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Siate sempre capaci di sentire nel profondo qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque, in qualsiasi parte del mondo. E' la qualità più bella di un rivoluzionario.

Ernesto Che Guevara
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 05/10/2007 @ 16:28:24, in Politica, linkato 2392 volte)

 

 

 

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Altre info ai link:

http://8ottobre.perlacalabria.it/

http://www.ammazzatecitutti.org/

  Appello per la Giustizia - Per De Magistris

 

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Associazione Nazionale Magistrati

  

 Assolutamente infondata notizia sciopero magistrati ordinari

Numerosi mezzi di informazione hanno diffuso la notizia che i magistrati “professionali”, cioè i magistrati ordinari,  sarebbero in sciopero lunedì 8 ottobre.

La notizia è del tutto priva di fondamento.

I magistrati ordinari hanno fatto ricorso allo sciopero solo in circostanze eccezionali ed intendono mantenere questa linea di condotta,  in questo periodo essi non hanno neppure ipotizzato il ricorso allo sciopero.

Roma, 01 ottobre 2007

 

Il Presidente Giuseppe Gennaro 

Il Segretario Generale Nello Rossi

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Di Loredana Morandi (del 21/07/2007 @ 02:14:20, in Politica, linkato 2372 volte)

Scalate, Forleo: «Politici complici». Mastella: lesione diritti

Sono 68 (su un totale di 73) le telefonate con parlamentari non indagati che il gip di Milano, Clementina Forleo, ha giudicato rilevanti per le indagini sui tentativi di scalata ad Antonveneta, Bnl e Rcs.

Con due distinti provvedimenti, il Gip milanese ha chiesto al Parlamento l'autorizzazione a utilizzare queste telefonate. Saranno ora le Camere a decidere se autorizzare la magistratura milanese a usare le intercettazioni, visto che contengono conversazioni di parlamentari.

Due ordinanze, sei nomi. Sono Luigi Grillo (Forza Italia) - nell'ordinanza che riguarda più specificatamente la vicenda Antonveneta - e Massimo D'Alema, Piero Fassino e Nicola Latorre (Ds), da un lato, e Salvatore Cicu e Romano Comincioli (anch'essi di FI), dall'altro, per le vicende relative alla scalata alla Bnl e alla società editrice Rcs.

Il Gip milanese, Clementina Forleo, in una nota dell'ordinanza in cui si chiede alle Camere l'autorizzazione all'utilizzazione delle intercettazioni ai fini del procedimento con a

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Di Loredana Morandi (del 13/07/2007 @ 20:47:22, in Politica, linkato 2753 volte)

Inchiesta sulla loggia di San Marino: Prodi indagato a Catanzaro

Il Presidente del consiglio Romano Prodi è stato iscritto sul registro degli indagati dalla procura di Catanzaro. Il reato ipotizzato è l’abuso d’ufficio. Per la procura si tratta di un atto dovuto, anche a tutela delle garanzie della difesa, che permetterà di chiarire i rapporti tra il premier e altri personaggi sotto inchiesta per la cosiddetta loggia di San Marino.
Da mesi il sostituto procuratore Luigi De Magistris sta indagando su un presunto comitato d’affari che, sull’asse San Marino-Bruxelles, si sarebbe arricchito incassando finanziamenti dell’Unione europea in modo illegale.

Al centro dell’inchiesta, oltre a numerose società sospette, ci sono alcuni uomini considerati dagli inquirenti molto vicini a Prodi e che sono già stati iscritti sul registro degli indagati per i reati di associazione per delinquere, truffa aggravata e violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete. Come l’onorevole Sandro Gozi, ex funzionario dell’Unione europea, già «assistente politico» di Prodi a Bruxelles e attualmente suo sostituto in Commissione Affari Costituzionali della Camera. Per De Magistris uno degli uomini chiave a San Marino sarebbe, invece, un’altra vecchia conoscenza del Professore: Piero Scarpellini, 57 anni, impiegato in una società con sede nella Repubblica del Monte Titano e definito dal pm nel decreto di perquisizione «consulente di Prodi» («consulente non pagato dell’ufficio del consigliere diplomatico della presidenza del consiglio per i paesi africani» ha precisato di recente palazzo Chigi). I personaggi in questione sarebbero tra i principali interlocutori dell’utenza telefonica 32074… intestata alla Delta spa e che De Magistris ipotizzerebbe essere riconducibile al «Presidente del consiglio dei ministri, o a qualche diretto collaboratore del suo staff».
Adesso la procura vuole capire se ci sia un nesso tra la perfetta conoscenza da parte dell’entourage del premier della macchina comunitaria e di tutti i suoi ingranaggi (Prodi è stato presidente della commissione dal 1999 al 2004) e le presunte truffe euromilionarie ai danni dell’Unione europea. Gli inquirenti non escludono che il Professore fosse all’oscuro delle operazioni sospette realizzate intorno a lui e sulla cui illegalità gli investigatori avrebbero già trovato nelle ultime settimane riscontri, documentali e testimoniali. Dall’inizio dell’inchiesta uno degli strumenti investigativi più utilizzati dall’accusa sono stati i tabulati telefonici. Ora, per poter valutare la posizione dell’onorevole Prodi, gli inquirenti potranno chiedere l’autorizzazione al parlamento per l’acquisizione del traffico telefonico del premier, in base alla
legge numero 140 del 20 giugno 2003.

LEGGI ANCHE: Le relazioni pericolose del professor Prodi - Scarpellini: Mi manda Prodi ma non sono un massone - Quel generale della Finanza tra logge e dossier illegali

http://blog.panorama.it/italia/2007/07/13/inchiesta-sulla-loggia-di-san-marino-prodi-indagato-a-catanzaro/

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Di Loredana Morandi (del 10/07/2007 @ 14:00:17, in Politica, linkato 1638 volte)

Il retroscena: Nelle motivazioni della sentenza di condanna del giornalista "Betulla" le accuse a Pollari e Pompa

"Pressioni del Sismi su Farina
per spiare i pm di Milano"

di CARLO BONINI

ROMA - "Se fosse vero...". Si sente ripetere in queste ore, soprattutto nel centro-destra, che l'affare Pompa-Pollari e il lavoro condotto dal Sismi nell'archivio di via Nazionale è, a ben vedere, vicenda "opinabile". Perché "non esistono responsabilità accertate", perché "è ancora tutta da dimostrare" la natura illecita dell'attività svolta dal Servizio. Le cose non stanno esattamente così almeno da cinque mesi. Perché almeno in un significativo segmento di questa storia, il comportamento illecito dell'ex direttore del Servizio Nicolò Pollari e del suo "orecchio" Pio Pompa è documentato da una sentenza pronunciata a Milano e ormai passata in giudicato. Un provvedimento nelle cui motivazioni è possibile fare qualche "scoperta".

