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In generale la giustizia è uguale per tutti, perché è utile nei rapporti sociali; ma in casi particolari, e a seconda dei luoghi e delle condizioni, risulta che la stessa cosa non è giusta per tutti.

Epicuro
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 12/06/2011 @ 08:18:44, in Politica, linkato 1269 volte)
Venerdì si sono tenute le audizioni sulla Riforma Costituzionale, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sul disegno di legge recante le norme per la riforma del "Titolo IV della Parte II della Costituzione". Nel corso della mattinata si sono svolte l'audizione della Associazione Magistrati, seguita da quella di Stefano Rodotà.
Nel pomeriggio sono stati ascoltati: Fulco Lanchester, Ordinario di Diritto pubblico comparato, Giorgio Marinucci, Ordinario di Diritto penale, e con i Presidenti emeriti della Corte costituzionale Franco Bile, Riccardo Chieppa e Cesare Mirabelli.
Lunedì mattina si svolgeranno le audizioni di Gustavo Pansini, Ordinario di Procedura penale; Ernesto Lupo, Primo Presidente Corte di Cassazione; Vitaliano Esposito, Procuratore generale Corte di Cassazione; Roberto Romboli, Ordinario di Diritto costituzionale; Alessandro Pace, Emerito di Diritto costituzionale; Antonio Mura, Vicepresidente Consiglio consultivo procuratori europei; Mario Patrono, Ordinario Diritto pubblico comparato. Dalle ore 14,30, si proseguira' con Pietro Grasso, Procuratore nazionale antimafia, Michele Vietti, Vicepresidente Consiglio superiore magistratura. Di seguito alcuni dei lanci di agenzia sulle dichiarazioni di venerdì. L.M.


Giustizia: Anm, no a riforma
su rapporti tra politica e giudici


Roma, 10 giu. (Adnkronos) - L'invito a operare ''un netto distinguo tra riforme che riteniamo debbano interessare la giustizia e riforme che riguardano i rapporti tra politica e magistratura''. E' quanto e' stato ribadito dall'Associazione nazionale magistrati nel corso dell'Audizione davanti alle Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera sulla riforma costituzionale della giustizia.

''Abbiamo voluto essere molto chiari - ha detto Palamara, al termine delll'audizione, alla quale era presente anche il segretario, Giuseppe Cascini - le norme contenute nel ddl non faranno durare un minuto di meno i processi. Le nostre proposte per deflazionare i processi sono note, prevedono la riduzione dei tribunali, l'informatizzazione e le risorse, mentre gli altri aspetti, quelli contenuti nel ddl, riguardano i rapporti tra giudici e politica''.

Quanto a uno degli aspetti piu' delicati della riforma, quello della responsabilita' civile dei magistrati, Palamara ha sottolineato che quello dell'Anm ''non e' un atteggiamento di chiusura, ma di sensibilita' e grande attenzione, dimostrata dalla nostra 'autoriforma'''. E ha ricordato che esistono ''cinque forme di responsabilita', prima tra tutte quella professionale'' e che ''con riferimento a questi temi ha grande importanza il nostro codice etico''.  (Coc/Col/Adnkronos)


GIUSTIZIA: PALAMARA,
ASPETTIAMO PROSSIMO MINISTRO.
PROBLEMI RESTANO
 

(ASCA) - Roma, 10 giu - Sul nome del prossimo ministro della Giustizia in sostituzione di Angelino Alfano, l'Associazione nazionale magistrati ''non formula auspici perche' sono scelte che non spettano a noi e quindi non potremo che attendere gli esiti''. Lo afferma il presidente dell'Anm, Luca Palamara, parlando con i giornalisti a Montecitorio a margine di un'audizione congiunta delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia.

