Immagine
 G. Q. ... una insolita versione manga ... ... di Lunadicarta
 
"
Non ci sono dubbi che la deprivazione prolungata di cure subita da un bambino può avere effetti gravi e prolungati sul suo carattere e in tal modo su tutta la vita futura. I bambini deprivati delle cure sopratutto materne, specialmente se cresciuti in istituzioni da un’età inferiore ai sette anni, possono essere colpiti nel loro sviluppo fisico, intellettuale, emozionale e sociale; inoltre un bambino emotivamente deprivato genera un circolo vizioso che si autoperpetua generando un genitore trascurante di domani.

John Bowlby, psicoanalista inglese
"
 
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 25/01/2006 @ 10:30:06, in Politica, linkato 1482 volte)

Come cambia la legge sulla legittima difesa
1) All'articolo 52 del codice penale sono aggiunti i seguenti commi:
«Nei casi previsti dall'articolo 614, primo e secondo comma, sussiste il rapporto di proporzione di cui al primo comma del presente articolo se taluno legittimamente presente in uno dei luoghi ivi indicati usa un'arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere:
a) la propria o altrui incolumità;
b) i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d'aggressione.
La disposizione di cui al secondo comma si applica anche nel caso in cui il fatto sia avvenuto all'interno di ogni altro luogo ove venga esercitata un'attività commerciale, professionale o imprenditoriale».

***

Nuove norme sulla possibilità di reazione e di uso delle armi
Legittima difesa: chi spara non sarà punibile

Approvata la legge: prima si valutava la proprozione tra minaccia e reazione, ora si può reagire anche ad aggressioni possibili

Siete d'accordo con questo nuovo provvedimento?

ROMA - D'ora in avanti se il ladro entra in casa si potrà sparargli senza correre il rischio di finire in carcere, neanche se si uccide il malvivente. E nemmeno se quella reazione è «sproporzionata» alla minaccia effettiva. La Camera ha infatti approvato la legge sulla legittima difesa, che prevede la possibilità per i cittadini di usare le armi in casa per difendere se stessi o i propri beni. Il provvedimento fortemente sostenuto dalla Lega è passato con 244 voti a favore e 175 no.
DIRITTO DI DIFESA - La riforma varata dal Parlamento autorizza l'uso di armi per difendere la vita e i beni. Nell'ipotesi di violazione di domicilio, in altri termini, non sarà più punibile (in quanto il rapporto di proporzione tra difesa e offesa è ora presunto ex lege) chi spara contro il malvivente o lo colpisce con un coltello per difendere la propria o altrui incolumità. E non sarà più punibile nemmeno se gli spara per difendere i (propri o altrui) beni, a due condizioni però: che vi sia pericolo d'aggressione e che non vi sia desistenza da parte dell'intruso. Ossia che di fronte all'intimazione del proprietario di casa, ad esempio, invece di scappare reagisca minaccioso. Le nuove norme sulla legittima difesa valgono non solo all'interno delle abitazioni private, ma anche nei negozi e in ogni luogo dove sia svolta attività commerciale e imprenditoriale.

COME E DOVE - In dettaglio la nuova normativa prevede che chi, trovandosi in casa propria o sul luogo di lavoro, si sente aggredito o minacciato, o crede minacciati e aggrediti i beni che gli appartengono, può reagire come crede, utilizzando le armi «legittimamente detenute» ed anche uccidendo, perchè la sua reazione sarà sempre considerata «proporzionata». Due le novità principali:
In casa reazione comunque proporzionata: la legge che il rapporto di proporzione esista sempre se qualcuno che si trova in casa propria o nel posto dove lavora «usa un'arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo» per difendere non solo la «propria o altrui incolumità», ma anche i beni «propri o altrui». E questo quando «non vi è desistenza e vi è pericolo di aggressione».
Cancellato l'eccesso di difesa: secondo la nuova legge non esiste più l'eccessao di difesa per il quale fino ad ora si poteva venire condannati.
Altri luoghi: la difesa nei termini di legge può essere esercitata anche in ogni altro luogo «ove venga esercitata un'attività commerciale, professionale o imprenditoriali»
25 gennaio 2006

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/01_Gennaio/24/difesa.shtml

***

Le reazioni alle nuove norme sulla legittima difesa Castelli: «Un passo dalla parte di Abele»
L'opposizione: «Una legge da Far West» 
 
ROMA - Subi to dopo l'approvazione la legge che riforma la legittima difesa scatena polemiche nel mondo politico, con la maggioranza che la difende in pieno e l'opposizione che la considera pessima. Reazioni non positive da parte del momdo della Giustizia.

Roberto Castelli (Lega -ministro della Giustizia) - «E' un importante passo avanti per Abele che questa maggioranza ha regalato ai cittadini. Da oggi i delinquenti devono avere qualche timore in più e le brave persone, vittime di aggressioni, qualche problema in meno. Č stato finalmente sancito il principio per cui un aggressore e un aggredito non sono più sullo stesso piano. Č stato riconosciuto il diritto dell'aggredito di difendersi. In questo modo non avremo più onesti cittadini costretti a subire l'inferno di processi ingiusti soltanto perchè avevano cercato di difendersi».

