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 alla stazione ... di Lunadicarta
 
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Vista la "cannibalizzazione telematica" di uno dei motti storici della Magistratura Associata, si informano Luigi de Magistris e Italia dei Valori che i nomi e i loghi di Artists Against War in Italia sono copyright della Associazione Argon.

Loredana Morandi
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\\ Home Page : Storico : Telestreet (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 25/02/2010 @ 11:46:15, in Telestreet, linkato 1504 volte)



ASSALTO AL CIELO

beni comuni | democrazia partecipata | diritti | comunicazione

confronto pubblico
verso la costruzione dal basso di un canale comunitario
e no-profit sul digitale terrestre in Campania

sabato 6 marzo 2010 ore 16:00
Sala Gemito, Galleria Principe di Napoli

con il contributo di:
Nicola Angrisano insu^tv
Romolo Sticchi RAI3
Manolo Luppichini media activist
Mario Albanesi presidente CONNA
Maurizio Torti popolare tv milano

Per continuare a dare voce ai bisogni sociali e alla difesa dei beni comuni sul territorio, Insu^Tv vuole aprire un confronto, con tutti i soggetti interessati, per la creazione di un canale televisivo aperto ai contributi dei cittadini, comunitario e no-profit, nell'emittenza del digitale terrestre campano.

I processi di riappropriazione di bisogni e diritti sociali, così come la difesa dei beni comuni, sono sempre più minacciati nella conservazione di uno spazio pubblico nel quale sviluppare ed esprimere forme di democrazia partecipata. Contemporaneamente, la crisi della democrazia rappresentativa e il monopolio della comunicazione mainstream, nonché dei meccanismi di aggregazione del consenso e culturali in genere, va affrontata anche sul fronte della produzione di informazione indipendente e della rivendicazione di un ruolo attivo nei flussi massmediatici.
Grazie alle nuove piattaforme tecnologiche, oggi è possibile sviluppare forme di comunicazione dal basso per produrre e diffondere contenuti in maniera diretta e indipendente; tuttavia, se da un lato “Make your Media” ha consentito di realizzare potenzialità espressive un tempo inimmaginabili, dall’altro ha finito per essere quasi interamente assorbito da un certo numero di piattaforme egemoni, quali Youtube o facebook, consegnando così questo incalcolabile patrimonio di conoscenza e relazioni nelle mani di grandi holding commerciali.
InsuTv è un'esperienza di comunicazione dal basso nata a Napoli nel 2003, per rappresentare una voce alternativa nella narrazione del nostro territorio, nella difesa di diritti in materia di salute, ambiente, lavoro e saperi, nella lotta al razzismo e alla discriminazione.
La scelta della trasmissione televisiva consentiva un accesso a “bassa soglia”, in una città dove il “digital divide” rappresenta ancora un serio limite alla fruizione della comunicazione. L'integrazione con il lavoro territoriale e con altre piattaforme tecnologiche cercava di rimediare al carattere monodirezionale del mezzo televisivo.
Una navigazione a vista, pirata(*) e no-profit, che non è stata avara di difficoltà. Tuttavia una serie di compagni di strada e di esperienze, dal tg migranti a domenicaut, dalla video-narrazione dell’Onda studentesca al “Tempo delle arance” sul pogrom razzista di Rosarno, ci hanno confermato il senso di questa scommessa.
Grazie al lavoro di inchiesta e video-narrazione, abbiamo conosciuto e condiviso percorsi di molte realtà territoriali impegnate nella comunicazione indipendente. In particolare, l'auto-produzione del documentario “Una Montagna di Balle”, sulla cosiddetta “emergenza rifiuti” campana, ci ha mostrato tutte le potenzialità del processo di produzione collettiva e dal basso di contenuti, poiché in ogni sua fase si è cercato di interpretare il bisogno dei tanti comitati e cittadini di condividere e diffondere una narrazione alternativa di quella che è stata la lotta contro la devastazione ambientale e l’esproprio di democrazia perpetrato per anni in Campania.
Nello scorso autunno, il passaggio in Campania al digitale terrestre, a fronte della moltiplicazione dei canali televisivi disponibili, si presenta come una replica degli stessi processi della trasmissione analogica, confermando gli oligopoli di sempre, anche sul piano locale. Chi prima aveva un canale, oggi se ne ritrova almeno quattro, senza per questo ampliare l'offerta contenutistica in palinsesto, né il bacino di utenza. Alla luce di questo, continuare la nostra esperienza pirata ci sembra oggi marginale, poiché in gioco vi è l’accesso libero e condiviso alla piattaforma digitale.
Nel tentativo di continuare a rispondere alla domanda contenutistica fondata sulla libertà di espressione e di dare voce alle fasce sociali meno ascoltate – se non messe a tacere – dal media mainstream, ci sembra giunto il momento di avviare un confronto volto alla realizzazione di un canale civico e comunitario regionale, un progetto di broadcasting sostenibile, in grado di diffondere contenuti a bassa soglia di accessibilità e valorizzare le potenzialità espresse dallo scenario video-comunicativo locale.
Naturalmente, costruire dal basso un canale comunitario e no-profit è un percorso complesso sul piano dell’autofinanziamento, su quello editoriale, contenutistico e sociale, nonché nel coinvolgimento delle comunità territoriali.
Una prospettiva rispetto alla quale non abbiamo nessuna presunzione di autosufficenza. Siamo tuttavia certi di poter contribuire in maniera fattiva e di poter stimolare un dibattito costruttivo con tutti gli interlocutori interessati ad un progetto di comunicazione slegato da qualsiasi meccanismo propagandistico e di potere.
Invitiamo perciò tutti coloro che in qualsiasi modo sentono di poter essere “protagonisti attivi della loro narrazione”, comitati civici, movimenti, associazioni, operatori dell’informazione, piccoli editori e singoli cittadini, a prendere parte ad un confronto pubblico su questi temi sabato 6 marzo dalle ore 16.00 alle ore 20.00 presso la Sala Gemito di Napoli.


il convegno è promosso da:

insu^tv

(*) la parola "pirata" qui non significa affatto una coesione con le tematiche lucrative della famosa "baia", bensì le difficoltà oggettive dovute all'assenza di una regolamentazione che, superata la legge "dei Codici Postali", introduca efficacemente nell'Etere nostrano il nuovo mezzo di comunicazione costituito dalle Telestreet.
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Di Loredana Morandi (del 19/01/2005 @ 16:13:45, in Telestreet, linkato 1952 volte)

Un ottimo lavoro di archivio cronologico quello messo in rete da Jonathan Rizzi sulla vicenda Disco Volante. Lo riproduco perchè non è più possibile leggere gli argomenti ai link di Giustizia Quotidiana su Excite. Tutto il materiale citato da Jonathan è oggi qui, su questo sito, nella sezione Telestreet anche se, forse, dei miei comunicati per i Giuristi Democratici resta copia originale in data su http://giustiziaquotidiana.blogspot.com. Ringrazio Jonathan per il buon lavoro fatto per questa causa. L.M.