I fatti. Nell'assoluto disinteresse del Parlamento, il 16 febbraio scorso, a Milano, Renato Farina, giornalista professionista, già vicedirettore del quotidiano "Libero", si riconosce responsabile del reato di favoreggiamento e patteggia dinanzi al giudice dell'udienza preliminare Caterina Interlandi sei mesi di reclusione convertiti in 6.840 euro di semplice sanzione amministrativa. La storia è nota. Alle 17,40 del 22 maggio del 2006, Farina, "fonte Betulla", si presenta nell'ufficio dei procuratori aggiunti di Milano Armando Spataro e Ferdinando Pomarici per sollecitare risposte sul caso Abu Omar. Che non devono trovare spazio in un articolo di cronaca o in un commento, ma in un appunto riservato che Nicolò Pollari e Pio Pompa attendono a Roma per anticipare le verosimili mosse istruttorie della Procura della Repubblica a carico di funzionari del Servizio indagati per il sequestro dell'imam egiziano.

Il 16 febbraio di quest'anno, dunque, con comprensibile scelta difensiva, Farina decide di sottrarsi alla ribalta e ai rischi del processo che si va ad aprire a Milano a carico di Pollari e altri funzionari del Servizio per sequestro di persona, negoziando una sanzione amministrativa che non soltanto gli risparmia la macchia di una condanna penale, ma che nel suo importo pecuniario, per altro, non arriva neppure a pareggiare gli importi che gli sono stati liquidati dal Sismi, così come documentati da tre ricevute firmate "Betulla" trovate nella cassaforte di via Nazionale (8 mila euro). La cosa dovrebbe morire lì.

Ma, la mossa di Farina inguaia i suoi ex datori di lavoro di Forte Braschi. Il 7 marzo, nel depositare le motivazioni della sentenza, il gup Interlandi consegna infatti l'ex direttore del Servizio Nicolò Pollari e Pio Pompa a una incontrovertibile responsabilità per aver violato la legge istitutiva dei Servizi segreti (la 801 del 1977), lì dove fa espresso divieto di "reclutare giornalisti professionisti". E la lettura del provvedimento riserva qualche significativa sorpresa.

Annota il gup di Milano come a carico di Farina (e dunque di Pollari e Pompa) la prova è "piena". La sorreggono "l'esito delle intercettazioni a carico delle utenze di Pio Pompa"; "il materiale sequestrato in via Nazionale" (le ricevute di pagamento, l'appunto redatto dallo stesso Farina a beneficio del Sismi in cui si da conto del colloquio con i procuratori Spataro e Pomarici); le "dichiarazioni di Pio Pompa"; le "dichiarazioni dello stesso Farina".

Già "nell'interrogatorio del 7 luglio 2006 - scrive il giudice nella sua sentenza - Farina ha ammesso in parte i fatti che gli sono stati contestati". Se è vero infatti che ha insistentemente negato "di aver voluto aiutare persone indagate", è altrettanto vero che inchioda Pollari e Pompa a responsabilità rilevanti.

Si legge: "Farina ha ammesso il proprio interessamento alle indagini sul sequestro"; "Farina ha ammesso di aver ricevuto complessivamente dal Sismi circa 30 mila euro", ben oltre, dunque, gli 8 mila euro documentati dalle tre ricevute; "Farina ha ammesso di aver ricevuto pressioni da parte di Pompa e di Pollari" per ottenere notizie sull'indagine Abu Omar. Ma non pettegolezzi da corridoio di Procura. Roba più seria. Per dirne una, "la fotocopia di un'informativa del Ros dei carabinieri su Abu Omar" (documento poi ritrovato in via Nazionale).

"Pressioni da Pollari e da Pompa". La circostanza non è né secondaria, né superflua. Del resto, tra le carte su cui la sentenza si fonda, è sufficiente rileggere il passaggio della conversazione telefonica intercettata alle 13.26 del 22 maggio 2006, proprio tra Pollari e Pompa.
Pompa: "Direttore, Betulla si incontra alle 17 con il titolare di Milano. E' una cosa importante".
Pollari: "Perché?".
Pompa: "Si incontra oggi perché gli ha accordato di vederlo sulla questione famosa. Dopo ci risentiamo, in modo che gli ponga pure qualche domanda che ci può essere utile".
Pollari: "Sì, ma lui sa cosa dire?".
Pompa: "Sa cosa dire, ma è il caso che ripassi la lezione insieme a noi".
La sera del 22 maggio 2006, Farina si mette al computer per redigere l'appunto destinato a Pompa e Pollari. Riferisce il dettaglio del suo colloquio con i magistrati. Conclude con una significativa annotazione personale: "Il dialogo è stato durissimo. A momenti ho avuto l'impressione che volessero intimidirmi, ma ho retto e li ho messi nell'angolo sulla Procura. (...) E' stata una prova molto molto dura".

I documenti su cui il gup Caterina Interlandi ha assunto e motivato la sua sentenza non sono più segreti da tempo. Sono a disposizione del Parlamento (che ne fece richiesta con il Copaco alla Procura di Milano) dall'ottobre dello scorso anno.


(La Repubblica, 10 luglio 2007)

http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/cronaca/sismi-mancini-11/pressioni-pm/pressioni-pm.html

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Di Loredana Morandi (del 07/07/2007 @ 15:40:29, in Politica, linkato 1421 volte)

Brutti: «Un fax di Pompa a Berlusconi: al vostro servizio»

Massimo Solani


Secondo Berlusconi i dossier scoperti nell'ufficio di Pio Pompa non rappresentano «nulla di illecito». Una ricostruzione che il vicepresidente del Comitato di controllo sull'attività dei servizi segreti, il diessino Massimo Brutti, proprio non può accettare: «È una affermazione molto grave - accusa -. Dalle carte di cui si è occupato il Csm risulta del tutto evidente che nell'ambito del Sismi si sono svolte attività chiaramente illegittime e non rispondenti alle finalità istituzionali dell'intelligence. Sono stati accumulati e conservati in un ufficio del servizio documenti e dossier che sono in palese contrasto con i compiti e i doveri di un apparato dello stato come il Sismi. L'illegittimità è evidente e non può essere negata».

Onorevole Brutti, ora sia l'ex direttore del Sismi Pollari che l'ex presidente del Consiglio Berlusconi prendono le distanze dall'attività di Pio Pompa. Dicono di non essere stati al corrente di quanto accadeva al servizio segreto militare...

«Non bastano queste giustificazioni, non basta scaricare le responsabilità. Il funzionario che era capo di quell'ufficio, ossia il dottor Pio Pompa, aveva la piena fiducia del direttore del Sismi, era un suo diretto collaboratore ed era diventato un funzionario del Sismi dopo un'assunzione per chiamata diretta disposta dal direttore. Fra le carte che gli sono state sequestrate c'è anche un fax inviato all'allora presidente del Consiglio Berlusconi con cui Pompa si poneva al suo servizio. Fra i documenti sequestrati in via Nazionale ci sono dossier che riguardano magistrati, uomini politici dell'opposizione e addirittura militari di alto grado. Essi erano tenuti sotto controllo e contro di loro si costruivano dossier e false informazioni. Nei documenti si progettavano interventi contro di loro e l'obbiettivo era "disarticolare". Una parola che non può non evocare finalità eversive».