Giuliano Pisapia (Prc) - «Una norma incostituzionale in quanto pone sullo stesso piano il bene della vita e dell'incolumità personale e beni di carattere patrimoniale. Un ulteriore vulnus alle regole di uno stato di diritto. Forte è il rischio che, una norma da far west, che nulla ha a che vedere con le regole di uno stato di diritto, determini un aumento dell'uso delle armi da fuoco, con conseguenze ancora più gravi per le vittime in quanto, purtroppo, i criminali hanno maggiore capacità di usare le armi rispetto ai cittadini onesti»

Ettore Randazzo, Presidente dell'Unione delle Camere Penali - «Purtroppo è stata approvata un'altra legge ingiusta, da noi sempre avversata fin dalla sua presentazione in Parlamento, che autorizza la "legittima offesa" anche nei confronti di chi non rappresenta un pericolo per la incolumità del cittadino. Il nostro sistema era al proposito molto ben maturato e tutelava soltanto i casi in cui l'aggredito dovesse davvero difendere la sua incolumità semprechè la difesa fosse proporzionata all'offesa ricevuta».

Antonio Marotta (Udc) - «L'Udc sta dalla parte delle vittime e non degli aggressori. La legge approvata oggi non va nella direzione di armare i cittadini e di farne tanti sceriffi. Rimane infatti fermo il principio di legittima difesa e si è voluto con la nuova normativa risaltare alcune situazioni quali la violazione di domicilio»

Marcella Lucidi (ds) - «All'escalation della violenza e delle rapine, ai tagli per le risorse alle forze dell'ordine, questa maggioranza tenta di rispondere approvando una legge pericolosa che invita i cittadini a fare da soli perchè lo Stato non sa e non può difenderli. E' un errore pensare che armare i cittadini li renderà più sicuri. Č un' idea di sicurezza che degrada la socialità, che riduce la libertà, che invita ad armarsi».

Raffaele Zanon (An) - «Grazie alla nuova riforma della legittima difesa si compie l'impegno che Alleanza Nazionale aveva assunto con i cittadini sul fronte della sicurezza. Finalmente ci si potrá difendere dall'aggressore senza il timore di venire perseguitati».

Pierluigi Mantini (Margherita) - «La riforma della legittima difesa è incostituzionale, criminogena e inutile contro la criminalitá. Di fronte al fallimento delle politiche governative in tema di sicurezza e di giustizia e alle proteste delle forze di polizia per i tagli della finanziaria, la Cdl ha votato l'autodifesa armata, la privatizzazione della sicurezza: ognuno si arrangi da solo, insomma. Non è d'ora in poi punibile chiunque usi le armi nel perimetro di casa dando per presunta la proporzione tra offesa e reazione».

Isabella Bartolini (Fi) - «Si volta pagina. Era ora. Da oggi c'è una legge che tutela il cittadino anzichè il criminale. Gli italiani saranno più sicuri, con il pieno diritto di difendersi in casa propria. Grazie alla Cdl i cittadini potranno opporsi, con armi regolarmente detenute e denunciate, ai delinquenti che volessero irrompere nelle loro abitazioni per rapinare, aggredire, picchiare o violentare. Il nuovo provvedimento norma sulla legittima difesa è una legge sacrosanta».

Paolo Cento (Verdi) - «L'approvazione della nuova norma sulla legittima difesa introduce nel nostro ordinamento un vero e proprio principio da far west che delega l'uso della forza ai cittadini con l'unico risultato certo di aumentare i rischi per l'incolumitá delle persone a cominciare dalle stesse vittime dei reati. Ancora una volta prevale il baratto di potere tra Lega e altri partiti del centrodestra con effetti devastanti per il nostro Paese».

24 gennaio 2006
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/01_Gennaio/24/reazionidifesa.shtml

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 

GIUSTIZIA: Ds “Il settennato di Ciampi garanzia di prestigio e onorabilità dell’Italia"

Dichiarazione dell’onorevole Anna Finocchiaro, capogruppo commissione Giustizia Camera dei deputati

La maggioranza di centrodestra, per la settima volta, ha violato la Costituzione e questo non è certamente un fatto fiosologico. Spero che questa sia l’ultima volta che ciò accade visto che ad aprile si rinnoveranno le Camere e il Governo.

Il settennato del presidente Ciampi è stato, in questi anni difficili per l’autorevolezza e la dignità del nostro Paese, garanzia di prestigio, onorabilità, di esercizio rigoroso delle funzioni presidenziali e di tutela indispensabile  della Carta costituzionale.

Roma, 20 gennaio 2006

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 20/01/2006 @ 19:19:01, in Politica, linkato 1366 volte)

CIAMPI: MONACO, FARE LEGGI INCOSTITUZIONALI E’ NEL DNA DELLA CDL

Dichiarazione on. Franco Monaco, vicepresidente dei deputati della Margherita.

"La notizia non è il rinvio alle Camere della legge Pecorella, rinvio largamente prevedibile e annunciato, ma nella ennesima conferma della programmatica vocazione della Cdl a violare la Costituzione. Lo stravolgimento dei 53 articoli della Carta costituzionale è solo il culmine di una quinquennale attività legislativa che ha costretto Ciampi a una metodica e inusuale azione di contenimento della spinta a fare leggi in contrasto con la Costituzione stessa. Agendo prima e  dopo il varo delle leggi. Il che testimonia l’eccezionalità di una maggioranza che ha rappresentato una vera rottura per la nostra democrazia costituzionale."