Palamara e' tornato a parlare della riforma della Giustizia, tema su cui verteva l'audizione. ''Quale che sia il ministro - aggiunge Palamara - i problemi della giustizia rimangono sul tavolo e nessuna delle norme contenute in questa riforma fara' durare i processi un solo giorno di meno''. E dunque ribadisce il presidente dell'Anm bisogna fare ''un distinguo tra riforme funzionali e rapporti tra politica e giustizia''.  ceg/mau/lv


GIUSTIZIA: GIANPAOLINO,
RIFORMA TUTELI INDIPENDENZA CORTE CONTI
 

(ASCA) - Roma, 9 giu - La riforma del titolo IV della costituzione che riguarda la giustizia, deve garantire l'indipendenza della Corte dei conti. E' quanto ha sottolineato il presidente della magistratura contabile, Luigi Gianpaolino, nel corso dell'audizione davanti alle Commissioni riunite I (Affari costituzionali della Presidenza del Consiglio e interni) e II (Giustizia) della Camera dei deputati sul disegno di legge costituzionale del Governo C. 4275 ''Riforma del titolo IV della parte II della Costituzione''.

Gianpaolino, nell'illustrare le specificita' della Corte dei conti, ha ribadito la necessita' di tutelare sia l'indipendenza e l'autonomia della magistratura contabile, sia la cointestazione in capo alla stessa delle funzioni di controllo e giurisdizionale. Le due funzioni - ha proseguito il presidente - realizzano un sistema coordinato di garanzie a tutela della legalita' dell'azione amministrativa e a difesa del pubblico denaro.  red/did/
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Di Loredana Morandi (del 06/06/2011 @ 07:41:59, in Politica, linkato 1503 volte)
Una cattivissima risposta dal giornalista Granzotto ad un lettore, che non esprime affatto il mio pensiero. Vero solo che anche io sia convinta che sulla figura dei due magistrati siciliani uccisi dalla mafia si faccia molta strumentalizzazione. Perché qualcuno fa lacrime di coccodrillo, ma non sono i magistrati come pensa Granzotto. E' la politica dei nuovi media. Sui socialnetwork avere le foto antichizzata, photoshoppata o solo colorata dei due magistrati equivale a schierarsi di qua o di là della barricata,  ma non significa mai una scelta di campo precisa e i personaggi di questa antimafia telematica te li ritrovi a sostenere il "postino mafioso" indagato per calunnia ed oggi in carcere. Napoli potrebbe star meglio con il nuovo sindaco, ma sono convinta che nessuno si sia accorto di quando lui ha chiesto l'immunità parlamentare anche per i procedimenti civili.  L.M.

Le lacrime dei coccodrilli su Falcone


di Redazione

Caro Granzotto, le chiedo un aiutino: mi fornisca alcuni nomi di personaggi, politici e magistrati famosi che firmarono un documento contro Giovanni Falcone. È infatti stomachevole l’ipocrisia sulle celebrazioni di Giovanni Falcone da parte di gente che nei momenti tragici e difficili ha fatto di tutto per contrastarlo e combatterlo. La denuncia informatica nei loro confronti dovrebbe essere continua per smascherarli e denunciarli.
e-mail

