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 .. yellow rose ..... di Lunadicarta
 
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La giustizia è necessaria, ma non sufficiente, e può e deve essere superata dalla legge della carità che è la legge dell'amore, amore verso il prossimo e verso Dio, ma verso il prossimo in quanto immagine di Dio, quindi in modo non riducibile alla mera solidarietà umana.

Rosario Livatino
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 29/11/2008 @ 00:42:30, in Politica, linkato 2337 volte)
Giustizia. Nuove carceri costruite dai privati
Gonnella (Antigone): «E' un bluff»


Procedure d'urgenza per costruire nuove carceri in tempi rapidi, questo uno dei punti che faranno parte del pacchetto di misure sulla giustizia che verranno discusse in uno dei consigli dei Ministri che si terrà in dicembre. Per il presidente dell'associazione Antigone Patrizio Gonnella il problema del sovraffolamento delle carceri non si risolve con l'edilizia penitenziaria, né tantomeno affidandola ai privati.

Procedure d'urgenza per costruire nuove carceri in tempi rapidi: è questo uno dei punti che faranno parte del pacchetto di misure sulla giustizia che verranno discusse in uno dei consigli dei ministri che si terrà in dicembre, prima della pausa per le festività natalizie.

Per risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri, il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha lanciato l'idea della costruzione di nuove strutture penitenziarie.
Da parte del ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, ci sarebbe stato l'impegno a trovare fondi e nuovi soluzioni per realizzare nuove strutture penitenziarie nel giro di pochi mesi. Nel pacchetto di misure sulla giustizia che arriverà all'esame del Cdm ci saranno, inoltre, provvedimenti per la razionalizzazione del processo penale e per la certezza della pena. Quanto alle norme sulla messa alla prova, queste verranno discusse ma non si esclude di abbassare il tetto dei reati inizialmente previsto (pene fino a quattro anni di carcere) oppure di accantonare completamente l'ipotesi.

Il Guardasigilli Alfano ha sottolineato che la soluzione tecnica sarà ancora da definire: «Quale sarà la soluzione tecnica è ancora presto per dirlo ma non è lontano il tempo in cui lo diremo, perchè lo annunceremo nell'ambito di quella seduta che dedicheremo al tema della giustizia».
Sembra comunque certo che il governo ricorrerà anche ai privati per la messa a punto del nuovo piano carceri. «È stata assunta – ha afferma il ministro della Giustizia - una decisione politica importante: la costruzione di nuove carceri». Il ministro ha spiegato che per superare l'emergenza il Governo «immagina anche il coinvolgimento dei privati per la realizzazione e la costruzione» delle nuove strutture penitenziarie.

Le reazioni alle intenzioni annunciate dal governo sono per il momento di segno contrario. Il presidente dell'associazione politico-culturale Antigone Patrizio Gonnella ha sottolineato che: «da un punto di vista di principio la gestione della pena non può e non deve essere affidata a privati. Le Nazioni Unite – ha ricordato Gonnella - da oltre un ventennio denunciano i rischi della privatizzazione delle carceri. Gli oltre 58mila detenuti, 15 mila in più rispetto ai posti letto regolamentari, richiedono provvedimenti di altro tipo. Non è costruendo nuove carceri che si risolve il problema. In primo luogo perchè la storia italiana ci dimostra che ci vogliono 10 anni per costruirne uno ex novo. In secondo luogo perchè l'aumento della capienza penitenziaria produce inesorabilmente un aumento dei tassi di detenzione. Non vorremmo che tutto si risolvesse solo in un grande business».

«La soluzione del problema del sovraffollamento delle carceri italiane attraverso la costruzione di nuovi istituti penitenziari deve segnare un momento significativo per ripensare il modello edilizio penitenziario e affrontare le nuove esigenze e i nuovi bisogni dei detenuti. Non basta dire costruiremo nuove carceri». La capogruppo del Pd in commissione Giustizia alla Camera, Donatella Ferranti, commenta così l'annuncio del ministro Alfano. «Il Ministro deve agire in modo organico e razionale - è il suo invito - ripensando anche il modello edilizio penitenziario, tenendo conto sia delle esigenze di elevata sicurezza per i detenuti in regime di 41.bis, Alta sicurezza (As), Elevato indice di vigilanza (Eiv), sia delle condizioni detenuti comuni per i quali si dovrà prevedere un potenziamento degli spazi comuni e un maggiore ricorso al lavoro in carcere». Quanto alla scelta di utilizzare fondi privati per finanziare i nuovi istituti penitenziari «l'importante è che sia assicurata la trasparenza del procedimento, l'affidabilità delle imprese e l'assoluta assenza di qualsiasi legame diretto e indiretto con le imprese criminali. Fermo restando che questo non può rappresentare un primo passo per la privatizzazione della gestione delle carceri, alla quale siamo fermamente contrari».

