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 .. da sinistra: Miuu, Shinji e Akiko ..... di Lunadicarta
 
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La spada della giustizia non ha fodero.

Joseph de Maistre
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 19/11/2009 @ 21:06:35, in Redazionale, linkato 4697 volte)



Lauretana della Santa Casa

In queste ore ho ben altro a cui pensare e molte faccende mi affaccendano, ad ogni modo questa sera ritaglio un piccolo spazio di questo blog, che narra delle vertenze della Giustizia, per fare giustizia contro una calunnia gretta e meschina tanto quanto le persone che la scrivono.

Da oltre 15 mesi, la De Natale, Sorbi, la crew di post produzione illegale audio video, il circuito del porno e altri che si sono aggiunti da poco, scelti in quella rara umanità che produce le persone più spregevoli che si possa desiderare di incontrare, propugnano l'infame menzogna: "Loredana Morandi e la sua famiglia vivono in una baraccopoli."

Niente di più falso, ma la punizione di questa sera è tale da far divenire il peccato di superbia quello che è, ovvero "l'emblema dell'ignoranza" e non solo perché la mia dimora sia altro da un comune appartamento in un qualunque quartiere romano.

Ma perché io sono "della casa" e provengo, fin dal giorno in cui ho avuto un nome, dalla "Santa Casa" di "Loreto".



La leggenda popolare narra che la "casa" che fu di Maria apparve miracolosamente presso la cittadina di Loreto, trasportata in volo dagli angeli dalla lontana Nazareth nella notte tra il 9 e il 10 dicembre del 1294. La Santa Casa altro non è se non il luogo fisico e storico, che ospitò l'evento della Annunciazione, quando cioè l'Arcangelo Gabriele disvelò alla giovanissima vergine il Mistero della Maternità divina.

Studi archeologici confermano la manifattura "palestinese" delle poverissime mura della casa di Nazareth, le pietre sono infatti lavorate con la tecnica dei Nabatei, un popolo di artigiani confinante con quello degli ebrei della casata di Maria. Fonti storiografiche invece confermano che il luogo santo, composto di sole tre pareti, fu portato in Italia dai crociati a bordo delle navi di ritorno dalla Terra Santa.



L'icona che anima il Santuario Mariano della "Santa Casa" è una Madonna nera, l'effige di una Maria più simile a quelle donne che con i loro figli compiono in questi tempi il terribile viaggio della speranza verso un mondo nuovo, per sfuggire per sempre alla fame, alle guerre ed alla povertà dei propri paesi. Un volto di incredibile attualità per la società civile laica e/o religiosa italiana. Un volto da non dimenticare MAI negli "altri".



Così, cari lettori, se pur mi offende d'esser trattata da così tanto tempo con gli epiteti di cui sopra, Io, che sono una persona che non rinnega la propria cultura e tradizione per la moda o per il così fan tutti, sono salda nella certezza dell'errore altrui.

E prima o poi sappiate che quelle bocche lorde di marciume saranno con Giustizia ripulite.

Già, perché quel che di più sporco si vede è che il circuito del porno si è fatto assoldare dagli ATU, interessati a coprire i miei sette mesi sette di lavoro non retribuito, non solo, neppure risarcito delle spese e con tanto di danneggiamenti economici.

Non mi domandate se io voterò ancora per nuovi ricchi e novelli sfruttatori. Non lo faccio mai.

Loredana Morandi
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Di Loredana Morandi (del 25/09/2009 @ 04:44:41, in Redazionale, linkato 2811 volte)


AVVISO AI LETTORI


Giustizia Quotidiana sarà assente dal web per alcune ore nei prossimi giorni,
perché è in corso il cambio del provider.


Si avvisano i lettori, che ciò accade a seguito di una azione dolosa volontaria determinata dall'interesse degli ATU siciliani ad appropriarsi abusivamente dei contenuti intellettuali di questo sito. Ovvero ciò accade a seguito di un riuscito danneggiamento a carattere economico e patrimoniale.

Tale danneggiamento si conclama per l'azione, certamente dolosa del "farsi giustizia da se" scavalcando le Leggi Italiane di un avvocato di Caltanissetta che, intendendo inoltre spaventarmi con minacce gravi, mi recapita la sua missiva attraverso il "blog", che diffuse una minaccia di morte a me rivolta nell'ottobre 2008 e pubblicata da ANSA sulla testata online della Federazione Nazionale Stampa Italiana.

L'evidenza dei rapporti tra gli ATU siciliani e Maxi Fasso, l'uomo che da più di 2 anni clona e si sostituisce alla persona del prof Massimiliano Frassi, presidente della Associazione Prometeo Onlus a Tutela dei Bambini e Contro la Pedofilia, NON lascia adito a dubbi:

SONO IN CORSO rapporti sostanziali tra la Società Snc del Porno di Cagliari, già vista tra gli utilizzatori di Unina, il server malversato di proprietà dello Stato presso Università di Napoli (si veda la denuncia su Epolis Il Napoli del 10 settembre 2008), rapporti che documentabili per la Morandi a far data 1 luglio 2009.

