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 ancient & modern ... ... di Lunadicarta
 
"
E non cambiare. Non distogliere il tuo amore dalle cose visibili. Continua ad amare ciò che è buono, semplice e ordinario; animali e cose e fiori, e mantieni l'equilibrio appropriato.

Rilke
"
 
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 06/07/2005 @ 19:31:19, in Politica, linkato 1346 volte)

La Cdl si spacca, An vota con l'opposizione
Giustizia, maggioranza battuta alla Camera
Bocciato l'emendamento che alleggerisce le pene per i reati d'opinione, voluto dalla Lega.
Castelli: «Cose che capitano» 

ROMA - Si complica alla Camera l'esame della nuova normativa contro i reati d'opinione sostenuta con particolare forza dalla Lega. La vicenda si è aggrovigliata al momento del voto sugli emendamenti che avrebbero dovuto modificare la legge Mancino che punisce le attività e la propaganda razzista. La Lega avrebbe voluto cancellare la reclusione prevista sino a tre anni e sostituirla con una multa. Alleanza nazionale e le forze del centrosinistra si sono dette contrarie. Alla fine la maggioranza è andata sotto su un emendamento della commissione Giustizia L'emendamento, è stato bocciato, con una votazione a scrutinio segreto, con 249 no, 195 sì e tre astenuti. Decisiva la posizione contraria di An.

SCONTRO TRA AN E LEGA- Al voto si è giunti dopo un lungo dibattito che ha visto contrapporsi il ministro della Giustizia Roberto Castelli ed il vicepresidente di An Ignazio La Russa. Castelli ha evocato in Aula, pur senza mai nominarla direttamente, il caso di Oriana Fallaci, «che è stata citata in giudizio in Italia per quello che ha scritto». «Se passasse il principio della reclusione per chi fa propaganda alla superiorità di una razza - ha spiegato Castelli - diamo le armi a qualche magistrato illiberale che intenda colpire qualcuno». La Russa aveva cercato una mediazione con un subemendamento che avrebbe ridotto da tre anni ad uno il periodo di reclusione per il reato di istigazione e propaganda dell'odio razziale e della superiorità della razza. Ma il subemendamento ispirato da An è stato respinto: l'Unione si è astenuta e FI ha votato contro. Da qui la decisione di La Russa di votare contro l'emendamento della commissione che è stato «bocciato» dall'aula.

LE REAZIONI - Pur non nascondendo una certa irritazione per come è andato il voto, Roberto Castelli minimizza: «Sono problemi che hanno a che fare con la coscienza individuale, un voto trasversale in questi casi ci sta tutto». «Certo, se avessimo fatto fare alla commissione - aggiunge il Guardasigilli - che ha meditato le cose, sarebbe stato meglio».

Corriere Sera 06 luglio 2005
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2005/07_Luglio/06/camera.shtml

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Di Loredana Morandi (del 06/07/2005 @ 16:36:58, in Politica, linkato 1588 volte)

CIRIELLI, PETRINI "MAGGIORANZA E GOVERNO SI OCCUPANO SOLO DEGLI AFFARI LORO"

Dichiarazione del senatore della Margherita, Pierluigi Petrini. "Questo  parlamento  non  è  al servizio della nazione, ma è al servizio di pochi  potenti.  E  quanto  sta  accadendo è l'ennesima dimostrazione della protervia  di  maggioranza  e governo. Non è ammissibile che di fronte alla crisi  drammatica  che  investe  il  Paese,  di fronte a problemi gravi per milioni  di  famiglie,  a  un'economia  che va a rotoli e con un'Europa che giudica gravemente malati i nostri conti pubblici, governo e maggioranza si occupino  del  destino  di  qualche  condannato  eccellente".  E' quanto ha dichiarato  in  Aula  il  senatore  della  Margherita  Pierluigi  Petrini a proposito dell'ennesima forzatura della maggioranza che ha sottratto il Ddl Cirielli  alla discussione della commissione giustizia per "catapultarlo in aula".
"Una   maggioranza  allo  sbando,  con  suoi  esponenti  che  insultano  il Presidente  della Repubblica nell'Europarlamento, non si occupa dei destini dell'Italia,  ma  offende  l'istituzione parlamentare con un'altra legge ad personam.  In Senato - continua Petrini - non si parlerà dei problemi della giustizia,  della  concreta  realizzazione  della  'ragionevole  durata dei processi', che pure abbiamo scritto insieme nella nostra Costituzione nella scorsa  legislatura,  della  condizione  in  cui operano operatori e agenti negli  istituti penitenziari, del sovraffollamento delle carceri con numeri mai raggiunti, della certezza della pena. Maggioranza e governo si occupano soltanto  degli  affari loro. Ma i cittadini hanno capito, hanno voltato le spalle  e non aspettano altro che poter cambiare. Affinché un nuovo governo e  un  nuovo  Parlamento  si  occupino, finalmente, di trovare soluzioni ai problemi che li riguardano". Roma, 6 luglio 2005

