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 uomo in bici ..... di Lunadicarta
 
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Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse e amare quelle che opprimono!

Malcom X
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 15/07/2011 @ 15:17:22, in Politica, linkato 1421 volte)
Gli esponenti del Carroccio: ''La Lega Nord è stata determinante''

Inchiesta P4, Giunta vota per arresto Papa.

Il deputato: sereno, verità verrà a galla


Roma - (Adnkronos/Ign) - La giunta delle autorizzazioni della Camera ha votato a favore della proposta Palomba (Idv). Il Pdl ha abbandonato i lavori, la Lega si è astenuta. Sisto: ''Ferita procedurale''. Castagnetti: ''Da me nessuna forzatura''. Fini: ''Ineccepibile''. Inchiesta sulla soffiata a Mediolanum

Roma, 15 lug. (Adnkronos/Ign) - La Giunta delle autorizzazioni della Camera ha votato a favore della proposta del nuovo relatore Federico Palomba (Idv) per l'arresto di Alfonso Papa. E sarà questa la proposta che verrà presentata all'aula il 20 luglio.

Papa si dice sicuro che ''la verità verrà a galla''. ''Ho la coscienza serena e pulita'' e l'ipotesi del carcere ''non mi fa paura'', ha detto.

I voti sono stati 10 a favore, compreso quello del presidente Pierluigi Castagnetti, e tre astenuti: i leghisti Luca Paolini e Fulvio Follegot così come Elio Belcastro (Popolo e territorio).

Il Pdl ha abbandonato i lavori. Per il relatore Francesco Paolo Sisto la messa ai voti della proposta Idv è ''un'indicibile ferita procedurale''.

"La Giunta poteva votare, c'erano dei termini regolamentari ed io non ho operato forzature" ha rimarcato Pier Luigi Castagnetti, presidente della Giunta delle autorizzazioni al termine della riunione. "Questo - ha aggiunto - è l'ultimo giorno che avevamo a disposizione e non potevo accettare che la Giunta dichiarasse di non essere in grado di presentare una proposta. Avevo dato l'incarico al relatore Sisto, poi ho preso atto che ha rinunciato a fare una proposta di merito e ho chiesto se altri erano in grado di farlo. Palomba l'ha presentata e dunque la Giunta era in condizioni di assumere una decisione''. "Ho ascoltato - ha continuato - anche il presidente della Camera perché la materia era particolarmente delicata, ma io rispondo semplicemente per quello che prescrive il Regolamento e mi sono comportato nella sua piena osservanza". Fini dal canto suo ha definito ''ineccepibile'' il comportamento di Castagnetti.

Anche per il Pd ''il comportamento del presidente Castagnetti è stato ineccepibile''. ''Il regolamento della Camera è molto chiaro: la giunta ha l'obbligo di esprimersi nel termine tassativo di trenta giorni. Oggi scadevano i termini e non era più possibile un rinvio. Il Pdl si sta facendo scudo dietro fantasiose interpretazioni del regolamento che è invece chiarissimo sul punto'', ha spiegato la capogruppo democratica nella Giunta per le autorizzazioni della Camera, Marilena Samperi.

Critiche alla Lega arrivano dal nuovo relatore Federico Palomba. "Oggi abbiamo scoperto che la Lega non è guidata da Umberto Bossi, che era favorevole all'arresto, ma va al traino di Alfonso Papa. Abbiamo registrato così una doppia spaccatura: nella maggioranza, tra Pdl e Lega, e anche nella stessa Lega che ha deciso di astenersi malgrado l'indicazione di Bossi", ha detto Palomba.

Anche il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, non risparmia critiche al Carroccio. ''Quelli della Lega - dice - che il sabato e la domenica a Pontida sono per l'ordine e la legalità, il lunedì e il martedì in Parlamento fuggono dalle responsabilità'' e si astengono sulla richiesta di arresto di un parlamentare ''accusato di reati gravi''. ''La Lega - insiste Di Pietro - esca fuori dall'ambiguità e si assuma le proprie responsabilità''.

A stretto giro la replica. ''La Lega Nord è stata determinante per far passare la proposta di arresto del deputato Alfonso Papa, in linea con le posizioni espresse da Umberto Bossi e dal Gruppo. Il resto sono chiacchiere interessate di chi vuole confondere le idee ai cittadini'', hanno rimarcato i componenti leghisti della giunta per le autorizzazioni Luca Paolini e Fulvio Follegot dopo che in mattinata il leader del Carroccio Umberto Bossi aveva annunciato il voto a favore dell'arresto.
 
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Di Loredana Morandi (del 13/07/2011 @ 10:58:46, in Politica, linkato 1264 volte)

P4, slitta a domani il voto della

Giunta autorizzazioni su Alfonso Papa


Roma - (Adnkronos) - Salvo colpi di scena, la risposta alla richiesta dei pm di Napoli dovrebbe essere negativa. Paniz: ''C'è solo un fumus persecutionis, il partito voterà compatto per il no''. Caso Milanese, l'ex consigliere politico di Tremonti presenterà memoria. Adinolfi smentisce Milanese sulla cena da Marra: ''Era nel 2009 e non nel 2010''

Roma, 13 lug. - (Adnkronos) - La giunta per le autorizzazioni della Camera dovrebbe votare domani sulla richiesta di autorizzazione all'arresto per Alfonso Papa, il deputato del Pdl coinvolto nella cosiddetta inchiesta P4. La seduta di oggi dell'organismo presieduto da Pierluigi Castagnetti, ancora in corso, servirà ad affrontare la discussione generale del caso. La giunta ha di nuovo ascoltato Papa.

"Sicuramente la giunta oggi non voterà sulla vicenda Papa, probabilmente domani. Oggi abbiamo riascoltato di nuovo il deputato", conferma l'esponente pidiellino Maurizio Paniz. La giunta dovrebbe tornare a riunirsi domani alle 8.30 a Montecitorio: il voto su Papa è atteso in mattinata.