Esplicito pertanto il Divieto di utilizzo dei contenuti intellettuali di questo sito web, ivi comprese le rassegne stampa tratte dai Comunicati alle Redazioni, nei confronti dei signori: Giuseppe Di Spirito, Lidia Undiemi per Università di Palermo, Luigi Amico, Giorgio Ciaccio e quanti altri ad essi collegati. Inoltre sarà denunciato lo studio legale Tipo di Caltanissetta per gli abusi ravvisabili e per il danneggiamento volontario.

La Legge non ammette l'ignoranza dell'Avvocato.

Loredana Morandi e il suo sito Giustizia Quotidiana sono al fianco della Magistratura e dei lavoratori del comparto Giustizia da ben 7 anni.

Se pur le minacce tutte gravi di questo accordo tra le mafie delle due isole Sardegna e Sicilia, ci spaventa:

Giustizia Quotidiana NON si arrende
alla criminalità

Sarò presente alla manifestazione delle Agende Rosse, al fianco di Salvatore Borsellino ed in contemporanea alla manifestazione del Movimento Civile contro la Pedofilia domani in Roma dalle 17 con la telecamera.

I contenuti di Giustizia Quotidiana nelle ore di assenza del sito per i lavori possono essere seguiti:

su Facebook

su Wordpress.com
(dove sono inattaccabile a seguito di danneggiamenti e per l'aver dovuto cancellare ben 20 cloni del mio nome, dei nomi dei domini e dei nomi delle Associazioni, e dove mi è sufficiente citare gli attuali rapporti tra Atu siciliani e Maxi Fasso per ottenere la dovuta ragione)

su Blogger (vedi sopra)

Posso personalmente essere contattata anche tramite i recapiti della Associazione che presiedo:
Associazione Culturale e di Promozione Sociale ARGON - Bloggersperlapace, ovvero:

Artists Against War Italia

www.bloggersperlapace.org - www.artistsagainstwar.info


A presto!

Loredana Morandi

Disclaimer: Tutti gli Avvocati che violano le Leggi possono essere denunciati. Io lo faccio.
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Di Loredana Morandi (del 02/09/2009 @ 04:56:27, in Redazionale, linkato 1415 volte)

Omofobia, diritti del cittadino
e Omocommercio

Questa stagione è stata una troppo lunga estate caldissima, durante la quale la cittadinanza ha visto una totale e completa disgregazione dei valori: dei diritti costituzionali, del diritto d'asilo ai rifugiati, del diritto dei minori, del diritto alla privacy (anche Berlusconi ne ha una) e contestualmente l'affermarsi rampante di un Puttanesimo militante e iper commerciale in cui Tutto si fa per soldi.

Così, nelle fasce naturalmente portate all'ira e alla violenza, il popolo degli stadi ad esempio, sono scattati quei meccanismi tipici della violenza mediatica indotta e coloro che ne stanno facendo le spese sono i membri della comunità omosessuale della Capitale.

Gli episodi sono noti e vanno dalla aggressione di Svastichella alla coppietta, alle bombe incendiarie contro il Muccassassina e quelle di ieri sera a via Ostilia, a 100 metri dal Colosseo.

Solidarietà alla popolazione gay certo, ma con la riserva di chi è cittadino romano e soffre da anni nel sapere le strade centrali della propria città iscritte alle guide del sesso hard gay di tutto il mondo.

Un errore di Veltroni, sì un altro, anche dopo il museo della bestemmia contro la Mecca, l'atto di permettere degli assembramenti cittadini e lo sfruttamento commerciale di aree di grandissimo interesse turistico e archeologico al solo movimento omosessuale.

Un errore fondato su una vergogna pubblica e consolidata in decenni di nefandezze quello di Veltroni perché, durante tutti gli anni del suo pontificato e anche durante il pontificato di Rutelli alla sede Capitolina, la Rupe Tarpea, cioè i giardini del Campidoglio, è stata la annosa meta notturna di tutti gli omosessuali uomini alla ricerca di sesso facile con il primo che capita e con tanto di ingresso di fronte al Comando dei Vigili Urbani.

Ribadisco il ruolo solo maschile di questo genere di gestione sessista del luogo pubblico, perché le lesbiche, ovvero le donne che scelgono di amare una persona del proprio sesso, non solo non frequentano il luogo dei cespugli e della fellatio fugace, ma sono letteralmente scomparse dalla scena politica dei diritti omosessuali con l'auto affermazione delle drag queen, quelle maschie rappresentanti di una femminilità prostituta e maschilista, che sono i transessuali.

Che si vergogni pure Grillini, già deputato e presidente del circolo Mieli, perché il suo movimento omosessuale ha perduto ogni requisito politico e sociale in cambio di un posto al Bagaglino, offrendo per il gay pride romano lo spettacolo di un imprenditoriale e commerciale management tutt'altro che politico, che invita i suoi ospiti in alberghi a 5 stelle ed è attrezzato fino all'affitto dei "camion" per l'evento.

Così l'antico circolo Mieli è più simile ad una impresa commerciale, che ad un movimento politico.