GIUSTIZIA: FANFANI, PERCHE’ LA CDL AMMAINA IL TRICOLORE?

Dichiarazione on. Giuseppe Fanfani, responsabile Giustizia della Margherita. -  “In un momento come questo in cui i valori dell’unità nazionale e del prestigio dell’Italia all’estero sono fortemente compromessi da comportamenti insensati, è gravissimo svilire il valore del Tricolore, di fatto riducendo a semplice contravvenzione il reato di vilipendio alla bandiera nazionale. In questa operazione si sono trovati uniti tutta la Cdl e alcune parti della sinistra, ad eccezione dei Democratici di sinistra che hanno invece sostenuto gli emendamenti da noi presentati. Auspico che nel voto finale al provvedimento sui reati di opinione anche la Cdl abbia un sussulto di orgoglio nazionale e ritorni sui suoi passi. Così come mi auguro che anche il gruppo verde ripensi al proprio emendamento soppressivo del reato di vilipendio.” Roma, 6 luglio 2005

GIUSTIZIA: MONACO, PARLAMENTO ANCORA OSTAGGIO DELL’OSSESSIONE DEL PREMIER

Dichiarazione on. Franco Monaco, vicepresidente dei deputati della Margherita. - “La giornata parlamentare di oggi è clamorosamente eloquente nell’illustrare l’impudenza del governo Berlusconi ossessionato da una e una sola cosa: la giustizia ad uso domestico. Incurante dei mille problemi che affliggono il paese e del discredito accumulato per la sequela ininterrotta di leggi ad personam, la maggioranza ha preteso di incardinare già domani al Senato la legge “salva Previti”, confermando così la sussistenza di  un patto scellerato tra Fi e Lega. Nelle stesse ore, oggi, alla Camera, dove solo ieri la maggioranza è stata battuta sulla legge per la competitività di cui evidentemente le importava poco, a motivo delle centinaia di assenze tra le sue fila, perfino i banchi del governo si sono affollati per far procedere militarmente quella riforma dell’ordinamento giudiziario che attenta all’indipendenza della magistratura e che è incappata nelle censure di Ciampi. Con buona pace dei sedicenti moderati Udc e An, la Cdl era e resta ostaggio dell’ossessione di Berlusconi: le leggi per gli amici e le ritorsioni contro la magistratura.” Roma 6 luglio 2005

Cavallaro: "Una Cirielli al giorno toglie il giudice di torno"
      
Dichiarazione del senatore della Margherita, Mario Cavallaro, Componente della Commissione Giustizia. - "Come  governo e maggioranza hanno iniziato questa legislatura con le leggi vergogna  e  ad  personam  allo  stesso modo la concluderanno. Ma poi se ne andranno  a  casa".  Lo  dichiara il senatore della Margherita e componente della  Commissione  Giustizia,  Mario  Cavallaro,  in merito alla decisione della  maggioranza  di calendarizzare giovedì, nell'Aula di Palazzo Madama, la legge ex Cirielli.
Continua  Cavallaro:  "Mentre  in  Commissione  maggioranza  e  opposizione discutevano  il  provvedimento,  senza  nessun  ostruzionismo  da parte del centrosinistra,  qualcuno  dalle  parti  di Palazzo Grazioli ha pensato che fosse  opportuno  dare  un'accelerata  per  approvare  un'altra legge fatta apposta per condannati eccellenti". "Evidentemente  -  conclude  - non solo una Cirami ma anche una Cirielli al giorno, secondo la Casa delle Libertà, toglie il giudice di torno". Roma, 5 luglio 2005

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Di Loredana Morandi (del 30/06/2005 @ 07:26:46, in Politica, linkato 1374 volte)