Salvo colpi di scena, comunque, la risposta alla richiesta dei pm di Napoli dovrebbe essere negativa. ''Non ci sono assolutamente i presupposti per autorizzare l'arresto di Papa - afferma Paniz - c'è solo un fumus persecutionis, non ha commesso nulla di quello che gli è stato contestato. Ha chiesto 5 volte di essere sentito ma i pm non l'hanno audito, è stato intercettato e spiato illegalmente per giorni. Il Pdl voterà compatto contro l'arresto di Papa''.

Gli fa eco Francesco Sisto: ''Condivido in pieno le parole di Paniz''. A chi gli chiede se subito dopo il caso Papa la Giunta discuterà anche della vicenda Milanese, Paniz replica: ''Credo che neanche inizieremo l'esame del caso Milanese''.
 
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Di Loredana Morandi (del 13/07/2011 @ 06:12:29, in Politica, linkato 1394 volte)

Carceri, democratici aderiscono ad appello su emergenza carceri


Facciamo nostra posizione di Magistratura Democratica, Ristretti Orizzonti, Antigone e Coordinamento nazionale dei Garanti dei detenuti


Il gruppo del Pd di Montecitorio aderisce all’appello di Magistratura Democratica, Ristretti Orizzonti, Antigone e Coordinamento nazionale dei Garanti dei detenuti sulla situazione delle carceri italiane. Se n’è fatta promotrice la capogruppo democratica in commissione Giustizia, Donatella Ferranti che ha raccolto le firme di 35 deputati che hanno voluto dare un segnale alla  vigilia del question time di domani con cui i democratici sfidano il governo sul’emergenza carceraria.


Hanno aderito: Donatella Ferranti, Sesa Amici, Giuseppe Berretta,, Sandro Brandolini, Cinzia Capano, Mario Cavallaro, Susanna Cenni, Pasquale Ciriello, Lucia Codurelli, Anna Concia, Gianni Cuperlo, Olga D’Antona, Dal Moro, Emanuele Fiano, Oriano Giovannelli, Luisa Gnecchi, Donata Lenzi, Livia Turco, Maino Marchi, Raffaella Mariani, Guido Melis, Michele Meta, Delia Murer, Andrea Orlando, Pina Picierno, Fabio Porta, Elisabetta Rampi, Anna Rossomando, Marilena Samperi, Alessandra Siragusa, Lanfranco Tenaglia, Pietro Tidei, Jean Leonard Touadi, Matio Tullo.
 


IL TESTO DELL’APPELLO

 


Lettera aperta a tutti i parlamentari di Camera e Senato

sulla situazione delle carceri italiane

 

 


Magistratura Democratica, Ristretti Orizzonti, Antigone e Coordinamento nazionale dei Garanti dei detenuti avvertono la necessità di fare appello alla coscienza di ogni parlamentare per affrontare i drammatici problemi che affliggono ogni giorno il c.d. pianeta carcere ed in particolare la condizione dei detenuti.

Sono anni che le questioni attinenti l’ambito penitenziario non vengono inserite tra le priorità dell’agenda politica nazionale. Ciò accade in una democrazia avanzata che annovera tra i valori primari della sua Carta Costituzionale il principio secondo cui “ le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato ”.


1. E’ un appello che vuole essere anche una denuncia.

Intendiamo denunciare come la dimensione della “quotidianità” del carcere sia ormai drammaticamente distante dalla prospettiva indicata nella Carta costituzionale.

Ancora una volta i dati al riguardo sono estremamente eloquenti.

Il carcere è un “pianeta” in cui, secondo la c.d. capienza regolamentare, potrebbero essere ospitate 45.551 persone e nel quale, il 31 maggio 2011, erano invece costrette a convivere 67.174 persone, con una elevatissima presenza di soggetti tossicodipendenti (pari nel 2010 al 24,42%).

E’ un “pianeta” in cui le persone si suicidano molto più spesso che nel mondo dei liberi (a seconda delle stime: da sette a venti volte più spesso) .

E’ un “pianeta” in cui manca il personale necessario a realizzare percorsi di inclusione e reinserimento; manca il personale necessario per garantire il trattamento rieducativo in una cornice di sicurezza; manca il personale necessario ad assicurare il primario diritto alla salute.

Le condizioni delle carceri in Italia sono talmente inaccettabili che la Corte Europea per i diritti Umani in occasione della sentenza 16 luglio 2009, nel noto caso Sulejmanovic vs Italia, le ha espressamente dichiarate illegali.

Tutto accade nella pressoché totale disattenzione dei media e quindi dell’opinione pubblica, salvo ridestarsi nel periodo estivo, quando i palinsesti del circuito della comunicazione offrono un po’ più di spazio e quando, con maggiore urgenza, si percepisce la drammaticità dei problemi, magari in corrispondenza dell’eterna “emergenza sovraffollamento”.


2. La situazione è urgentissima e bisogna intervenire subito.

Basta coi proclami sterili e propagandistici. La dignità dei carcerati non può attendere l’ennesimo “piano carceri”, le promesse sempre reiterate e mai mantenute, la costruzione di nuovi edifici per la detenzione.

L’imputato viene condannato alla detenzione non al degrado.

Il diritto di vivere come “esseri umani” deve essere garantito ora anche negli istituti penitenziari.


            3. Sarebbero auspicabili riforme di sistema.

Come da tempo segnalano le voci più autorevoli del settore, provenienti dall’Accademia e dalle libere professioni, un legislatore responsabile dovrebbe affrontare alcuni nodi cruciali: la depenalizzazione di molti reati ed il drastico intervento su alcune leggi che producono carcere in misura maggiore (si pensi, ad esempio, alle norme in materia di stupefacenti), il rafforzamento degli strumenti sanzionatori alternativi alla pena detentiva, il superamento di un approccio complessivo nella legislazione che appare ispirato ad una logica meramente securitaria.