Inoltre, il movimento di Grillini, di cui la popolazione romana narra di gusti sessuali identici a quelli di Pasolini e ancor più giovanili, NON ha mai preso una posizione netta e chiara CONTRO il fenomeno della pedofilia, sia eterosessuale che omosessuale.

A Vladimiro formulo i miei più sentiti auguri, perché la sua classe e l'intelligenza non suppliscono al suo status reale, così per me sarà donna solo quando avrà abbandonato lo scettro osceno del potere maschile che lo rende uomo tra gli uomini, uguale tra gli uguali.

Ha ragione il Pastore Tedesco: la classificazione merceologica del sesso è un errore contro il diritto stesso dell'umanità, un tritacarne ove si cestinano i sentimenti come l'amore, il rispetto e molto altro di quanto rende alto il valore del singolo essere umano.

Analizzate i vostri errori pubblici e sociali e già che ci siete, per cortesia, fino a questione morale risolta non spacciatevi più per un movimento di sinistra. Ve lo dice una antica comunista, che pur irriducibilmente eterosessuale ha iniziato a far politica con un collettivo lesbo appena liceale.

Loredana Morandi
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Di Loredana Morandi (del 31/08/2009 @ 13:56:47, in Redazionale, linkato 2103 volte)


Caro Marco,



senza di Me,

alcuni dei tuoi libri sarebbero stati meno interessanti.

Telefonami, così ti spiego ...


Loredana

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Di Loredana Morandi (del 28/08/2009 @ 17:55:49, in Redazionale, linkato 2144 volte)
ByoBlu di Claudio Messora e il sequestro


Un sequestro non cruento quello che subisce l'autore di ByoBlu, quasi amichevole nei rapporti con la Polizia Postale milanese, come da lui stesso narrato in questo post.

Claudio è un blogger coraggioso, uno dei pochi che ha saputo ascoltare il famoso e perseguitato esperto dei gas Randon in quel del terremoto aquilano, ed ha prestato la propria voce per divulgarne le teorie e le "previsioni" scientifiche, contribuendo così affinché fossero salve quante più persone possibili.

Lui è un cronista vecchia maniera, un giornalista da strada, come ancora se ne trovano soltanto tra i bloggers, quando sono persone serie. Autore di un giornalismo sì tecnologico, ma che ancora lascia uno spazio alla voce delle persone comuni. Un giornalismo sano che si assume la responsabilità sociale e morale di perorare le cause piccole e disumane che vessano, quotidianamente, l'uomo medio, alle prese con i rampantismi e le ipocrisie anche economiche della società e del pubblico. Un giornalismo apparentemente "perduto" dall'Italia tra le pieghe del Capitale nelle pagine quotidiane o tra le onde radiotelevisive delle grandi catene editoriali.

Scherzando Claudio lancia il concorso a premi: "Chi sarà il richiedente del sequestro?" Al vincitore andrà una copia del prossimo libro del Messora, non appena avrà il tempo di scriverlo tra un documentario video e un altro. Io rilancio, augurandogli ogni bene, con un timido: "Papi !?".

Più seriamente sono convinta che Claudio Messora non ha nulla da temere, la Procura e il Tribunale di Milano sono il tempio virtuoso delle arti del Diritto tecnologico e della Giustizia. Nulla di male può accadergli!


Nonostante ciò, affinché non sia per lui penoso il momento di oltrepassare a piedi il triplice corridoio marmoreo dell'architettonico "fascio littorio" milanese, gli auguro con stima un calorosissimo in bocca al lupo.

A proposito: perché non pensare al metodo grillico delle valigie?

Loredana Morandi

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Di Loredana Morandi (del 27/08/2009 @ 09:39:40, in Redazionale, linkato 1167 volte)

Ho il piacere di annunciare che, da settembre ..

Giustizia Quotidiana sarà anche video!





Un generoso benefattore, che desidera mantenere l'anonimato, mi ha regalato una telecamera digitale che metterò al servizio della Giustizia e dei lavoratori del comparto!


Sono felicissima !

Rammento a tutti i lettori, che è attivo il forum di Giustizia Quotidiana al link:

www.giustiziaquotidiana.net

Iscrivetevi numerosi!

Loredana Morandi
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Di Loredana Morandi (del 06/08/2009 @ 01:26:19, in Redazionale, linkato 5643 volte)



Hiroshima e Nagasaki
6 e 9 agosto 1945 - 2009



Erano le 8:15, sessantaquattro anni fa, quando l'aereo statunitense Enola Gay sganciò il primo dei due ordigni nucleari sulla città giapponese di Hiroshima. La storia ne celebra ancora oggi l'assurdo: Enola Gay, madre del primo pilota che ignaro di tutto volle così ribattezzare il suo aereo, trasportava Little Boy, l'ordigno di morte, il "piccolo ragazzo". Una madre di famiglia e un bambino provocarono migliaia di morti nel paese del Sol levante.

Tre giorni dopo gli americani, ancora assetati di sangue, avrebbero sganciato su Nagasaki l'ordigno denominato "Fat Man", uomo grasso, perché il suo potenziale di morte era ancora più grande di quello dell'ordigno sganciato su Hiroshima.