Salva Previti, Dalla Chiesa: battaglia più dura che sulla Cirami

"Contro il salva Previti faremo una battaglia cinque volte più dura che sulla Cirami". Lo afferma il senatore della Margherita Nando Dalla Chiesa, capogruppo della Margherita in Commisione Giustizia.
"L'ex Cirielli non è stata calendarizzata alla capigruppo di ieri - spiega Dalla Chiesa - perché hanno prima voluto vedere come andava il voto sull'Ordinamento".
"Questa maggioranza non si regge più in piedi se non per bassi servizi - continua il senatore diellino - Manca continuamente il numero legale, ma quando devono portare avanti provvedimenti mirati a garantire l'impunità a determinati personaggi, rientrano nei ranghi".
"Vengono messi da parte - conclude Dalla Chiesa - provvedimenti come, ad esempio, a legittima difesa, che io non condivido ma che all'elettorato di centrodestra forse interessa, e si lanciano altri provvedimenti ad personam". Roma, 29 giugno 2005 

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Di Loredana Morandi (del 30/06/2005 @ 05:58:35, in Politica, linkato 1389 volte)

“Alla Camera faremo ostruzionismo”

Il deputato Verde Paolo Cento, vicepresidente della Commissione della Camera ha dichiarato: “Alla Camera faremo ostruzionismo contro la riforma dell’ordinamento giudiziario voluta dal centro destra e utilizzata come grimaldello per scardinare l’ indipendenza della Magistratura.
Questa è una riforma autoritaria che sottomette la Magistratura al potere politico e che non risolve i problemi veri della Giustizia e le domande dei cittadini che vogliono processi rapidi, più garanzie, sentenze celeri”.
29 06 05

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“Se finalmente il governo verrà in parlamento a spiegare come sia stato possibile che degli agenti della Cia abbiano rapito una  persona sul territorio italiano, forse sarà il caso che risponda anche ad un’altra domanda: le autorità italiane hanno una qualche responsabilità nella formazione del falso dossier sull’uranio del Niger venduto all’Iraq, che addirittura finì nel discorso sullo stato dell’Unione del presidente Bush? – è quanto chiede Pietro Folena, deputato indipendente del Gruppo di Rifondazione Comunista - Il dubbio è legittimo: l’Italia, tra la fine del 2002 e l’inizio del 2003 è divenuta uno dei principali crocevia nella formazione di false prove a carico del regime iracheno. E il rapimento di Abu Omar – spiega Folena - si colloca in tale arco temporale. Si può ipotizzare, quindi, che in quel periodo il governo italiano fosse particolarmente impegnato ad assecondare gli Stati Uniti e, non potendo entrare direttamente in guerra per vincolo costituzionale, abbia cercato di compiacere in altri modi l’Amministrazione Bush. In tal caso i due fatti (apparentemente slegati) si possono leggere in un’unica chiave. E’ un’ipotesi, certo, e la magistratura ha in dovere di indagare e il diritto di essere messa in grado di farlo. Ma questi dubbi sul comportamento del governo italiano si rafforzano – conclude Folena - se si considera che da oltre 2 anni l’opposizione chiede, senza soddisfazione, un’inchiesta parlamentare sulle responsabilità del governo e delle autorità italiane, attraverso il progetto di legge di cui sono primo firmatario e sottoscritto da tutti i capigruppo del centrosinistra”
Roma, 29 giugno 2005
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Di Loredana Morandi (del 30/06/2005 @ 05:54:49, in Politica, linkato 1276 volte)

Giustizia. Cavallaro: "Le contraddizioni del governo: meno sicurezza per tutti "