Occorrerebbe dare corpo ad un valore costituzionale di alta civiltà secondo cui la pena ha anche una funzione rieducativa.

Tanto più che il tasso di ricaduta nel reato per coloro che hanno scontato pene in regimi alternativi alla detenzione in carcere è marcatamente inferiore rispetto a quanti hanno scontato tutta la pena in carcere.


4. Interventi importanti possono adottarsi con urgenza e a costo zero.

Per avere carceri più umane, in attesa di riforme di sistema, ci rivolgiamo a chi ha assunto responsabilità parlamentari, sottoponendogli la necessità di:


a) prevedere l’ampliamento delle possibilità di accesso alle misure alternative, in particolare superando le presunzioni legali di pericolosità sociale (poste tra le altre dalle numerose norme sulla recidiva e dall’art. 58 quater ord. pen.) e riconsegnando alla magistratura di sorveglianza la responsabilità di valutare – caso per caso e senza automatismi spesso ingiusti – se un condannato possa scontare la pena attraverso percorsi alternativi al carcere;


b) prevedere, per i reati che non siano espressione di particolare allarme sociale ed in concreto sanzionabili con pene non elevate, che gli autori vengano messi in carcere (in caso di rigetto delle richieste di misure alternative alla detenzione) soltanto se negli istituti vi siano posti disponibili rispetto alla capienza regolamentare o quantomeno tollerabile;


c) rendere permanente la previsione legislativa di esecuzione presso il domicilio delle pene detentive non superiori ad un anno (ad oggi fissata dalla legge n. 199/2010 sino al 31.12.2013, con previsione temporanea… in attesa del piano carceri);


d) adeguare gli organici della magistratura di sorveglianza, oggi incapace di rispondere tempestivamente alla domanda di giustizia, rafforzandone anche i poteri di vigilanza e la capacità di incidere effettivamente sulle situazioni di violazione dei diritti delle persone detenute.


5. Gli investimenti indilazionabili

La legge penitenziaria italiana è una delle migliori sul piano europeo. Ma quanto delineato dai testi normativi è smentito dalle applicazioni “sul campo”.

I rapidissimi ritocchi normativi suggeriti dovrebbero essere affiancati da ulteriori iniziative, necessarie a garantire che la pena sia effettivamente votata a finalità di recupero del condannato alla società e ponga le condizioni affinché il reo, uscito dal carcere non ricada nel delitto.


Ci limitiamo a segnalarne alcuni, ed in particolare l’adeguamento:


a)       degli organici del personale addetto agli Uffici Esecuzione Penale Esterna;

b)   degli organici del personale educativo e sanitario all’interno delle Case circondariali;

c)       degli organici del Corpo di Polizia penitenziaria;

d)      delle strutture carcerarie, in modo tale da garantire da un lato la separazione, pur prevista dalla legge e rarissimamente attuata nei nostri istituti penitenziari, tra detenuti in custodia cautelare e detenuti condannati con sentenza definitiva; e dall’altro lato la creazione di strutture specifiche e funzionali alle peculiari esigenze di particolari categorie di reclusi, come le detenute madri e i tossicodipendenti.

L’appello che rivolgiamo alla Politica risponde ad un interesse diffuso della collettività.

Il rispetto della dignità delle persone detenute misura la civiltà di un Paese.

Un carcere che funziona attraverso la praticabilità di percorsi di reinserimento realmente assistiti e progettati, può restituire alla società persone che più difficilmente commetteranno altri reati.

Un carcere a misura d’uomo rappresenta la migliore declinazione di quella richiesta di legalità che giunge dalla società e che si rivolge anche alle istituzioni; una richiesta che, come operatori, ci sentiamo in dovere di formulare pubblicamente.

 

Magistratura Democratica - Associazione Antigone - Ristretti Orizzonti -  Coordinamento nazionale dei Garanti dei detenuti.

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Di Loredana Morandi (del 09/07/2011 @ 14:07:05, in Politica, linkato 1272 volte)
'Incriminate il ministro Romano'


di Lirio Abbate

Il gip respinge la richiesta di archiviazione. E ordina alla procura di chiedere il processo per il responsabile dell'Agricoltura: "È uomo dei clan"

(08 luglio 2011)

Il gip di Palermo ha disposto ai pm l'imputazione coatta per il ministro dell'Agricoltura, Saverio Romano, con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Il giudice Giuliano Castiglia ha depositato oggi il provvedimento che è stato notificato alle parti. Abbattendo una nuova tegola giudiziaria sul governo Berlusconi e confermando le perplessità del Quirinale sulla nomina del parlamentare siciliano nell'esecutivo.

La decisione chiude un lungo confronto con la procura aveva chiesto l'archiviazione per il politico. Il gip aveva prima ordinato di approfondire alcuni punti dell'inchiesta. Ma i pm dopo aver svolto l'ulteriore accertamento aveva concluso che il caso doveva essere archiviato, soprattutto per una questione giuridica di decorrenza dei termini rispetto agli episodi contestati. L'indagine era stata aperta nel 2005, e riguardava tra gli altri, l'ex presidente della Regione siciliana, Salvatore Cuffaro, oggi detenuto, e il medico-boss Giuseppe Guttadauro. I protagonisti principali della nuova "mafia bianca" che si è imposta in città negli anni Novanta.

Ad accusare Romano di collusione con i padrini erano stati alcuni pentiti di primissimo piano fra i quali Angelo Siino e Francesco Campanella. Quest'ultimo aveva sostenuto che Romano nel 2001 era ''a disposizione'' della potente cosca di Villabate (Palermo) e dei boss Antonino e Nicola Mandalà. Il pm aveva motivato nei mesi scorsi la decisione di chiedere l'archiviazione ritenendo che non ci fossero riscontri sufficienti alle dichiarazioni di Campanella, che aveva definito Romano persona ''a disposizione'' di Cosa nostra. Il parlamentare era gia' stato indagato nel 1999, ma l'inchiesta si era chiusa con un'archiviazione. La seconda indagine e' stata avviata nel 2005 proprio dopo le dichiarazioni di Campanella.