(Agenzia Multimediale Italiana 27/11/2008)

Vedi anche:

Nuove carceri. Tra penitenziari d'oro e gestioni private

La decisione governativa di porre mano al problema del sovraffollamento delle carceri ha una storia lunga e a volte segnata da malaffare e corruzione. Come ricordato dal presidente dell'associazione Antigone, impegnata da anni ad affrontare le problematiche relative alle strutture penitenziarie e a denunciare le difficili condizioni dei detenuti, la prima tangentopoli italiana è stata quella delle carceri d'oro.

(ami)

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Di Loredana Morandi (del 29/11/2008 @ 00:35:16, in Politica, linkato 2320 volte)
Giustizia/ Bandiera su Tribunale, Stiffoni: Non svendiamo dignita'
Mancino si dimetta da vicepresidente del Csm


Roma, 28 nov. (Apcom) - "La nostra dignità di veneti non siamo disposti a svenderla a quei membri del Csm, in primis il vicepresidente Mancino, che con spirito assolutamente centralista ha voluto imprimere un delirio di onnipotenza senza nemmeno conoscere le leggi regionali e italiane". Così il senatore della Lega Nord, Piergiorgio Stiffoni, commenta il rinvio in commissione al Csm della proposta di archiviazione del fascicolo aperto sul 'caso' scarturito dall'esposizione della bandiera della Regione Veneto sul Tribunale di Treviso.

Stiffoni spiega che "la bandiera esposta fuori il tribunale di Treviso è quella ufficiale della Regione Veneto e non di un partito", e, aggiunge, "con questa presa di posizione, i membri del Csm si sono autodelegittimati, ignorando la benchè minima conoscenza dei vessilli e dei gonfaloni delle regioni che compongono l'intera nazione".

Sul voto del vicepresidente dell'organo di autogoverno dei magistrati Mancino, ("voto - rileva Stiffoni - che vale doppio"), il senatore della Liga Veneta-Lega Nord aggiunge: "Mancino, come vicepresidente, ha dato dimostrazione di faziosità e leggerezza che mai ci saremmo aspettati da un ex presidente del Senato, ex ministro dell'Interno e spero ex anche del Csm in quanto ne richiediamo le dimissioni. Voglio esprimere la massima solidarietà al presidente del Tribunale di Treviso, Giovanni Schiavon, che ha dimostrato di aver applicato le possibilità che gli dà la legge; al presidente della I commissione del Csm, Ugo Bergamo, perchè è stato lungimirante e illuminato in questa situazione. Siamo fiduciosi che Schiavon non ceda di un millimetro davanti a questo atto d'imperio del Csm e che la bandiera della Regione Veneto - conclude Piergiorgio Stiffoni - rimanga esposta sul pennone del Tribunale di Treviso".

Apcom

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Giustizia/ Bandiera su Tribunale, ora scoppia un 'caso' al Csm
Presidente Commissione si dimette polemico per no archiviazione


Roma, 27 nov. (Apcom) - Scoppia un 'caso' al Csm, protagonista ancora la vicenda della bandiera della Regione Veneto che sventola sul Tribunale di Treviso. Contro la mancata archiviazione del fascicolo si è dimesso il presidente della Prima Commissione, il consigliere laico dell'Udc Ugo Bergamo. "Non ho alcuna intenzione di essere complice di atteggiamenti dilatori", protesta, riferendo di aver rimesso il mandato in una lettera inviata al capo dello Stato Giorgio Napolitano, che del Csm è il presidente, e al suo vice a Palazzo dei Marescialli Nicola Mancino.

Bergamo accusa il Consiglio di essere "autoreferenziale e centralistico": "Non tiene conto del sentire del Paese, dove c'è un crescente senso di identità territoriale". A suo dire, "non c'è alcun margine di dubbio" che la bandiera regionale "possa sventolare legittimamente sugli uffici pubblici". "Dall'unità d'Italia se n'è fatta di strada, non siamo più ai tempi di Garibaldi...", osserva.

Apcom

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Altri articoli:

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Giustizia/ Bandiera Tribunale, Dussin: Archiviare caso e Csm
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Di Loredana Morandi (del 25/11/2008 @ 23:00:21, in Politica, linkato 1016 volte)
Renato Soru si è dimesso
'Così non si può governare'


Con un discorso di pochi minuti Renato Soru ha annunciato le sue dimissioni da presidente della Regione Sardegna. "Manca la fiducia della maggioranza, così non si può governare". Alla fine del discorso applausi della minoranza e di alcuni "fedelissimi" di Soru.

