfogavano andando in giro in macchina. Volevano morire per Allah, a parole.

«A Natale vado in Duomo e metto qualche bomba cinese... le vendono i cinesi... fanno pum... Possiamo comprarne anche duecento pezzi».

Il Corriere, giustamente, strilla: «Puntavano al Duomo». Coi fuochi d’artificio cinesi, che fanno pum. Esplosivo più serio non ne avevano.

Ghafir, in auto, diceva però all’amico: «Certi italiani vendono l’esplosivo... Certi italiani per soldi vendono proprio tutto». E le auto di un parcheggio Esselunga?

«Un giorno esco di notte e verso la benzina su tutte», diceva il kamikaze saldatore al kamikaze muratore («in questi giorni a casa per un infortunio in cantiere»). Immaginavano, «un giorno», di far saltare la sede del terzo reparto mobile della PS, «in cui si lavora ai permessi di soggiorno».

Ragione per cui, il Gip Silvana Petromer li ha sbattuti in galera con l’accusa di «terrorismo internazionale e concorso esterno alla rete terroristica di Al Qaeda».

Concorso esterno, grande invenzione del giure italico: si applicava ai delitti di mafia (non sei mafioso, ma suo sostenitore «oggettivo»), ora si estende trionfalmente ad altri reati: di Al Qaeda non hai nessuna idea, salvo quelle che leggi sul Corriere; però sei «come» Al Qaeda, perché sei musulmano, chiamo il tuo bambino Osama e credi che Osama sia un vendicatore di musulmani, anziché un agente della CIA.

A questo punto, cari lettori, visto che i miei capi e complici sono stati arrestati, devo rendere piena confessione.

Anch’io mi dichiaro colpevole di concorso esterno in Al Qaeda. Anch’io dico spesso, e penso più spessso: «Certi italiani per soldi vendono proprio tutto».

Tipo quei 44 medici e farmacisti tra Roma e Messina, Napoli e Cagliari, che spacciavano ricette false per arricchire aziende farmaceutiche, «remunerati anche con prestazioni sessuali di ragazze italiane e colombiane». Le ragazze italiane sono ex-veline, che notoriamente per soldi se la vendono: chieda a Emilio Fede, che compra.

Anzi, signora Gip Petromer, le voglio rivelare: siamo in tantissimi, nel complotto. Il concorso esterno ad Al Qaeda, nonché il terrorismo internazionale, è una pratica diffusissima tra i cittadini italiani. Lei non immagina quanti di noi, impossibilitati a trovare un parcheggio e persino a viaggiare date le auto in terza fila, confidiamo spesso: «Una notte esco, e verso la benzina su tutte». E se ci intercettasse quando parliamo in auto o per strada con amici di
Veltroni, Berlusconi o Napolitano, o anche dei consiglieri regionali, sentirebbe dalle nostre bocche furenti propositi omicidi, desideri di strage; sapesse quante volte ci chiediamo l’un l’altro dove trovare l’esplosivo per far saltare tutti i piloti Alitalia, i docenti universitari che fanno vincere il concorso di medicina legale alla figlia con laurea in lettere, la Procura di Napoli che ha lasciato decorrere i termini per 40 mila cause di camorra, o anche solo i fancazzisti del comune di Viterbo (assenti uno su tre).

E non siamo nemmeno musulmani.

Quanto all’intenzione di far saltare la Questura dove gli immigrati vanno a rinnovare il permesso di soggiorno: le posso assicurare – cara signora – che migliaia di immigrati, anche cattolicissimi filippini, romeni ortodossi, venezuelani agnostici, nigeriani animistri, sognano di fare un massacro.

Provi a mettersi nelle loro file – file che si prolungano sui marciapiedi come serpenti, per ore sotto la pioggia, perdendo giornate di lavoro per rinnovare documenti assurdi, trattati con sospetto e costretti a umiliarsi, e ne avrà la certezza: Al Qaeda è fra noi.

Ci circonda da ogni parte, questo terrorismo internazionale assetato di sangue.

Questa storia di Al Qaeda in Brianza mi ha obbligato a comprare il Corriere. Bene, mi sono detto, così leggerò a fondo le notizie che ho sentito vagamente alla radio: il figlio di Di Pietro indagato nel natio Molise perché «consigliava» consulenti alla Regione; oppure quella immane causa che grava sui politici napoletani, per cui già uno di loro (Nugnez) s’è impiccato, e che dicono travolgerà tutta la classe politica della Monnezza City; e magari anche la clamorosa riabilitazione di Luigi De Magistris, l’ex-pm di Catanzaro.