Le attività riferibili all'ufficio di via Nazionale sono andate avanti dal 2001 al 2006. Ossia negli anni del governo Berlusconi. Non trova sia semplicistico cercare di archiviare la vicenda dicendo che «non c'è niente di illegittimo»?

«Le carte per se stesse segnalano una attività illegittima. Le responsabilità penali di quanto accaduto saranno accertate dalla magistratura, ma noi oggi possiamo già appurare che ci sono state scorrettezze e attività che non hanno nulla a che fare con la difesa della democrazia. È nostro dovere dirlo con chiarezza, perché dentro quelle carte ci sono le prove. Chi lavora nell'intelligence non può raccogliere informazioni di quel genere, non può partecipare ad attività di quel tipo, non può tenere sotto controllo magistrati e uomini politici in ragione delle loro opinioni e non può costruire dossier contenenti falsità su di loro. La funzione dei servizi segreti è quella di difendere l'integrità dello stato e tutelare la Costituzione, non di tradirla».

Prima la vicenda dello spionaggio Sismi-Telecom, ora i dossier di Pio Pompa. Onorevole Brutti, cos'è successo in Italia nei cinque anni di governo Berlusconi?

«Quello che sappiamo è che si è costituita una rete composta da tre soggetti: agenti della sicurezza della Telecom, ossia la più grande impresa italiana, investigatori privati legati ad un uomo della cerchia di Licio Gelli (Emanuele Cipriani, ndr) e un settore del Sismi. Una rete che ha raccolto informazioni su esponenti politici, uomini dell'economia e delle istituzioni. Nel frattempo all'interno del Sismi c'era un ufficio distaccato dove venivano fabbricati dossier frutto di pedinamenti e raccolta di notizie false. E non una semplice analisi delle fonti aperte».

E mentre tutto questo accadeva, nella migliore delle ipotesi, il governo non si accorgeva di nulla.

«È evidente che c'è una responsabilità politica di chi avrebbe dovuto garantire la lealtà e la correttezza dell'operato degli apparati di sicurezza e non l'ha fatto. Questo non possiamo tacerlo. Ma non dimentichiamo che accertare ora le responsabilità, fare pulizia e togliere di mezzo chi ha partecipato a queste attività è il modo migliore per tutelare l'onorabilità di quanti, e sono i più, non sono entrati nella spirale dell'illegittimità, hanno lavorato e lavorano ancora lealmente al servizio della Repubblica».

http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=67274

Io nel mirino del Sismi

Gian Carlo Caselli

Acquisizione di dati in modo capillare e continuativo. Monitoraggio di attività, movimenti e corrispondenza informatica. Dossier custoditi a Roma, in via Nazionale, in una sede (separata) del Sismi. Messa così potrebbe sembrare un’ordinaria attività di intelligence. Invece è tutt’altra cosa. Primo, perché oggetto dei dossier sono giudici e Pm, uffici giudiziari, libere associazioni (italiane ed europee) di magistrati. Poi perché ben strano è l’oggetto delle «inchieste». Fatti specifici, zero. Men che mai ipotesi di un qualche illecito. Neppure l’ombra di pericoli per l’indipendenza e l’integrità dello Stato (confine che delimita attribuzioni e competenze del Servizio segreto militare). Niente di niente. Ma non per i solerti schedatori. Una colpa gravissima secondo loro c’è: i magistrati pensano! Pensano e operano, a volte, in maniera che al potere politico dominante non piace. Sono magistrati che rispettano la legge? Danno prova di indipendenza? Proprio qui sta il punto. In quanto perversamente inclini ad una giustizia uguale per tutti sono scomodi per chi comanda. Sono pericolosi e vanno tenuti d’occhio. Magari neutralizzati.

Il Csm (organo che la Costituzione pone a presidio dell’indipendenza della magistratura) riceve questi strani dossier. Li esamina e alla fine approva - all’unanimità - una relazione argomentata e severa.

Con questa relazione il Csm rileva diversi punti:
· l’acquisizione della documentazione ebbe inizio subito dopo le elezioni politiche del 2001;
· fu disposta perché i magistrati oggetto di attenzione venivano considerati (in ragione dell’attività giudiziaria svolta o delle posizioni assunte nel dibattito politico-culturale) non in sintonia con la nuova maggioranza di centro-destra;
· si svolse in modo continuativo fino al settembre 2003 e in modo saltuario fino al maggio 2006;
· si proponeva di intimidire i magistrati impegnati in delicati processi, con perdita di credibilità e significativi ostacoli all’indipendente ed efficace esercizio della giurisdizione (oltre ai danni, professionali e di immagine, per i singoli);
· poteva contare sull’ausilio di appartenenti all’ordine giudiziario, anche rivestenti «qualificato incarico di supporto governativo».

Inquietante e stupefacente che tutto ciò sia potuto avvenire nell’Italia del terzo millennio. Registrandolo, il Csm non ha fatto altro che il suo mestiere. Ecco invece fior di opinionisti e di politici (compresi alcuni magistrati prestati alla politica) che incredibilmente se la prendono proprio con il Csm. Non chiedono di individuare i responsabili della squallida vicenda. Non invocano approfondimenti, trasparenza e chiarezza. Si scagliano contro il Csm. È la solita storia: quando lo specchio rivela un bubbone, invece di curarlo c’è sempre qualcuno disponibile a rompere lo specchio. Si chiama eclissi della questione morale. Negare sempre - anche di fronte all’evidenza - che possa esserci del marcio, quando serve per blindare certi interessi. Aggredire pesantemente chi cerca di far emergere la verità. Agitare cartellini rossi contro l’arbitro che pretende il rispetto delle regole, mai contro chi potrebbe averle violate. Questa è la democrazia «moderna».

Allo sconcerto istituzionale, chi scrive deve aggiungere lo sgomento personale. Il mio nome ricorre più volte nei dossier di via Nazionale. E ho lavorato a Torino, Palermo e Bruxelles, sedi che sono nel mirino di quei dossier. Ora, da più di 30 anni vivo sotto scorta. Prima le inchieste sul versante dell’antiterrorismo (Brigate rosse e Prima linea); poi la decisione di andare a Palermo subito dopo la morte di Falcone e Borsellino: una sequenza di esperienze professionali particolarmente rischiose che hanno imposto speciali misure di protezione, per me ed indirettamente per la mia famiglia. Ricordo bene i soldati di leva (era in corso l’operazione «Vespri siciliani») che a Palermo presidiavano 24 ore su 24 il pianerottolo della mia abitazione, armati di tutto punto, con intorno - sulla porta di casa - sacchetti di sabbia e rotoli di filo spinato, come fossimo in trincea. Sarò sempre grato agli uomini che (rischiando essi stessi ogni giorno) hanno saputo assicurarmi una relativa serenità. Uomini che in almeno in quattro o cinque occasioni mi hanno salvato la pelle, impedendo che fossero attuati avanzatissimi progetti di attentato. Come in quel Natale che invece di portarmi da Palermo a Torino mi sballottarono da una città all’altra, spesso chiuso dentro un furgone blindato, finchè - dopo giorni e giorni - non cessò lo stato d’allarme. Indigna scoprire oggi che mentre lo Stato mi proteggeva coi suoi uomini migliori, pezzi dello stesso Stato si davano da fare per neutralizzarmi... Dare con una mano e cercare di togliere con l’altra è schizofrenico. Sintomatico di un forte disagio della nostra democrazia. Per favorirne la deriva basterà far finta di credere che in via Nazionale non è successo nulla. E prendersela col Csm che osa dissentire.