Little Boy - Hiroshima 6 agosto 1945 ore 8:15


Nagasaki, la gemella nascosta, nascosta dalle celebrazioni pubbliche annuali in HIroshima, nascosta perché la scelta degli americani filo sionisti cadde sulla città giapponese dalla più radicata tradizione cattolica, consolidatasi nel diciannovesimo secolo durante l'era Meiji (dal nome del 122esimo imperatore del Giappone, che regnò da ottobre 1868 al luglio 1912).

Le due bombe di Hiroshima e Nagasaki uccidono ancor oggi, per aver contaminato irrimediabilmente il suolo delle due cittadine, ed ogni anno è alto il calmiere delle vite umane spezzate dal cancro e dalle leucemie. Anche gli americani uccidono sempre: li abbiamo visti negli ultimi 60 anni uccidere ancora e ancora in Vietnam, in Kosovo, in Afghanistan, in Iraq e, in nome dei pochi morti della Shoa, pochi in confronto alle vittime mietute da loro stessi, consentire ad Israele solo pochi anni fa l'invasione del Libano ed oggi, l'attacco unilaterale di Gaza ridotta nelle stesse condizioni di Hiroshima e Nagasaki da 22 giorni di bombardamenti intensivi (la cifra di 22 giorni è fittizia, perché gli israeliani hanno bombardato sempre da gennaio ad oggi, contestualmente rubando la terra dei palestinesi in West Bank).

No al nucleare, certo. NO alla proliferazione degli armamenti nucleari, assolutamente. Ma il NO vero deve essere dato al modo in cui il mondo è stato governato fino ad oggi.



Fat Man - Nagasaki 9 agosto 1945 ore 11:02

Quindi NO Nato, NO basi militari in Italia, NO collaborazioni bilaterali militari Italia - Usa e/o Italia - Israele. Basta celebrazioni della Shoah, perché dalla Shoah ad oggi sono morte milioni e milioni di persone in tutto il pianeta e non rimpiangeremo quelle vite abbastanza da dare loro il giusto riposo.

Il nuovo modello delle guerre, cari lettori, non ci spaventa abbastanza. Solo per questo abbiamo visto strumenti di morte come gli ordigni al Fosforo bianco, messi al bando nel 1948 dalle convenzioni internazionali, usati liberamente dagli americani e dagli israeliani in Afghanistan, Iraq (Falluja) ed oggi contro la popolazione inerme di Gaza, terra di Palestina.

Il terrorismo appare così una scusa per giustificare la predazione delle risorse, visti i falsi sulla propaganda contro l'Iraq, soprattutto quando la propaganda si fonda sull'ignoranza.

Ultima nota appropriata: la città di Roma si appresta ad accogliere il nuovo Museo della Shoa, autorizzato dalla giunta comunale Walter Veltroni il 2 agosto del 2005. Il museo è un orribile ecomostro: un cubo nero inquietante posto in un quartiere storico e centrale: il nomentano. Quello che non tutti sanno è che il Museo è una oscena bestemmia contro il solo monumento sacro dell'Islam: la Mecca.

Loredana Morandi
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Di Loredana Morandi (del 01/08/2009 @ 17:05:29, in Redazionale, linkato 3620 volte)
2 Agosto 1980 - Stazione di Bologna




La strage

Il 2 agosto 1980, alle ore 10,25, una bomba esplose nella sala d'aspetto di seconda classe della stazione di Bologna.
Lo scoppio fu violentissimo, provocò il crollo soccorsidelle strutture sovrastanti le sale d'aspetto di prima e seconda classe dove si trovavano gli uffici dell'azienda di ristorazione Cigar e di circa 30 metri di pensilina. L'esplosione investì anche il treno Ancona-Chiasso in sosta al primo binario.
Il soffio arroventato prodotto da una miscela di tritolo e T4 tranciò i destini di persone provenienti da 50 città diverse italiane e straniere.

Il bilancio finale fu di 85 morti e 200 feriti. (testimonianze di Biacchesi e da "Il giorno")
La violenza colpì alla cieca cancellando a casaccio vite, sogni, speranze.

Maria Fresu si trovava nella sala della bomba con la figlia Angela di tre anni. Stavano partendo con due amiche per una breve vacanza sul lago di Garda. Il corpicino della piccola, la più giovane delle vittime, venne ritrovato subito. Solo il 29 dicembre furono riconosciuti i resti della madre.

Marina Trolese, 16 anni, venne ricoverata all'ospedale Maggiore, il corpo devastato dalle ustioni. Con la sorella Chiara, 15 anni, era in partenza per l'Inghilterra. Le avevano accompagnate il fratello Andrea, e la madre Anna Maria Salvagnini. Il corpo di quest'ultima venne ritrovato dopo ore di scavo tra le macerie. Andrea e Chiara portano ancora sul corpo e nell'anima i segni dello scoppio. Marina morì dieci giorni dopo l'esplosione tra atroci sofferenze.