La tv di strada Disco Volante, dopo aver subito un provvedimento di chiusura forzata nel settembre 2003 da parte di funzionari del Ministero delle Comunicazioni, ha ricevuto, il 21 luglio 2004, un avviso di garanzia relativo all'istruzione di un processo penale contro gli operatori della street-tv per il reato di trasmissione abusiva. Chi desidera conoscere la storia di Disco Volante può fare riferimento a questa pagina. Qui di seguito è riportata una sintesi dei principali eventi seguiti alla notifica del processo penale, con continui aggiornamenti sino allo svolgimento vero e proprio del processo, in data ancora da destinarsi.

21 luglio 2004: la tv di strada riceve l’
avviso di garanzia (altre fonti: Bloggers per la Pace, Giustizia Quotidiana);

27 luglio: viene diffuso il
primo comunicato di Disco Volante/Telestreet: il comunicato viene rilanciato da vari siti web: Carta, Bloggers per la Pace, Giustizia Quotidiana, Vivere Senigallia, NewBrainframes, Portale Cattolico, Premio Ilaria Alpi, Criticamente;

27 luglio: Loredana Morandi, giornalista e autrice di siti web, diffonde un comunicato di solidarietà nei confronti di Disco Volante:
“Disco Volante non si tocca!” (altre fonti: Bloggers per la Pace, Giustizia Quotidiana, Perlulivo);

27 luglio: Loredana Morandi pubblica nuovamente il
parere espresso dal coordinamento romano Giuristi Democratici nel settembre 2003 in occasione della chiusura d’autorità della tv di strada Disco Volante (altre fonti: Giustizia Quotidiana);

27 luglio: Carlo Gubitosa, ingegnere delle telecomunicazioni e attivista dell’associazione PeaceLink, diffonde un
comunicato di solidarietà nei confronti di Disco Volante (altre fonti: Bloggers per la Pace);

27-28 luglio: la notizia del processo a Disco Volante viene diffusa da vari siti web:
Premio Ilaria Alpi, Quinto Stato, Punto Informatico, Tempi & Spazi, Redattore sociale, Associazioni in salute, Candida Tv, Sindacato Giornalisti Marchigiani, Claudio Caprara Blog;

28 luglio:
il sindaco di Senigallia, Luana Angeloni, esprime “piena solidarietà” agli operatori della telestreet Disco Volante;

28 luglio: viene pubblicato sul quotidiano “l’Unità” un
articolo sulla vicenda di Disco Volante, scritto da Daniela Amenta (altre fonti: Bloggers per la Pace, Giustizia Quotidiana, Telestreet);

28 luglio: il segretario generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI), Paolo Serventi Longhi, ed il segretario del Sindacato dei Giornalisti Marchigiani, Giovanni Giacomini, diffondono un
comunicato in difesa di Disco Volante (altre fonti: Bloggers per la Pace, Giustizia Quotidiana, Telestreet, Perlulivo, Yahoo! Italia);

28 luglio: viene pubblicato un
articolo di Giuseppe Giulietti sul caso Disco Volante, sul sito web di Articolo 21;

28 luglio: il
senatore avvocato Guido Calvi assume la difesa processuale di Disco Volante (altre fonti: The Eyes);

29 luglio: viene pubblicata un’
intervista a Enea Discepoli, promotore di Disco Volante, sul sito web di Articolo 21, a cura di Paolo Mirti;

29 luglio:
i parlamentari Ds esprimono solidarietà a Disco Volante, attraverso la capogruppo della Commissione Cultura della Camera, on. Giovanna Grignaffini, che annuncia un’interrogazione parlamentare sulla vicenda (altre fonti: Deputati Ds);

29 luglio: viene diffuso un
comunicato dell’associazione Aeranti-Corallo, aderente alla Confcommercio, riguardo alla questione della legalità delle tv di strada;

29 luglio: viene diffuso un
comunicato del Coordinamento Nazionale Nuove Antenne (CONNA) sul caso Disco Volante e in risposta al comunicato della FNSI (altre fonti: Indymedia Italia, AmbienteWeb);

30 luglio: la redazione di Disco Volante/Telestreet diffonde un proprio
comunicato in risposta al comunicato del CONNA (altre fonti: Indymedia Italia, Carta, AmbienteWeb);

1 agosto: viene pubblicato sul quotidiano “l’Unità” un
articolo di Giuseppe Giulietti che inquadra il caso Disco Volante nel panorama generale della mancanza di libertà nel sistema delle comunicazioni in Italia;

2 agosto: grazie ad un accordo con un quotidiano online di Senigallia, la tv di strada
Disco Volante rende accessibili sul web i propri servizi filmati che è impossibilitata a trasmettere in etere (altre fonti: Punto Informatico, Vivere Senigallia (1), Vivere Senigallia (2), Unimondo, Bellaciao);

4 agosto: la redazione di Disco Volante scrive una
lettera aperta a Pippo Baudo, in occasione del suo recente licenziamento dalla RAI, invitandolo a celebrare una giornata dedicata alla qualità e alla libertà televisiva a Senigallia (altre fonti: Vivere Senigallia, Telestreet);

5 agosto:
la Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI) sostiene la proposta della redazione di Disco Volante di celebrare una giornata della qualità televisiva a Senigallia (altre fonti: Sindacato Giornalisti Marchigiani);