Roma, 20 gennaio 2006

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 20/01/2006 @ 19:16:06, in Politica, linkato 1354 volte)

INAPPELLABILITA': CENTO (VERDI): NUOVO PASTICCIO DELLA CDL

Ancora più incomprensibile promulgazione ex Cirielli
ROMA, 20 gen. - ''E' la conferma del gigantesco pasticcio fatto dalla CDL in questi cinque anni sui temi della giustizia". E' l'opinione del vicepresidente della commissione Giustizia di Montecitorio, Paolo Cento, dopo la decisione di Ciampi di rinviare alle Camere la legge Pecorella sull'inappellabilita'.
 "I rilievi del Capo dello Stato sono tali che rendono impossibile, a pochi giorni dallo scioglimento del parlamento, un nuovo, sereno esame della legge. Tuttavia - osserva Cento - oggi risultano ancora più incomprensibili le ragioni che hanno determinato la promulgazione della legge ex Cirielli che, soprattutto nella parte relativa alla recidiva, presenta rilevanti profili di incostituzionalità".

GIUSTIZIA. BOCO (VERDI), CIAMPI SCIALUPPA DEMOCRATICA

ROMA, 20 gen. - "Abbiamo sempre detto che il testo era palesemente incostituzionale. Oggi Ciampi, con questo rinvio, ci ha dato ragione. Governo e maggioranza hanno operato contro i principi della Carta Costituzionale, contro un sistema giudiziario efficiente ed equo, proponendo leggi esclusivamente per pochi eletti". Lo afferma il Capogruppo dei Verdi Stefano Boco.
"La Cdl ha, costantemente, per cinque anni, legiferato esclusivamente a difesa dei propri interessi, distruggendo il Paese.
 Il ruolo che la nostra Costituzione ha affidato al Presidente della Repubblica è oggi la scialuppa di salvataggio democratica, non è un caso che la Cdl ne ha stravolto le funzioni. Oggi il Paese ringrazia il Capo dello Stato e si augura che la Cdl si rassegni e non faccia altri danni".

INAPPELLABILITA': ZANCAN (VERDI) DA CIAMPI CONDANNA SENZA APPELLO

ROMA, 20 gen. - "Da Ciampi una condanna senza appello della legge Pecorella. Le altissime parole del Presidente della Repubblica demoliscono, dalla A alla Z, il provvedimento, prospettando il rischio che tale legge comprometta da un lato il 'bene costituzionale dell'efficienza del processo' e dall'altro 'il principio del contraddittorio fra le parti in condizioni di parità". Lo afferma il senatore Giampaolo Zancan, vicepresidente della Commissione giustizia di palazzo Madama, a proposito del rinvio alle Camere della legge sull'inappellabilità da parte del Presidente della Repubblica. "Se mi si passa il gioco di parole, questa volta si, è giustamente una sentenza senza appello".

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 20/01/2006 @ 19:12:32, in Politica, linkato 1384 volte)

Inviamo di seguito il testo del messaggio di rinvio alle Camere del Presidente della Repubblica sulla cosiddetta legge "Pecorella".