Renato Soru si è dimesso Il presidente della Regione Renato Soru si è dimesso in Consiglio regionale. La decisione è stata annunciata dopo che il Consiglio aveva bocciato a scrutinio palese (con 55 voti contrari e 21 a favore) un emendamento voluto dallo stesso Soru alla nuova legge Urbanistica. Con un breve discorso pronunciato alle 21 e 46 Soru ha spiegato le sue ragioni: "Manca la fiducia della maggioranza, in queste condizioni non si può governare. Siamo in un momento di crisi, ma pur essendo consapevole di questa situazione la cosa migliore da fare è essere chiari con i sardi e verificare lo stato della maggioranza". Poi ha spiegato: "Non sarà l'ultimo giorno della mia esperienza politica. Voglio mantenere salda la mia chiarezza, i principi che hanno ispirato la mia esperienza fino ad adesso. Ho cercato di riflettere su cosa sia più utile per la Sardegna e i sardi, non per me". Soru ha detto che domani mattina formalizzerà la scelta e che utilizzerà i prossimi giorni per valutare la situazione, difendendo il suo operato. "Ho servito con tutta l'onestà possibile di cui sono capace, mettendo al primo posto l'interesse dei sardi e credo - ha detto - di servirlo anche oggi con la mia decisione".

DISSENSO "Per me era importante - ha proseguito il governatore - riflettere in maniera serena e pacata sul modo migliore di proseguire i lavori oggi e in questa legislatura. E' evidente che si è mostrato un dissenso forte, in parte sul merito sul governo del territorio, ma ancora di più mi sembra che ci sia stata una mancanza della fiducia necessaria tra un presidente della Regione e la sua maggioranza". "Ho riflettuto, so di essere stato eletto direttamente, con la fiducia dei cittadini, ma non si può governare senza la fiducia della maggioranza in Consiglio regionale - ha ribadito - Ancora di più perché subito dopo avremmo dovuto discutere la legge finanziaria che non si può affrontare nel clima, appunto, di una fiducia interrotta oggi".

COLLOQUIO Subito dopo il suo intervento in Aula, il presidente della Regione si è recato al sesto piano, nell'ufficio del presidente del Consiglio, Giacomo Spissu, per un colloquio con il numero uno dell'Assemblea sarda. In base alla legge statutaria le dimissioni avranno efficiacia dopo trenta giorni. Se non saranno ritirate l'assemblea sarà sciolta e le elezioni si svolgeranno entro i successivi sessanta giorni.

L'Unione Sarda

Oggettivamente io penso che si tratti del contrario, quando un capo si dimette è anche segno che ha una base della quale non può avere fiducia. Certo, la fiducia è reciproca, ma dipende molto da quali siano le pressioni e soprattutto le richieste, che la maggioranza esprime. Ed un pezzetto di maggioranza territoriale l'ho conosciuta anche io...
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Di Loredana Morandi (del 23/11/2008 @ 10:02:08, in Politica, linkato 1007 volte)
GIUSTIZIA: VELTRONI, NON IMPORRE RIFORMA A MAGISTRATI
AGI - Agenzia Giornalistica Italia - Roma,Italy
La riforma della giustizia deve essere "una riforma condivisa", e soprattutto "non imposta". Deve essere una riforma "ne' contro i magistrati, ...
GIUSTIZIA: VELTRONI, TROPPO LENTA RISCHIA IL COLLASSO
La Repubblica - Italy
"La giustizia italiana e' al collasso. C'e' una condizione generale di difficolta' a cui si aggiunge la riduzione di risorse e un sovraccarico di lavoro che ...
GIUSTIZIA: VELTRONI, IL PD SI SCHIERA DALLA PARTE DEI CITTADINI
Il Tempo - Roma,Italy
(Adnkronos) - "Quello che conta per noi e' una macchina della giustizia per i cittadini, con accusa e difesa che hanno un ruolo definito, con rispetto del ...
Giustizia/ Anf: Bene confronto Pd, ma non si privilegino toghe
Virgilio Notizie - Italy
(Apcom) - L'Associazione nazionale forense accoglie positivamente la scelta del Pd di un confronto sulle riforma in materia di giustizia, ma lamenta il ...
GIUSTIZIA: ALFANO A VELTRONI, CI CHIEDE CIO' CHE STIAMO GIA' FACENDO
ASCA - Agenzia Stampa Quotidiana Nazionale - Italy
Cosi' il Guardasigilli Angelino Alfano, da Palermo, replica alle affermazioni del leader del Pd sulla riforma della Giustizia che chiede sia ''condivisa'' e ...
Giustizia: Alfano, su riforme condivise abbiamo cominciato
Leggo Online - Italy
(ANSA) - PALERMO, 22 NOV - Il guardasigilli Alfano risponde a Veltroni sulle riforme condivise: 'ci chiede di fare cio' che noi abbiamo gia' cominciato a ...
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Di Admin (del 19/11/2008 @ 11:16:51, in Politica, linkato 1973 volte)
Barbareschi e Pagano Santi subito !!!