La motivazione del gip con la quale imputa di formulare il capo di imputazione è molto lunga e articolata. Adesso la procura ha a disposizione venti giorni di tempo per chiedere il rinvio a giudiozio del minsitro dell'Agricoltura.

A carico di Romano, infine, pende un'altra inchiesta, stavolta per corruzione aggravata, nata dalle dichiarazioni di Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco mafioso di Palermo. Un'istruttoria che due giorni fa ha spinto l'ex ministro e parlamentare Pdl Carlo Vizzini a dimettersi dall'incarico di capogruppo del partito.

http://espresso.repubblica.it/dettaglio//2155765
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Di Loredana Morandi (del 30/06/2011 @ 07:46:28, in Politica, linkato 2386 volte)

Un caso questo che va ad unirsi alle più recenti politiche nostrane della sinistra e giunge dopo Bianchini, lo stupratore seriale di Roma, il trans morti ammazzati di Marrazzo, lo scandalo delle Escort del duo Tarantino - Tedesco, gli arresti "eco-comunali" nel parmense e, dulcis in fondo, la porno star segretaria di sezione nel PD (orribile). Ribadisco un punto: il PD non può andare avanti senza aprire la Questione Morale e basta anche premiare prostitute e sfruttatori. L.M.

 

Appalti Enac, arrestato Franco Pronzato:

era responsabile del trasporto aereo per Pd


Roma - (Adnkronos) - E' accusato di corruzione. La procura di Roma gli contesta di avere avuto una tangente di 40mila euro per favorire la società Rotkopf. Partito democratico: si era già dimesso da responsabile del trasporto aereo.

Roma, 28 giu. (Adnkronos) - La Guardia di Finanza ha arrestato Franco Pronzato, membro del consiglio di amministrazione dell'Enac. L'arresto è avvenuto nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Roma su presunte irregolarità negli appalti del settore aereo.

Sono quattro complessivamente le persone arrestate dalla Guardia di Finanza per disposizione del pubblico ministero Paolo Ielo. Sono Viscardo e Riccardo Paganelli, che sono direttore e amministratore della Società aerea Rotcopf Aviation Limited, controllata dalla Rotcopf Aviation Italia, e Giuseppe Smeriglio, imprenditore.

L'accusa per tutti è quella di corruzione. A firmare i provvedimenti di arresto è stato il gip Elvira Tamburelli. Per quanto riguarda la posizione di Smeriglio, l'ordine di custodia cautelare avrà efficacia per 45 giorni.

La procura di Roma contesta a Pronzato di avere avuto - tramite il mediatore Vincenzo Morichini, ex amministratore del consorzio di agenzie Ina-Assitalia - una tangente di 40mila euro per favorire la società Rotkopf sia per la partecipazione all'appalto di un milione di euro per ottenere la gestione dei voli sulla tratta Roma-Urbe-Elba sia per ottenere il certificato di operatore aereo 'Coa' necessario per poter partecipare alla gara. Lo stesso Morichini, interrogato tempo fa dal pubblico ministero come indagato, ha ammesso di aver ricevuto dal titolare della Rotkopf Viscardo Paganelli i 40mila euro, cioè la somma di denaro poi passata a Pronzato. Somma che fu da quest'ultimo divisa (20mila euro ciascuno) con lo stesso Morichini.

Un altro episodio di cui si occupa l'indagine riguarda l'utilizzo di una fattura da 28mila euro ritenuta falsa e riconducibile alla Rotkopf. Pronzato, secondo quanto emerso dall'inchiesta, avrebbe fatto pressioni perché la fattura fosse liquidata. Questo episodio coinvolge l'imprenditore Smeriglio per il quale il giudice dell'indagine preliminare ha emesso un ordine di custodia cautelare temporaneo della durata di 45 giorni.

''Nessun funzionario o dirigente dell'Ente risulta coinvolto o indagato nell'inchiesta della Procura di Roma che ha portato all'arresto di Franco Pronzato, membro del Consiglio di Amministrazione dell'Ente stesso'', precisa dal canto suo in una nota la stessa Enac. L'inchiesta in corso, sottolinea l'Ente, ''non riguarda né l'operato né l'attività dell'Enac che segue con rispetto e attenzione il lavoro della magistratura''. Inoltre, sottolinea ancora l'Enac, ''la gara per l'assegnazione delle tratte onerate da e per l'Isola d'Elba oggetto delle indagini, non è stata aggiudicata in quanto la Commissione incaricata della valutazione non ha ritenuto accoglibile nessuna delle offerte presentate''.

"Rispettosi del lavoro della magistratura e confidando che possa dimostrare la sua estraneità ai fatti, il Partito democratico comunica che Franco Pronzato, coordinatore nazionale dell'area trasporto aereo, si era già dimesso dall'incarico appena informato dell'apertura delle indagini nei suoi confronti". Lo rende noto un comunicato del Pd.
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Di Loredana Morandi (del 26/06/2011 @ 11:25:11, in Politica, linkato 1467 volte)

Indagato il generale della Guardia di Finanza Michele Adinolfi

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/adinolfi_generale.jpg

Rivelazione di segreto e favoreggiamento le ipotesi di reato per il capo di Stato maggiore della Guardia di Finanza Michele Adinolfi

25 giugno, 23:09

Il capo di stato maggiore della Guardia di Finanza, generale Michele Adinolfi, e' indagato dalla procura di Napoli nell'inchiesta P4. I reati ipotizzati nei confronti dell'alto ufficiale sono rivelazione di segreto e favoreggiamento personale. Il generale Adinolfi, secondo gli inquirenti, avrebbe fatto arrivare - tramite un'altra persona - notizie riservate sull'inchiesta a Luigi Bisignani, principale indagato per la P4: notizie che gli sarebbero arrivate da un altro generale della Gdf, il comandante interregionale dell'Italia meridionale Vito Bardi, in servizio a Napoli, anche lui indagato e che ha chiesto che si proceda per calunnia nei confronti di Bisignani e di eventuali altre persone che lo accusano. Il nome del generale Adinolfi sarebbe emerso nel corso di un interrogatorio al deputato del Pdl Marco Milanese da parte dei magistrati Francesco Curcio e Henry John Woodcock, titolari dell'inchiesta. Il generale e' stato gia' interrogato dai pm e, secondo quanto si apprende, avrebbe negato ogni addebito. Successivamente tra i due vi sarebbe stato anche un confronto.