M.G. CIVININI, L. MARINI, F. MENDITTO, G. SALME', G. SALVI

Roma, 20 gennaio 2006

Il messaggio del Presidente Ciampi sul rinvio alle Camere della L. Pecorella

Onorevoli Parlamentari,

mi è stata sottoposta per la promulgazione della legge recante: "Modifiche al codice di procedura penale, in materia di inappellabilità delle sentenze di proscioglimento", approvata dalla Camera dei Deputati il 21 settembre 2005 e dal Senato della Repubblica i 12 gennaio 2006. Dopo accurata disamina, ritengo di dover formulare alcune osservazioni di fondo, che attengono alla costituzionalità di disposizioni contenute nel testo a me inviato.
L'articolo 7 della legge modifica l'articolo 606 del codice di procedura penale che disciplina i casi di ricorso per Cassazione, stabilendo che in essi rientrano la "mancata assunzione di una prova decisiva quando la parte ne ha fatto richiesta, sempre che la stessa fosse ammissibile" e la mancanza o la contraddittorietà ovvero la manifesta illogicità della motivazione della sentenza.
Le modificazioni apportate all'articolo 606 del codice di procedura penale; da un lato, sopprimono la condizione che la mancata assunzione di una prova decisiva sia rilevante come motivo di ricorso soltanto se addotta come controprova rispetto a fatti posti a carico o a discarico dal pubblico ministero o dall'imputato; dall'altro, fanno venir meno la condizione che la mancanza o la manifesta illogicità della motivazione debbano emergere esclusivamente dal testo del provvedimento impugnato.
Queste modificazioni generano un'evidente mutazione delle funzioni della Corte di Cassazione, da giudice di legittimità a giudice di merito, in palese contrasto con quanto stabilito dall'articolo 111 della Costituzione, che, al penultimo comma, dispone che "contro le sentenze e contro i provvedimenti sulla libertà personale, pronunciati dagli organi giurisdizionali ordinari o speciali, è sempre ammesso ricorso per Cassazione per violazione di legge".
Nei limiti indicati nella precedente formulazione dell'articolo 606 del codice di procedura penale, La valutazione della motivazione demandata alla Corte di Cassazione atteneva al controllo della legalità della sentenza.
Oggi, dalla seconda modificazione introdotta, inevitabilmente discende che la Corte di Cassazione debba procedere al controllo della legalità dell' intero processo, riconsiderandone ogni singolo atto.
Analoga mutazione si verifica per. effetto della prima modificazione, nella parte in cui obbliga la Corte a! controllo del fascicolo processuale in ogni caso di asserita decisività di qualsiasi prova non ammessa.
Tale mutazione diventerebbe ancora più gravida di conseguenze ove i due motivi di ricorso - vizi della motivazione e assunzione di prove - fossero congiuntamente dedotti.
Una Corte Suprema chiamata ad esercitare funzioni di merito di tale estensione perde la sua connotazione principale - ulteriormente esaltata dalla recente riforma dell'ordinamento giudiziario - di "organo supremo delta giustizia" che "assicura l'esatta osservanza e l'uniforme interpretazione della legge" (articolo 65 del vigente ordinamento giudiziario). il cui carattere insopprimibile è stato ribadito nella lettera inviata il 3 gennaio 2006 al Primo Presidente della Corte di Cassazione dal Presidente del Consiglio di Amministrazione della Rete dei Presidenti delle Corti Supreme giudiziarie dell'Unione Europea.
Il Primo Presidente della Corte di Cassazione ha chiaramente indicato che una delle conseguenze della modifica introdotta sarà l'impossibilità di continuare a utilizzare il meccanismo di selezione dei ricorsi stabilito dall'articolo 610, comma 1, del codice di procedura penale, che ha consentito negli ultimi anni "una decisiva economia delle risorse, indirizzando verso Ia settima Sezione penale della Corte (cosiddetta sezione "filtro", ndr.) il 45 per cento dei procedimenti pervenuti". Questa circostanza, unita all'ampliamento dei motivi del ricorso per Cassazione, condurrà alla crescita in termini esponenziali del carico di lavoro della
Corte e at progressivo accumulo di arretrato.
Il rischio è che ne risulti compromesso "il bene costituzionale dell'efficienza del processo, qual è enucleabile dai principi costituzionali che regolano l'esercizio della funzione giurisdizionale, e il canone fondamentale della razionalità delle norme processuali" (cfr. La sentenza della Corte Costituzionale n.353 del 1996). Questo rischio va a recare un vulnus ad precetto costituzionale del buon andamento dell'amministrazione - articolo 97 della Costituzione - applicabile, secondo la giurisprudenza della Corte Costituzionale, anche agli organi dell'amministrazione della giustizia (cfr. le sentenze della Corte Costituzionale n. 86 del 1982 e n.18 del 1989).
Tutto ciò è aggravato dalla norma transitoria (articolo 9 della legge) che, da un lato, prevede l'applicabilità anche ai procedimenti pendenti delle nuove disposizioni che ampliano i casi di ricorso per cassazione e, dall'altro, converte in ricorso per cassazione "l'appello proposto prima della data di entrata in vigore della presente legge contro una sentenza di proscioglimento".
Un altro problema. strettamente collegato ai precedenti e che si muove in direzione di un netto aggravamento della situazione già posta in evidenza, è quello che deriva dall'articolo 4 della legge, che modifica l'articolo 428 del codice di procedura penale, trasferendo dalla Corte d'Appello alla Corte di Cassazione l'impugnazione della sentenza di non luogo a procedere. Ne deriverà non soltanto un ulteriore aumento di lavoro per la Corte di Cassazione, ma anche, in caso di mancata conferma della sentenza di non luogo a procedere, una regressione del procedimento, che ne allungherà inevitabilmente i tempi di definizione.
E' palese la violazione che il sistema sopra descritto determina, nel suo complesso, del principio della ragionevole durata del processo, espressamente consacrato nel secondo comma del già richiamato articolo 111 della Costituzione.

*********

Il sistema delle impugnazioni può essere ripensato alla luce dei criteri ispiratori del codice vigente dal 1989. Tuttavia il carattere disorganico e asistematico della riforma approvata è proprio ciò che sta alla base delle rilevate palesi incostituzionalità: una delle finalità della legge avrebbe dovuto essere quella della deflazione del carico di lavoro della giustizia penale, mentre, come si è piü sopra posto in luce, la legge approvata provocherà invece un insostenibile aggravio di lavoro, con allungamento certo dei tempi del processo.
La funzione compensativa attribuita all'ampliamento delle ipotesi del ricorso per cassazione ha un effetto inflattivo superiore di gran lunga a quello deflattivo derivante dalla soppressione dell'appello delle sentenze di proscioglimento. Soppressione che, a causa della disorganicità della riforma, fa sì che la stessa posizione delle parti nel processo venga ad assumere una condizione di disparità che supera quella compatibile con la diversità delle funzioni svolte dalle parti stesse nel processo. Le asimmetrie tra accusa e difesa costituzionalmente compatibili non devono mai travalicare i limiti fissati dal secondo comma dell'articolo 111 della Costituzione, a norma del quale: "Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale". Infine, non lo si dimentichi, è parte del processo anche la vittima del reato costituitasi parte civile, che vede compromessa dalla legge approvata la possibilità di far valere la sua pretesa risarcitoria all'interno del processo penale.
Un'ulteriore incongruenza della nuova legge sta nel fatto che il pubblico ministero totalmente soccombente non può proporre appello, mentre ciò gli è consentito quando la sua soccombenza sia solo parziale, avendo ottenuto una condanna diversa da quella richiesta.