Sono già smascherati, caro Pieri. E da tempo. Però è come se nulla fosse. Loro seguitano a fare gli ipocriti e la società civile di area manettara e giustizialista a non tener conto di quella volgare e smaccata simulazione di buoni sentimenti. Il documento al quale lei si riferisce è del dicembre del 1991: firmato da 63 magistrati, primi dei quali Giancarlo Caselli, Antonino Caponnetto e Elena Paciotti, contestava, bocciandola, la superprocura antimafia fortemente voluta da Giovanni Falcone, definendola «strumento inadeguato, pericoloso e controproducente». Una dichiarazione di guerra in piana regola e che diede il via a una campagna di delegittimazione («Mi insozzano», per usare le parole di Falcone) condotta principalmente da coloro che oggi la stomacano. Non essendo riusciti a impedire la costituzione della superprocura, quelli che oggi ne parlano a ciglio umido, chiamandolo amico e fratello, scesero in campo per impedire, almeno, che Falcone ne prendesse la guida, a tal proposito indicendo uno sciopero con tanto di adunata nel Palazzo di giustizia di Roma dove prese la parola, applauditissima, Elena Paciotti, presidente dell’Associazione nazionale magistrati. Anm alla quale in seguito diede manforte, nella martellante (e umiliante) campagna denigratoria, la sinistra (la stessa che oggi lo piange martire e lo porta ad esempio) e la Rete di Leoluca Orlando, il quale giunse ad accusare Falcone di tenere «le prove nei cassetti» per non coinvolgere nelle inchieste certi notabili politici.
Il motivo di tanta ostilità è noto: Giovanni Falcone aveva in più occasioni denunciato le storture del sistema giudiziario deprecando la politicizzazione del Consiglio superiore della magistratura («Il Csm è diventato una struttura da cui il magistrato si deve guardare, con le correnti trasformate in cinghia di trasmissione della lotta politica. Quanti altri danni deve produrre questa politicizzazione della giustizia?»). Invocando un freno alla discrezionalità delle Procure («Mi sento di condividere l’analisi secondo cui, in mancanza di controlli istituzionali sull’attività del Pm, saranno sempre più gravi i pericoli che pressioni informali e collegamenti occulti con centri occulti di potere possano influenzare l’esercizio di tale attività»). E, non ultimo, dissentendo dai colleghi che invece di combattere la mafia costruivano teoremi sulla sua cupola (politica) cercando - sopra tutto attraverso i pentiti - di raccoglie le prove della sua esistenza («Per non so quale rozzezza intellettuale, il nostro terzo livello è diventato il “grande vecchio”, il “burattinaio”, che, dall’alto della sfera politica, tira le fila della mafia. Non esiste ombra di prova o di indizio che suffraghi l’ipotesi di un vertice segreto che si serve della mafia, trasformata in semplice braccio armato di trame politiche»). Rozzezza intellettuale che seguita a restare ben viva nonostante lo smacco rappresentato dal recente caso del super pataccaro Massimuccio Ciancimino. «Icona dell’antimafia» per quei magistrati e quei giornalisti manettari che oggi si dicono eredi e seguaci del «caro Giovanni» e del suo alto insegnamento. Infingardaggine che a lei, caro Pieri, così come a me impone l’assunzione di un buon emetico.

http://www.ilgiornale.it/parola_lettori/le_lacrime_coccodrilli_falcone/05-06-2011/articolo-id=527469-page=0-comments=1
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Di Loredana Morandi (del 03/06/2011 @ 08:59:13, in Politica, linkato 1858 volte)
La candidatura a Guardasigilli di un magistrato sarebbe davvero auspicabile, del Dr Nordio vi suggerisco di ri-leggere le affermazioni famose su Wikiquote. L.M.

Carlo Nordio candidato
al Ministero della Giustizia


Dopo le dimissioni di Alfano le consultazioni per un nuovo guardasigilli


Roma – Le dimissioni di Angelino Alfano da ministro della Giustizia aprono nuovi dubbi sulla sua successione, in attesa dei risultati del prossimo Consiglio Nazionale del Pdl, previsto per la fine di giugno. Una maggioranza che cambia dopo la sconfitta elettorale dei ballottaggi, un vero e proprio ribaltone politico, una bocciatura evidente per i tre coordinatori nazionali, sostituiti ora da un coordinatore unico.

Quello di Berlusconi è partito-azienda: chi sbaglia paga, e immediatamente. Il nuovo ministro della Giustizia potrebbe essere Carlo Nordio, magistrato italiano che tempo fa affermò che il fatto che “la politica non riesca a esprimere un nome al proprio interno senza ricorrere a un magistrato è un segnale di crisi profonda”.

Il premier cercherà di convincerlo del contrario, o forse lo ha già fatto.

A.G. 2/6/2011

La Voce d'Italia
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Di Loredana Morandi (del 03/06/2011 @ 08:42:15, in Politica, linkato 1593 volte)
Dopo la scelta del "delfino", o la posa in opera della prima pietra mediatica difensiva, è iniziato il toto nomine per il Guardasigilli. Però, francamente, non sono preoccupata dai "ritardi" alla Riforma della Giustizia. Fin qui hanno già fatto abbastanza per la giustizia civile da non far rimpiangere alcuno stop. L.M.