Torquato Secci, impiegato alla Snia di Terni, venne allertato dalla telefonata di un amico del figlio Sergio, Ferruccio, che si trovava a Verona. Sergio lo aveva informato che a causa del ritardo del treno sul quale viaggiava, proveniente dalla Toscana, aveva perso una coincidenza a Bologna e aveva dovuto aspettare il treno successivo.
Poi non ne aveva più saputo nulla.
Solo il giorno successivo, telefonando all'Ufficio assistenza del Comune di Bologna, Secci scoprì che suo figlio era ricoverato al reparto Rianimazione dell'ospedale Maggiore.
"Mi venne incontro un giovane medico, che con molta calma cercò di prepararmi alla visione che da lì a poco mi avrebbe fatto inorridire", ha scritto Secci, "la visione era talmente brutale e agghiacciante che mi lasciò senza fiato. Solo dopo un po' mi ripresi e riuscii a dire solo poche e incoraggianti parole accolte da Sergio con l'evidente, espressa consapevolezza di chi, purtroppo teme di non poter subire le conseguenze di tutte le menomazioni e lacerazioni che tanto erano evidenti sul suo corpo".
Nel 1981 Torquato Secci diventò presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage.

La città si trasformò in una gigantesca macchina di soccorso e assistenza per le vittime, i sopravvissuti e i loro parenti.
soccorsiI vigili del fuoco dirottarono sulla stazione un autobus, il numero 37, che si trasformò in un carro funebre.
E' lì che vennero deposti e coperti da lenzuola bianche i primi corpi estratti dalle macerie.

Alle 17,30, il presidente della Repubblica Sandro Pertini arrivò in elicottero all'aeroporto di Borgo Panigale e si precipitò all'ospedale Maggiore dove era stata allestita una delle tre camere mortuarie.
Per poche ore era circolata l'ipotesi che la strage fosse stata provocata dall'esplosione di una caldaia ma, quando il presidente arrivò a Bologna, era già stato trovato il cratere provocato da una bomba.
Incontrando i giornalisti Pertini non nasconse lo sgomento: "Signori, non ho parole" disse,"siamo di fronte all'impresa più criminale che sia avvenuta in Italia".

Ancora prima dei funerali, fissati per il 6 agosto, si svolsero manifestazioni in Piazza Maggiore a testimonianza delle immediate reazioni della città.
Il giorno fissato per la cerimonia funebre nella basilica di San Petronio, si mescolano in piazza rabbia e dolore.
Solo 7 vittime ebbero il funerale di stato.
Il 17 agosto "l'Espresso" uscì con un numero speciale sulla strage.
In copertina un quadro a cui Guttuso ha dato lo stesso titolo che Francisco Goya aveva scelto per uno dei suoi 16 Capricci: "Il sonno della ragione genera mostri".
Guttuso ha solo aggiunto una data: 2 agosto 1980.

Cominciò una delle indagini più difficili della storia giudiziaria italiana.



Le Rivendicazioni

* Una decina di minuti dopo l'esplosione, al centralino dell'Hotel Hilton di Milano arrivò una telefonata in cui i Nap (Nuclei armati proletari) dichiaravano: "abbiamo colpito Bologna, colpiremo Milano."

* Venti minuti dopo all'agenzia Publikompas di Milano nuovamente i Nar dichiaravano:"La prossima stazione centrale sarà quella di Milano."

* Alle 17,00 giunse una nuova telefonata di rivendicazione alla agenzia torinese dell'agenzia Italia e nuovamente i Nar si assumevano la paternità della strage.

* Durante la giornata vi fu anche l’ipotesi di un possibile coinvolgimento delle Brigate rosse, che venne smentito con una telefonata in diretta a Radio Popolare di Milano quando a nome della colona “Walter Alasia” venne dichiarato: “Noi non facciamo simili bastardate.”

Bisogna sottolineare come il riferimento, fatto dai Nar durante la prima rivendicazione, a Mario Tuti esponente di spicco del Fronte nazionale rivoluzionario sia particolarmente importate. In quei primi giorni dell’agosto 1980 era infatti stata depositata l’ordinanza di rinvio a giudizio per la strage del treno Italicus, avvenuta il 4 agosto 1974.

Il giudice Angelo Vella, titolare di quell’inchiesta, in una intervista rilasciata al Resto del Carlino indicava in quegli stessi ambienti neofascisti la probabile matrice della strage del 2 agosto. La suggestione di un possibile collegamento fra le due stragi, senza volere con ciò individuare resposabilità, fu un elemento che venne subito rievocato da molti in quei momenti: la data della strage di Bologna poteva essere quasi un anniversario della strage dell’Italicus, il luogo: il treno e la stazione, la collocazione di bombe ad altissimo potenziale che colpirono in modo indiscriminato erano tutti elementi che parevano legare quelle due stragi da un qualche filo comune.

www.stragi.it


Una vittima (*)





Dedicato a Iwao Sekiguchi, il Mercurio del Giambologna dall'Anime Gankutsuou del maestro Mahiro Maeda


IWAO SEKIGUCHI (20 anni)