**********
Infine, rispetto al principio che informa di sé la legge approvata, e cioè l'inappellabilità delle sentenze di proscioglimento, esistono, nel testo, due norme che appaiono contraddittorie:
- l'articolo 577 del codice di procedura penale continua a prevedere Ia impugnazione delle sentenze di proscioglimento per i reati di ingiuria e diffamazione, senza .specificare se essa riguardi anche l'appello;
- l'articolo 597, comma 1, lettera b) dello stesso codice, continua a individuare i poteri del giudice nel caso di appello riguardante una
sentenza dl proscioglimento,  appello escluso dalle modificazioni ora introdotte.
E' altresì necessario tener presente che l'articolo 36 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, sulla competenza penale del giudice di pace, continua a consentire l'appello del pubblico ministero contro alcuni tipi di sentenze di proscioglimento.

***********

Per i motivi innanzi illustrati, chiedo alle Camere - a norma dell'articolo 74, primo comma della Costituzione - una nuova deliberazione in ordine alla legge a me trasmessa il 13 gennaio 2006.

f.to Carlo Ciampi

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 19/01/2006 @ 17:46:37, in Politica, linkato 1479 volte)

IL SOLE "24 ORE" - 19 gennaio 2006

ROMA_Se con la sua invettiva contro «l'uso distorto e a volte illegale» delle intercettazioni telefoniche il ministro della Giustizia Roberto Castelli pensava di lanciare un'accusa obliqua alla Procura di Milano, Armando Spataro, numero due di quella Procura, che sta indagando sulle scalate Antoveneta e Unipol, mette subito le cose in chiaro: la pubblicazione delle conversazioni intercettate ritenute dal magistrato irrilevanti, come quelle tra Fassino e Consorte, «va ricondotta a precisi intenti politici». Non dipende «né da carenze della legge vigente né dalla quantità di intercettazioni effettuate».
Seduto alla scrivania del suo ufficio, Spataro sfoglia la relazione del ministro, sottolineata in più punti. Per esempio dove Castelli paragona le intercettazioni agli avvisi di garanzia perché, ora come allora, i magistrati si servirebbero di queste «armi» per delegittimare la classe politica.
Un atto di accusa pesantissimo.
L'approccio del ministro a questo problema è tecnicamente sbagliato e politicamente strumentale. Tecnicamente, l'alto numero di intercettazioni, in Italia, dipende sia dall'esistenza di una criminalità dalle dimensioni sconosciute altrove sia da una legislazione che ha di fatto svuotato la possibilità di usare altre prove, come le dichiarazioni di collaboratori e coimputati. Č chiaro, quindi, che uno strumento che consente l'acquisizione di prove non cancellabili in dibattimento venga privilegiato. Politicamente è strumentale perché l'affermazione del ministro è inserita in una relazione tutta orientata a una critica alla magistratura, come se l'utilizzo in chiave politica delle intercettazioni fosse addebitabile ai magistrati.
Anche il Centrosinistra è critico sulle intercettazioni. I Ds, nella conferenza sulla giustizia, lo hanno detto chiaramante.
Sì, però Massimo Brutti (responsabile giustizia dei Ds - ndr) è stato fermo nel condannare l'uso strumentale ma anche nell'escludere ogni appoggio al Ddl del Governo sulle intercettazioni. Detto questo, anche sul volume delle intercettazioni sento inesattezze. Il ministro dice che l'uso che se ne fa in Italia «non ha uguali in tutto il mondo delle grandi democrazie». Č privo di senso: il New York Times scrive che mezza America è sotto intercettazioni; la Gran Bretagna continua a far fare intercettazioni ai servizi segreti; il Parlamento europeo sceglie una strada molto elastica per la durata della conservazione dei dati del traffico telefonico. Insomma, non si possono fare affermazioni sganciate dalla realtà, dai sistemi, dal tipo di criminalità e dal contesto tecnologico.
Però, dal 2001 al 2005 le intercettazioni sono aumentate.
Č vero. Ma è vero anche che è aumentato il numero degli autori dei reati scoperti. Pensiamo all'omicidio D'Antona e a quello Biagi o all'arresto del somalo dopo le bombe di Londra.
I magistrati si sono scagliati contro la proposta del ministro di istituire una sorta di Authority disciplinare, sganciata dal Csm. Analoga proposta, ricorda Castelli, l'ha fatta il diessino Violante. Del resto, anche l'altra idea di creare Tribunali «indipendenti» quando le parti in causa sono dei magistrati ha un precedente in un Ddl del diessino Fassone.
Questo non sposta di una virgola il duro giudizio che si deve esprimere su proposte che restano approssimative e che attentano all'indipendenza della magistratura, da qualunque parte esse provengano. Proposte sbagliate e demagogiche.
Castelli vi accusa di autoreferenzialità. Anche D'Alema vi invita a superare 'autoreferenzialità.
Ricordo un lungo articolo di Saverio Borrelli di tanti anni fa. Diceva che il controllo di legalità esercitato dai magistrati su chi governa può ingenerare insofferenza, anche solo nella logica di governare con le mani libere e non in una logica di illegalità programmatica. Detto questo, non ci si può accusare di autoreferenzialità perché vogliamo interloquire sui problemi della giustizia. Abbiamo il diritto e il dovere di segnalare i guasti che certe scelte producono al sistema. Qualcuno di noi lo ha fatto con altrettanta fermezza anche prima del voto del 2001.
Il ministro Castelli dice che lei è un magistrato militante, antiamericano e che lede il prestigio della magistratura quando definisce "leggi vergogna" le riforme del Parlamento.
Castelli sembra ignorare che la definizione di leggi vergogna è persino entrata nel glossario dei giuristi. Ma è significativo vedere, nella relazione del ministro, che tra le riforme di cui questa legislatura dovrebbe menar vanto non sono citate le leggi sulle rogatorie, sul falso in bilancio, la Cirami, il Lodo Schifani, la Cirielli. Mi viene il sospetto, di fronte a questa omissione, che sia per primo il ministro ad averne una certa vergogna. La verità è che, come lui ha detto, mai in passato un Governo ha realizzato tali e tante riforme. Ma questo è il punto: si potrà anche chiedere e sperare di raderle al suolo in tempi più o meno brevi. Ma ricostruire una scala di valori condivisa sarà opera durissima e lunga.