Sulla giustizia il rischio
dello stop alla riforma

I detrattori di Angelino: non cambia nulla, decide tutto Ghedini
FRANCESCO GRIGNETTI

ROMA - E ora che Angelino Alfano si dovrà occupare di altro, che ne sarà delle grandi riforme della giustizia? Rallenteranno il passo, si bloccheranno, o procederanno come prima? Quesito più che legittimo. Che l’attuale Guardasigilli avesse investito tutta la sua capacità di mediazione e di dialogo nella «mission impossible» di rivoluzionare la giustizia italiana, è noto. Ancora due giorni fa, per dire, con in ballo la nomina a segretario del Pdl, Alfano ha partecipato coscienziosamente ai lavori di commissione a Montecitorio dove si discute la riforma che porta la sua firma. Era un segnale non secondario di quanto quelle leggi gli stiano a cuore: erano (e restano) il suo investimento politico più importante. «Il che non significa - spiega una autorevole fonte del Pdl - un progressivo disimpegno di Alfano dalla sua creatura. Anzi. In quanto segretario del partito, se pure non ci sarà più il suo intervento tecnico, demandato al ministro della Giustizia che verrà, non mancherà certo il suo sostegno politico. E’ ovvio che il nuovo ministro non sarà mai scelto senza o peggio contro l’avviso di Alfano. E va da sé che non sarà mai scelto senza o contro il parere di Niccolò Ghedini».

Magari qualcuno mugugnerà, dentro il partito. Magari Gianni Letta proverà a buttare lì che in quella posizione occorrerebbe un bravo tecnico per sostituire un bravo tecnico che se ne va. Ma la sorte delle riforme è segnata perché Berlusconi è arciconvinto che si tratta della battaglia finale per la sua stagione politica e per il «redde rationem» contro i magistrati italiani.

Che insomma il futuro ministro Guardasigilli sia Fabrizio Cicchitto (in fondo il capogruppo del Pdl alla Camera non ha scritto un libro ben meditato sul tema, dal titolo “L’uso politico della giustizia”?) oppure Maurizio Lupi, o ancora Elio Vito, dentro il Pdl si dà per ovvio che le riforme continueranno con lo stesso passo di prima. Ovvero: discussione nelle commissioni riunite di Affari costituzionali e Giustizia per l’intero giugno e metà di luglio, poi discussione in Aula, e se le cose andranno bene alla maggioranza il voto dovrebbe arrivare prima della pausa festiva di agosto. Questo il timing che Alfano & Ghedini si erano imposti; questo quel che farà la prossima coppia al comando. Perché questo ritmo è quanto vuole fortissimamente Berlusconi in persona. «La riforma della giustizia - commenta infatti Enrico Costa, capogruppo Pdl in commissione alla Camera - sicuramente manterrà l’impulso politico che le era stata data». E se ciò comporterà una rottura aspra con i magistrati e con l’opposizione, poco male.

Racconta chi non ha mai molto amato Alfano che il vero dominus della situazione, in tema di giustizia, è e resta Niccolò Ghedini. E’ lui, il consigliere avvocato del premier, a decidere tattiche e strategie avendo ben presente la connessione tra aule di giustizia e aule parlamentari. E sarà quindi Ghedini a fare le scelte di fondo anche domani. «Senza la sua parola non si fa un passo sulla giustizia». Alfano ci aveva messo la sua faccia gentile. Anche la capacità di tenere aperto il dialogo nei momenti più difficili. Con il leader dei magistrati, quel Luca Palamara che alcuni dentro il Pdl ritengono una sorta di pericoloso sovversivo, Alfano due giorni fa scherzava di cuore nei giardini del Quirinale. «Dovremmo organizzare - rideva il ministro - una partita di calcio tra la Nazionale dei parlamentari e quella dei magistrati... Così facciamo come il film “In fuga per la vittoria”».