Già. Perché, sapete, il magistrato De Magistris, spernacchiato, perseguitato e rimosso dal Consiglio Superiore della Magistratura perché s’era messo inesta di indagare su certi colleghi giudici («Toghe Lucane») e sui maneggi di certi giudici con Clemente Mastella allora ministro della Giustizia, accusato di «protagonismo mediatico» ed altre nefandezze, spogliato in tutta fretta delle indagini che stava conducendo («Why Not» e «Poseidone»), aveva ragione. E avevano torto i suoi calunniatori magistrati e ministri. C’era davvero «il comitato d’affari occulto che sarebbe riduttivo chiamare deviato», come diceva lui.

Una notizia-bomba. I Pm di Salerno che s’occupano del caso hanno spedito avvisi di garanzia, e perquisito le case dei magistrati che s’erano presi le inchieste di De Magistris al solo scopo di «disintegrarle e favorire alcuni indagati».

Tra gli indagati «favoriti» ci sono: Mastella (che si dimise sdegnato, ricordate?, dichiarando il suo candore immacolato); Lorenzo Cesa, ex governatore della Calabria nonché ex procuratore di Reggio Calabria; Giuseppe Chiaravalloti, generale delle Fiamme Gialle, alcuni altri deputati UDC e di Forza Italia, nonché Antonio Saladino, capo della Compagnia delle Opere (CL) in Meridione.

E non basta ancora. Gli inquirenti di Salerno indagano anche sulla torma di magistrati lucani accusati di marciume da De Magistris, che loro erano riusciti a far trasferire, evidentemente perché quel che De Magistris era riuscito a raccogliere contro di loro era fondato.

E indagano anche sul venerato Nicola Mancino, ossia, nientemeno, sul vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, quello della legge Mancino, la cui faccia vale una fedina penale; sul procuratore della Cassazione Mario Delli Priscoli; sul sostituto procuratore di Cassazione Vito D’Ambrosio, che è stato anche governatore DS delle Marche per dieci anni (ma guarda, questi magistrati «terzi»), e che nel CSM sostenne l’accusa per far trasferire De Magistris; sull’Associazione nazionale Magistrati (guarda guarda) e sul suo presidente Simone Luerti, che s’è dovuto dimettere – dopo che aveva sparato a zero sulle «fantasie» di De Magistris – perché s’era scoperto che impapocchiava troppo con Mastella e Saladino nel palazzo del Ministero della Giustizia.

Perquisiti e indagati anche Vincenzo Iannelli, procuratore generale, e Bruno Arcuri, presidente di sezione del Tribunale, perché con l’accusa di aver manovrato per «archiviare illegalmente» la pratica su Mastella («la cui iscrizione tra gli indagati era invece doverosa»), nonché «per calunniare De Magistris e distruggerlo professionalmente».

Sono indagati anche il procuratore di Catanzaro Lombardi, il suo vice, e il procuratore reggente Favi; il parlamentare Pittelli di Forza Italia, per aver strappato «illegalmente» a De Magistris le cause «Poseidone» e «Why Not»... eccetera eccetera.

L’accusa: concorso in corruzione in atti giudiziari.

Insomma, un verminaio immenso, che da cima a fondo investe la magistratura meridionale, fino ai suoi vertici centrali e ai suoi organi cosiddetti di controllo (il Mancino); un luridume cento volte più esplosivo di «Mani Pulite».

Altro che «concorso esterno in Al Qaeda».

Una notizia da sparare in prima pagina – come pur fece il Corriere di Paolo Mieli per innescare i processi mediatici di Mani Pulite, in combutta con la procura di Milano, Borrelli-Di Pietro.

E invece, stavolta, che cosa fa il Corriere?

Mette la notizia a pagina 21. In uno spazio così striminzito, che è difficile al giornalista spiegare quel che è successo (solo i nomi degli indagati occupano i tre quarti del pezzo). E il titolo è un capolavoro di sottovalutazione in stile Mieli: «Caso De Magistris, toghe indagate, illeciti per sfilargli le inchieste»... Ma qui si tratta di ben più che «sfilargli le inchieste».

Ebbene: che cosa invece ritiene di mettere in prima pagina, il Mieli?

La faccenda dell’IVA aumentata a Sky TV di Rupert Murdoch. Uno «scandalo» e presunta prova del conflitto d’interessi di Berlusconi, che non esiste: perché quell’aumento era stato ingiunto dalla Commissione Europea, e Prodi stesso s’era impegnato ad adeguarsi.

Perché infatti se tutti noialtri paghiamo il 20 % di IVA quando compriamo una macchina, o qualunque altra merce o servizio non giudicato di prima necessità, gli abbonati a Sky per vedere le partite di calcio debbono pagare il 10%. Cos’è Sky, un farmaco salvavita?