5 agosto: viene pubblicato sul giornale online
Disabili.com un documentato articolo di Francesca Lorandi dedicato alla vicenda di Disco Volante;

5 agosto: l’associazione
Articolo 21 lancia la proposta di tenere un convegno a Orvieto sulla qualità e sulla libertà televisiva, in seguito anche al recente episodio del licenziamento di Baudo dalla RAI: Disco Volante è fra gli invitati a questo convegno, in quanto vittima tra le tante del regime mediatico ormai imperante e palese in Italia;

8 agosto: il primo comunicato di Disco Volante/Telestreet, insieme ad altri documenti della vicenda, appare in versione inglese su alcuni siti web internazionali:
Nettime, No-racism.net, Rekombinant;

12 agosto: documenti sulla vicenda di Disco Volante vengono pubblicati in versione inglese sul sito di
Indymedia Nederland;

13 agosto: Maurizio Blasi, giornalista del TG3 Marche e membro dell’esecutivo Usigrai, riceve il premio dell’associazione teatrale “La Sciabica” e lo dedica pubblicamente alla tv di strada Disco Volante;

15 agosto: sul sito web del quotidiano l’Avvenire viene pubblicato un
articolo di Elena Nieddu, sul caso Disco Volante e sul movimento delle telestreet;

30 settembre: un lungo
filmato prodotto dalla tv di strada Disco Volante, che ne racconta l’intera vicenda a partire dalla nascita fino alla denuncia e al processo penale, viene reso accessibile sul sito web della web-tv Arcoiris Tv, dopo essere stato trasmesso dal canale satellitare Iride Tv;

1-3 ottobre: Disco Volante partecipa, con alcuni servizi filmati, al
“Primo Festival del cinema diversamente abile”, svoltosi a Roma, ospitato dal cinema Azzurro Scipioni di Silvano Agosti. Disco Volante vince il premio per il “documento di attività di integrazione”;

fine ottobre: il giornale del
CONNA (Coordinamento Nazionale Nuove Antenne), “Nuove Antenne”, pubblica un articolo di Enea Discepoli e Fabrizio Manizza di Disco Volante, “Il diritto di esistere”, sulla vicenda processuale della tv di strada, assieme ad altri due articoli, di Carlo Gubitosa e di Giancarlo Vitali “Ambrogio” sulla questione Telestreet;

30-31 ottobre: Disco Volante partecipa al
convegno di Orvieto “Radio & Televisione: alla ricerca della qualità”, organizzato dall’associazione Articolo 21: durante la due giorni del convegno Disco Volante registra un’intervista con Pippo Baudo sulla vicenda del processo penale e partecipa al convegno con un proprio intervento (altre fonti: Elenco di tutti gli interventi);

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Di Loredana Morandi (del 12/08/2004 @ 12:07:32, in Telestreet, linkato 1845 volte)

Disco Volante lettera aperta a Pippo Baudo !!!


Ai Colleghi e ai Capi Redattori,

trasmetto la lettera aperta a Pippo Baudo, a lui indirizzata dalla redazione della Telestreet Disco Volante in questo peculiare e spiacevole momento, che idealmente li accomuna. La redazione della Telestreet di Senigallia ha appena ricevuto l'avviso di garanzia dopo il sequestro dell'emittente nel settembre 2003. I colleghi, diversamente abili e vincitori del Premio Ilaria Alpi, non si arrendono al "bavaglio" giudiziario e proseguono, con grande saggezza, la funzione educativa e morale del movimento nazionale delle Telestreet, con il loro operato.

Ringraziando anticipatamente per la pubblicazione di questo comunicato stampa, porgo a Voi tutti i miei più cordiali saluti. Segue il testo della lettera...

per Disco Volante Telestreet
Loredana Morandi
Membro onorario della redazione di Disco Volante

**************

Caro Pippo Baudo,

Siamo i redattori di Disco Volante Tv, una tv di strada che ha subito circa un anno fa un provvedimento di chiusura forzata e che pochi giorni fa ha ricevuto la comunicazione ufficiale di un processo penale istruito contro di noi, per il grave reato di occupazione abusiva dell'etere (un raggio di trasmissione, il nostro, di poche centinaia di metri).

Il nostro caso è stato ed è discusso ampiamente sulle pagine di questo sito oltre che in altri ambiti informativi, e approfittiamo dello spazio di dibattito che il sito mette a disposizione per intervenire sulla questione da lei sollevata a proposito dell'occupazione abusiva della RAI, e fare alcune considerazioni e proposte.

Dobbiamo per correttezza ed onestà dire che lei in quanto volto storico inossidabile della RAI ha per noi sempre rappresentato simbolicamente la tv peggiore, quella da criticare a fondo, quel modello di comunicazione televisiva unidirezionale e imbonitoria che abbiamo sempre considerato un nemico della libertà delle coscienze.

Ma ultimamente questa immagine consolidata ha subito un significativo mutamento di tono: è stato da quando nella recente serie di sue trasmissioni lei si è rifiutato di cancellare dalla memoria storica della RAI il lavoro di persone come Enzo Biagi, Michele Santoro e Daniele Luttazzi, rifiutando così di allinearsi, come hanno fatto tanti altri, alla linea bulgara di epurazione dettata dal Padrone dell'Etere.

La posizione che lei ha assunto, di difesa integrale della memoria storica della RAI in quanto servizio pubblico, non ci vede del tutto d'accordo ma ne apprezziamo comunque il richiamo ad una fase storica del medium televisivo nella quale la qualitˆ dei programmi dipendeva da un bagaglio culturale molto diverso da quello che governa gli attuali palinsesti: come in tutte le fasi iniziali dei nuovi media, chi faceva allora televisione si basava sulla cultura precedente, letteraria e cinematografica ad esempio, e questo si vedeva; ora la televisione è fatta dai figli della televisione, è il frutto di una sorta di incesto nel quale la tv non sembra essere in rapporto con niente altro che sè stessa.