Intanto c’è già chi rimpiange l’impegno di Alfano a via Arenula. Il sindacato della polizia penitenziaria Sappe implora il ministro di mantenere il doppio incarico. Donato Capece, il segretario, in relazione alla situazione nelle carceri, si chiede: «A cosa sono serviti gli incontri e gli impegni di modifica strutturale dell’esecuzione penale e del ruolo della polizia penitenziaria se domani il ministero della Giustizia avrà un nuovo Guardasigilli?».

http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/405244/

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Di Loredana Morandi (del 02/06/2011 @ 16:14:04, in Politica, linkato 1469 volte)
E' la campagna per il voto referendario lanciata da Repubblica, io "passo parola". L.M.   ; - )

REFERENDUM

"Io vado a votare: passaparola"
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Un logo per dire no all'astensione e convincere gli italiani ad andare a votare per i referendum del 12 e 13 giugno. Noi lo mettiamo a vostra disposizione da stampare, incollare, diffondere e condividere attraverso siti, blog e social network come Facebook e Twitter. Ecco come fare.

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Di Loredana Morandi (del 23/05/2011 @ 17:35:47, in Politica, linkato 1303 volte)
Dedicato alle senatrici Galloni e Porretti,
affinché riflettano in merito ai propri interlocutori.


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Questa ricordiamoci che non si deve votare... L.M.

Santolini (Udc): "La pedofilia?
Un orientamento sessuale come l'omosessualità"

Stracquadanio (Pdl): "Anche le Olgettine sono state offese"


ROMA - E' iniziata la discussione alla Camera dei Deputati sulla legge sull'omofobia, fortemente voluta dal Pd e dall'Idv e in particolare dalla deputata Paola Concia.

E come sempre accade, quando si parla di diritti individuali, i contrari, che non hanno argomenti seri per giustificare il loro no, se ne escono con affermazioni gravissime, per fare confusione. Ne ha dato un esempio la deputata Luisa Santolini, dell'Udc, che osteggia fortemente questa legge perchè sgradita al Vaticano. La Santolini ha affermato che l'omosessualità non merita alcuna tutela particolare, in quanto è solo un orientamento sessuale. Secondo la deputata cattolica, si può essere eterosessuali, omosessuali o pedofili, è solo questione di orientamento.

Invece reagisce in maniera uguale e diversa Giorgio Stracquadanio, del Pdl, affermando che anche le ragazze che frequentavano Arcore nelle ore serali e notturne sono state offese, perchè sono state chiamate "puttane" sui giornali. il deputato ha usato parole molto pesanti, tanto che il Presidente Rosy Bindi l'ha più volte richiamato. Ad un certo punto ha anche detto: "Se io dico a qualcuno 'lesbica di merda' non è più grave che se dicessi 'brutto ciccione obeso e puzzolente'", scatenando gli applausi dei suoi colleghi di partito.

Quindi appare evidente che la maggioranza - che ha sempre ostacolato in tutti i modi la legge - non solo vuole evitare che la legge venga approvata, ma anche che se ne discuta nella maniera appropriata, inventando paragoni e parallelismi che non esistono.

di Antonio Rispoli . Julie News
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Il discorso del Presidente Giorgio Napolitano.

"Rendere onore alla magistratura premessa di ogni produttivo appello alla necessaria collaborazione per le riforme"

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/napolitano_magistrati_vittime_terrorismo.jpg


"La prova del lungo attacco terroristico con cui noi abbiamo dovuto fare i conti, specie negli anni della sua massima intensificazione, è stata quanto mai pesante e insidiosa per la coesione sociale e nazionale, e per le istituzioni democratiche nate sull'onda del movimento di Liberazione e ancorate ai principi della Costituzione repubblicana. E dunque il superamento di tale prova resta una pietra miliare nella storia dell'Italia unita : di qui la nostra inestimabile gratitudine a quanti hanno pagato con la loro vita, e il riconoscimento che meritano tutti quanti hanno condotto quella battaglia sapendo di doverla e poterla vincere". Lo ha affermato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel suo intervento celebrativo del Giorno della Memoria al Quirinale.