PEDOFILIA: BARBARESCHI, CONCLUSO ITER ISTITUZIONE GIORNATA NAZIONALE
 
(ASCA) - Roma, 19 nov - ''Tra breve la giornata nazionale contro la pedofilia sara' una realta'. Eprimo una grande soddisfazione per la sensibilita' dimostrata, nelle Commissioni competenti, dai colleghi parlamentari che hanno contribuito alla felice conclusione dell'iter parlamentare''.
Ad affermarlo e' Luca Barbareschi, deputato Pdl, che sottolinea come ''l'istituzione di una data simbolica rappresenta il punto di partenza per la creazione di una coscienza nazionale sul problema dell'aggressione sessuale nei confronti dei minori e delle problematiche collegate anche massiccia e crescente diffusione delle nuove tecnologie''.
''La Rete spesso finisce, infatti, per trasformarsi nella tela che sempre piu' di frequente cattura le nuove generazioni: si rendono indispensabili delle campagne -conclude Barbareschi- che impegnino l'opinione pubblica e le Istituzioni per la soluzione di questo gravissimo problema''.

min/mcc/ss

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PEDOFILIA: ARRIVA UN SOFTWARE PER PROTEGGERE I MINORI SU INTERNET
 
(ASCA) - Roma, 13 nov - Si installa il browser sul computer e quando un bambino cerca una parola ''proibita'' arriva al genitore un sms sul cellulare e il programma blocca la pagina. Si chiama ''Clicksicuro.it'' ed e' il software contro la pedopornografia on-line che e' stato presentato questa mattina dal presidente della Commissione bicamerale per l'infanzia, Alessandra Mussolini, e dalla vice presidente, Gabriella Carlucci.
Uno strumento che potra' essere usato da genitori e insegnanti a partire dal 15 dicembre, giorno in cui verra' installato sul sito del ministero delle Comunicazioni e potra' essere scaricato.
Perche', come sottolineato da Alessandra Mussolini, ''internet non e' solo virtuale perche' attraverso la rete si fanno degli incontri reali''. E allora, grazie a questo programma, gli adulti potranno decidere delle parole chiave e dei siti internet da ''bandire'' ai propri figli, ma non solo. ''A fine navigazione - ha aggiunto Carlucci - i genitori potranno controllare i siti visitati dai ragazzi''.
Il browser puo' essere disattivato solo con una password e sara' l'unico programma disponibile sul pc interessato per la navigazione in internet.

map/dnp/alf

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INFANZIA: PD, PROPOSTA LEGGE PER DIRITTO BAMBINI EDUCAZIONE 0-6 ANNI
 
(ASCA) - Roma, 19 nov - Un cambiamento di rotta di 180 gradi e' quello proposto dal Pd in tema di infanzia, con un passaggio dall'asilo nido 'fornito' su richiesta individuale ad un servizio educativo programmato socialmente per il periodo che va dai zero ai sei anni. Il tutto racchiuso in una proposta di legge che significativamente e' stata definita ''proposta zerosei''.
Proposta che alla vigilia della giornata mondiale dei diritti dell'infanzia, e' stata presentata in una conferenza stampa da Enrico Letta ministro del welfare del governo ombra del Pd, Anna Serafini (responsabile infanzia), Maria Coscia (responsabile scuola) e dai parlamentari Daniela Sbrollini e Antonio Rusconi.
La proposta del Pd, ha spiegato la Serafini, non e' riducibile al solo aumento degli asili nido che pure e' una cosa essenziale, ma nel cambiamento della loro funzione, ovvero nel loro inserimento in un processo edicativo che si spinge fino ai 6 anni.
Una impostazione, ha aggiunto, che risponde alle indicazioni dei maggiori studiosi del mondo, concordi nell'affermare che i primi 3 anni di vita sono decisivi per lo sviluppo del bambino e per la sua socializzazione anche nell'adolescenza e oltre, nella fase adulta. Di qui l'importanza di una rete di asili nido come servizio alle famiglie ''possibile solo se si raccorda pubblico e privato''. Un'operazione che per sua natura e' una materia concorrente tra Stato e Regioni, chiamati a cooperare se si vogliono rispettare gli obiettivi posti dall'Unione europea.
Obiettivo indicato nel 30% di accoglienza per il 2010, mentre vede il nostro paese fermo oggi al 12%. Il progetto di crescita degli asili nido -in chiave educativa- prevede un investimento di 2.250 milioni divisi in tre anni: 500 milioni di euro per il 2009, 750 nel 2010 e 1.500 nel 2011 con un sostanziale raddoppio degli asili nido con il raggiuingimento dell'obiettivo europeo.
Durante la conferenza stampa sono stati offerti una serie di dati che mettono in evidenza come gli asili nido (pubblici e privati) abbiamo una presenza diffusa e abbastana omogenea al centro-nord mentre sono del tutto insufficienti al sud.
Sull'iniziativa del Pd, e' stato sottolineato che e' una proposta aperta alla condivisione ''perche' la sfida non e' tra centrosinistra e centrodestra ma per l'innovazione e la modernizzazione a favore dei bambini e delle famiglie''.