Pubblicato il: 07.07.07

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Di Loredana Morandi (del 06/07/2007 @ 20:19:30, in Politica, linkato 1421 volte)

DOSSIER SISMI. DE PETRIS (VERDI), SUBITO COMMISSIONE DI INCHIESTA E' IN GIOCO DEMOCRAZIA PAESE

"Subito la commissione di inchiesta sui fatti del G8. Dopo le dichiarazione di Fourier e le registrazioni delle telefonate tra poliziotti e centrale abbiamo un quadro estremamente grave. Alcuni affermazioni sono davvero agghiaccianti e fuori da ogni legalità". Lo dichiara la senatrice dei Verdi Loredana De Petris, testimone ai fatti del G8 di Genova.
"Ormai non possiamo più ignorare quanto sta emergendo su quanto accaduto alla scuola Diaz. Mi auguro che a questo punto nessuno voglia più ostacolare la ricerca della verità, i responsabili vanno individuati a qualunque livello si trovino. E' in gioco la credibilità delle istituzioni e la democrazia di questo Paese".


DOSSIER SISMI: PALERMI (PDCI), ALLARMANTE SILENZIO CDL E SETTORI MODERATI UNIONE

“Il silenzio che proviene dalla destra e dai settori moderati dell’Unione sul dossier Sismi ci allarma. Da quanto emerso, le responsabilità di coloro che stavano ai vertici dei Servizi e che oggi ricoprono ruoli di primo piano nelle istituzioni sono evidenti”. Lo afferma la senatrice Manuela Palermi, capogruppo Verdi-Pdci a palazzo Madama. “Oggi dalla stampa apprendiamo il contenuto di gravissime telefonate tra poliziotti e Centrale durante il G8 a Genova che rendono ancora più cupo lo scenario dei fatti alla Diaz, in cui sono coinvolti gli stessi personaggi dello spionaggio ai magistrati. La destra e i settori moderati la smettano con il loro pesantissimo silenzio”.


DOSSIER SISMI. BONELLI: METODI GOLPISTI SUBITO INCHIESTA 
 
"Che un organo come il Csm esprima all'unanimità una denuncia puntuale e dettagliata contro il Sismi sulla schedatura di magistrati è un caso unico e gravissimo nella storia della Repubblica". Lo afferma il capogruppo dei Verdi alla Camera Angelo Bonelli.
 "Un fatto eccezionale  e - prosegue Bonelli - di una gravità inaudita, che necessita di una reazione forte da parte del governo. E' indispensabile accertare le responsabilità di chi ha permesso quest'attività non solo illegale ma che ricorda metodi golpisti. 
 "Va anche accertato - conclude il capogruppo del Sole che Ride - se il Sismi ha operato con coperture politiche o ha agito in maniera autonoma ed è quind necessaril che su questo si apra immediatamente un'inchiesta".

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Di Loredana Morandi (del 06/07/2007 @ 09:52:55, in Politica, linkato 1342 volte)

Nell'archivio di via Nazionale fascicoli sui militari considerati "nemici" di Palazzo Chigi
"Pericoloso network" di delegittimazione tra Quirinale, Ds, magistrati e servizi segreti francesi

Ecco i dossier del Sismi sui generali "di sinistra"

Schedati Tricarico, Mosca Moschini e Cucchi

di CARLO BONINI

ROMA - C'è un dossier dell'archivio Sismi di via Nazionale che più e meglio di altri racconta il "metodo Pollari". "Draft Rik", "bozza Rik". Dove "Rik" sta per Leonardo Tricarico, capo di stato maggiore dell'Aeronautica fino al settembre 2006, e per cinque anni (1999-2004) consigliere militare e capo dell'Unità di crisi dei tre presidenti del Consiglio che si sono succeduti a Palazzo Chigi: Massimo D'Alema, Giuliano Amato e Silvio Berlusconi.

Lo scartafaccio è corposo. Il Sismi lo lavora e lo arricchisce in tempi diversi, proteggendolo almeno nella sua prima stesura con un sistema di codifica dei nomi (Tricarico diventa appunto "Rik"). Fino a dargli una veste completa. Il generale dell'Aeronautica ne appare soltanto il pretesto. Tricarico viene impiccato a una velenosa accusa di malversazione su commesse pubbliche e di doppia infedeltà, istituzionale e politica ("flirta" con uomini che lavorano per i servizi segreti francesi e "appartiene ai Ds") che deve offrire il destro per denunciare agli occhi di Silvio Berlusconi una "fronda" politica ai suoi danni animata da generali a cinque stelle, che a Tricarico farebbero "riferimento". Nicolò Pollari, in realtà, vuole eliminare quegli ufficiali dalla scena pubblica per ragioni che con la fedeltà alle istituzioni e la sicurezza del Paese nulla hanno a che fare. Sono suoi personali "nemici di apparato", pericolosi concorrenti. Sono Giampaolo Di Paola, ammiraglio e oggi capo di stato maggiore della Difesa; Giuseppe Cucchi, generale dell'esercito e oggi direttore del Cesis (l'organo di coordinamento dei Servizi); Rolando Mosca Moschini, già comandante generale della Finanza, "colpevole" in quella veste dell'allontanamento dell'allora capo di stato maggiore Pollari, e oggi consigliere militare del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Del resto, l'operazione "Tricarico" offre più di un'opportunità. Potrà allungare un po' di discredito su uomini dell'opposizione (D'Alema, Visco, Bersani, Brutti, Salvi, Cofferati), colpire gli odiati Servizi francesi cui Pollari ha cercato inutilmente di accollare le responsabilità della bufala dell'uranio nigerino a Saddam Hussein, cavalcare un'antica ossessione di Berlusconi, che a Parigi si coltivi una cospirazione in suo danno.


Rik, uomo di D'Alema. Anzi, no, Cofferati. Il dossier, dunque. "A seguito delle informazioni assunte, è emerso quanto segue: nell'ottica di una strategia volta a perseguire ambiziosi obiettivi personali, RIK (Tricarico ndr) avrebbe mantenuto solidi collegamenti con l'opposizione, appoggiandosi in particolare a FOI (Pietro Folena, già Ds, oggi deputato di Rifondazione comunista ndr), che fungerebbe da "trade union"(l'estensore si avventura nell'uso delle lingue straniere e inciampa. Vuole probabilmente intendere "trait d'union", elemento di contatto e non "trade union", "sindacato"). E ad altri elementi di spicco come NTE (Luciano Violante ndr.), LVI (Cesare Salvi ndr.), TTI (Massimo Brutti) facenti parte, tra l'altro, del comitato interno per la sicurezza dei Ds. Risulterebbe inoltre che avrebbe abbracciato la causa dell'Astro nascente (Sergio Cofferati ndr.) e le posizioni da questi rappresentate. Tant'è che l'ex capo di RIK (Massimo D'Alema ndr), venuto a conoscenza di tale situazione, avrebbe preso le distanze dal suo vecchio collaboratore. In sostanza, la scelta di campo effettuata lo renderebbe organico alle forze che operano, a livello nazionale e internazionale, nel predisporre le condizioni per la caduta del Grande Avversario (l'allora premier Silvio Berlusconi ndr)".