"L'appuntamento di questo 9 maggio - ha rilevato il Presidente Napolitano - ci offre l'occasione per sottolineare come è stata vinta la battaglia, come è stata superata la prova. Si è combattuto, sia chiaro, su molti fronti; si è vinto grazie alla fibra morale, al senso del dovere, all'impegno nel lavoro e nella vita civile che hanno caratterizzato servitori dello Stato e cittadini di ogni professione e condizione : proprio per quelle loro caratteristiche essi diventarono - nella aberrante ottica dei terroristi - bersagli da colpire, esempi da dare per fini disgregativi sia del tessuto della società sia della tenuta delle istituzioni".

Nel riferirsi alla dedica della Giornata ai servitori dello Stato e in particolare dei magistrati, il Capo dello Stato ha puntualizzato: "Non c'è distinzione che possa suonare irrispettosa nel nostro omaggio alla memoria degli uccisi e dei feriti dai terroristi : siamo egualmente vicini a tutti e alle famiglie di tutti, qualunque ne fosse la posizione sociale o ne fossero le idee, e qualunque fosse la matrice ideologica - di estrema sinistra, prevalentemente, o di estrema destra, come nel caso di Vittorio Occorsio - degli atti terroristici di cui rimasero vittime".


Il Presidente Napolitano ha quindi sottolineato che "se oggi poniamo l'accento sui servitori dello Stato, è per sottolineare come fu essenziale la loro lealtà alle istituzioni e come fu decisiva, contro il terrorismo, la battaglia sul fronte della giustizia penale. Quella battaglia fu vinta grazie al concorso e, nei casi estremi, al sacrificio di tutti i soggetti impegnati nelle attività investigative e nei percorsi processuali : magistrati - pubblici ministeri e giudici - uomini della Polizia di Stato, dell'Arma dei Carabinieri, come Ciriaco Di Roma, Antioco Deiana, Raffaele Cinotti - ricordati dinanzi a noi con tanta commozione e forza dai loro congiunti - ed egualmente avvocati fedeli al loro mandato e cittadini prescelti come giurati che non si lasciarono intimidire. Sul fronte della giustizia la battaglia fu vinta - ecco il come più importante - in nome e nel rispetto della Costituzione e dello Stato di diritto, retaggio prezioso e irrinunciabile della lotta antifascista e della Resistenza".

Il Presidente Napolitano si è chiesto :"C'è forse bisogno di ritornare sulla gravità del pericolo estremo rappresentato dall'offensiva brigatista, giunta fino alla sfida inaudita della cattura, della strage della scorta e dell'uccisione di uno dei maggiori uomini di Stato e leader politici italiani? E colgo l'occasione per rivolgere "un riverente pensiero - stringendomi con affetto ai suoi famigliari - alla grande figura di Aldo Moro, brutalmente soppresso il 9 maggio di 33 anni orsono, sul cui dramma umano e sui cui tormentati pensieri nel buio della prigione viene ora gettata nuova luce grazie a ulteriori ricerche e approfondimenti. O c'è forse bisogno di richiamare - l'ha fatto comunque, e impeccabilmente, qui il Presidente Lupo - il modo in cui i dieci magistrati che oggi ricordiamo e onoriamo, nome per nome, 'esercitarono giurisdizione: con la consapevolezza e la serenità di chi ha di fronte non nemici o avversari da sconfiggere, ma cittadini imputati da giudicare'? Di qui la grande lezione, che ci fa parlare di una prova aspra e cruda superata dall'Italia unita, uscitane perciò rafforzata nella sua coscienza nazionale, nelle sue istituzioni repubblicane, e quindi nelle sue risorse morali, indispensabili per far fronte con successo alle nuove prove che ci attendono. La lezione è chiara e ha segnato un passaggio decisivo nella nostra storia nazionale : abbiamo dimostrato di essere una democrazia capace di difendersi senza perdersi, capace di reagire ad attacchi e minacce gravi senza snaturarsi".