Dichiarazione del Senatore della Margherita, Mario Cavallaro

"Una  società  politica  sempre più isterica, sull'onda emotiva dell'ultimo conflitto  a  fuoco  dopo  una  rapina in gioielleria, forza le norme sulla legittima  difesa  quasi che il principio dell'autodifesa debba divenire la regola  dei  comportamenti  civili.  Il  giorno dopo, di fronte a tre nuovi cadaveri  di  servitori  dello  stato e cittadini uccisi da un folle armato fino  ai  denti,  la  stessa  società  politica, istericamente immemore, si interroga  su  come contenere il dilagare esattamente opposto dell'uso poco controllato  delle  armi  da  fuoco".  E' quanto dichiara il senatore della Margherita Mario Cavallaro.
"Esiste,  da  sempre,  un  rapporto  dialettico fra difesa delle garanzie e difesa della sicurezza, tanto nella coscienza sociale che negli ordinamenti più evoluti. E' un rapporto che - spiega Cavallaro - va risolto all'interno dei  principi  generali  del  nostro  diritto,  tutt'altro che superati. E' necessario,  però,  che  il  legislatore  non  segua  l'ondata  emotiva del momento,  spesso  isterica  e ipocrita. Ma disegni, per il Paese, una rotta culturale,  scientifica  e morale, forse prima ancora che politica. A cui i cittadini sentano di potersi affidare con fiducia".
"Ma  forse - conclude Cavallaro - chiedere il ripristino di questa legalità è  chiedere  troppo  a  chi  ha voluto leggi ad personam e contra personam, autentici  mostri giuridici prima ancora che etici, anche nel settore della giustizia e della sicurezza". Roma, 29 giugno 2005

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ORDINAMENTO GIUDIZIARIO:
"IL GOVERNO SI E' DIMOSTRATO DEBOLE CON I FORTI E SPIETATO CON I DEBOLI"

Dichiarazione del sen. Tommaso Sodano di Rifondazione Comunista

"In quattro anni di governo Berlusconi nulla di serio è stato fatto per una vera riforma della giustizia. Il governo si è dimostrato debole  con i forti e spietato con i deboli", ha dichiarato il sen. Tommaso Sodano, intervenendo in aula per motivare il voto contrario dei senatori di Rifondazione Comunista.
"Quello che si propone oggi è un modello di giustizia in cui si prevede un'organizzazione gerarchica e verticista dei giudici, una notevole diminuzione dell'indipendenza della magistratura, una stretta repressiva sui reati minori; in questo modo si intasa ancor di più la macchina della giustizia italiana", aggiunge l'esponente del PRC.
"Il nuovo ordinamento giudiziario non potrà che determinare conseguenze negative se parallelamente non verranno approvate tutta una serie di leggi tese ad accelerare i tempi, vergognosamente lunghi, dei processi civili e penali, nonché norme finalizzate a contrastare efficacemente la piccola e grande criminalità. Il governo è stato sordo verso tutte le sollecitazione provenienti dai giuristi e dagli operatori del diritto e, invece, ha preferito varare delle leggi che depenalizzano, ad personam, alcuni reati. Oggi si arriva all'assurdo che venga punito più pesantemente un immigrato, che non ottempera all'ordine del giudice, che qualsiasi falso in bilancio. Il Paese aveva bisogno di una riforma che non scardinasse le regole dello stato di diritto e le garanzie individuali, il contrario dello scempio compiuto dal centrodestra".
"Il voto contrario di Rifondazione rappresenta, innanzitutto, una ferma opposizione contro questa  idea di giustizia, per impedire lo sfascio delle istituzioni democratiche e il disastro del paese in cui il governo ci sta trascinando", ha concluso Sodano.

Roma 28-giugno-2005
l'Ufficio Stampa PRC Senato

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Di Loredana Morandi (del 29/06/2005 @ 18:33:10, in Politica, linkato 1310 volte)

GIUSTIZIA: DALLA CHIESA, IN AULA POCHI SENATORI E TANTE TESSERE

Dichiarazione del senatore della Margherita Nando dalla Chiesa

"Non mi permetto di entrare nelle liti di maggioranza ma speriamo che nella Cdl che si impegna a stare in aula la prossima settimana non sia compreso anche il partito dei pianisti". Lo dichiara il senatore della Margherita Nando dalla Chiesa riferendosi alla riforma sulla giustizia. "Vorrei ricordare al presidente Schifani che ieri in aula si contavano più voti che senatori. Questa irregolarità - ha concluso Dalla Chiesa - è stata denunciata con forza dall'opposizione con le conseguenze che tutti conosciamo".