min/mcc/ss
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Di Admin (del 19/11/2008 @ 07:30:23, in Politica, linkato 1723 volte)
Dopo le polemiche tra gli alleati del Pdl e 'altolà della Lega

Rinvio per ddl 'messa in prova', La Russa: ''Proposta tutta da esaminare''

Slittata l'approvazione del provvediento che cancella i reati fino a 4 anni in 'cambio' di un lavoro socialmente utile. Il ministro della Difesa: ''Bisogna riflettere molto''

Roma, 19 nov. (Adnkronos/Ign) - Dopo le polemiche tra gli alleati del Pdl e l'altolà della Lega, è slittata in Consiglio dei ministri l'approvazione del controverso ddl Alfano che prevede la 'messa in prova' per gli incensurati: un meccanismo che, per condanne fino a quattro anni, può cancellare il processo e estinguere il reato in 'cambio' di un lavoro socialmente utile svolto bene dall’imputato.

"E' ancora una proposta tutta da esaminare", ha detto il ministro della Difesa Ignazio La Russa (nella foto), lasciando Palazzo Chigi. "Tra l'altro -insiste il reggente di An- ho visto che oggi è stata anche letta male. Ne parlavo con Alfano: prima di formularla bisogna riflettere molto. Nessuno ha sottolineato che la novità di questo disegno di legge è quella che riguarda la condizionale. Oggi chi ottiene la condizionale la incassa senza obblighi, mentre con il nuovo provvedimento dovrà fare lavori socialmente utili per un periodo di tempo che arriverà ad essere pari anche alla durata della pena. Questa è la vera novità''.

Eppure, ribadisce l'esponente di An, "i riflettori della stampa" sono stati tutti puntati sull'altra parte, cioè sulla cosiddetta 'messa in prova per gli imputati'. "Io esprimo solidarietà ad Alfano che ha studiato questo aspetto con molta attenzione. In Italia, infatti, è difficile fare delle cose senza che siano prima formulate. Appena fai qualcosa già c'è qualcuno che crocifigge le intenzioni".

La Russa difende il suo collega Roberto Maroni: "Se fosse come è scritto sui giornali, io sono sulle stesse posizioni di Maroni. Maroni, riguardo alla versione di alcuni quotidiani ha detto: 'Ma quand'è così ci mettiamo ad inseguire loro?'. Io sono d'accordo con lui. Comunque, bisogna approfondire meglio il testo e poi leggerlo anche con attenzione", insiste il reggente di An punzecchiando di nuovo la stampa. Il varo del ddl Alfano, dunque, viene rinviato: "Bisogna riflettere molto non solo sul testo ma anche sul suo impatto. Abbiamo tempo".

Si veda anche la dichiarazione del Sen. F. Casson.
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Sopralluogo della Digos

Palermo, bambola insanguinata recapitata a redazione Adnkronos

Il pacco giunto con una raccomandata spedita ieri era all'interno di una scatola di scarpe dentro un involucro trasparente pieno di sangue. Il mittente è 'Forza nuova' che poi spiega: ''Un messaggio choc per riaprire il dibattito sulla 194, le polemiche erano previste''. Fiore: ''Rivendico l'iniziativa, non c'è nessuna intimidazione''. La Procura aprirà un'inchiesta.

Palermo, 19 nov.- (Adnkronos/Ign) - Una bambola senza gambe e insaguinata è stata recapitata questa mattina alla redazione palermitana dell'Adnkronos.

Il mittente scritto sul pacco è 'Forza nuova' di Palermo. La bambola era all'interno di una scatola di scarpe dentro un involucro trasparente pieno di sangue.

Il pacco è giunto in redazione con una raccomandata spedita lunedì pomeriggio. In una busta trasparente, di tipo alimentare, è racchiuso un bambolotto sporco di sangue a cui sono state staccate gambe e braccia. Sotto c'è una lettera in cui si parla dell'abrogazione della 194 che reca la firma di Giuseppe Provenzale coordinatore regionale siciliano di Forza Nuova, dove si legge: ''Siamo di fronte ad un genocidio legalizzato''.

La Digos della Questura di Palermo ha fatto un sopralluogo presso la redazione, in via Principe di Villafranca, per effettuare gli accertamenti sulla scatola contenente la bambola.

E la Procura di Palermo aprirà un'inchiesta . A darne conferma è il Procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo. "Stiamo in attesa degli altti che ci porteranno le forze dell'ordine - ha spiegato il numero uno del pool antimafia - e poi avvieremo formalmente l'inchiesta, che è un atto dovuto".