Il Capo dello Stato ha ringraziato il CSM e il suo Vice Presidente per l'opera composta in segno di omaggio alla memoria di Vittorio Bachelet e di tutti i magistrati uccisi dal terrorismo e dalle mafie: "Si sfoglino quelle pagine, ci si soffermi su quei nomi, quei volti, quelle storie, per poter parlare responsabilmente della magistratura e alla magistratura, nella consapevolezza dell'onore che ad essa deve esser reso come premessa di ogni produttivo appello alla collaborazione necessaria per le riforme necessarie. E sia in noi tutti chiara e serena la certezza che le pagine di quest'opera, i profili e i fatti che presenta, le parole che raccoglie sono come pietre, restano più forti di qualsiasi dissennato manifesto venga affisso sui muri della Milano di Emilio Alessandrini e Guido Galli, e di qualsiasi polemica politica indiscriminata".

http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Notizia&key=16789
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Di Loredana Morandi (del 09/05/2011 @ 16:44:48, in Politica, linkato 1652 volte)
Napolitano: basta polemiche 
indiscriminate contro i magistrati


Battere il terrorismo fu una «pietra miliare» nella storia dell'Italia unita, «di qui la nostra inestimabile gratitudine ha quanti hanno pagato con la loro vita, e il riconoscimento che meritano tutti quanti hanno condotto quella battaglia». Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ricordando al Quirinale le vittime del terrorismo. «Non dimenticheremo, opereremo - ha detto - perchè l'Italia non dimentichi, ma tragga insegnamenti e forza da quelle tragedie». Intando Berlusconi al processo Mills è tornato ad attaccare le toghe, chiedendo la costituzione di una commissione d'inchiesta sui pm milanesi, giudicati da lui «cancro della democrazia».

Ricordati i magistrati uccisi dal terrorismo e dalle mafie
Giorgio Napolitano si è commosso ricordando dieci magistrati uccisi dal terrorismo. Napolitano ha sottolineato che occorre «parlare responsabilmente della magistratura e alla magistratura, nella consapevolezza dell'onore che a essa deve esser reso come premessa di ogni produttivo appello alla collaborazione necessaria per le riforme necessarie». Ricordando il modo in cui i magistrati uccisi dal terrorismo e dalle mafie «esercitarono giurisdizione con la consapevolezza e la serenità di chi ha di fronte non nemici o avversari da sconfiggere, ma cittadini imputati da giudicare», ha detto Napolitano, si ricava «la grande lezione che ci fa parlare della prova aspra e cruda superata dall'Italia unita uscitane rafforzata nella sua coscienza nazionale e nelle sue istituzioni repubblicane».

Dissennati i manifesti affissi a Milano su pm e Br
Il Capo dello Stato ha condannato, poi, le «polemiche politiche indiscriminate» contro la magistratura, puntando l'indice contro i «dissennati manifesti» affissi a Milano su pm e Br. «Abbiamo dimostrato - ha detto Napolitano - di essere una democrazia capace di difendersi senza perdersi, capace di reagire ad attacchi e minacce gravi senza snaturasi».

Incomprensibile lo stop all'estradizione di Battisti
Il Capo dello Stato ha sottolineato che nelle ricostruzioni della vicenda del terrorismo degli anni 70-80 in Italia «ci sono residui pregiudizi, residue mistificazioni che pesano sul rapporto tra Italia e Brasile nella vicenda dell'estradizione rimasta incomprensibilmente sospesa, del terrorista Cesare Battisti», contestando il riemergere di «teorizzazioni giustificazioniste» del brigatismo che parlano di «stato autoritario».

Palamara (Anm): inequivoche le parole del Capo dello Stato
«Le parole del presidente della Repubblica sono inequivoche. A nome dell'intera magistratura dico grazie a Napolitano», ha detto il presidente dell'Anm, Luca Palamara, commentando il discorso del capo dello Stato in occasione della celebrazione del Giorno della Memoria dedicato alle vittime del terrorismo. Per Palamara le parole di Napolitano rappresentano «un momento di conforto per andare avanti». Ma
anche, aggiunge il presidente dell'Anm, «il rispetto che la magistratura ha sempre avuto nei confronti di tutte le altre istituzioni e che, purtroppo, nell'ultimo periodo, nei confronti della magistratura, alcuni rappresentanti del governo e delle forze politiche hanno perso».