Il "covo" dell'Aspen. Tricarico è dunque un generale politicamente inaffidabile. Ora, va soltanto messo al centro di una scena più complessa. Che impone nuovi attori. Leggiamo.
"RIK manterrebbe rapporti diretti e indiretti anche con:
* esponenti di rilievo di MEPD ("Medel", associazione europea di giuristi e magistrati), il cui nocciolo duro fa capo a TRACA ("Magistratura democratica" ndr) e al SDLAMF (Sindacato della magistratura francese ndr), e il suo presidente JNE (Ignazio Patrone ndr), nelle varie ramificazioni territoriali e, segnatamente, in A2 (Francia ndr) tramite ACV (Anne Crenier Vaudano, giudice a Creteil ndr), PDC (Patrice de Charette, giudice a Bordeaux e già messo delle Nazioni Unite in Kosovo ndr), GBI (Giacinto Bisogni, magistrato della Commissione Europea affari giuridici ndr) e SMI (Stefano Mogini, magistrato presso la stessa commissione ndr).
* appartenenti a gruppi di pressione mediatica interni, come SVLI (Paolo Serventi Longhi, segretario del sindacato dei giornalisti Fnsi ndr), a sua volta in stretti rapporti con Mosca Moschini, Camporini (Vincenzo ndr), Cucchi e Di Paola (sono generali e i loro nomi sono "in chiaro") e RIOCO (Furio Colombo ndr), e esterni con una focalizzazione su NDF (il quotidiano "Le Monde" ndr) e il suo direttore. In tale contesto, RIK (Tricarico ndr) si avvarrebbe di RSU (Marta Dassù, specialista in relazioni internazionali, editore di Aspenia e direttore dei Programmi Politici dell'Aspen Institute in Italia ndr). (...) RSU (la Dassù ndr) si sarebbe fatta carico di diffondere su incarico di RIK (Tricarico ndr) notizie di particolare delicatezza provenienti da ambiti militari (fronda interna pronta a evidenziare il proprio dissenso ponendo in risalto le conseguenze economiche e geopolitiche che ne potrebbero derivare schierandosi a favore degli Usa) debitamente rappresentati da Mosca Moschini, Camporini e Cucchi (i nomi sono in chiaro, ndr), facenti parte, tra l'altro, del Comitato organizzatore (di cui farebbe parte anche RIK) per il rientro anticipato sulla scena politica italiana di Prodi. Stessa fuga di notizie starebbe avvenendo, sempre sotto la regia di RIK, a favore del fronte antagonista (...) riportando puntualmente gli argomenti, le posizioni e i "punti deboli" percepiti negli ambienti della Presidenza del Consiglio".

La fronda dei generali ispirata dal Quirinale. "Svelata", la "fronda" deve essere solo battezzata nei suoi mandanti: il Quirinale di Carlo Azeglio Ciampi, Romano Prodi. "Si è avuta notizia di un meeting (alla cui organizzazione avrebbe contribuito RIK), avvenuto a Sharm El Sheikh, al quale avrebbero partecipato Romano Prodi, Cucchi (oggi direttore del Cesis, organo di coordinamento dei Servizi, ndr), Antonio Casu, Stefano Nones e Politi (tutti questi nomi sono "in chiaro", ndr). Dell'obiettivo finale del Comitato sarebbe al corrente anche il segretario generale della Presidenza della repubblica Gaetano Gifuni, cui farebbe costante riferimento Mosca Moschini".

La mano dei servizi francesi. L'ultimo tassello: la demolizione della reputazione di Tricarico, e l'ombra di Parigi. Il generale, annota il dossier, è in contatto con "specialisti in campo industriale e del business internazionale tra cui emergono Michele Nones (ricercatore presso l'Istituto Affari Internazionali e consulente del generale Di Paola) e l'ingegner Massimo Donati. Nello specifico, a quest'ultimo farebbero capo i rapporti di interesse tra soggetti dell'opposizione (Visco, Bersani, Chicco Testa, RIK, etc.) e alcune grandi multinazionali francesi (...) In aggiunta, lo stesso (Donati ndr), risulterebbe vicino ad ambienti dei Servizi francesi cui si appoggerebbe nella sua qualità di uomo d'affari per conto di diverse holding tra cui l'italiana Finmatica (...) che risulterebbe in contatto con i Servizi di quel Paese (...) RIK nell'espletamento delle sue funzioni si sarebbe notevolmente "infranciosato". In ciò agevolato dall'ormai ricorrente e identificata lobby alla quale apparterrebbero anche elementi dei Servizi francesi, che risulterebbe impegnata nel tentativo di screditare, attraverso l'accusa di corruzione, sia Chirac che Berlusconi ("nomi in chiaro" ndr). (...) Di qui, l'asse che lo legherebbe all'aggressiva CTF (Electricitè de France ndr), AB (il consorzio "Airbus" ndr) e NI (la Vivendi ndr) e il gruppo Thales (attualmente impegnato insieme all'italiana Agusta nel tentativo di fornire 20 elicotteri all'Arabia Saudita) di cui avrebbe sostenuto le iniziative soprattutto nella direzione dell'A1 (l'Italia ndr). In particolare, sarebbe emerso, in riferimento alla francese Thales e all'Agusta, il coinvolgimento di RIK in operazioni, remunerate all'1%, per la fornitura di elicotteri all'Arma dei Carabinieri e alle strutture facenti capo alla Presidenza del Consiglio. Il risultato economico, verosimilmente conseguito, gli avrebbe consentito l'acquisto di una villa a Castiglion della Pescaia e di un casale in Umbria contiguo a quella del collega e amico Mosca Moschini".

(La Repubblica 6 luglio 2007)
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Di Loredana Morandi (del 05/07/2007 @ 22:53:45, in Politica, linkato 1336 volte)

I DOCUMENTI/ 1

"Bonificare Palazzo Chigi mettendo
persone sicure nei posti chiave"

di CARLO BONINI


<B>"Bonificare Palazzo Chigi mettendo<br>persone sicure nei posti chiave"</B>

Nicolò Pollari

Scrive Pio Pompa in una delle sue note autografe all'allora direttore del Sismi Nicolò Pollari: "Il segreto è il punto di forza di ogni mutamento". Ora, almeno in parte, quel segreto cade e l'archivio riservato di via Nazionale (di cui Pompa era l'addetto) restituisce ciò che vi è stato custodito. Letti nella loro interezza, gli "appunti" e le "schede" impilati nell'arco di almeno cinque anni (2001-2006) sul conto di magistrati, uomini politici dell'allora opposizione, giornalisti, documentano non solo la natura illegale e calunniosa del lavoro spionistico svolto dal Servizio, ma il "programma politico" che lo ispirava e chi ne era il "dominus" tecnico: il generale Nicolò Pollari.