Ma no: Mieli dedica al fatto – nonostante che la bomba anti- belursconi gli sia scoppiata in faccia, come in faccia a Veltroni – non solo la prima del Corriere, ma la seconda pagina; e non solo la seconda, ma anche la terza («Silvio show: la sinistra con i ricchi, attacco a Corriere e Stampa»). E non gli basta la terza: gli dedica anche la quinta pagina, per dirci che Giuliano Ferrara e Baget Bozzo sono anche loro dalla parte di Murdoch, e implorano il Cavaliere di ridurre l’IVA al miliardario australiano del Katz.

Per come Mieli (e la Stampa di Torino, stessa stoffa) hanno trattato il caso, Berlusconi ha detto che i due direttori «dovrebbero cambiare mestiere». E Paolo Mieli mette in prima un corsivo tutto dignità offesa, alto senso dell’onore giornalistico e professionale, tutto impettito a difesa della libertà di stampa minacciata.

Eh no, caro Mieli. La libertà di stampa non c’entra.

C’entra che avete montato, con la faccenda di Sky, una notizia falsa e tendenziosa. Dovevate controllare i dati e le fonti, invece l’avete montata fino all’inverosimile, all’indifendibile. Tanto da non trovare uno straccio di giornalista da mandare a spiegarci per quali furbate il figlio di Di Pietro è indagato in Molise, né per informarci sul marciume di Napoli, che sta per travolgere Jervolino, Bassolino, e tutti gli altri politici-monnezza; su De Magistris, solo
uno striminzito articolo a pag. 21. E nemmeno una riga sulle indagini di Mumbai, dove si scopre che alcuni attentatori erano stati ospiti dei Lubavitcher per due settimane, e che i Lubavitcher avevano ordinato «100 chili di carne», forse chissà per sfamare gli ospiti, che avevano depositato nella piissima Nariman House un deposito di armi e munizioni.

Niente di niente, Paolo Mieli. Solo Sky Tv e leccate di didietro a Napolitano, e allarmismi sui kamikaze islamici dell’Ortica.

Un Corriere pieno di puerilità e furberie, leccaculismi e politicamente corretto.

Sì, se esistesse un Ordine dei giornalisti – e non fosse come il Consiglio Superiore della Magistratura di Mancino – anch’esso le cosiglierebbe di cambiare mestiere.

Bisogna pur constatare che, per quanto Berlusconi sia facilone, furbastro e inadeguato, quelli che sono contro di lui – «sinistra» e padri nobili dei salotti buoni – si dimostrano, invariabilmente, peggio.

http://www.effedieffe.com/content/view/5480/169/
Non me ne voglia Blondet per avergli "copia incollato" l'articolo, che mi trova d'accordo su molti punti. L'Italia è allo sbando e, se pure è giustissima la posizione di chi si "lamenta" di ciò (e concordo sul "siamo tutti esasperati" e sul "De Magistris aveva ragione"), credo anche che l'equità e la verità del sentimento popolare sia stata appena dichiarata dall'emblema granitico della Magistratura italiana. Un uomo tanto coraggioso da dichiarare: "sia Prodi, che Berlusconi..."
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 03/12/2008 @ 13:38:32, in Politica, linkato 1089 volte)
Terrorismo, Pd: da Lega proposte rozze e sommarie, serve legge su libertà religiosa

''La proposta della Lega di una moratoria sulla costruzione delle moschee è rozza e sommaria e manifesta l'ossessione dell'Islam del partito di Umberto Bossi". Lo dichiarano la capogruppo del Pd, Sesa Amici, e il vicepresidente della commissione Affari costituzionali della Camera, Roberto Zaccaria, che aggiungono: "è una proposta ingiusta e contraria ai dettami della costituzione e della dichiarazione universale dei diritti umani che riconoscono la libertà di culto e di religione di tutti i cittadini. Parlare di una moratoria contro la costruzione delle moschee vuol dire avvalorare quell'inaccettabile assioma per cui essere islamici equivale ad essere terroristi. Si tratta di una chiara provocazione che respingiamo ribadendo che per il Pd la priorità è quella di giungere rapidamente ad una legge organica sulla libertà religiosa all'interno della quale stabilire anche i criteri per la costruzione dei luoghi di culto. Pensare ad una legge che regolamenti esclusivamente l'edificazione di luoghi di culto è sbagliato - proseguono - il tema deve essere affrontato in modo complessivo. Questo tipo di proposte - concludono - contribuiscono solamente ad irrobustire l'estremismo islamico che si alimenta proprio delle considerazioni indifferenziate dell'islam come problema da combattere".