L'oggetto di questa nuova televisione, evolutasi in Italia soprattutto per merito dell'attuale Padrone dell'Etere, non è più nè la cultura di massa nè l'informazione pubblica ma un tipo particolare di merce che è l'audience stessa, i pacchetti di spettatori che vengono monetizzati direttamente e comprati e venduti: per questo dal movimento delle Telestreet è uscita anche la proposta provocatoria di un salario al telespettatore.

In questo scenario è ovvio che ogni prospettiva di funzione pubblica viene cancellata e di qui proviene anche il suo intervento caro Baudo: ma la funzione pubblica del medium televisivo non è oggi più soltanto quella della RAI, che appunto come lei dice appartiene alla memoria storica e non più alla orrenda situazione presente: c'è oggi una diversa prospettiva presente e futura nella quale la funzione pubblica delle comunicazioni audiovisive viene ereditata da tutta un serie di nuovi soggetti come le tv di strada, le tv comunitarie ad accesso pubblico o open channels, i mediattivisti, nuovi operatori che cercano di ricostruire uno spazio della comunicazione pubblica partendo dal basso, dalla società civile, dalle persone reali, alle quali va data direttamente voce perchè si possa davvero parlare di una funzione pubblica della tv: ma nel fare questo tali nuovi operatori vengono anche colpiti, come è accaduto a noi di Disco Volante Tv, per il reato di aver tentato di violare il recinto del Padrone dell'Etere.

Perciò le proponiamo di celebrare la giornata della libertà e della qualità televisiva nella nostra città, Senigallia, che è tuttora teatro di un episodio significativo di repressione nei confronti di nuovi soggetti non omologati di comunicazione.

Cordialmente

Enea Discepoli, Fabrizio Manizza, Franco Civelli e Sandro Sebastianelli della redazione di Disco Volante Tv

P. S.:

Per far conoscere noi e il nostro lavoro, dopo la chiusura e la notifica del processo penale abbiamo deciso di rendere disponibile il nostro archivio sul web ed i filmati della nostra telestreet sono ora visibili sul sito del quotidiano online www.viveresenigallia.it.

L'amministrazione comunale di Senigallia dopo aver manifestato pubblicamente solidarietà a Disco Volante (
www.comune.senigallia.an.it/htm/ufficiostampa/290704-1.asp?refld1=699), si è già detta disponibile ad ospitare un evento come quello della giornata della qualità televisiva.

LA NOMINA!!!

Carissima Loredana

ti inviamo per conoscenza il testo di una lettera aperta a Pippo Baudo, che noi di Disco Volante abbiamo avuto l'idea di scrivere dopo la denuncia a chiare lettere fatta da Baudo stesso contro l'attuale dirigenza RAI, (letta da noi sul sito di Articolo 21 e sull'Unità) e il suo conseguente licenziamento dalla RAI (rottura del contratto). Abbiamo inviato questa lettera appunto al sito di Articolo 21 e alla redazione Attualità del quotidiano l'Unità.

La stima e l'affetto che proviamo per te già li conosci

A proposito, lo sapevi che sei stata nominata redattrice di Disco Volante honoris causa? : - )

un abbraccio

ciao

Enea, Fabrizio, Franco, Sandro e la Redazione di Disco Volante

 

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Di Loredana Morandi (del 12/08/2004 @ 12:02:45, in Telestreet, linkato 1907 volte)

Disco Volante non si tocca!!!
la deontologia della rete Telestreet

Ai Colleghi e ai Capi Redattori,

trasmetto il comunicato stampa della Redazione di Disco Volante Telestreet a seguito ed in risposta del lancio del Coordinamento Nazionale Nuove Antenne, nella persona del presidente Mario Albanese di ieri pomeriggio. La Redazione di Disco Volante, composta di colleghi portatori di handicap, ribadisce e delinea con grande chiarezza alcuni importanti requisiti morali e della deontologia professionale,che caratterizza la rete mediattivistica delle Telestreet nonostante essi siano nella oggettiva e difficile situazione giudiziaria dell'essere, di fatto, le prime vittime umane del conflitto di interesse del Premier Silvio Berlusconi.

Colgo l'occasione per porgere a voi tutti i miei più cordiali saluti.

Loredana Morandi
www.bloggersperlapace.org

SEGUE IL COMUNICATO STAMPA ORIGINALE... e un articolo da Carta.org

Carissima Loredana,

abbiamo già inviato questo nostro comunicato alla lista telestreet per rispondere al comunicato del Conna e chiarire alcune questioni

dato che però il comunicato del Conna, come appare dal testo, è stato inviato alle varie agenzie di stampa, vorremmo che anche il nostro comunicato di risposta apparisse nei medesimi luoghi in modo da continuare e sviluppare il dibattito

come sempre nei momenti di difficoltà in questo tipo di comunicazioni ci rivolgiamo a te per aiuto
se potessi inoltrare il nostro comunicato alle agenzie te ne saremmo molto grati

in questi giorni stai facendo un gran bel lavoro e ne vediamo bene gli effetti

con gratitudine e affetto infiniti
un abbraccio

enea, fabrizio e la redazione di discovolante

"Un affetto sincero che da parte mia é assolutamente ricambiato, che con Enea a momenti piangevo al telefono ieri pomeriggio. Vi voglio bene ragazzi! Lory"

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La redazione della telestreet Disco Volante condivide la sostanza del comunicato del Conna

La nostra telestreet non esisterebbe da sola ed al di fuori dell'intero circuito telestreet, all'interno del quale è nata e dal quale riceve continuamente solidarietà, appoggio, supporto e collaborazione.

Va capita bene la sostanza di un fenomeno come quello telestreet: ogni telestreet non va vista semplicemente come una mini emittente locale autonoma e indipendente ma come il punto nodale di una rete costituita dalle telestreet nel loro insieme, e non solo dalle telestreet ma anche da altri soggetti che con tale rete vogliano mettersi in relazione (gestori di siti web, webloggers, centri indipendenti di produzione video, singoli mediattivisti, ecc.).

Estrarre una singola telestreet da questo ambiente globale di relazioni per farne un caso particolare e individuale significa non comprendere il senso stesso dell'esistenza di una telestreet.