Iwao studiava letteratura giapponese alla Waseda di Tokio, una delle università migliori del Paese e alla quale pochi riescono ad accedere.
Da anni desiderava visitare l’Italia. Era particolarmente interessato alle nostre origini, all’arte, e alla nostra religione. Aveva ottenuto una borsa di studio dal Centro Culturale Italiano a Tokio, che gli avrebbe permesso di rimanere un mese a Firenze per studiare la nostra lingua. Partito il 22 luglio da Tokio, aveva raggiunto Roma il 23, dove era rimasto una settimana, ospite di un amico. Quindi era partito per Firenze e da lì per Bologna. Doveva essere un breve viaggio per fare poi ritorno a Firenze.
Iwao intendeva rimanere più di un mese in Italia. I soldi della borsa non gli sarebbero bastati, ma era riuscito a mettere insieme un gruzzoletto dando lezioni private per due anni. E poi aveva poche esigenze. Aveva assicurato ai suoi che se la sarebbe cavata comunque.
Nelle ultime pagine del suo diario, sul quale riportava con precisione cosa faceva, si legge: “2 agosto: sono alla stazione di Bologna. Telefono a Teresa ma non c’è. Decido quindi di andare a Venezia. Prendo il treno che parte alle 11:11. Ho preso un cestino da viaggio che ho pagato cinquemila lire. Dentro c’è carne, uova, patate, pane e vino. Mentre scrivo sto mangiando.”
La notizia della sua morte è giunta ai suoi genitori attraverso la televisione, e poi attraverso la conferma del Ministero degli esteri.
Cit. Franco Basile



(*) agli amanti di Anime e Manga, perché i libri non servono solo a coprirvi dove non batte il sole...

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Di Loredana Morandi (del 26/07/2009 @ 00:17:43, in Redazionale, linkato 1231 volte)
Gli Anziani Gemelli di Monselice

o dei "delitti dell'assistenzialismo selvaggio"


Flavio e Guglielmo hanno resistito 24 ore o poco più barricati nella loro casa, nel tentativo supremo di evitare a Guglielmo un trattamento sanitario obbligatorio.

Flavio e Guglielmo sono due anziani gemelli di 65 anni, sono stati sposati, hanno figli in Svizzera che la vita e le distanze gli hanno allontanato. Sono due ferventi Testimoni di Geova, attenti studiosi della "Parola di Dio" e, pur senza essere lì presenti, possiamo essere sicuri che siano stati visti, insieme sotto un sole cocente, a divulgare il periodico della chiesa protestante "La Torre di Guardia".

E' fin troppo facile oggi giorno dare del pazzo ad uno che vi interpella dicendo "Pentiti in Nome di Dio", considerato che accuse di pazzia furono rivolte anche al profeta Isaia, autore delle profezie più toccanti della venuta di Cristo (Is 9:5), e a tutti i suoi colleghi predicatori, circa 4000 anni fa in Terra Santa. Da qui il detto sul "profeta in patria".

In queste ore leggo aspre critiche ai carabinieri di Monselice, probabilmente per l'intervento del Gis dopo che Flavio è uscito, avvenuto per tema che Guglielmo desse fuoco alle rudimentali molotov fabbricate a casa per difendersi.

La domanda fondamentale invece è: "Perché questi due anziani hanno ritenuto necessario difendere se stessi e la propria vita privata?" Al telefono li abbiamo sentiti tutti, abbiamo sentito la dignità e il timore di persone normali barricate in casa propria, mentre erano accerchiate da carabinieri e giornalisti.

Sì, i due anziani gemelli sono le ennesime vittime dell'assistenzialismo selvaggio, dove le manie di grandezza e/o la corruzione del potere di "vita o di morte" nelle mani di un medico, inducono un collega e un malcapitato Sindaco a firmare un atto che devasta il concetto stesso di "dignità personale" come sancito dall'art. 2 della Costituzione della Repubblica.

E' giustificabile il Sindaco per la sola ignoranza, ovvero perché egli quale politico ignora tutto del caso, a meno che non ne sia egli stesso la causa e firmi per ottenere in tempi rapidi un terreno di proprietà privata per appalti e affini. Così però avremmo a che fare addirittura con un Sindaco Mafioso. E se ne son visti tanti in Italia.

Da sempre il TSO è l'arma impropria che si usa nelle dittature per far tacere gli ideologi dell'opposizione, anticamente usato per mettere a tacere i giornalisti contrari al regime, le donne che avrebbero denunciato le sevizie di questo o quel funzionario di Stato e più in generale per eliminare le persone scomode.

Allora a chi avrà pestato i piedi Guglielmo? Ad un parroco ignorante e bigotto, a causa della sua religione del libro? Ad un assessore, per aver visto e denunciato un affare losco? Del caso del politico corrotto narravo prima, ed io non credo al parroco ignorante perché neppure Ignazio di Loiola, patrono dell'armata dei Gesuiti, noto per l'uso di strumenti psicologici di sopravvivenza e per aver mandato al rogo centinaia di missionari "sorridenti" in Cina, avrebbe dimenticato la "carità cristiana" del "consiglio" a chi pone in essere gli insegnamenti di Matteo e divulga la Parola del Signore a due a due, nel mondo.