Roma, 3 dicembre 2008

***** ***** *****

Stalking, Pd: apprezziamo ripensamento Carfagna, da opposizione proposte costruttive

"Apprezziamo il ragionevole ripensamento del ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna sull'emendamento del Pd e dell'on. Lussana che prevede un'aggravante della pena fino a 6 anni di reclusione al reato di molestie insistenti commesso dal coniuge anche durante il matrimonio. Il reato resterà comunque perseguibile a seguito di denuncia della vittima". Lo dichiara la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, che aggiunge: "in questo modo si è data risposta alle violenze anche psicologiche che troppo spesso vengono commesse nelle mura domestiche e che alcune volte precedono proprio il momento della separazione legale. E' stata così corretta una norma che per come era scritta avrebbe creato un intollerabile periodo di impunibilità. Abbiamo per questo apprezzato la sensibilità del ministro Carfagna e della presidente della Commissione Giulia Bongiorno che nonostante le perplessità della loro maggioranza hanno saputo accogliere i suggerimenti costruttivi dell'opposizione. E' il segno che un'approfondita e seria discussione in commissione non rappresenta mai un rallentamento dei lavori ma piuttosto è un momento di confronto reale e costruttivo delle posizioni che può avere effetti positivi sulla qualità del testo finale a tutela dei diritti dei cittadini".

Roma, 3 dicembre 2008

***** ***** *****

MAFIA: Furto a imprenditore antiracket. Garavini, PD: Solidarietà ad Andrea Vecchio

Interrogazione al ministro dell’Interno

“Esprimo grande solidarietà ad Andrea Vecchio da parte di tutti i commissari antimafia del Pd: con la sua storia Vecchio rappresenta la parte migliore del nostro paese”. Lo dice Laura Garavini, capogruppo del Pd in commissione Antimafia, dopo aver appreso la notizia dell’ennesima intimidazione nei confronti dell’imprenditore antiracket che denunciò i suoi estorsori.

Laura Garavini annuncia inoltre una interrogazione al ministro dell’Interno al quale chiede di “intervenire nella vicenda che non può essere considerata un episodio locale. Vecchio ha subito altri furti in pochissimo tempo e questo rende difficile la continuazione del suo lavoro con il quale dà impiego a numerose persone della zona. Vecchio va sostenuto in ogni modo possibile perché non si può consentire che vinca la criminalità”.

Roma, 3 dicembre 2008

Fonte: Ufficio Stampa PD
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 03/12/2008 @ 13:34:39, in Politica, linkato 1058 volte)
03-12-2008

GIUSTIZIA: PAGANO (PDL), RIPORTIAMO CROCIFISSO IN TRIBUNALE RAGUSA

(ASCA) - Palermo, 3 dic - Un'interrogazione parlamentare contro il presidente del Tribunale di Ragusa, Michele Duchi, per aver rimosso i crocifissi appesi nelle aule del Palazzo di Giustizia, a firma congiunta dei deputati Alessandro Pagano e Giuseppe Marinello, e' stata presentata al Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, per chiedere di ''far rispettare le disposizioni ministeriali e per rimuovere questa offesa alla coscienza civile e religiosa dei cittadini di Ragusa''.

Nell'interrogazione, presentata oggi alla Camera, Pagano e Marinello sottolineano che ''quanto e' avvenuto e' estremamente grave perche' il crocifisso e' il simbolo che, da sempre, esprime per tutti, indipendentemente dal credo religioso, valori come la tolleranza, il rispetto reciproco e della persona, la solidarieta' umana ed il rifiuto di ogni discriminazione. La rimozione del crocifisso offende il sentimento religioso della stragrande maggioranza del popolo italiano e va inoltre ricordato - conclude l'interrogazione - che la sua presenza nelle aule giudiziarie risponde ad una precisa disposizione ministeriale che rappresenta ormai una consuetudine consolidata per cui,non rientra nei poteri di un singolo magistrato disporne la rimozione''.

Il presidente del Tribunale di Ragusa aveva infatti respinto la richiesta inoltrata dal locale Ordine degli avvocati affinche' venisse riappeso il crocifisso. E quando, a Ragusa, e' stata edificata la sezione distaccata del Tribunale di Vittoria, Duchi ha fatto togliere i crocefissi appesi nelle nuove aule da un cancelliere.

''Anche una recente sentenza del Consiglio di Stato - ha detto Pagano - ha definito il crocifisso rappresentativo di valori civili che ispirano il nostro ordine costituzionale e la nostra societa'. Il crocifisso, cosi' come altri simboli religiosi, rimanda ai principi di tolleranza, di solidarieta' di liberta', di abnegazione e di integrita' morale che evidentemente il magistrato Duchi, in nome di un presunto laicismo, vuole cancellare. Da parte nostra, nelle sedi opportune, faremo di tutto per contrastare una decisione che e' contro uno dei cardini della nostra civilta'''.