DONATELLA STASIO

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 17/01/2006 @ 22:24:28, in Politica, linkato 1423 volte)

Ha detto "azzeramento delle leggi vergogna". Compresa la riforma della giustizia?

Intervista a Massimo Brutti 12.01.2006

«Un testo che comprime i diritti delle vittime di reato»

«Un provvedimento devastante che comprime i diritti delle vittime di reato». Alla vigilia del convegno sulla giustizia organizzato dalla Quercia, che inizierà oggi al cinema Caprinica di Roma e verrà concluso domani da Piero Fassino, Massimo Brutti boccia sonoramente la normativa sull'inappellabilità delle sentenze di proscioglimento voluta dal centrodestra.

Senatore l'ennesima legge ad personam?
Certo, altro che questione morale! Questa legge rende inappellabile la sentenza già benevolmente pronunciata dal giudice Castellano nei confronti di Berlusconi. Così come consentirà a Previti di riproporre in Cassazione tutti i motivi di merito già esaminati nei due gradi del processo per cui è già stato condannato. E intanto la prescrizione si avvicina.

Al di là di Berlusconi, quali conseguenze avranno le nuove norme?
La legge che esclude l'appello del pubblico ministero nei confronti delle sentenze di proscioglimento non risponde ad alcuna esigenza di riforma della giustizia. Le nuove norme, tra l'altro, intervengono in maniera nefasta sul giudizio di Cassazione, stravolgendone la natura. Il giudizio di legittimità sarà trasformato in giudizio di merito e la Suprema Corte verrà oberata da un carico insostenibile di ricorsi. Questa legge risponde ad un solo obiettivo: tutelare gli interessi e le manovre del presidente del Consiglio e di altri esponenti della maggioranza.

Berlusconi dice che i Ds non si sono limitati a tifare Unipol nella scalata alla Bnl. Soltanto propaganda?
Sono parole gravi che dimostrano l'intenzione di mettere in circolazione altre calunnie. Questo è gangsterismo politico. In realtà Berlusconi non dice che dalle indagini in corso emerge una realtà completamente diversa. Sono esponenti di spicco del suo governo e della sua maggioranza ad essere coinvolti nelle indagini sulle scalate: un ministro, tre sottosegretari, un presidente di commissione. Tutti del centrodestra.

D'Alema ha parlato di spionaggio politico. Lei è d'accordo?
Siamo convinti che il presidente del Consiglio sia all'opera da tempo per raccogliere pseudo-informazioni da usare per spargere veleni. Abbiamo presentato in Senato due interpellanze. La prima riguarda la pubblicazione da parte del «Giornale» del testo della telefonata tra Fassino e Consorte, irrilevante ai fini delle indagini e perciò né trascritta né acquisita agli atti. Chiediamo di conoscere se il ministero delle Finanze ha avviato una indagine interna per accertare chi disponesse, nell'ambito della Guardia di Finanza, di quelle informazioni riservate; se esse siano state condivise con soggetti non investiti di funzione di polizia giudiziaria e quali possano essere i responsabili. Qualora l'inchiesta non fosse stata avviata chiediamo l'impegno del ministro a svolgerla e a riferire al Parlamento.

La seconda interpellanza?
Riguarda le parole pronunciate a "Porta a porta". Perché Berlusconi non ha ritenuto suo dovere istituzionale e personale recarsi dai magistrati prima di formulare avvertimenti oscuri, privi di fondamento e indegni di un uomo di governo?

Senatore perché proprio adesso un convegno Ds sulla giustizia?
La conferenza nazionale era organizzata da tempo, ma è chiaro che assume un significato ancora piu' importante alla luce dell'attacco alla legalità che è stato ed è parte integrante dei metodi di governo e delle scelte della Cdl. Sta qui la vera questione morale. Di fronte all'imbarbarimento della vita politica noi vogliamo ribadire che la legalità è un valore e una risorsa.