ANM VALUTERA' ESPULSIONE PAPA - Il comitato direttivo centrale dell'Anm ha deciso di investire il collegio dei probiviri ''per valutare la permanenza'' dell'ex magistrato Alfonso Papa nell'Associazione, alla luce di quanto emerso in seguito al suo coinvolgimento nell'inchiesta P4. La decisione e' stata presa a larghissima maggioranza, con alcune astensioni, tra cui quella - per motivi di opportunita' - di Francesco Greco, procuratore aggiunto di Napoli e coordinatore dell'inchiesta P4.

''La priorita' - ha spiegato il presidente Luca Palamara a margine della convocazione del comitato direttivo centrale per discutere il caso Papa - non puo' essere questa, ma deve essere mettere al centro la drammatica situazione degli uffici giudiziari. Altro che riforma epocale di questo passo non se ne dovra' parlare piu' perche' molti uffici chiuderanno''.

''E' davvero singolare che anziche' occuparsi dei contenuti'' dell'indagine della procura di Napoli sulla presunta P4 ''la politica si preoccupi di modificare la disciplina delle intercettazioni''. E' il giudizio del presidente dell'Anm, Luca Palamara, che oggi presiede il comitato direttivo centrale dell'Associazione chiamato a decidere se investire del caso Alfonso Papa, deputato del Pdl e magistrato in aspettativa, il collegio dei probiviri per deciderne dell'eventuale espulsione dall'Anm.

''Non vorrei - ha sottolineato Palamara - che ci preoccupassimo della pagliuzza anziche' considerare la trave''. Secondo il presidente dell'associazione delle toghe, ''i fatti che stanno emergendo sono gravi'' ma ''ancora una volta si strumentalizzano le indagini penali e si rilanciano temi che poco hanno a che vedere con le riforme urgenti della Giustizia''. Palamara ricorda che l'Anm ''ha espresso in piu' occasioni la necessita' di selezionare e stralciare il materiale irrilevante, ma in questo momento penso che debba prevalere tutto quello che sta emergendo la cui valutazione deve essere stabilita da un giudice e non dalla politica o da un ministro''.

SCHIFANI: MISURA COLMA SI TROVI INTESA - ''Ormai la misura e' colma e credo che con un grande gesto di volonta' da parte di tutte le forze politiche si possa trovare una mediazione sulle intercettazioni senza che si gridi alla legge bavaglio''. L'auspicio e' del presidente del Senato, Renato Schifani, che e' in visita ufficiale a Lecce, e che si possa trovare un'intesa vista anche l'apertura del Pd sulla questione della pubblicazione delle intercettazioni sui giornali. Apertura che Schifani definisce ''un segnale importante''.

''Mi auguro - insiste la seconda carica dello Stato - che questo capitolo possa chiudersi definitivamente perche' credo sia giunto il momento per maggioranza e opposizione evitare che il dileggio della privacy dei cittadini possa essere quotidiano''. Secondo il presidente del Senato il punto centrale e' che ''occorre intervenire con la massima attenzione a non limitare le intercettazioni come metodo di indagine perche' sono uno strumento strategico della giustizia''. ''Dobbiamo evitare pero' - ribadisce Schifani - quello che sta succedendo in questi giorni, dove sono stati dati in pasto ai quotidiani discorsi tra persone magari non coinvolte nelle indagini, discorsi che non hanno nulla a che vedere con il penale''. ''Al Paese - conclude Schifani - interessano fatti concreti, chiedono alla politica di risolvere i problemi quotidiani e non e' interessato al gossip, non e' interessato a spiare attraverso il buco della serratura''.

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Gelli: ''La P4 è un comitato carnevalesco, la Loggia P2 era una cosa seria''

Roma - (Adnkronos) - L'ex maestro Venerabile della Loggia P2 in esclusiva all'Adnkronos (AUDIO): "Bisignani ha avuto contatti ma non ha fatto nulla". Poi aggiunge: "Come si fa ad andare avanti con questo andazzo... La classe politica di oggi ci ha portato nel baratro. Ai miei tempi l'Italia era uno Stato rispettato e temuto". Inchiesta P4, il Pdl contro le intercettazioni. Alfano: "Penalmente irrilevanti e costose"

Roma, 23 giu. (Adnkronos) - In questi giorni viene spesso fatto il suo nome, soprattutto in relazione al dottor Luigi Bisignani e quello della P2 come modello della P4. Lei che ne pensa? Sono citazioni a sproposito? E perche?

''La P4 esiste nella mentalita' dei giudici, prossimamente verra' fuori la P5: ormai e' una sigla magica. La P2 era una cosa molto seria. Questa P4, se c'e', e' un comitato carnevalesco'', dice in esclusiva all'ADNKRONOS Licio Gelli, ex maestro Venerabile della Loggia P2.

A leggere le intercettazioni e le rivelazioni sull'inchiesta di Napoli, Bisignani si dimostra un personaggio con il dono dell'ubiquita', e' dovunque ci sia un problema o affari di Stato o di enti pubblici o di nomine. Sembra quasi impossibile che un uomo possa avere un numero cosi' clamoroso di relazioni. Lei, che di relazioni pure ne ha intrattenute a livello nazionale e internazionale, che ne pensa di questo brasseur d'affaires quasi inverosimile?