Da queste considerazioni generali conseguono alcuni punti di discussione che nell'attuale momento di risonanza mediatica del caso "telestreet Disco Volante" riteniamo di dover sottolineare:

1) La tv dei disabili: come si sa la nostra redazione è composta anche da un certo numero di persone disabili, ma se questo dato di fatto dovesse essere utilizzato per creare una sorta di eccezione e di condizione di privilegio per la nostra telestreet, allora il senso del nostro lavoro sin qui svolto e della nostra attuale battaglia sarebbe completamente stravolto: non intendiamo assolutamente implorare clemenza particolare in quanto realtà che lavora fianco a fianco con persone disabili: nel nostro gruppo si è sempre lavorato per superare le barriere spesso astratte e artificiose che suddividono le persone in distinte categorie: un disabile nel nostro gruppo è un elemento della redazione a pieno titolo di qualsiasi altro, senza distinzioni né eccezioni, quindi è prima di tutto un redattore, che poi per ventura e condizione propria è anche portatore di handicap: dunque quando rivendichiamo un diritto, che nella fattispecie è il diritto di poter comunicare e di esistere in quanto soggetti inseriti nel flusso sociale della circolazione delle idee, lo rivendichiamo non come un favore particolare a noi dovuto in quanto soggetti deboli posti in una particolare condizione di disagio, atta a suscitare solidarietà e pietà, ma lo rivendichiamo appunto come un diritto, che in quanto tale non è solo nostro ma di chiunque: è chiaro a tutti che l'essenza di un trattamento di favore è di essere singolare e personale, mentre l'essenza di un diritto è di essere generale e universale, e noi di Disco Volante, disabili e non, è per un diritto che combattiamo. Vogliamo però qui anche precisare che nelle parole del Segretario generale Paolo Serventi Longhi non abbiamo riscontrato alcuna espressione di tono pietistico che possa essere letta come "discriminatoria", anche se con le migliori intenzioni, nei confronti dei disabili, tant'è che in un passo del comunicato della FNSI i componenti della redazione di Disco Volante vengono definiti semplicemente "colleghi".

2) L'amplificazione mediatica: d'altro canto è ovvio che nel trattamento che una vicenda come la nostra sta avendo in campo mediatico, si insista particolarmente sulla questione della telestreet animata da un gruppo di disabili: è ovvio perché questo è un tema particolarmente delicato e che tocca una corda ovviamente sensibile dell'opinione pubblica: ci troviamo di fronte ad uno scenario generale nel quale il Parlamento della Repubblica interviene a rettificare la legge per tutelare gli interessi di una rete televisiva di proprietà del Presidente del Consiglio, mentre dall'altra parte prima si stronca senza riguardi una piccola esperienza di tv di quartiere come quella di Disco Volante poi si cerca di trascinarla in tribunale per condannarla penalmente, e tutto questo in nome della legge: uno scenario di questo tipo è il ritratto perfetto di un governo debole coi forti e forte con i deboli, e dato che un portatore di handicap è in tutta evidenza in sé stesso un soggetto debole, l'immagine di una telestreet composta da disabili è l'immagine di un soggetto doppiamente debole, se così si può dire, mentre chi si accanisce contro un soggetto simile risulta compiere un raddoppiato abuso di potere ed una raddoppiata ingiustizia: abbiamo già detto che non vogliamo sconti per il fatto di avere dei disabili in redazione ma è evidente a tutti che questo tipo di accanimento contro una realtà come la nostra appare particolarmente ripugnante sul piano morale e riprovevole per ogni persona di buon senso: come redazione composta in parte da disabili non vogliamo sconti ma sia chiaro che neanche faremo sconti.

3) La questione telestreet: il caso della telestreet Disco Volante è un tutt'uno con la questione più generale delle telestreet, lo abbiamo già detto e lo ribadiamo: è solo in questa chiave che la nostra attuale battaglia può essere una battaglia per un diritto e non semplicemente per risolvere una questione particolare: il nostro diritto ad esistere è anche il diritto di tutti gli altri oppure non è.

La redazione di Disco Volante telestreet.
_______________________________________________

Giovedì, 29 lug 2004, alle 14:50 Europe/Rome, Conna ha scritto:

Comunicato stampa per le agenzie

La federazione nazionale della stampa ha emesso un comunicato la cui contraddittorietà deve essere segnalata.
Da una parte il segretario generale Paolo Serventi Longhi prende le difese della "Telestreet" Discovolante di Senigallia chiusa dal Ministero delle comunicazioni e denunciata alla procura della Repubblica di Ancona.
Dall'altra, la FNSI organizza convegni esclusivi cui partecipa il rappresentante di Aeranticorallo noto per aver invitato il ministro Gasparri a più riprese e in termini perentori a intervenire chiudendo tutte le Telestreet esistenti.
Non osiamo pensare che Serventi Longhi pensi di privilegiare la sola Discovolante perché essa è gestita da un gruppo di handicappati, altrimenti - siamo certi - sarebbero proprio questi ultimi a non accettare differenze che li umilierebbero rispetto alle altre Telestreet.

Il presidente del Conna, Coordinamento nazionale Nuove Antenne Organizzazione nazionale non profit di radio e televisioni locali (Mario Albanesi)

29 luglio 2004 ore 15
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----- Original Message -----
From: Carmosino
To: Loredana Morandi
Sent: Friday, July 30, 2004 12:15 PM
Subject: Re: TELESTREET: Disco Volante du Carta.org