A mio avviso (in internet si dice IMHO, in my honest opinion) la persona da incriminare moralmente per questo scempio pubblico delle libertà civili in Italia è il medico. Un istrionico talent scout in cerca del pollo spennabile da usare per la propria notorietà, la cui vera malattia è la corruzione data dal potere.

E' opinione diffusa tra gli aderenti all'Ordine dei Medici, che gli psichiatri non siano veri medici e che aderiscano all'ordine quasi per nascondersi in un ansa del diritto pubblico. Infatti uno psichiatra è incapace di curare un raffreddore con l'aspirina, mentre il collega odontoiatra sa farlo pur occupandosi esclusivamente di denti e così ogni altra qualifica specialistica sanitaria.

E se è così, cioè se gli psichiatri NON sono medici, perché non separarli professionalmente da tutti gli altri, che esercitano veramente il mestiere del medico? E perché mai attribuire ad un NON medico il diritto di annullare le Libertà costituzionali del Cittadino?

La mia opinione sulle scienze psichiatriche è nota, Freud e Jung erano massoni ed ognuno a suo modo attuò un programma di sicuro successo personale, in tutto simile al programma della P2. Oggettivamente, per gli studi e l'esperienza, le teorie junghiane sono in sintesi la teoria massonica della "pietra grezza", ammantata dal simbolismo ermetico dei testi alchemici del diciassettesimo secolo. O più chiaramente tutta la teoria junghiana è una truffa massonica all'umanità.

Così, a seguito di questa truffa storica, centinaia dei non medici della psichiatria attuale, corrotti dalle case farmaceutiche per la sperimentazione umana, proseguono indisturbati con comportamenti attribuibili solo alle Esse esse naziste ed alle loro cliniche dell'orrore.

In tema di libertà civili è necessario provvedere anche a questo, che va oltre alla questione morale nei partiti, ma che è più vicino al mostro stupratore seriale nascosto sotto i riflettori a far da presidente di una sezione di partito, perché prossimamente un delinquente prezzolato in ruolo ambiguo di professione medica potrebbe auto assolverlo per incapacità di intendere e di volere. Lasciando così l'uomo libero di stuprare ancora e di commettere il suo primo omicidio rituale, ve ne è già traccia nel materiale sequestrato a casa sua, ai danni di una donna indifesa.

Ribadisco: è necessario assumere la responsabilità di aver vera cura delle libertà sancite dalla Costituzione:

1) con il controllo periodico delle reali condizioni psicologiche degli psichiatri perché, contrariamente alle battaglie mediatiche di certa gente, è sanissimo quel Pubblico Ministero uomo o donna che ha una crisi di pianto dopo essere stato minacciato dalla mafia, ma non lo è di sicuro (in tutti i sensi) lo psichiatra che potrebbe dichiararne lo stato di agitazione psicomotoria inficiandone la libera azione giurisdizionale;

2) con il controllo della correttezza degli psichiatri in tema economico e nei rapporti con la società civile collegata alle istituzioni sanitarie, qui il menù è noto e già si trova tra le competenze della Guardia di Finanza;

3) con la "repentina cancellazione" degli Psichiatri dagli albi dei consulenti tecnici dei Tribunali, là dove abbiano platealmente sbagliato o altrettanto abbiano platealmente mentito nei loro referti, affinché quello psichiatra che ha liberato un omicida seriale non scriva mai più liberatorie per mostri, stupratori o omicidi seriali ai danni della popolazione.

E già che ci siamo, sotto il profilo delle vergogne e delle salvaguardie delle Libertà civili, basta anche ai salotti di Vespa, perché negli anni sono divenuti la Vergogna, con la V maiuscola.

Loredana Morandi

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Di Loredana Morandi (del 17/07/2009 @ 22:35:31, in Redazionale, linkato 1839 volte)
Le biblioteche circolanti di Luigi Morandi



Oggi ho avuto il piacere di registrare un successo internazionale e moderno dell'opera letteraria e umanistica del mio illustre bisnonno, il professor Luigi Morandi.

Un suo libro, dal titolo accattivante di "Le biblioteche circolanti", è pubblicato da Google a cura dell'Università del Michigan, ove un illuminato professore americano ha ritenuto che il genio italiano del mio antenato fosse tale da esser celebrato anche via web.

Infatti, gli italiani non lo sanno ma gli americani sì, il professor Morandi fu il fondatore delle primissime biblioteche per il Popolo, dette "circolanti" per il "prestito" del libro all'utenza. La sua preoccupazione di alfabetizzare il Paese fu tale da indurlo a donare la sua intera biblioteca, che oggi costituisce uno dei fondi principali della Biblioteca Comunale di Bergamo.