''Luigi Bisignani -spiega il 'Venerabile'- era iscritto alla Loggia P2. Era un ragazzo molto intelligente e intraprendente, un attivissimo collaboratore. Lo feci nominare segretario del ministro Gaetano Stammati. Da quei giorni l'ho rivisto solo una volta, nel 2004. Credo che Bisignani non abbia fatto nulla, potra' avere avuto dei contatti e basta''. Lui a livello di relazioni ''si e' fermato probabilmente soltanto all'Italia. E in Italia si fa presto a creare dei gruppi di amici opportunisti o creduloni che credono a questi rapporti che poi non concludono nulla''.

Il caso Bisignani, secondo lei, quali riflessioni suggerisce sul sistema politico e su quello istituzionale? Quali vuoti di relazioni e di competenze personali colma un tuttofare come il protagonista dell'inchiesta di Napoli?

''Ci sono soggetti che non esistono piu', come lo Stato italiano -rimarca Gelli, dalla sua residenza di Villa Wanda- Io ho vissuto quando l'Italia era un vero Stato, rispettato e temuto e magnificamente funzionante. Oggi non esiste piu' -sottolinea ancora l'ex 'Venerabile'- perche' non abbiamo nemmeno una persona di un certo spessore, di competenza e soprattutto carismatico''.

Secondo lei come si concludera' l'inchiesta cui lavora la procura di Napoli?

''Sugli esiti dell'indagine -risponde l'ex Venerabile- non posso dire nulla, non posso rispondere perche' e' difficile conoscere la mentalita' dei vari giudici. Ma non posso dire altro, la sfera di cristallo non ce l'ho piu'''.

Quanto alla P2, "non esistono nuovi elenchi - dice Gelli -. Per carita'. La P2 e' stata sciolta e sepolta. Dimenticata. Un giorno probabilmente fra cinque, sei, dieci o vent'anni, la ricorderanno come un fatto positivo''. Quella Loggia, rimarca il 'Venerabile', ''era fatta di persone cristalline e oneste. Nessun piduista e' stato mai avvicinato allo scandalo Tangentopoli''.

Per l'ex maestro Venerabile della Loggia P2, il governo "dovrebbe essere gia' terminato, come si fa a andare con questo andazzo... Le loro conversazioni sono fatte di insulti, niente che dia la dimostrazione del fare e del concordare, del costruire. Insultandosi, questo non e' possibile''. ''La classe politica di oggi -rimarca Gelli- ci ha portato in un baratro in cui non c'e' possibilita' di risalita. Ma anche molti magistrati non conoscono le loro mansioni: nei miei confronti -ricorda- fecero figure demenziali: sono stato assolto da tutto. Secondo loro avevo distrutto l'Italia...''.
 
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Di Loredana Morandi (del 26/06/2011 @ 10:33:43, in Politica, linkato 1354 volte)
'Sempre disponibili a regolare meglio la diffusione di quelle non rilevanti''

Anm: intercettazioni non sono una priorità

Roma - (Adnkronos/Ign) - Palamara-Cascini: ''Basta strumentalizzazioni, ci si preoccupa della pagliuzza anziché considerare la trave''. Intercettazioni, Pdl riparte dal ddl. Finocchiaro: ''Aperture? Da noi proposta seria''. Casini: ''Pronti a collaborare ma non impedire lavoro dei magistrati''. Inchiesta P4, aperto fascicolo a Perugia. Indagato l'ex magistrato Toro. Imprese di microspie: ''Lo Stato ci deve 500 milioni di euro''

Roma, 25 giu. (Adnkronos/Ign) - Basta strumentalizzazioni da parte della politica sulle intercettazioni. Lo afferma senza mezzi termini l'Associazione nazionale magistrati dicendo chiaramente che "è inaccettabile che le intercettazioni siano una priorità".

Il sindacato delle toghe, che oggi ha riunito il parlamentino dell'Anm per decidere sul caso di Alfonso Papa, tramite il suo presidente Luca Palamara e il segretario Giuseppe Cascini ricorda la disponibilità a discutere sul capitolo intercettazioni e soprattutto, per dirla con Palamara, "sulla necessità di regolare meglio la diffusione delle intercettazioni non rilevanti" a patto che non ci siano più strumentalizzazioni sul tema.

"Al momento - ribadisce Palamara - la priorità è quella di mettere mano alla drammatica situazione in cui versano gli uffici giudiziari. Di riforma epocale non si dovrà più parlare perché molti uffici chiuderanno".

Palamara, pensando al dibattito che si è scatenato in materia di intercettazioni in relazione all'inchiesta sulla P4, trova "singolare che anziché preoccuparsi dei contenuti la politica si preoccupi di modificare la disciplina delle intercettazioni. Non vorrei - lamenta ancora - che ci dovessimo preoccupare della pagliuzza anziché considerare la trave".

Riferendosi all'inchiesta sulla P4, Palamara rileva che "i fatti che stanno emergendo sono gravi e mi sembra singolare che ancora una volta si strumentalizzino le indagini penali e si rilancino temi che poco hanno a che vedere con le riforme urgenti della giustizia".

Ricorda ancora Palamara: "In più occasioni abbiamo espresso la necessità di selezionare il materiale e di stralciare quello irrilevante ma in questo momento penso debba prevalere tutto quello che sta emergendo". Insomma, sintetizza, "la valutazione e la rilevanza delle intercettazioni devono essere stabilite da un giudice, non dalla politica né da un ministro".

Sulla stessa lunghezza d'onda, il segretario generale dell'Anm Giuseppe Cascini. Che rileva: "Ogni volta che ci sono indagini giudiziarie dalle quali emergono comportamenti discutibili da parte di chi detiene il potere, la politica commette l'errore di non occuparsi delle vicende che escono dalle inchieste ma dello strumento attraverso cui emergono, preoccupandosi soltanto di fare in modo che queste cose non vengano fuori".