http://ww2.carta.org/notizieinmovimento/articles/art_743.html

 
Come stroncare una tv di quartiere
 
30 luglio 2004
 
Pubblichiamo alcuni stralci della lettera inviatat da Redazione di Disco Volante Telestreet in risposta a un comunicato del Coordinamento Nazionale Nuove Antenne. La Redazione di Disco Volante, composta di redattori di strada portatori di handicap, ribadisce con grande chiarezza alcuni importanti requisiti morali e della deontologia professionale, che caratterizza la rete mediattivistica delle Telestreet nonostante la difficile situazione giudiziaria che Disco Volante vive in questi giorni. Nella lettera. tra l'altro, si legge: "La nostra telestreet non esisterebbe da sola ed al di fuori dell'intero circuito telestreet, all'interno del quale è nata e dal quale riceve continuamente solidarietà, appoggio, supporto e collaborazione... Come si sa la nostra redazione è composta anche da un certo numero di persone disabili: non intendiamo per questo assolutamente implorare clemenza particolare in quanto realtà che lavora fianco a fianco con persone disabili... quando rivendichiamo un diritto, che nella fattispecie è il diritto di poter comunicare e di esistere in quanto soggetti inseriti nel flusso sociale della circolazione delle idee, lo rivendichiamo non come un favore particolare a noi dovuto in quanto soggetti deboli posti in una particolare condizione di disagio, atta a suscitare solidarietà e pietà, ma lo rivendichiamo appunto come un diritto, che in quanto tale non è solo nostro ma di chiunque... Ci troviamo di fronte a uno scenario generale nel quale il parlamento della Repubblica interviene a rettificare la legge per tutelare gli interessi di una rete televisiva di proprietà del presidente del Consiglio, mentre dall'altra parte prima si stronca senza riguardi una piccola esperienza di tv di quartiere come quella di Disco Volante poi si cerca di trascinarla in tribunale per condannarla penalmente, e tutto questo in nome della legge...".
 
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Di Loredana Morandi (del 12/08/2004 @ 12:01:14, in Telestreet, linkato 1835 volte)

Disco Volante non si tocca!!!

Cari Amici,
ringrazio personalmente e con grande stima, il Segretario Generale della Federazione Nazionale Stampa Italiana, Dott. Paolo Serventi Longhi, per avermi telefonato oggi e per avermi avvisata del loro comunicato stampa a sostegno della telestreet Disco Volante e dell'amico Enea Discepoli: prima vittima umana del conflitto di interessi del Premier Silvio Berlusconi.

E' un grande riconoscimento per tutti noi!
Grazie!!!
Loredana Morandi

Federazione Nazionale della Stampa Italiana


Prot. n. 140/C
Roma, 28 luglio 2004


Il Segretario Generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Paolo Serventi Longhi, ed il Segretario del Sindacato dei Giornalisti Marchigiani, Giovanni Giacomini, hanno dichiarato:


“La Procura della Repubblica di Ancona ha inviato un avviso di garanzia contro i responsabili di una piccola televisione di Senigallia  realizzata da una associazione che si occupa di handicap e disagio sociale. La sorprendente iniziativa giudiziaria colpisce la redazione della telestreet “Disco Volante”, composta prevalentemente da giovani disabili, e fa riferimento alla decisione del Ministero delle Comunicazioni di sopprimere l’emittente in base alle attuali leggi sull’esercizio dell’attività di diffusione televisiva. Ancora una volta il Ministero guidato dall’onorevole Maurizio Gasparri colpisce gli anelli più deboli della catena del sistema della comunicazione, mentre le leggi sul conflitto di interessi e quella che porta il nome del Ministro garantiscono all’azienda del Premier il controllo di larga parte della comunicazione televisiva. I colleghi di “Disco Volante” hanno ricevuto il mese scorso il premio “Ilaria Alpi” per i servizi giornalistici dedicati ai problemi sociali, ma il Ministero e la Magistratura di Ancona hanno disposto la chiusura dell’emittente ed hanno formalizzato il procedimento penale. Per il grave reato di esercizio abusivo di attività televisiva. Mediaset e Rai non vengono sanzionate per le accertate violazioni per i tetti pubblicitari, ma le telestreet e le emittenti locali  possono essere schiacciate. Questa è la realtà dell’informazione in Italia”.

 

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Di Loredana Morandi (del 12/08/2004 @ 11:51:57, in Telestreet, linkato 2011 volte)


----- Original Message -----
From: segreteria
Sent: Wednesday, July 28, 2004 11:20 AM
Subject: articolo 28 luglio 2004

28 Luglio 2004

Gasparri spegne la tv dei disabili

Salva Rete 4 ma minaccia il carcere per i redattori dell’emittente Disco Volante

Daniela Amenta - blog Linea Gotica

ROMA Non bastano i sigilli all’unico trasmettitore, non bastano neppure il bavaglio ed il silenzio imposto. I redattori di «Disco Volante», televisione di strada impegnata a raccontare la vita e la fatica dei disabili, ora rischiano anche il carcere. Diciotto mesi di detenzione, per l’esattezza. Conseguenze della legge Gasparri. L’ultimo paradosso della normativa che ha salvato Rete4, va in scena a Senigallia. Nasce qui «Disco Volante», telestreet con l’obiettivo di raccontare gli invisibili. Nasce sulla base di una piccola comunità di portatori di handicap, che fa capo all’Arci, con la voglia di documentare barriere architettoniche, piccole e grandi ingiustizie quotidiane. Uno strumento per comunicare seppure nello spazio limitato di una strada. Frequenze captate nel raggio di poche centinaia di metri, ma tanto basta alla polizia postale per intervenire.

Colpirne uno


La mini tv non possiede la concessione governativa per poter trasmettere. E scattano i sigilli. È il settembre del 2003. La denuncia arriva sul tavolo del magistrato: ieri la procura di Ancona ha notificato al promotore della tv, Enea Discepoli, l’avviso di chiusura delle indagini preliminari «per aver esercitato attività di radiodiffussione televisiva senza essere munito di preventiva autorizzazione o concessione». Discepoli, ora, rischia il carcere. Poco importa che anche Rete4 fosse sprovvista dell’autorizzazione. Poco importa che il fondatore di «Disco Volante» abbia vinto l’ultima edizione del premio Ilaria Alpi per il miglior servizio giornalistico. «Un premio assegnato proprio a noi - commenta Discepoli - che per lo Stato italiano non dovremmo neppure esistere e per di più con un servizio dedicato a documentare la giornata di Franco Civelli, disabile costretto su una sedia a rotelle». Dopo il danno, dunque, la beffa.
 