"Alla valutazione del generale" - come indicano gli appunti riservati - Pompa sottoponeva ogni mossa. Con Pollari e l'insediamento della nuova maggioranza di centrodestra, a Palazzo Chigi nasce un "nuovo" Servizio impegnato nella "bonifica del Palazzo", "l'epurazione della pubblica amministrazione", "la tutela di eminenti personalità di governo" con il ricorso, se necessario, a iniziative non ortodosse e traumatiche. Ecco dunque i documenti.

LA BONIFICA DI PALAZZO CHIGI
"Sicurezza del Palazzo" (Palazzo Chigi) - appunto manoscritto

"Nei confronti del personale legato da rapporto di impiego stabile con la presidenza del Consiglio, a scanso di forti reazioni burocratico-sindacali, è possibile attuare una ragionevole ed efficace attività procedendo all'attribuzione di talune funzioni a persone ritenute sicure, procedendo contestualmente ad avvicendamenti "formalmente fisiologici" di altri soggetti, onde depotenziare il dispositivo esistente, o almeno "disorientandolo" e privandolo di sicuri punti di riferimento (...) In questo senso un'attenzione particolare va rivolta ai soggetti che curano i flussi documentali e gli apparati di comunicazione. (...) Il problema di "bonificare" il dispositivo di sicurezza del "Palazzo" è meno arduo (...) Il segreto è il punto di forza di ogni decisione di mutamento. Sta nel rapporto fiduciario che deve legare tale organizzazione con la Presidenza, nonché nel sapiente dosaggio della necessità e dell'opportunità di avvicendare, nel tempo, i vari organismi nelle varie funzioni (...) E' necessario pensare alla costituzione di un dispositivo fiduciario limitato a poche persone da inserire nell'ambito della struttura (...) un apparato di sensori e cartine di tornasole utile a prevenire e, se del caso, a reprimere (...) E' superfluo aggiungere che il dispositivo in parola deve essere caratterizzato da persone di blindata affidabilità, della quale deve assumere personale responsabilità chiunque sia chiamato a individuarle".


L'EPURAZIONE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
"Supporto conoscitivo all'interno della Pubblica amministrazione" - appunto manoscritto.

a) Conoscenza e/o possibilità di conoscere le risorse umane e, segnatamente, gli "atteggiamenti" e i "riferimenti" del management pubblico. b) Individuazione delle aree e di soggetti in grado di intervenire in termini "non convenzionali" nelle scelte, nelle decisioni da assumere e/o per l'ostruzionismo delle stesse. c) Conoscenza delle aree di gestione degli stimoli impropri e/o della disinformazione organizzata rispetto alla linea decisa. d) Conoscenza e/o tendenziale possibilità di individuazione di focolai di contrapposizione tecnico-politica alla linea di governo. e) Possibilità di corrispondere alle esigenze di Governo di conoscenza, di volta in volta, di ambiti, soggetti, progetti, iniziative, atteggiamenti formali o sostanziali di eventuale interesse dell'Autorità. f) Possibilità di monitoraggio di ambiti, soggetti, programmi, progetti, iniziative di interesse dell'Autorità. g) Valutazione preventiva delle risorse umane cui affidare o comunque curare progetti di interesse dell'Autorità".

LA NEUTRALIZZAZIONE DEL NEMICO POLITICO
"Attività di tutela di eminenti personalità di governo" - appunto manoscritto


A) Al livello interno.
1) Nei rapporti con le istituzioni:
* Valutazione costante degli "atteggiamenti impropri" propalati, adottati o adottandi, da Organi o persone, da attivarsi secondo programmi preventivamente illustrati all'Autorità o su sue specifiche indicazioni.
* Monitoraggio dei settori "notoriamente sensibili".
* Studio di fattibilità di eventuali ipotesi di lavoro volte a "neutralizzare iniziative improprie".
* Attivazione di procedure indicate dall'Autorità di volta in volta interessata.
2) A livello di Organi diversi dalle Istituzioni
* Attività di "monitoraggio costante" di ogni iniziativa o ipotesi di iniziativa volta a incidere sul regolare funzionamento, sul corretto esercizio e sulla credibilità di organi e/o soggetti di Governo
* Approfondimento cognitivo di situazioni di minaccia riferite ad aree sensibili, di cui si è attinta autonoma notizia o per cui sono richieste adeguate attività.
* Valutazione delle "prospettive di rischio" e conseguente studio di fattibilità degli atteggiamenti e dei provvedimenti da assumere.
* Valutazione, a livello di intelligence economica, delle fonti, delle notizie, degli indirizzi e delle prospettive di interesse, desunte dal programma di Governo, o, di volta in volta, indicate dall'Autorità (quest'ultima voce appare nell'appunto relativo al "Supporto di sicurezza generale" ndr).