Cascini ribadisce l'impegno dell'Anm a studiare "un intervento che regoli lo strumento delle intercettazioni non rilevanti ben consapevoli - dice - che sarebbe pericoloso limitare il sistema delle intercettazioni come pure qualunque intervento che limiti la libertà di stampa".

All'Associazione nazionale magistrati replica per il Pdl il portavoce nazionale Daniele Capezzone. "Anche l'Anm sa che è finito il tempo in cui era possibile nascondersi dietro un dito o dietro facili e schematiche contrapposizioni'' afferma Capezzone, che parla di situazione ''indifendibile'' in materia di intercettazioni. ''Voglio leggere con positività - aggiunge - alcuni spiragli che colgo dalle pur cautissime dichiarazioni odierne degli esponenti dell'Anm, così come in quelle di ieri di esponenti del Pd. Non giova a nessuno far finta che il problema non esista".

Ma sugli 'spiragli' Anna Finocchiaro frena. "Leggo oggi di dialogo o di aperture del Pd. Non c'è dialogo e non ci sono aperture. C'è un modo serio di affrontare le questioni. Il nostro ddl è un serio punto di partenza. Le altre sono chiacchiere interessate". Per il presidente dei senatori del Pd sulle intercettazioni serve una legge che eviti "deformazioni" ma che "permetta alla magistratura di continuare ad usare questo fondamentale strumento di indagine".

Da parte sua Pier Ferdinando Casini ai microfoni di Sky Tg24 dice che ''l'Udc è pronta a collaborare a un provvedimento sulle intercettazioni solo se si tratta di qualcosa di serio fatto per evitare abusi e divulgazione di cose private. Ma se si vuole impedire alla magistratura di intercettare, questo è inaccettabile e da noi non arriverà nessuna collaborazione''.

Mentre Antonio Di Pietro, sul suo blog ribadisce che "senza se e senza ma, l'Italia dei Valori è a favore della libertà totale d'informazione e del diritto-dovere totale degli investigatori di combattere con tutti i mezzi la criminalità". ''All'interno della legge attuale - sottolinea tra l'altro Di Pietro - già ci sono gli strumenti per verificare e valutare quando un'intercettazione può essere fatta, quando depositata, quando può essere utilizzata e quando pubblicata".



Donadi: ''No a leggi bavaglio''

Intercettazioni, Pdl riparte dal ddl.

Bersani: sì confronto ma su nostra proposta

Roma - (Adnkronos/Ign) - Berlusconi: "C'è la possibilità che si riprenda il testo Mastella". Alfano: ''La pubblicazione delle intercettazioni penalmente irrilevanti è anche un reato''. Frattini: ''Serve una legge prima della pausa estiva''. Gelli: ''La P4 è un comitato carnevalesco, la Loggia P2 era una cosa seria''. Inchiesta P4, aperto fascicolo a Perugia. Indagato l'ex magistrato Toro.

Roma, 24 giu. (Adnkronos) - E' sempre alta la tensione nei palazzi della politica per l'inchiesta P4. E riparte il pressing del Pdl sulle intercettazioni. Dopo l'affondo di ieri (''sono irrilevanti penalmente''), il ministro della Giustizia Angelino Alfano torna a farsi sentire con più forza: ''Oltre ad essere moralmente sbagliata, la pubblicazione delle intercettazioni penalmente irrilevanti è anche un reato da perseguire.Queste gettano un certo disdoro a chi nulla ha a che fare con l'inchiesta. Ma nessuno si fa carico di riparare al torto''.

Da Bruxelles Silvio Berlusconi rincara la dose: ''Non è un Paese civile quello in cui non c'è garanzia dell'inviolabilità delle conversazioni telefoniche che poi appaiono sui giornali senza che abbiano un risvolto penale''. Poi, rientrato a Roma, spiega quale potrebbe essere il testo di legge che punta a rivedere le norme sull'uso e sulla pubblicazione delle intercettazioni: "C'è la possibilità che si riprenda il testo Mastella". Berlusconi si riferisce al testo elaborato nella passata legislatura, dall'allora ministro della Giustizia Clemente Mastella. Testo che, in fase preliminare, ottenne un parere positivo sia del centrosinistra che da parte del centrodestra.

Parole che provocano la reazione del procuratore di Napoli Giovandomenico Lepore: ''Io vorrei vedere un po' di indignazione per i contenuti - dice ai microfoni di 'Radio 24' - invece si cerca di delegittimare i magistrati dicendo che cerchiamo pubblicità, il che non è vero''. Il magistrato tira in ballo il Guardasigilli: ''La sua uscita è dettata da una motivazione politica''.

Il governo, per ora, va avanti: non con un decreto legge, ma ripartendo magari dal ddl all'esame della commissione Giustizia di Montecitorio.

Così si possono gettare le basi di ''una buona legge'' da approvare ''entro l'estate''. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini detta i tempi: ''Spero che ci sia la possibilità di farla entro agosto'' e ''sarebbe un bell'esempio se tutte le forze politiche si mettessero insieme d'accordo'' e la approvassero ''con urgenza''.

Il Pd, per bocca di Pierluigi Bersani, è pronto a discutere, ma con un intervento ''a monte'', cioè non sulla stampa. ''Che Alfano, non proceda per decreto - precisa il leader Democrat - mi pare nella logica delle cose. Noi abbiamo una posizione, abbiamo presentato già da tempo un ddl che porta il problema alla fonte, con meccanismi per cui non vengano divulgate intercettazioni che non ha senso divulgare, che incidono sulla privacy senza avere attinenza con le indagini''.

Un'apertura ''importante'' per il Guardasigilli. "Abbiamo un testo che fa la navetta tra Camera e Senato da tre anni, abbiamo l'intenzione di proseguire sul quel testo ma riconosco che le aperture di Bersani sono importanti", afferma il ministro Alfano. "Se ci sarà un fatto nuovo in Parlamento su un tema così delicato con il Pd - continua Alfano - ci autorizzerebbe a un nuovo approccio, nelle prossime settimane vedremo i punti in comune sui quali andare avanti".