Il Sole 24 ore

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La cerimonia si svolge nel Salone dei Corazzieri e viene condotta da Eugenio Occorsio, figlio del magistratoucciso nel 1976. A portare la propria testimonianza anche alcuni familiari di vittime appartenenti alla Polizia di Stato, ... Vittorio,

Napolitano, no alla violenza e alla rottura della legalità

RaiNews24 - ‎7 ore fa‎
Oggi al Quirinale si celebra il Giorno della Memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi, una ricorrenza che il capo dello Stato ha voluto dedicare gia' da ieri ai magistrati e ad altri rappresentanti delle istituzioni uccisi. ...
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Di Loredana Morandi (del 07/05/2011 @ 16:36:55, in Politica, linkato 1916 volte)
http://www.giustiziaquotidiana.it/public/radicali-italiani-fuori-dal-pd.jpg

Fuori i Radicali dal PD!



La deputata radicale Rita Bernardini ha partecipato ieri ad una conferenza a Roma. Dalla sua relazione, data in un contesto a me perfettamente noto e noto all'intero mondo italiano che combatte contro la pedofilia, si disvela il quadro clinico:

Una bordata di inaudita violenza contro la Magistratura, associata e non, dal pulpito di un convegno che ha cambiato il nome della Associazione patrocinante 3, e ribadisco TRE, volte consecutive: Adiantum, Ami e Anfi. Quest'ultima è l'associazione nata con statuto "copia incolla" presso la sede di un avvocato romano presso la quale è ubicato il domicilio legale della rete delle associazioni di Adiantum, ovvero il conclave pedatum che ha difeso a spada tratta gli autori dei più efferati crimini di pedofilia in Italia.

La signora Rita Bernardini, nelle sue dichiarazioni e dal "ben pagato" posto di membro della Commissione Giustizia alla Camera, non appare neppure grata della sua rielezione ottenuta con i voti degli elettori del Partito Democratico.

Rinnoviamo il Partito Democratico: buttiamo fuori i Radicali, una generazione di politici di professione formati presso l'Osservatorio Parlamentare di Urso e tra le file della Destra "protagonista".

Chi desiderasse sincerarsi di quanto affermo, ascolti di persona a questo link  (a minuti: 05:41:42).

Personalmente disgustata mi e vi domando: Perché Radio Radicale ha l'esclusiva della registrazione di tutte le riunioni del Consiglio Superiore della Magistratura, dei Processi principali e di tanto altro che è prodotto dalla Magistratura in sede istituzionale o associativa?

In Italia ci sono schiere di bravi e onesti giovani, tra tecnici e giornalisti, che potrebbero assolvere egregiamente lo stesso lavoro, senza sottoporre la Magistratura a questo insulto intellettuale e senza l'emblema di un Partito.

Infatti: NON può essere vero giornalismo l'atto di sdoganare movimenti e associazioni realmente inesistenti,  oppure fondate da pregiudicati anche in carcere e/o composti da non più di 3 (e ribadisco tre) persone. E che partito è quello che si fa garante di pseudo associazioni, mai costituite (neppure la spesa di 200 euro e una camminata agli uffici dell'Erario), ma nate da un gruppo facebook che pubblica pornografia sui minori?

Quanti voti porteranno questi radicali dell'ultradestra snob e ignorante al PD?

Facile da prevedersi: "nessuno".

In merito alla pedopornografia virtuale, che come noto riproduce tematiche del sesso tra minori e adulti, rinvenuta sul gruppo facebook del sedicente "movimento femminile per la parità genitoriale", ritengo che sia arrivato il momento di pubblicare l'analisi fatta dagli "esperti pedofili" dietro mia opportuna sollecitazione. Perché io so, ma sbaglio ad arte per provocare la reazione. Reazione che, puntualmente, arriva.

Nell'immagine: una conversazione originale tra un ideologo gretto della pedofilia, un ex amministratore di forum del file sharing illegale e il Ceo di una società di Hosting provider.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2011-05-07_170953_clone_frassi_genere_lolicon.jpg

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