Quel che sfugge alla rete

La sorte del bavaglio è toccata nel 2002 anche a «Telefabbrica», la televisione nata per sostenere la lotta degli operai Fiat di Termini Imerese, minacciati di licenziamento. In Italia sono un centinaio le telestreet, riunite in un micro-neetwork, e impegnate per la libertà d’informazione a dispetto del monopolio della comunicazione. Svolgono attività di ricerca, testimoniano spicchi di realtà sommersi, rappresentano spinte innovative, e dal basso, rispetto a un settore dove vale solo la legge del più forte, del più ricco, del più potente alla faccia di qualunque conflitto d’interesse.
La deputata Ds, Giovanna Griffagnini, ha presentato sul tema delle televisioni di strada un’interrogazione firmata da decine e decine di parlamentari. Interrogazione trasformata in un ordine del giorno nell’ottobre del 2003 in cui la Camera impegnava il governo «a non procedere alla chiusura delle emittenti in mancanza dei risultati di un’indagine che consentano una specifica normativa in materia». Richiesta mai presa in considerazione dalla Gasparri. Ecco i risultati.

Voci libere

«Disco Volante» ha trasmesso solo per quattro mesi ma oggi, anche senza antenne, continua a operare. «Noi non ci fermiamo. Abbiamo le nostre telecamere e filmiamo quello che ci circonda, quello che accade - racconta Fabrizio Manizza, operatore-redattore -. Lavoriamo assieme ai disabili, ed è una bellissima esperienza di creatività ed arte a servizio dell’informazione». Un’altra informazione, che non piace ai piani alti del Paese. «Approvano la legge Confalonieri/Gasparri e il Sic, l’Authority non muove un dito e si fa santo il monopolio Rai/Finivest. Però si bussa alla porta della nostra televisione imbavagliata per chiuderla dietro le sbarre. Vogliamo commentare?». Verrebbe voglia, sì, di commentare. E riportare il parere espresso dal coordinamento romano giuristi democratici che giudicano «tali sequestri amministrativi» come «illegittimi in quanto viziati da eccesso di potere». «Disco Volante» resta spenta ma i suoi redattori non si arrendono. La battaglia, contro chi tappa le bocche scomode, continua.
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Di Loredana Morandi (del 12/08/2004 @ 11:50:03, in Telestreet, linkato 2064 volte)


DISCO VOLANTE NON SI TOCCA!

Update 23.43 del 27 luglio 2004

Esprimo tutta la mia solidarietà ad Enea Discepoli, fondatore della telestreet dei disabili Disco Volante di Senigallia, insieme a tutta la mia stima in questa terribile situazione. Era il settembre dello scorso anno quando, del tutto arbitrariamente e nella completa assenza di una normativa di riferimento, gli ispettori del Ministero delle Comunicazioni diedero corso al sequestro della piccola telestreet di Senigallia. Erano sprovvisti della concessione governativa per trasmettere dissero, ma come richiederla se non esiste una normativa che possa regolamentare le trasmissioni nel raggio di 200 metri quadrati o dell'estensione di un quartiere? In questi giorni ad Enea è arrivato l'avviso di chiusura indagini preliminari. Già allora, nel settembre scorso con il coordinamento romano Giuristi Democratici, rilevammo la voragine normativa e l'abuso del sequestro amministrativo eseguito in ottemperanza alla legge 156 del 26/03/73 come modificata dall'articolo 30, della legge 223 del 6/08/1990, ovvero la cd legge Mammì, che nel remoto 1973 non poteva neppure lontanamente prevedere la tecnologia per la trasmissione televisiva in ambiti territoriali ristrettissimi attraverso i coni d'ombra, di cui 30 anni fa forse non si sospettava neppure l'esistenza. Ma tant'é e nonostante l'impegno dei parlamentari di opposizione, la proposta di legge per la regolamentazione normativa delle telestreet giace lettera morta e fascicolo polveroso in parlamento. Enea Discepoli e i ragazzi della telestreet Disco Volante sono le prime vittime "umane" del conflitto di interesse del Premier. Cos'altro aggiungere? Oggi, forte della stima nei confronti di Enea e Fabrizio ho scritto a tutti i giornalisti che conosco, telefonato alle agenzie stampa e scritto anche a Serventi Longhi, presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana. Li ringrazio tutti ed in particolare ringrazio Daniela Amenta dell'Unità (blog Linea Gotica), con la quale ho appena parlato al telefono e che domani pubblicherà un suo articolo sull'intera vicenda. Prometto di tenervi aggiornati su tutti gli sviluppi!

Loredana Morandi

TESTO ORIGINALE DEL COMUNICATO STAMPA - - - -

Ai colleghi e ai capi redattori,

inoltro alla vostra cortese attenzione, con preghiera di pubblicazione, il comunicato stampa della associazione Disco Volante, la Telestreet dei disabili di Senigallia sequestrata dagli ispettori del ministro Gasparri nello scorso settembre 2003 e copia dell'avviso di garanzia ricevuto a chiusura delle indagini preliminari da Enea Discepoli promotore della telestreet.


SENIGALLIA  27-07-2004 - comunicato stampa


DISCO VOLANTE, la tv di strada di Senigallia che ha ricevuto nei giorni scorsi il premio "Ilaria Alpi", è stata denunciata dalla Polizia postale e i suoi redattori rischiano la prigione.

Disco Volante nasce a Senigallia attorno ad una associazione ARCI che si occupa di handicap e disagio sociale. La redazione che dà vita alla piccola emittente è composta dagli associati stessi.

Nel settembre del 2003 Disco Volante è stata soppressa dai funzionari del Ministero delle Comunicazioni. Il lavoro della redazione tuttavia non si è fermato e nel giugno del 2004 un servizio filmato prodotto dalla piccola telestreet ottiene il prestigioso riconoscimento dedicato a Ilaria Alpi.

Oggi, dieci mesi dopo la chiusura forzata, la denuncia e il processo che verrà!

Con l'approvazione della discussa legge Gonfalonieri/Gasparri, con il Sistema Integrato delle Comunicazioni (SIC) attivo, l'Authority che non muove un dito e il monopolio RAI/Fininvest fatto santo, si bussa alla porta di Disco Volante per chiuderlo dietro le sbarre.
Ogni commento è superfluo.
Ogni energia che abbia a cuore la salute della nostra Democrazia è chiamata a mobilitarsi.