Quale obiettivo vi proponete?
Vogliamo presentare il contributo dei Ds al programma dell'Unione sui temi della giustizia definendo con precisione le priorità. A partire dalla questione che piu' preme ai cittadini: la durata dei processi e, quindi, l'efficienza. Tra le riforme da portare avanti va data priorità - accanto all'azzeramento delle leggi vergogna - alla riforma degli ordini e al varo del nuovo statuto per l'avvocatura che riconosca la funzione della professione forense, che è essenziale per tutelare il diritto costituzionale dei cittadini alla giustizia.

L'Unità

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 14/01/2006 @ 13:48:24, in Politica, linkato 1492 volte)

Sono contraria ai Pacs. Infatti malcelano una esigenza "contrattuale" del e nel rapporto di coppia. E allora, in presenza di una tal esigenza, perchè non stipulare il contratto?
Il caso: madre e figlio, il padre li abbandona per la seconda donna. La famiglia regolare è alla fame e rischia di perdere anche la casa perchè il padre paga l'affitto della convivente e la donna e il bambino non trova un lavoro che le consenta di pagare l'affitto.
Altro caso: lui architetto ha diseredato e non da nulla ai figli, neppure per gli studi. Oggi vive con un altra donna che gli ha dato un figliastro e contestualmente ha spogliato la famiglia di origine.
Noi donne sappiamo che il mondo è degli uomini, ma togliere diritti alla famiglia per tutelare altro genere di unioni è sbagliato. A mio personalissimo avviso ciò che manca davvero è una moralità dell'agire. L.M.

Politica & diritti

Il Vaticano: provocazione i Pacs in piazza a Roma
Rognoni critica il magistrato che «celebra» i riti
A Milano manifestazione in difesa della legge 194
 
ROMA - In un articolo dell'Osservatore Romano, giornale vaticano, viene criticata la manifestazione in programma oggi a Roma, in piazza Farnese, dove alcune coppie di fatto riceveranno una simbolica benedizione dal magistrato di Cassazione Giovanni Palombarini. In contemporanea a Milano si terrà una manifestazione in difesa della 194 sull'aborto: «Due piazze per la libertà». Più che condanna, nell'articolo dell'Osservatore si coglie un senso di tristezza. Come siamo caduti in basso, sembra dire l'autore, invece di idee, «fioccano slogan e provocazioni». Fioccano invece disapprovazioni per Palombarini. L'altro giorno il ministro della Giustizia Castelli lo ha invitato a desistere. Ora lo attacca Virginio Rognoni, vicepresidente del Csm: «Ognuno può fare quello che vuole, ma a me non piace». Secondo Rognoni, «una maggiore sobrietà e misura sarebbe più conveniente per un magistrato».
«ATTACCO ALLA FAMIGLIA» — Toni distesi invoca il giornale vaticano, che al fondo di tutto questo agitarsi scorge il grande pericolo, l'attacco alla famiglia. «Si è aperta una partita decisiva, inimmaginabile fino a qualche decennio fa». Anche il Papa l'altro ieri ha fatto balenare il timore che si voglia «oscurare il senso della famiglia» a favore di altre forme di unione. E ora Alessandro Cecchi Paone, che guiderà dai microfoni la manifestazione di piazza Farnese, se la prende col sindaco Veltroni, il presidente della Regione Lazio Marrazzo e il presidente della provincia Gasbarra, che ascoltavano quelle parole del Papa «seduti come scolaretti. Č impressionante». Opinione unanime dei promotori della manifestazione è che la Chiesa non dovrebbe intromettersi. Omosessuali ed eterosessuali, sostiene il segretario radicale Daniele Capezzone, hanno il diritto di formare «unioni di fatto, e uno Stato estero come il Vaticano dovrebbe piantarla di esercitare pervicace e indebita ingerenza». Ma le gerarchie cattoliche non hanno nessuna intenzione di starsene buone. Anzi insistono nel mettere in luce i pericoli di disordine sociale ed etico che possono derivare da una crisi della famiglia. A questo ha dedicato un intervento l'arcivescovo di Bologna Carlo Caffarra, secondo il quale «una coppia omosessuale non può essere messa sullo stesso piano e definita famiglia allo stesso modo del matrimonio». E lo stesso Osservatore accusa: attraverso i Pacs si vuole introdurre il matrimonio tra omosessuali.

«MATRIMONI DI SERIE B» — Invece è proprio quello che si cerca di realizzare, teme il presidente delle Acli Luigi Bobba, si vuole introdurre «un matrimonio di serie B». Perché poi tutto questo attivismo? Non sono mica così numerose le unioni di fatto. «E ben altre sono le emergenze sociali». Una visione condivisa nel centrodestra. I Pacs (patto civile di solidarietà), ritiene il responsabile di An per la famiglia, Riccardo Pedrizzi, prefigurano «un'Italia alla Zapatero». Sarà «un carnevale», ironizza Luca Volontè, capogruppo Udc alla Camera. Fioriscono iniziative di senso opposto. Il ministro della Funzione Pubblica Mario Baccini andrà a un raduno a favore della famiglia. Scenderanno in piazza per contestare i cattolici di Militia Christi egli estremisti di destra di Forza Nuova.
Marco Nese
14 gennaio 2006
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/01_Gennaio/14/vaticano.shtml

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 13/01/2006 @ 13:06:38, in Politica, linkato 1309 volte)

Mitico Maramotti 13.01.2006

Politica
Inappellabilità delle sentenze, passa la legge. Favorirà solo il premier
di red.