(Asca) dod/res/ss
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 03/12/2008 @ 11:33:12, in Politica, linkato 1119 volte)
Giustizia/ Esce libro-intervista Forleo, attacchi a D'Ambrosio
Replica: "Uscito da magistratura nel 2002, l'ha dimenticato?"


Roma, 3 dic. (Apcom) - E' scontro tra Clementina Forleo e Gerardo D'Ambrosio. Nel suo libro-intervista in uscita in questi giorni, l'ex gip milanese attacca l'ex capo della Procura di Milano: "Diventa senatore Ds e si schiera pubblicamente contro la mia iniziativa di trascrivere le telefonate di D'Alema e gli altri parlamentari", scrive la Forleo. "...vedo D'Ambrosio mentre va a pranzo con alcuni pm che s'occupavano delle scalate. Mi indigna - si legge nel libro - se qualcuno lascia la toga per diventare politico, poi dovrebbe avere il buon gusto di non creare confusione di ruoli ...". Accuse pesanti, alle quali il senatore del Partito Democratico replica in un'intervista al quotidiano online Affaritaliani.it.

"E' interessante quello che faccio io?", si chiede D'Ambrosio. Che spiega: "A parte il fatto che questo pranzo è avvenuto per caso. Nel senso che ho incontrato dei colleghi e mi hanno detto 'stiamo andando a mangiare, vuoi venire con noi?'. Era l'ora di pranzo e come tutti sanno io sono un single e quindi mi ha fatto piacere. Sono andato a mangiare con dei miei ex sostituti... che cosa avrei dovuto fare, renderne conto alla Forleo? Farle una domanda in carta da bollo? Non ho proprio capito. E che incompatibilità ci sarebbe?". E ancora: "Sono uscito dalla magistratura nel 2002, questo forse la Forleo l'ha dimenticato. Sono uscito come pensionato per limiti massimi d'età nel 2002 e questo fatto è avvenuto nel 2007 o 2008, non ricordo bene. Se incontro degli ex colleghi che vogliono andare a pranzo con me che faccio? Non ci vado? Devo fare prima la domanda in carta da bollo alla Forleo perché non si offenda e perché non si adombri? Non ho capito", ripete.

Poi l'exc capo del pool milanese aggiunge altri dettagli: "E' avvenuto a mezzogiorno, mica a cena. La mia banca è nel Palazzo di Giustizia di Milano e stavo tornando a casa, loro invece stavanouscendo dal Palazzo di Giustizia per andare a mangiare...", racconta D'Ambrosio ad Affaritaliani.it. "'Ciao Gerardo, come stai? Ah, sto bene. E tu? Stiamo andando a mangiare un boccone...'. Erano quattro-cinque ex sostituti miei e anche non". Ed ecco l'affondo: "Evidentemente alla Forleo manca proprio il buon senso, se pensa che sia sospetto e non opportuno che uno che è uscito dalla magistratura per pensionamento massimo da cinque anni incontri dei colleghi che lo invitano a mangiare un boccone con loro in pausa pranzo. Se dice che non ci dovevo andare vuol dire che la prossima volta le farò una domanda in carta da bollo", ironizza.

Quanto alle intercettazioni relative ai parlamentari, tra i quali D'Alema e Fassino, D'Ambrosio precisa: "Rilasciai una dichiarazione in cui dicevo che secondo me il deposito delle trascrizioni prima che venissero selezionate, quindi messe a disposizione di chiunque, mi sembrava una cosa molto strana. Secondo me non aveva applicato correttamente il codice". Il senatore del Pd torna all'attacco: "Ma uno non può criticare l'interpretazione che dà un magistrato? Ci mancherebbe altro. Tanto è vero che sono proprio quelle norme che lei ha applicato, secondo me malamente, che adesso si vogliono limitare. A lei sembra una cosa saggia, mentre il codice dice che dal giudice per le indagini preliminari, al pubblico ministero, alla difesa si usano le intercettazioni solo per sentire quali sono utili e quali no. Lei, invece, prescindendo da qualsiasi cosa, le deposita. Rende pubbliche quelle che servono, quelle che non servono e quelle che non possono essere diffuse perché non sono utili ai fini del procedimento. Secondo me ha interpretato male le norme".