IL MONITORAGGIO DI MEDEL
Appunto al Direttore - 3 agosto 2002

"Dallo studio preliminare delle ultime attività di Medel (organizzazione europea che raccoglie giuristi e magistrati ndr) e soprattutto dal suo principale sostegno italiano (Magistratura democratica) emerge quanto segue: Settori di attività: a) impegno per la garanzia dello status di magistrato; b) opposizione a legislazione speciale sul terrorismo, che affiderebbe maggiori poteri all'autorità di polizia ai danni della magistratura; c) opposizione a politiche e legislazione restrittive in materia di immigrazione. 2) Principali contatti in Italia: a) Gruppo Abele; Arci; Associazione di promozione sociale; Centro di iniziativa per l'Europa del Piemonte; Associazione di studi giuridici sull'Immigrazione; Agenzia testimoni di Ge-Nova; Associazione "Carta". Allegato: Per quanto riguarda i progetti specifici promossi da enti e associazioni "non profit", benché non sia esplicito alcun legame con Medel, può essere interessante approfondire la natura e i contenuti del "progetto Melting pot" promosso da "Sherwood Comunicazione e Comune di Venezia". I redattori sono: Avv. Marco Paggi; Rosanna Marcato; Cris Tommesani; Gianfranco Bonesso; Milena Zappon; Barbara Barbieri; Claudio Calia; Jelena Momcilovic; Nait Salah Mourad; Leen Elen; Vojsava Zagali; Jonas Chinedu Okonkwo; Graziano Sanavia".
Appunto al signor Direttore - 13 febbraio 2002 - "La Commissione di inchiesta su Tangentopoli".
"Presso ambiti qualificati si è appreso che, ben prima dell'istituzione della Commissione di inchiesta su Tangentopoli, il movimento dei "giuristi" democratici militanti avrebbe verosimilmente predisposto una strategia di contrasto sia a livello nazionale che internazionale. I giuristi si sarebbero avvalsi, da un lato, del supporto delle componenti politiche, mediatiche e antagoniste a essi contigui o organici, dall'altro del network internazionale facente capo a Medel. Nello specifico è stato riferito di incontri e contatti riservati intercorsi nei giorni immediatamente successivi al varo della Commissione tra Bruti Liberati, Livio Pepino, Ignazio Patrone, Giovanni Salvi, Cesare Salvi, Sergio Cofferati, il segretario del Fnsi Paolo Serventi Longhi. In tale contesto, sarebbero emersi i seguenti orientamenti: adottare forme di pressione sul Presidente della Repubblica strumentalizzando anche una presunta volontà da parte del Governo di porlo in difficoltà attraverso il caso Telekom Serbia. (...) appoggiare strenuamente il disegno, che farebbe capo al fronte antiriformista e al movimento venutosi a costituire intorno a Cofferati, teso a boicottare l'attività di Governo in attesa di eventuali esiti negativi delle vicende giudiziarie del Premier".
La "scheda" Barbe.
"Secondo talune indicazioni, il magistrato di collegamento presso il ministero di Grazia e Giustizia, Emmanuel Barbe (addetto dell'ambasciata di Francia a Roma) risulterebbe da tempo in stretti rapporti con diversi esponenti di Medel (...) Sembrerebbe che Barbe abbia avuto modo di diventare un profondo conoscitore delle vicende politiche e giudiziarie riguardanti il nostro Paese sulla scorta di frequentazioni e di legami, agevolati dalla stessa Medel, con Luciano Violante, Antonio Di Pietro, Giancarlo Caselli, Ignazio Patrone, Edmondo Bruti Liberati, Alessandro Perduca, Livio Pepino, Claudio Castelli, Maria Giuliana Civinini, Giovanni Salvi, Luigi Marini".
La scheda "Gallo".
"Fonte di buona affidabilità ha riferito in merito al previsto incontro tra l'esponente del movimento Batasuna, Joseba Alvarez, e il magistrato del tribunale di Roma Domenico Gallo, membro di Medel. Tale incontro dovrebbe svolgersi nella serata del 28 aprile a margine di un'assemblea fissata per le 17.30 sulla situazione nei Paesi Baschi, organizzata dal Centro sociale Intifada, via di Casalbruciato 15, Roma. In particolare, è stato riferito che il magistrato in questione risulterebbe contiguo ad ambienti della sinistra eversiva sia a livello nazionale che internazionale e segnatamente con i "Carc", l'Eta basca, il movimento bolivariano di Evo Morales, l'Ezln del Subcomandante Marcos e con le Farc colombiane. Su tale versante, egli fungerebbe inoltre da collegamento con esponenti politici, sindacali e della magistratura, tra cui: Sergio Cofferati, Nunzia Penelope (giornalista), Cesare Salvi, Giovanni Salvi, Papi Bronzini (Md), Ignazio Patrone (Medel), Edmondo Bruti Liberati (Md), Laura Curcio (Md), Amelia Torrice (Md), Amedeo Santosuosso (Md), Paolo Mancuso (Md), Giacinto Bisogni (Md), Letizio Magliaro (Md), Gianni Palombarini (Md), Marco Paternello (Md), Mario Vaudano (Md)".

I DOCUMENTI / 2

"Giuristi militanti e circo mediatico
delegittimano il premier"

(VAI ALLA PRIMA PARTE)

<B>"Giuristi militanti e circo mediatico<br>delegittimano il premier"</B>

Nicolò Pollari

TELEKOM SERBIA, LA RAI E GLI INCONTRI AL QUIRINALE
Appunto al signor Direttore - 26 luglio 2002: "Situazione politica e alcuni suoi possibili risvolti"

"Trasmetto per le valutazioni di interesse. A disposizione per ogni ulteriore chiarimento, mi è gradita l'occasione per porgerLe cordiali saluti.
Ambiti bene informati hanno fornito indicazioni inerenti il significato e le motivazioni che, verosimilmente, sarebbero sottesi al recente messaggio alle Camere da parte del Capo dello Stato. Motivazioni e significato rappresenterebbero l'esito di una serie di incontri e contatti intercorsi tra il Segretario generale del Quirinale, dr. Gaetano Gifuni, e i leaders Ds, Piero Fassino e Massimo D'Alema. Tali incontri, sollecitati fortemente anche da Lamberto Dini, avrebbero avuto come finalità la definizione di una strategia tesa a tutelare il Presidente della Repubblica e alcuni uomini politici dalle vicende che potrebbe assumere la vicenda Telekom Serbia. Nell'ambito della suddetta strategia, il messaggio alle Camere, in realtà, avrebbe perseguito lo scopo di dare un preciso segnale sullo scontro politico e istituzionale che verrebbe a determinarsi qualora la Commissione parlamentare di inchiesta sull'affare Telekom Serbia dovesse orientarsi per una chiamata in causa del capo dello Stato, all'epoca ministro del Tesoro, unitamente a determinati esponenti del governo e della maggioranza di quel periodo. In particolare, l'intervento sul pluralismo dell'informazione, contenente l'auspicio di estendere le prerogative della Commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai alle reti private, costituirebbe l'anticamera di una ancora più decisa forma di pressione da attuarsi tramite lo sbarramento dell'opposizione e l'alea del rinvio alle Camere della legge sul conflitto di interessi".

UNA "VOCE" DA SPEGNERE. UN INGLESE DA SPIARE
Appunto per il direttore - Gennaio 2003: "Attacchi contro il presidente del Consiglio alla vigilia del semestre italiano" (di presidenza Ue).

"Si è avuta notizia che, sui recenti attacchi portati da alcune testate giornalistiche, avrebbero essenzialmente interagito:
Il nutrito gruppo di giornalisti e "giuristi" militanti raccolto intorno alla "Voce della Campania" diretta da Andrea Cinquegrani e Rita Pennarola; Michele Santoro; Giuseppe Giulietti; Paolo Serventi Longhi; Ignazio Patrone; Sandro Ruotolo e Giulietto Chiesa; il presidente della stampa estera in Italia Eric Jozsef, corrispondente del giornale francese "Liberation", autore di durissimi articoli contro il governo italiano ripresi e diffusi ad opera del magistrato belga Marie Anne Swartenbroeks.
Quanto poi al ruolo mediatico esercitato dalla "Voce della Campania" esso risulterebbe caratterizzato dalle forti connessioni stabilite con ambienti dei cosiddetti "giuristi militanti", dal rappresentare una delle principali componenti del complesso circuito telematico facente congiuntamente capo ai siti "Centomovimenti" e "Manipulite. it" che alimenta il processo di delegittimazione del premier. Prestigiosi opinionisti (sic) hanno scritto negli ultimi anni per la "Voce". Tra questi, "Percy Allum", cittadino inglese il cui nome sarebbe Antony Peter Allum, che, oltre ad essere punto di riferimento di alcuni corrispondenti come quelli del "Guardian", dell'Economist e del Financial Times, godrebbe di solidi legami (in ciò agevolato dall'essere docente presso l'Orientale di Napoli) con ambiti del fondamentalismo islamico napoletano, fungendo anche da collegamento con quelli attivi in Gran Bretagna".