La Legge Pecorella è ora legge. Un’altra legge ad personam, che solo il presidente del Consiglio, è ora legge dello Stato. Il Senato ha infatti dato il via libera alla legge sull'inappellabilità delle sentenze di proscioglimento. «Sono sbigottito per una simile iniziativa legislativa. Distrutta la funzione della Suprema Corte di Cassazione», ha commentato aspramente il presidente della Cassazione, Nicola Marvulli.

Bocciati amnistia e indulto

L'Unità online

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 

RIFORMA APPELLO. ZANCAN (VERDI), DEVASTAZIONE PROCESSO PER FAVORIRE SOLITI NOTI

"Per favorire i soliti noti, per l'esattezza l'onorevole Previti nel prossimo ricorso per Cassazione, fissato per il 16 gennaio, ed il presidente Berlusconi nel procedimento d'appello presieduto dal giudice Castellano, appellato dal pubblico ministero, la Cdl devasta per l'ennesima volta il processo penale che ormai è uno straccio sbrindellato e insozzato da leggi ad personam". Lo ha affermato il senatore dei Verdi Giampaolo Zancan, vicepresidente della commissione giustizia, nel corso della sua dichiarazione di voto nell'Aula di palazzo Madama sul ddl che riforma l'appello..
"Č un processo sbrindellato e insozzato: se si fanno i processi la legge deve essere uguale per tutti! Invece si fanno le leggi a favore di una persona e così si insozza il primo principio che esiste in ogni aula di giustizia, cioè che la legge deve essere uguale per tutti.
Con l'articolo 7 del ddl si distrugge il giudizio di Cassazione, procedendo in senso contrario a tutto il trend giurisprudenziale, che vuole la restrizione del processo di Cassazione.
Non è vero che non c'era il parere della Cassazione, come affermato dal sottosegretario Santelli, ma questo era già stato pronunziato nel settembre 2005, mentre la deliberazione del Consiglio direttivo della rete delle Cassazioni in Europa era del 21 novembre 2005.
Il Governo è interessato ad una paralisi del giudizio in Cassazione, alla prescrizione dei processi per i corrotti e i corruttori. Visto che purtroppo tra questi, ahimé, ha molti dei suoi.
La Cdl sta ingannando gli operatori di giustizia. C'è il 16 gennaio e, in forza di questa scadenza, sta facendo strame del processo, ovverosia del momento in cui la nostra civiltà giuridica recupera la ferita che i fatti delittuosi hanno inferto al patto sociale.
Adesso, la Cdl è sola contro tutti: sola contro i giudici di Cassazione, sola contro i giudici di merito, sola contro gli avvocati, sola contro gli operatori di giustizia. Soprattutto, sola contro il popolo italiano. Avanti così, - conclude - e ci rivedremo il 9 aprile!".

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Ci sono  persone collegate

< agosto 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
   
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
 
             






Cerca per parola chiave
 

Titolo
Ambiente (38)
Associazioni Giustizia (52)
Economia (86)
Estero (187)
Giuristi (134)
Gruppo Cellule Staminali (1)
Indagini (210)
Lavoratori Giustizia (1)
Magistratura (2170)
Osservatorio (1)
Osservatorio Famiglia (512)
Politica (926)
Redazionale (68)
Sindacati Giustizia (326)
Sindacato (221)
Telestreet (7)
Varie (82)

Catalogati per mese:
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019

Gli interventi piů cliccati

Titolo
Bianco e nero (236)
I gatti di G.Q. (25)

Le fotografie piů cliccate

Titolo
G.Q. Non ha mai pubblicato pubblicità in otto anni e se iniziasse ora?

 Si, a me non disturba
 No, non mi piace



Titolo






A.N.M.
A.N.M. new
A.D.M.I.
Argon News
A.I.M.M.F.
Argon News Redazione
Artists Against War
Articolo 3
BloggersPerLaPace
Comitato Sfruttatori ATU
Commissariato PS Online
dBlog.it Open Source
Erga Omnes
Eugius
Filo Diritto
Intesaconsumatori
Geopolitica
Giuristi Democratici
Giuristi Democratici Roma
Magistratura Democratica
M.D. Toscana
Medel
Medicina Democratica
Magistratura Indipendente
Movimento per la Giustizia
Nazionale Magistrati
Non Solo Giustizia
Osservatorio Bresciano
Osservatorio Romano
Sorgente D'Amore
Studio Cataldi
Studio Celentano
Studio Tidona
Toghe Lucane
Uguale per Tutti
Unitŕ per la Costituzione
Unicost Milano
Unione Internazionale Magistrati
Morandi Senato
About me







http://www.wikio.it
Wikio
Iscriviti a GQ su FriendFeed
Blogstreet - dove il blog č di casa
Iscriviti a GQ su Twitter
Powered by FeedBurner


Blog Link










23/08/2019 @ 10.42.27
script eseguito in 234 ms