Apcom
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 03/12/2008 @ 11:27:45, in Politica, linkato 1003 volte)

5 Dicembre: Sciopero della giustizia


Roma, martedì 11 novembre 2008

RIDUZIONE PIANTE ORGANICHE

La legge 133 del 2008, art. 74 ha imposto alle Amministrazioni Pubbliche

un risparmio di spesa non inferiore del 10 %. Il Ministero della Giustizia già dal mese di luglio, primo tra tutte le amministrazioni dello Stato, ha tagliato le piante organiche di ben 3256 unità. Quando il decreto “Brunetta” non era stato ancora trasformato in legge.

Il taglio ha comportato un notevole ridimensionamento del personale che dal 1998 ad oggi ha subito una pesante riduzione (si è passati da 53.000 a circa 43.000 unità) mentre il numero dei magistrati è cresciuto in maniera esponenziale, passando da circa 8.000 giudici onorari a circa 18.000, grazie alla magistratura onoraria (giudici di pace, GOT ecc.).

RIQUALIFICAZIONE

Al personale del DOG, unico esempio nel comparto Ministeri, non è stata garantita nessuna progressione di carriera. Negli altri Dipartimenti della stessa amministrazione hanno ottenuto tutti un avanzamento economico e giuridico e paradossalmente alcuni lavoratori, con una legge ad hoc (c.d. “Meduri”), sono addirittura diventati dirigenti.

Come si ricorderà già dal Contratto Integrativo del 2000, non firmato dalla sola RdB, si prevedeva l’avvio del percorso di riqualificazione del personale. L’accordo, però, prevedeva il passaggio di livello solo per la metà del personale e meccanismi farraginosi di attuazione. Tanto è vero che alcuni colleghi esclusi avviarono i primi ricorsi bloccando definitivamente il percorso. Successivamente ci furono altri tentativi, miseramente naufragati, di avviare i percorsi di riqualificazione, con accordi (2003) e proposte estemporanee ispirate dai vari sottosegretari Vitali (centrodestra) e Ligotti (centrosinistra) condivise da tutti i sindacati tranne che dalla RdB. La RdB con coerenza e determinazione sin dal 1999 ha proposto un passaggio di livello per tutti, come atto dovuto dopo quasi 30 anni di blocco delle carriere. Ciò, tra l’altro avrebbe evitato qualsiasi ricorso perché mancava il presupposto dell’interesse legittimo per adire il giudice. Se allora, invece che oggi, tutte le altre OO.SS. avessero condiviso la proposta della RdB oggi saremmo qui a parlare d’altro. E' chiaro che con la riduzione delle dotazioni organiche previste dalla legge 133/08 diminuiscono gli spazi per soluzioni tecniche pasticciate.

L’unica possibilità è la lotta dei lavoratori dell’organizzazione giudiziaria per rivendicare la legittima aspirazione alla carriera mediante il passaggio al livello economico e giuridico superiore.

FONDO UNICO DI AMMINISTRAZIONE

Con il nuovo CCNL 2006-2009, rafforzato dal recente atto di indirizzo inviato all’ARAN dal Ministro Brunetta in occasione della trattativa per il rinnovo del biennio economico 2008-2009, il premio di produttività collettiva dovrà essere distribuito solo a pochi: esclusivamente in via meritocratica e su progetti definiti. Si fa espresso divieto di qualsiasi forma di storicizzazione (14ª mensilità) e di erogazione “a pioggia” per tutti i lavoratori, fortemente voluta ed ottenuta per gli anni passati dalla RdB come parziale recupero per i miseri aumenti contrattuali ed equa riparazione per la mancata riqualificazione.

Così, con la scusa di premiare la meritocrazia, i soldi di tutti saranno distribuiti a pochi (lo scorso anno il gruzzolo ammontava a circa 86 milioni di euro) con criteri discrezionali da parte dei vari Dirigenti. Questa ennesima ingiustizia pesa in quanto questi fondi sono incrementati da aumenti contrattuali sottratti alla paga base.

E’ previsto dalla legge 133/08 che a decorrere dall’anno 2009 vengano ridotte ulteriormente le risorse storiche dei Fondi per la Contrattazione Integrativa di un ulteriore 10% degli importi già bloccati dal 2004. Nella Giustizia tale taglio corrisponde a 10.531.000 euro.

RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE

Il rinnovo del biennio economico 2008/09 Comparto Ministeri, in discussione all’Aran, ha nell’intenzione di Brunetta e soci l’introduzione di criteri di erogazione del salario accessorio che modificano in peggio la già penalizzante normativa introdotta appena un anno fa, prevedere contingenti massimi di personale che può accedere ai fondi di produttività, erogare per il 2008 ben 8 euro lordi medi e altri 60 circa per il 2009. Se si sommano i tagli al FUA previsti dalla legge 133/08 ogni dipendente non solo non avrà alcun aumento contrattuale ma saremo di fronte, per la prima volta, ad un decremento nominale delle retribuzioni.