Oggi il bisnonno Luigi sarebbe felice di vedere il successo strepitoso della sua opera umanistica con la pubblicazione di un suo libro nel web, lo strumento e principe supremo della circolazione dei saperi e dei media della informazione, nonché sulle pagine del colosso Google: il più grande bibliotecario della storia dell'umanità. Il vero trionfo odierno del bisnonno è la concretizzazione del concetto di "circolarità dei saperi", mentre ciò che deve aver visto il professore americano e che sfugge alla massa inerte universitaria italiana è la modernità del dare alla luce un così alto concetto nel lontano 1868.

Il bisnonno Morandi avrebbe dato il suo libro alla stampa ad un anno dalla campagna di Mentana, a.D. 1867, dove fu ferito combattendo spalla a spalla con Giuseppe Garibaldi, che grato di esser stato da lui difeso volle iniziarlo sul fil della spada alla Libera Muratoria. Di ciò io trovo riscontro negli archivi storici del Grande Oriente d'Italia, ove il nonno appare e "non appare" come il semplice signor Luigi Morandi, tabaccaio di Todi (Terni) iniziato al grado di Maestro Libero Muratore. Quella tabaccheria della sua privacy non inganna affatto i familiari neppur oggi, perché in realtà egli all'epoca del passaggio massonico di grado era già senatore, ed in casa con l'amatissima moglie e i figli Anna e Vittorio chiosava della sola cosa avuta gratis con il ruolo istituzionale ricoperto: "i sigari". (vedi la leggenda dei deputati massoni al parlamento monarchico).

Nella vita, stante i ruoli politici nel Parlamento Monarchico ove sedeva con la corrente liberale di Cavour, rimase profondamente legato al mondo dell'insegnamento e scrisse molti libri dedicati allo studio nelle scuole. Da ciò la dedicazione all'inizio del libro ad un suo studente, ma tra i suoi allievi se ebbe uno davvero eccezionale: il professor Morandi fu precettore per la lingua italiana del principino Vittorio Emanuele III di Savoia e chiamato a Corte dal Re in persona e chissà che non ci fosse lo zampino di Garibaldi.

L'immagine “http://www.giustiziaquotidiana.it/public/fotomontaggiocasa_L.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

Probabilmente fu scelto per la solidità del cuore e per i nobili natali. Infatti, il capace professore, volle nascondere sempre la discendenza dalla antica nobiltà francofona fuggita dal paese in quel della Rivoluzione, tanto da ingannare gli storiografi odierni da farsi attribuire addirittura gli "umili natali". Vero che i possedimenti fossero rimasti irreparabilmente in Francia e che i Morandi dovessero lavorare per vivere, nonno compreso. Vero che l'Umbria resta legata alla cultura agricola anche oggi e certo per scrivere libri in Spoleto a metà ottocento, all'età di soli 25 anni, doveva esserci ben altro a sostenere la nascente cultura del giovane Luigi.
Il principe Vittorio Emanuele, più versato nelle arti che nella politica, gli fece dono di una "marina" dipinta a mano da lui stesso, che potete vedere nella composizione di immagini da una foto e da uno scatto casalingo ove appare il senatore Morandi e la sottoscritta.

Il Morandi si occupò a 360 gradi di educazione e scuola ed ho ragione di credere, che un deputato così i sindacati lo vorrebbero anche ora, perché tra gli atti di sua competenza conservati presso l'Archivio storico del Senato ci sono le proposte di legge per gli aumenti di stipendio ai "professori", riqualificazione professionale che avveniva allora per regio decreto.

Una chicca sui discendenti del senatore Morandi, fondatore delle Biblioteche circolanti e personale seminatore dei primi germogli del sapere per tutti: il figlio Vittorio fu giornalista impegnato come Ufficio stampa istituzionale; io sono una opinionista del web ed alle volte presto la mia voce come ufficio stampa alle cause dei diritti sociali ed umani, mio papà che invece ha scelto una diversa professione è identico all'uomo dipinto nel quadro.

Insomma i Morandi sono alla quarta generazione di fumatori: il bisnonno con i sigari, io e nonno le sigarette e il babbo la pipa. Di Liberi viaggiatori verso l'Oriente se ne contan soltanto due, a voi indovinar quali sono.

Di seguito una poesia a Garibaldi del Morandi.

Loredana Morandi



“Garibaldi diceva a’ suoi guerrieri”, di Luigi Morandi,
da “Storie in camicia rossa” di Luciano Luciani, Fazzi editore


Garibaldi diceva a’ suoi guerrieri:
Figli! con me si mangia e dorme poco.
Chi a casa nostra non vuol più stranieri,
non deve mai trovar posa né loco,
e per valli e per monti, i mesi interi,
sempre al sole,alla neve, all’acqua, al foco.

Con me chi vuol portar veste d’onore,
se la deve acquistar col suo valore.
Una camicia bianca avete indosso:
col vostro sangue tingetela di rosso.

S’è perduta nel mare la conchiglia
che tingeva la porpora ai tiranni;
s’è perduta, e mai più non si ripiglia,
né si rifà con l’oro e con gli inganni;
ma la santa Camicia ognor vermiglia
sarà veduta, e passeran mill’anni.

Finché di patria durerà l’amore,
si troverà per tingerla il colore;
finché la patria durerà l’affetto,
per tingerla c’è sangue in ogni petto.
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