A spiegare poi con maggiore chiarezza all'Adnkronos il senso del pacco recapitato stamane è stato lo stesso Provenzale: "Un messaggio choc per riaprire il dibattito sulla 194. E' in corso un genocidio, sono cinque milioni i bambini non nati in Italia - aggiunge Provenzale - Se fa orrore un bambolotto con frattaglie di pollo in una scatola, bisognerebbe pensare cosa si può provare davanti ad un bambino massacrato e abortito".

"Non penso si possa parlare di reato - prosegue il coordinatore regionale di Fn -. Il mittente era chiaramente espresso e le polemiche che ne scaturiranno erano in preventivo. Si tratta di piccolo sacrificio per evitare che la questione continui a passare ancora sotto silenzio. Di abrogazione della legge 194 non parla più nessuno e questo è un modo per farne nuovamente parlare".

Già in passato Forza Nuova aveva organizzato delle iniziative per riaprire il dibattito sulla 194 con volantinaggi negli ospedali e con una manifestazione il primo novembre a Catania.

E a rivendicare ''in pieno la responsabilità dell'azione" è il leader nazionale d el movimento, Roberto Fiore, che non solo non nega l'invio del pacco alla redazione palermitana dell'Adnkronos ma ne assume la paternità politica a sostegno di un'iniziativa, spiega, del gruppo femminile 'Evita Peron' di Forza Nuova Palermo.

"Non c'è nessuna intimidazione - afferma Fiore - sono le donne di Forza Nuova che hanno voluto sollevare la questione della legge 194 chiedendo cosi' la riapertura del dibattito sull'aborto". Fiore aggiunge che l'iniziativa "non era diretta al responsabile della redazione, uomo o donna che sia, ma agli organi di informazione". Il leader aggiunge di trovare "singolare che qualcuno si impressioni per una bambolina sporca di sangue animale quando ci si dovrebbe indignare per i bambini che ogni giorno vengono macellati negli ospedali italiani".

Fini, invece, non perde mai l'occasione per tacere.

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Di Admin (del 19/11/2008 @ 06:16:13, in Politica, linkato 1878 volte)
Infanzia: si' Cdm a ddl garante
Carfagna, spero si approvi in sede legislativa

(ANSA) - ROMA, 19 NOV - Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge per l'istituzione del garante nazionale dell'Infanzia e per l'adolescenza. 'Ora il testo passa all'esame del Parlamento', ha detto il ministro per le Pari opportunita' Mara Carfagna. Il ministro chiede 'alle opposizioni di approvare in sede legislativa il provvedimento in modo che diventi al piu' presto legge'. Carfagna rappresentera' l'Italia al congresso mondiale sullo sfruttamento dei minori che si terra' la prossima settimana. 2008-11-19 11:57


Infanzia. Livia Turco, disponibili ad approvazione garante

“Riservandomi di verificare il merito del provvedimento, posso dire che da parte nostra non c’è nessuna difficoltà ad approvare celermente il disegno di legge che istituisce il Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza”. Lo ha detto l’on. Livia Turco, capogruppo Pd in commissione Affari sociali.
“Per quanto se ne può sapere adesso, è un provvedimento che va nella direzione giusta. Già 10 anni fa come ministro degli Affari sociali ho presentato un disegno di legge che prevedeva una figura di garanzia per i bambini e da allora abbiamo sempre portato avanti questa proposta. Se adesso è possibile approvarla è una buona notizia per tutti” conclude Turco.
Roma, 19 novembre 2008


DDL SICUREZZA: PROCACCI (PD), "TASK FORCE FORMATIVA CONTRO DEVIANZA MINORILE".