CONDIZIONI DI LAVORO

Il blocco pressoché totale delle assunzioni operante da oltre 10 anni e i continui tagli che con le varie leggi Finanziarie sono stati operati al bilancio del Ministero hanno creato una situazione non più sostenibile all’interno degli Uffici Giudiziari. Da una parte la lenta e progressiva riduzione di personale per effetto dei pensionamenti cui ha corrisposto un abnorme aumento dei carichi di lavoro, dall’altra condizioni di lavoro in ambienti sempre più fatiscenti e senza neanche gli strumenti minimi per poter svolgere le proprie mansioni (e non parliamo solo di computer ma di penne e carta per le fotocopie).

Questa situazione nasconde una perversa volontà politica di non far funzionare come dovrebbe il servizio Giustizia. Le esternalizzazione e le privatizzazioni di funzioni proprie dell’Amministrazione, con la scusa che “privato è bello”, sono un modo per appesantire i bilanci della Giustizia, rendere un servizio meno efficiente e far arricchire imprenditori amici degli amici.

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 03/12/2008 @ 07:03:34, in Politica, linkato 998 volte)
03/12/2008 - 14.04

DE MAGISTRIIS: BELISARIO, FINALMENTE EMERGE VERITA' SU QUESTO CORAGGIOSO MAGISTRATO
 
(IRIS) - ROMA, 3 DIC - "Finalmente! Anche se poco alla volta, sta emergendo la verita' su De Magistris, questo coraggioso magistrato contro cui si e' scagliata gran parte della politica e qualche suo collega". Cosí Felice Belisario (Idv), ha commentato le indagini condotte dai pm di Salerno. "Adesso sulla vicenda De Magistris occorre fare chiarezza in tempi rapidissimi, perche' ormai e' palese che contro di lui c'e' stata una montatura. Se ne dovrebbe far carico lo stesso Consiglio Superiore della Magistratura che, francamente, sulla questione poteva e puo' fare meglio", ha concluso Belisario.

MaR

*****

03/12/2008 - 10.17

CASO DE MAGISTRIS: COSSIGA, 'FINCHE' MAGISTRATI SI INDAGANO FRA LORO, NON VIOLANO LIBERTA' CITTADINI'
 
(IRIS) - ROMA, 3 DIC - "Buona la notizia che la procura della Repubblica di Salerno indaga sull'operato del Procuratore Generale di Catanzaro e di altri magistrati della Calabria, e presto credo anche dello stesso Consiglio Superiore della Magistratura. Finche' si indagano tra di loro e forse anche tra di loro si arrestano, non violano la liberta' dei cittadini!". E' quanto ha detto Francesco Cossiga, presidente emerito della Repubblica, in merito alle indagini della Procura di Salerno nei confronti di alcuni magistrati di Catanzaro, nell'ambito di un'inchiesta su presunti illeciti commessi nelle procedure di avocazione delle inchieste "Poseidone" e "Why not" sottratte all'allora pm Luigi De Magistris.

IRISPRESS MaR
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 02/12/2008 @ 08:13:01, in Politica, linkato 1257 volte)
Carovana Antimafia: In viaggio per i diritti, la democrazia, la giustizia sociale



La Carovana Antimafie è dedicata quest’anno al 60° anniversario della Costituzione e della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, con lo scopo di diffondere la cultura della legalità: un viaggio di oltre due mesi, con circa 100 tappe che toccheranno tutte le Regioni d’Italia e con appuntamenti itineranti per consolidare i diritti, la democrazia e la giustizia sociale.

Sarà l’occasione per far prendere coscienza della responsabilità che ciascuno ha, sia come cittadino, sia per il ruolo che ricopre nei vari ambiti e sia per dimostrare che le strade alternative, quelle che percorrono sentieri di solidarietà e giustizia, sono percorribili da chiunque sia dotato di buona volontà e di senso del bene comune.

La Carovana, organizzata da Libera, Arci e Avviso Pubblico, in provincia di Trapani passerà il 5 e il 6 dicembre c.a.