L'Idv è categorico con Donadi: ''No a leggi bavaglio. E' assurdo che il centrodestra pensi ad una legge sulle intercettazioni quando le priorità del Paese sono ben altre, a partire dalla crisi economica e sociale che sta attanagliando l'Italia''.
 
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Di Loredana Morandi (del 24/06/2011 @ 18:27:04, in Politica, linkato 1181 volte)

L'autrice di questo sito esprime la propria disapprovazione. L.M.

Questa NON è una immagine amica delle donne



Il PD annuncia una Festa Democratica a Roma con un manifesto che ritrae due gambe di donna con una gonna al vento. Le parole usate sono: CAMBIA IL VENTO.

Questo manifesto dimostra, se ce ne fosse bisogno, che si può chiudere una Campagna, ma non si può abbassare la guardia. Le donne che in questo anno hanno contribuito alla Campagna Immagini amiche continuano a segnalarci, non solo le immagini che non ci sono amiche, ma le azioni che hanno già intrapreso autonomamente per contrastarle.

È di questi giorni la lettera di Silvia Santarelli sulla recente elezione di Miss Liceo a Bologna, altre iniziative analoghe possono essere facilmente rintracciate su fb, grazie alla tempestività di tante di voi. E al rilancio che facciamo attraverso il web. Questo è il risultato per noi più importante.

All’Udi interessa andare oltre lo sdegno e promuovere azioni politiche in cui ogni donna sia protagonista, il nostro compito è fornire strumenti, suggerimenti, indicazioni perché ciascuna possa organizzarsi, da sola o con le altre. Questo è anche un modo adeguato ai nostri tempi e ai mezzi di cui oggi disponiamo per ripensare la dimensione collettiva.
L’immagine che il Pd ha fatto sua nel momento in cui l’ha stampata, pubblicata e affissa rientra in un immaginario stantio dal quale molti uomini prendono ormai le distanze, per non parlare delle donne.
Preoccupa che la politica si mostri inconsapevole dei cambiamenti avvenuti nel paese!
Per noi quella NON è una immagine amica delle donne, quindi facciamo quello che abbiamo fatto per il The Ristora con Bonolis, con Vascabella, con Consorzio Toscano Vera pelle conciata al naturale.(mail bombing, denuncia allo IAP).

Pina Nuzzo, delegata nazionale Udi

 
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Di Loredana Morandi (del 17/06/2011 @ 07:45:55, in Politica, linkato 1537 volte)

I fatti: leggendo la denuncia si evince che il 90% di quanto narrato è in terza persona. Lo status di "terzo" non consente di denuciare fatti accaduti ad altri, se non come persona informata sui fatti. Tutto questo però accade a Bari, dove la precedente giunta Vendola e l'ex assessore Tedesco hanno creato il caso "escort e sanità". Così, tutto è possibile, mentre altro e "i servizi segreti" investigativi" è cosa di pura fantasia. Sembra che Pedica avesse già denunciato l'uomo. Io però continuo a serbare alcuni dubbi sul politico per certi suoi rapporti con le organizzazioni dei falsi abusologi, ovvero una organizzazione nata solo per dichiarare "è falso" l'abuso di un minore o la violenza contro le donne.  Non conosco il denunciante, neppure via facebook, ma il fatto che tiri dentro per i capelli una "madre coraggio" che conosco per le sue vendette politiche francamente mi disgusta. L.M.

Italia dei Valori, sexy-gate a Bari
Sesso in cambio del posto fisso


Domani L'Espresso pubblicherà alcune foto in esclusiva che mostrano il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in compagnia di alcune ragazze a Villa Certosa il 12 giugno, giorno del voto. Insieme agli ennesimi scatti del premier latin-lover, realizzati da Antonello Zappadu, un'inchiesta che balza agli occhi: «Prestazioni sessuali in cambio di una promessa di lavoro in Parlamento», recita l'incipit dell'articolo. Ma il sexy-gate si riferisce all'IdV di Antonio Di Pietro.

I fatti: alla procura di Bari una donna di 31 anni, C.M., ha parlato apertamente di ricatti, ovviamente tutti da dimostrare, e ha denunciato il senatore Stefano Pedica e l'onorevole Pierfelice Zazzera, entrambi dell'Italia dei Valori. La donna avrebbe confidato di essere stata vittima di insistenti avances e ricatti da parte di Zazzera, 43 anni, all'epoca dei fatti parlamentare Idv e coordinatore regionale del partito in Puglia., e Pedica, 53 anni, ex Dc, Udr di Cossiga e poi cristiano-democratico, quindi IdV.

La donna avrebbe riferito di aver accondisceso agli incontri con Zazzera, essendo in stato di necessità. Gli incontri si svolgevano all'hotel A. di Massafra (Taranto) dal maggio 2009 all'ottobre 2009. Zazzera avrebbe promesso più volte un'occupazione. Il deputato l'avrebbe poi attirata a Roma e le avrebbe detto che se voleva davvero un posto di lavoro fisso avrebbe dovuto sottostare anche alle avances del senatore Pedica.

M. accettò ed ebbe, nel dicembre 2009, sempre stando al racconto di C.M, un rapporto sessuale con il senatore, preludio di un ulteriore appuntamento, sempre a fini sessuali, nel gennaio 2010. Finché, constatando che nulla si muoveva sul fronte del lavoro, C.M. interruppe i rapporti anche telefonici con i due. Ma si ritrovò candidata a sua insaputa con l'Idv alle regionali del 2010. Ora, naturalmente, la procura dovrà verificare la veridicità delle dichiarazioni della donna.

16 giugno 2011
http://www.unita.it/italia/italia-dei-valori-sexy-gate-a-bari-br-sesso-in-cambio-del-posto-fisso-1.304782
 
 
 
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