LA COMMISSIONE MITROKHIN
Appunto al signor Direttore - 6 giugno 2002

"Fonte vicina ad ambienti dell'opposizione ha informato che esponenti di spicco dei Ds, appartenenti all'area cui fa ancora capo la leadership del partito, avrebbero manifestato l'intenzione di non voler ostacolare l'accertamento, da parte della Commissione, dell'eventuale coinvolgimento di determinati uomini politici della sinistra. Ciò al fine di indebolire l'asse venutosi a costituire tra la parte più ortodossa del partito, la Cgil e il suo leader, Rifondazione comunista, Comunisti italiani e l'area movimentista ricomprendente i no global e le frange più estreme dell'antagonismo. L'obiettivo sarebbe quello di ricostituire una forte sinistra, cosiddetta di Governo, in grado di ricompattare l'opposizione e mantenerne la guida su basi programmatiche".

PRODI SI CANDIDA
Appunto al Direttore (senza data)

"Ambiti bene informati hanno fornito indicazioni secondo cui la palese entrata in campo politico dell'attuale Presidente della Commissione Europea, tra l'altro sancita dalla recente diffusione di un vero e proprio documento programmatico titolato "Europa: il sogno e le scelte" avrebbe determinato negli ambienti dell'Unione Europea e in diversi Paesi membri forti reazioni contrarie che starebbero per sfociare in un clamoroso caso di incompatibilità. In particolare sembra che il caso in questione sia stato sollevato e fatto proprio, in punto di principio, dagli stessi organismi della Ue, nonché da diversi gruppi politici del Parlamento europeo. Tant'è che la eco mediatica suscitata dalla vicenda starebbe per assumere risvolti clamorosi soprattutto sulla stampa estera mentre in Italia verrebbe trattata con scarsa attenzione destando non poca meraviglia nel resto dell'Europa. Tuttavia, il dato rilevante sarebbe che, nel caso di specie, non si tratterebbe di mera polemica politica, bensì del rispetto di un principio, ormai consolidato in sede Ue, teso ad evitare fenomeni di commistione tra il ruolo di Presidente della Commissione e quello di leader di una coalizione politica nel Paese di appartenenza. Di qui la trasversalità delle prese di posizione contrarie, che abbraccerebbero larga parte del Parlamento europeo e non solo, con l'intento di perpetuare il rispetto di tale forma di incompatibilità cui si sono già attenuti altri leader politici".

(5 luglio 2007)
http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/cronaca/sismi-mancini-10/documenti-sismi/documenti-sismi.html

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Di Loredana Morandi (del 05/07/2007 @ 17:23:14, in Politica, linkato 1948 volte)


La Stampa
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Giovedì 5 luglio 2007 Articolo 21
Il Foglio - il Giornale - Corriere della Sera - L'Unione Sarda
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Sismi: Difensore Pollari sorpreso da ‘sentenza’ Csm
KataWeb News - 23 ore fa
“Apprendo con sorpresa che il Csm su certi fatti abbia pronunciato una sentenza di condanna mentre parallelamente c’è un’attività istruttoria sugli stessi ...
Dossier Sismi: Csm, il Servizio segreto spiò magistrati
KataWeb News - 4 lug 2007
Un’attività “riferibile al Sismi in quanto tale e non a suoi ‘settori deviati’”, come lo stesso Pompa conferma nella memoria depositata alla Procura di ...
Il Csm attacca: fu il Sismi a spiarci
Expo BG - 4 lug 2007
Il Sismi avrebbe richiesto attività di spionaggio nei confronti dei magistrati, non alcuni “settori deviati” degli stessi. Lo afferma una risoluzione ...
Csm attacca: 'Magistrati spiati dal Sismi'
AudioNews - 4 lug 2007
14.30: Il Sismi in quanto tale e non 'settori deviati del servizio' hanno spionaggio i magistrati con l'intenzione di 'intimidire' e 'minare la credibilità' ...
Csm: Sismi spiava magistrati
Il Secolo XIX (Abbonamento) - 4 lug 2007
ROMA - Era proprio il Sismi a spiare i magistrati, e non "settori deviati" del servizio. Lo ha detto il Plenum del Csm in una risoluzione approvata ...
Toghe 'spiate', il Csm contro il Sismi
Notizie Interfree - 4 lug 2007
Roma, 4 lug. (Adnkronos/Ign) - Il plenum del Csm ha approvato all'unanimità la risoluzione redatta dalla prima Commissione a tutela dei magistrati che ...
Il Csm contro il Sismi: «Spiato i magistrati»
Momento-sera - 4 lug 2007
Gli ex vertici del Sismi ancora nei guai. Il Plenum del Csm punta il dito contro il servizio segreto, all’epoca retto da Pollari, per attività «estranee» ...
Il Csm accusa il Sismi, spionaggio nei confronti magistrati
Asg Media - 4 lug 2007
Una risoluzione approvata all'unanimità dal Plenum del Csm afferma che fu il Sismi e non i settori deviati a svolgere l'attivita di spionaggio nei confronti ...
DOSSIER ILLEGALI/ CSM: SISMI SPIAVA TOGHE NON SETTORI
Alice News - 4 lug 2007
Roma, 4 lug. (Apcom) - I magistrati, molti dei quali appartenenti alla corrente di Magistratura democratica e in servizio alla Procura di Milano, ...
DOSSIER ILLEGALI/ CSM: SISMI SPIAVA TOGHE NON SETTORI DEVIATI -3-
Alice News - 4 lug 2007
Roma, 4 lug. (Apcom) - Nella delibera del Csm viene citata anche una scheda rinvenuta nell'archivio di via Nazionale: far riferimento alle elezioni per il ...
IL CSM CONTRO IL SISMI
GR TV Agenzia Stampa Internazionale - 4 lug 2007
(AGENZIA GRT) In una risoluzione del Consiglio Superiore della Magistratura si ribadisce che il Sismi era dietro l'attivita' di spionaggio nei confronti dei ...
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Oggi alla Cassazione le firme dei parlamentari per il referendum sulla Costituzione

La richiesta è stata sottoscritta da 112 senatori e 248 deputati

Si è conclusa con successo, ben oltre il quinto dei membri di una Camera previsto dall'articolo 138 della Costituzione, la raccolta delle firme tra i parlamentari per il referendum sulla legge di revisione della Carta costituzionale votata dall'attuale maggioranza di centrodestra.

Le firme dei 112 senatori e 248 deputati saranno depositate dai rispettivi delegati - Gavino Angius, Willer Bordon e Stefano Boco al Senato; Luciano Violante, Pierluigi Castagnetti e Franco Giordano alla Camera - oggi, alle ore 11,30, alla cancelleria della Corte di Cassazione (ingresso principale di piazza Cavour).

Roma, 15 febbraio 2006
Ufficio Stampa Democratici di Sinistra

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