Leggi gli appuntamenti su Marsala.it - rubrica Antimafia
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 02/12/2008 @ 00:42:27, in Politica, linkato 1339 volte)
GIUSTIZIA: REALIZZAZIONE DI PROGRAMMI DI INNOVAZIONE DIGITALE
BRUNETTA E ALFANO FIRMANO IL PROTOCOLLO D'INTESA

26 novembre 2008. Palazzo Chigi, Sala Stampa. Servizi più semplici per gli utenti, minori costi per il funzionamento degli uffici, infrastrutture e reti di trasmissione più razionali ed efficienti. Sono questi i principali benefici nel sistema Giustizia introdotti dal Protocollo d'intesa per la realizzazione di programmi di innovazione digitale siglato dai ministri Renato Brunetta e Angelino Alfano.
Il protocollo prevede, fra gli altri, interventi che faciliteranno la comunicazione tra avvocati, cittadini, imprese e uffici giudiziari attraverso l'uso di internet e per rendere più rapida la trasmissione delle notizie di reato dalle forze di polizia alle procure della Repubblica.

Efficienza e informatizzazione dei servizi della Giustizia sono già protagonisti di alcuni progetti realizzati o avviati da ministero e uffici giudiziari e selezionati nell'ambito dell'iniziativa Non solo fannulloni, promossa dal ministro Brunetta per dare visibilità ad esempi virtuosi nella P.A.
[MB]
Ministero Giustizia


I progetti informatici sono lodevoli. E' la formula della comunicazione, ovvero i termini, i motti e le parole usate, ad essere molto carenti. Ma non dipende dall'ufficio stampa. LM
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 02/12/2008 @ 00:38:52, in Politica, linkato 1536 volte)
CONCORSO MAGISTRATURA: ONLINE RELAZIONE PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE
ALFANO: "PROPORRO' UNA LEGGE PER VIETARE IL CONCORSO A CHI IMBROGLIA"
 
28 novembre 2008. Ministero della Giustizia. "Abbiamo chiesto e già ricevuto dal presidente della commissione d'esame una relazione dettagliata: la metteremo online, sul sito del ministero, perchè tutti possano sapere". Così annunciava il guardasigilli Angelino Alfano ieri, intervenendo sulle presunte disfunzioni e irregolarità registrate durante lo svolgimento delle prove scritte del concorso in magistratura. Detto, fatto: ecco, di seguito, il testo della relazione redatta dal presidente della commissione Maurizio Fumo. “Quanto si è verificato a Milano è gravissimo e inaccettabile e non si dovrà ripetere mai più - ha spiegato il ministro Alfano - Per questo proporrò una legge che preveda che il candidato trovato a tentare di imbrogliare al concorso di magistratura non solo sarà espulso, ma non potrà mai più parteciparvi. Penseremo altresì al licenziamento dei commissari d’esame che dovessero risultare compiacenti o collusi con il truccare il concorso, favorendo qualcuno”. [MB]
Ministero Giustizia
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Ci sono  persone collegate

< agosto 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
   
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
 
             






Cerca per parola chiave
 

Titolo
Ambiente (38)
Associazioni Giustizia (52)
Economia (86)
Estero (187)
Giuristi (134)
Gruppo Cellule Staminali (1)
Indagini (210)
Lavoratori Giustizia (1)
Magistratura (2170)
Osservatorio (1)
Osservatorio Famiglia (512)
Politica (926)
Redazionale (68)
Sindacati Giustizia (326)
Sindacato (221)
Telestreet (7)
Varie (82)

Catalogati per mese:
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019

Gli interventi più cliccati

Titolo
Bianco e nero (236)
I gatti di G.Q. (25)

Le fotografie più cliccate

Titolo
G.Q. Non ha mai pubblicato pubblicità in otto anni e se iniziasse ora?

 Si, a me non disturba
 No, non mi piace



Titolo






A.N.M.
A.N.M. new
A.D.M.I.
Argon News
A.I.M.M.F.
Argon News Redazione
Artists Against War
Articolo 3
BloggersPerLaPace
Comitato Sfruttatori ATU
Commissariato PS Online
dBlog.it Open Source
Erga Omnes
Eugius
Filo Diritto
Intesaconsumatori
Geopolitica
Giuristi Democratici
Giuristi Democratici Roma
Magistratura Democratica
M.D. Toscana
Medel
Medicina Democratica
Magistratura Indipendente
Movimento per la Giustizia
Nazionale Magistrati
Non Solo Giustizia
Osservatorio Bresciano
Osservatorio Romano
Sorgente D'Amore
Studio Cataldi
Studio Celentano
Studio Tidona
Toghe Lucane
Uguale per Tutti
Unità per la Costituzione
Unicost Milano
Unione Internazionale Magistrati
Morandi Senato
About me







http://www.wikio.it
Wikio
Iscriviti a GQ su FriendFeed
Blogstreet - dove il blog è di casa
Iscriviti a GQ su Twitter
Powered by FeedBurner


Blog Link










20/08/2019 @ 9.14.13
script eseguito in 391 ms