"L'impiego di una task force di docenti, adeguatamente preparata, che intervenga nella formazione dei giovani, nelle zone a rischio sicurezza del nostro Paese individuate congiuntamente dal Ministero dell'istruzione e dal Ministero, come già sperimentato in Francia". E' la proposta per arginare il fenomeno della devianza minorile che il senatore Pd Giovanni Procacci ha fatto questa mattina durante il dibattito sul decreto sicurezza nell'Aula di Palazzo Madama.
"Il grave problema della devianza minorile - afferma il parlamentare del Pd - non può essere più ignorato. Questo governo e questa maggioranza hanno dimostrato, prima con il decreto Gelmini poi con la discussione sul decreto sicurezza, di avere una scarsissima attenzione per la prevenzione e la soluzione di questo drammatico fenomeno sociale che affligge una parte dei nostri giovani".
"Non c'è un rigo - prosegue il senatore - né nel primo decreto né nel disegno di legge, su questo problema, sulla prevenzione e sulla possibilità e la capacità dello Stato di prevenire, soprattutto curando la formazione dei giovani".
"L' esperienza francese - sottolinea Procacci - può fare da esempio. Essa infatti prevede le cosiddette teste di cuoio della formazione: nelle zone a rischio possono insegnare, nelle classi particolari o nelle zone dove il fenomeno della devianza minorile è fortemente radicato, solo docenti che hanno svolto egregiamente un corso di eccellenza di uno o due anni e quindi sono nelle condizioni di affrontare e formare i giovani difficili".
"Può sembrare una proposta qualunque - sottolinea il senatore - ma è invece centrale perché non abbiamo altro strumento per combattere la devianza minorile. Non si tratta soltanto di aiutare i giovani, di fornire loro un'opportunità, ma si tratta di aiutare la società intera. Pertanto, chiedo che su questo tema sia posta un'attenzione particolare e che si possa, quando ci si sarà liberati da questo ingorgo di decreti-legge che sta rendendo la vita del Senato e della Camera poco ordinaria, si trovi il modo di affrontare concretamente questo tema. Quando si è tentato di farlo attraverso il decreto-legge Gelmini ci si è trovati di fronte soltanto ad un'imbarazzante e devastante silenzio".
"E' importante, invece - conclude il senatore Procacci - cercare, con il contributo di tutti, di mettere a fuoco un'idea che serve al Paese e che dovremmo concretizzare nell'interesse della nostra Italia".
Roma, 19 novembre 2008
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Di Admin (del 17/11/2008 @ 08:34:25, in Politica, linkato 1301 volte)
Mafia. Casson: La Russa si informi meglio
Dichiarazione del senatore del Pd Felice Casson
Capogruppo in Commissione Giustizia

"Spiace contraddire il Ministro La Russa ma questo tocca a chi parla senza sapere, a chi parla senza aver partecipato ai lavori parlamentari sul disegno di legge sulla sicurezza in discussione al Senato". Così il senatore del Pd Felice Casson, capogruppo in commissione Giustizia, replica alle dichiarazioni rilasciate dal ministro della difesa al Corriere della Sera.
"Basterebbe infatti guardare gli emendamenti presentati dal Pd al provvedimento e scoprire che il gruppo, in commissione giustizia e affari costituzionali, ha impegnato direttamente i suoi massimi livelli con proposte tese ad una maggiore efficacia ed effettività della pena per la lotta alla criminalità organizzata. Un nostro emendamento sul traffico internazionale di immigrati e contro la prostituzione è stato approvato. Lumia - spiega Casson - ha presentato un emendamento per una più rigida applicazione del 41 bis, emendamento sottoscritto anche dalla nostra capogruppo Anna Finocchiaro, e che è confluito nel maxiemendamento approvato dalle commissioni riunite. Tra l'altro abbiamo anche proposto e fatto approvare un emendamento relativo all'elusione dolosa delle restrizioni previste dal 41 bis. Sulla confisca - aggiunge ancora il senatore del Pd - ho proposto la costituzione di un'agenzia nazionale per la gestione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati".
"Il governo e la sua maggioranza - conclude Casson - si sono opposti a queste proposte che, peraltro, il Pd ripresenterà in aula. Vorrei infine ricordare al Ministro La Russa che, la settimana scorsa, la maggioranza non è stata in grado di garantire la regolarità della seduta d'Aula - che avrebbe dovuto votare il Ddl sulla sicurezza - per le ripetute mancanze del numero legale".

Scheda del Senatore Felice Casson, già magistrato, XV Legislatura
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DDL Stalking

Concorso di reati se vi è progressione criminosa
verso un reato più grave di quello di stalking

   

Approvato in Commissione Giustizia della Camera, nel corso dell'esame degli emendamenti al disegno di legge "Misure contro gli atti persecutori", un emendamento (1.100) del relatore Giulia Bongiorno, che sopprime all'articolo 1, comma 1 (capoverso Art. 612-bis) le parole "Salvo che il fatto costituisca più grave reato".
La ratio dell'emendamento approvato, ad avviso della proponente, è quella di "consentire la configurazione di un concorso di reati, nel caso in cui vi sia una progressione criminosa verso un reato più grave rispetto a quello dello stalking. In tal modo si potrà evitare che possa essere contestato solamente il reato più grave e non quello di atti persecutori. La questione in concreto relativa all'ipotesi in cui vi sia un concorso di reati o un concorso apparente di norme sarà risolta sulla base di principi generali." (Fonte: resoconto parlamentare, Commissione Giustizia, Camera dei Deputati, 6 novembre 2008)


Riportiamo il testo base sul quale sta lavorando la Commissione

DISEGNO DI LEGGE
Misure contro gli atti persecutori


Art. 1.
(Modifiche al codice penale).
1. Al codice penale sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo l'articolo 612 è inserito il seguente:
« Art. 612-bis. - (Atti persecutori).