Giustizia. Petrini. "Governo ignora i bisogni dei cittadini e le istanze della magistratura"

Dichiarazione del senatore della Margherita, Pierluigi Petrini

"E'  scandaloso  che  il  governo e la maggioranza continuino a ignorare le istanze   provenienti   dal   mondo   forense   e,  in  particolare,  dalla Magistratura". Così il senatore della Margherita Pierluigi Petrini interviene sulla riforma dell'ordinamento giudiziario.
"La  Magistratura  -  continua  Petrini  -  per la quarta volta in tre anni sciopera  contro  la  riforma  proposta dal Ministro della Giustizia. Ma il governo  e  la  maggioranza  che  lo  sostiene, anziché prendere atto della preoccupazione   del   mondo   della  giustizia  e  della  società  civile, preferiscono   far   finta   di  nulla  dimostrando,  peraltro,  di  essere assolutamente  disinteressati  ai  reali  bisogni  dei  i  cittadini  e  al principio basilare per ogni democrazia, la divisione dei poteri". Roma, 28 giugno 2005

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Di Loredana Morandi (del 29/06/2005 @ 18:31:14, in Politica, linkato 1341 volte)

GIUSTIZIA: BOCO, VINCE IL MINISTRO KILLER

"Con il voto di oggi si distrugge il sistema giustizia. Infatti, la Cdl ha raggiunto semplicemente l'obiettivo che ha sempre avuto: la sottomissione della magistratura al potere politico. E con questa riforma i problemi della macchina giudiziaria non si risolvono ma si aggravano. Insomma, oggi si è compiuto l'assassinio della giustizia italiana". Lo afferma il capogruppo dei Verdi al Senato, Stefano Boco, commentando il voto alla riforma dell'ordinamento giudiziario.
''Il centrodestra - aggiunge - ha perso ogni dignita' ed e'stato aiutato dal ministro della Giustizia, l'uomo giusto per compiere il killeraggio del sistema giudiziario italiano'.
Ma le sorprese continueranno. Infatti, per il futuro immediato, il centrodestra approvera' anche la legge ''Salva-Previti'. Insomma, la vergogna continua, in questo Parlamento si lavora per gli interessi di pochi eletti e non per i cittadini.
Basta avere un po' di pazienza - conclude Boco - e ne vedremo delle belle''.

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Di Loredana Morandi (del 06/05/2005 @ 19:04:17, in Politica, linkato 1431 volte)

CITTA' DEL VATICANO, 5 MAG. 2005 (VIS). L'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto il 4 maggio scorso a New York, alla Settima Conferenza di Revisione degli Stati aderenti al Trattato di Non-Proliferazione delle Armi Nucleari, che impegna tutti gli Stati aderenti a rispettare integralmente i dettami enunciati dal Trattato.

  La Santa Sede, uno dei 188 Stati firmatari, aderì al Trattato nel 1971 - ha ricordato l'Arcivescovo Migliore - "con la convinzione che fosse un passo importante per l'attuazione di un processo di disarmo generale e totale sotto l'effettivo controllo internazionale, possibile solo nell'osservanza del Trattato sia nei particolari che nella sua globalità". Negli anni "il Trattato è divenuto pietra angolare nell'ambito della sicurezza globale poiché ha contribuito a rallentare la corsa agli armamenti".

  All'epoca in cui il Trattato entrò in vigore, nel 1970,  si verificarono "nello stesso tempo profondi mutamenti sociali e geopolitici. Cominciò ad emergere una consapevolezza della stretta correlazione e interdipendenza fra la sicurezza nazionale ed internazionale, mentre sorgevano nuove sfide, come il terrorismo transnazionale e la diffusione illegale di materiali per la creazione di armi di distruzione di massa".

  "Poiché il Trattato" - ha affermato l'Arcivescovo Migliore - "è l'unico strumento legale multilaterale attualmente disponibile, volto a far sorgere un mondo libero dagli armamenti nucleari, non si deve permettere che la sua efficacia si indebolisca. L'umanità merita la piena cooperazione di tutti gli Stati per la soluzione di questo serio problema". L'Osservatore Permanente della Santa Sede ha ribadito che "occorre rafforzare l'aspetto di non-proliferazione del Trattato" ed "occorre anche rispettare i provvedimenti di disarmo nucleare".

  "Il tempo della ricerca dello 'equilibrio del terrore' è passato" - ha detto il Nunzio - "è ora il momento di riesaminare l'intera strategia della deterrenza nucleare. (...) La Santa Sede non ha mai approvato la deterrenza nucleare come provvedimento a carattere permanente, né la approva nel momento attuale quando è evidente che essa incoraggia la creazione di nuove armi nucleari, ostacolando un autentico disarmo nucleare". L'Arcivescovo Migliore ha concluso il suo intervento sottolineando che "dobbiamo sempre ricordare che l'uso delle armi non deve produrre mali e problemi più gravi del male che vogliono eliminare".

DELSS/ARMI NUCLEARI/ONU:MIGLIORE VIS 050506 (370)

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