[Salvo che il fatto costituisca più grave reato] (PAROLE SOPPRESSE CON L'EMENDAMENTO 1.100 APPROVATO)
E' punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l'incolumità propria o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie scelte o abitudini di vita.
La pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato o da persona che sia stata legata da relazione affettiva alla persona offesa.
La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso a danno di un minore ovvero se ricorre una delle condizioni previste dall'articolo 339.
Il delitto è punito a querela della persona offesa. Si procede tuttavia d'ufficio nei casi previsti dal secondo e dal terzo comma, nonché quando il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d'ufficio»;
b) al primo comma dell'articolo 577, dopo il numero 4) è aggiunto il seguente:
«4-bis) da soggetto che abbia in precedenza commesso nei confronti della vittima atti persecutori ai sensi dell'articolo 612-bis».


Art. 2.
(Ammonimento).
1. Fino a quando non è proposta querela per il reato di cui all'articolo 612-bis del codice penale, la persona offesa può esporre i fatti al questore, avanzando richiesta di ammonimento nei confronti dell'autore della condotta.
2. Il questore, assunte se necessario informazioni dagli organi investigativi, se ritiene fondata l'istanza, ammonisce oralmente il soggetto nei cui confronti è stato richiesto il provvedimento, invitandolo a tenere una condotta conforme alla legge e redigendo processo verbale. Il questore valuta l'eventuale adozione di provvedimenti in materia di armi e munizioni.
3. Si procede d'ufficio per il delitto previsto dall'articolo 612-bis del codice penale quando il fatto è commesso da soggetto ammonito ai sensi del presente articolo.


Art. 3.
(Modifiche al codice di procedura penale).
1. Al codice di procedura penale sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 266, comma 1, lettera f), dopo la parola: «minaccia,» sono inserite le seguenti: «atti persecutori,»;
b) dopo l'articolo 282-bis sono inseriti i seguenti:
«Art. 282-ter. - (Divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa). - 1. Con il provvedimento che dispone il divieto di avvicinamento il giudice prescrive all'imputato di non avvicinarsi a luoghi determinati abitualmente frequentati dalla persona offesa ovvero di mantenere una determinata distanza da tali luoghi o dalla persona offesa.
2. Qualora sussistano ulteriori esigenze di tutela, il giudice può prescrivere all'imputato di non avvicinarsi a luoghi determinati abitualmente frequentati da prossimi congiunti della persona offesa o da persone con questa conviventi o comunque legate da relazione affettiva ovvero di mantenere una determinata distanza da tali luoghi ovvero da tali persone.
3. Il giudice può, inoltre, vietare all'imputato di comunicare, attraverso qualsiasi mezzo, con le persone di cui al comma 2.
4. Quando la frequentazione dei luoghi di cui ai commi 1 e 2 sia necessaria per motivi di lavoro ovvero per esigenze abitative, il giudice prescrive le relative modalità e può imporre limitazioni.

Art. 282-quater. - (Obblighi di comunicazione). - 1. I provvedimenti di cui agli articoli 282-bis e 282-ter sono comunicati all'autorità di pubblica sicurezza competente, ai fini dell'eventuale adozione dei provvedimenti in materia di armi e munizioni. Essi sono altresì comunicati alla parte offesa e ai servizi socio-assistenziali del territorio»;
c) al comma 1-bis dell'articolo 392, le parole: «e 609-octies» sono sostituite dalle seguenti: «, 609-octies e 612-bis»;
d) al comma 5-bis dell'articolo 398:
1) le parole: «e 609-octies» sono sostituite dalle seguenti: «, 609-octies e 612-bis»;
2) le parole: «vi siano minori di anni sedici» sono sostituite dalle seguenti: «vi siano minorenni»;
3) le parole: «quando le esigenze del minore» sono sostituite dalle seguenti: «quando le esigenze di tutela delle persone»;
4) le parole: «l'abitazione dello stesso minore» sono sostituite dalle seguenti: «l'abitazione della persona interessata all'assunzione della prova»;
e) al comma 4-ter dell'articolo 498:
1) le parole: «e 609-octies» sono sostituite dalle seguenti: «, 609-octies e 612-bis»;
2) dopo le parole: «l'esame del minore vittima del reato» sono inserite le seguenti: «ovvero del maggiorenne infermo di mente vittima del reato».


Art. 4.
(Modifica all'articolo 342-ter del codice civile).
1. All'articolo 342-ter, terzo comma, del codice civile, le parole: «sei mesi» sono sostituite dalle seguenti: «un anno».


Art. 5.
(Clausola di invarianza finanziaria).
1. Dall'attuazione della presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.


Art. 6.
(Entrata in vigore).
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Il Sole 24 ore

(questo va bene per me e per la Hunziker)
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