DISCO VOLANTE
Coordinamento Telestreet
_________________________________________________

Per contattarci:

Redazione telestreet Disco Volante
Via Rodi, 6
60019  Senigallia  AN
web: www.telestreet.it
web: www.studiozelig.it
________________________________________________

TESTO DELL'AVVISO CHIUSURA INDAGINI PRELIMINARI

PROCURA DELLA REPUBBLICA
presso il Tribunale di ANCONA

AVVISO DELLA CONCLUSIONE DELLE INDAGINI PRELIMINARI
- art. 415 bis cod. proc, pen -

Il Pubblico Ministero

INFORMA

DISCEPOLI ENEA n. Senigallia 6/7/1951 res. Senigallia v, Rodi, 6 persona sottoposta ad indagini preliminari in ordine alla seguente  imputazione:
Del reato p.e p. dall'art. 195, comma III, D.P.R. 29/3/1973, n. 156 per avere esercitato attività di radiodiffusione televisiva senza essene munito di preventiva autorizzazione o concessione.
In Senigallia acc. il 19/9/03
Assistita e difesa da:
Avv. DOMENICO LISO del Foro di Ancona nom d'ufficio il 23/3/04
AVVERTE
che in data 20/9/04 scadrà il il termine per le indagini preliminari e che fa documentazione relativa alte indagini espletato viene depositata in segreteria per 7 giorni dalla data della notìfica con facoltà per l'indagato/a gli indagati e il/i difensore di prenderne visione ed estrarre copie, L'indagato/a - gli indagati potrà/potranno inoltre entro 20 giorni dalla notifica del presente avviso presentare memorie, produrre documenti, depositare documentazione relativa ad investigazioni del difensore, chiedere
il compimento di atti d'indagine, presentarsi per rilasciare dichiarazioni o chiedere di essere sottoposto/a/i ad interrogatorio,

DISPONE

la notifica alla persona sottoposta ad indagine ed al/i difensore di fiducia già nominato e in mancanza al difensore d'ufficio nominato.

ANCONA, li 29 marzo 2004
Il Pubblico Ministero
Dr.ssa Irene A.Bilotta

Per copia conforme all'originale

Ancona li 12 LUG.2004

______________________________________

Riporto per utilità, il parere espresso dal coordinamento romano Giuristi Democratici nello scorso settembre:

<­<­I sequestri amministrativi in ottemperanza alla legge 156 del 26/03/73 come modificata dall'articolo 30, della legge 223 del 6/08/1990, cd legge Mammì, appaiono illegittimi in quanto viziati da  eccesso di potere.

Infatti il Ministero non ha tenuto conto, che alla data in cui fu redatta la legge Mammì e precedentemente nel 1973, non esisteva affatto la tecnologia in grado di produrre trasmissioni in immagine, verso ambiti territoriali ristrettissimi.  

Rileviamo, pertanto, che ci troviamo di fronte ad un "vuoto legislativo" per la regolamentazione dei rapporti istituzionali e dei "diritti", nei confronti delle televisioni di strada, che non utilizzano affatto le frequenze, bensì i loro coni d'ombra, non interferendo quindi con le frequenze utilizzate dagli operatori autorizzati.

Ribadiamo che nei casi di incertezze o di vuoti legislativi deve prevalere il principio costituzionale della libertà di espressione, garantito ad ogni cittadino dall'art. 21 della costituzione.  

Trattandosi,  inoltre, di uno strumento della "libera partecipazione" del cittadino alle attività proprie del quartiere: nei molteplici campi dell'associazionismo, della espressione pastorale nelle parrocchie, nel soccorso cittadino ad anziani e disabili e del volontariato in genere, invitiamo il Ministro On. Gasparri a voler prontamente rivedere la propria posizione arbitraria e immotivata, nei confronti dei cittadini tutti.>>

Ringraziando per l'attenzione e per la sollecita pubblicazione del comunicato porgo a voi tutti i miei più cordiali saluti.

Loredana Morandi
www.bloggersperlapace.org
________________________

UPDATE ORE 23.43 DEL 27 LUGLIO 2004

Nel corso dell'analisi della situazione, che affligge gli amici di Disco Volante, Carlo Gubitosa ha espresso la solidarietà della associazione Peacelink  e suggerito il testo di una sentenza dell'Alta Corte Costituzionale del 1976 sull'emittenza televisiva: segue il testo del comunicato.

<­<­L'associazione PeaceLink esprime la propria piena solidarieta' ai cittadini di Senigallia, disabili e non, che hanno offerto un servizio pubblico e gratuito di grandissimo valore attraverso le trasmissioni della "Tv di quartiere" DISCO VOLANTE.

Sin dall'arrivo della polizia postale presso la sede dell'emittente, abbiamo seguito con apprensione la persecuzione giudiziaria avviata contro queste trasmissioni libere, gratuite, autogestite, prive di pubblicita' e realizzate da una cooperativa di sostegno a senza alcuna interferenza con emittenti gia' esistenti.

Il 23 dicembre scorso il governo ha firmato un decreto di urgenza che ha salvato dalla chiusura Retequattro, priva di concessione esattamente come Disco Volante. Oggi chiediamo che anche la piccola Tv di quartiere sia garantita con la stessa sollecitudine riservata alle emittenti "amiche" del governo.

Alla luce dell'articolo 21 della costituzione, che garantisce il diritto all'espressione "con la parola, lo scritto, e ogni altro mezzo di diffusione", il governo e tutte le forze politiche hanno il dovere morale di riconoscere nei fatti il diritto all'esistenza di Disco Volante, e di
qualsiasi altra iniziativa di comunicazione sociale via etere.

Siamo consapevoli che l'azione giudiziaria contro Disco Volante e' realizzata attraverso il diritto della forza, mentre l'emittente potra' difendersi contando sulla forza del diritto, la stessa forza che ha recentemente dichiarato contrari alla costituzione alcuni principi della
legge Bossi/Fini e che domani potra' permettere alla societa' civile di dimostrare l'incostituzionalita' di altre leggi come la legge Mammi', la legge Maccanico e la legge Gasparri, che hanno di fatto "sequestrato" l'etere e le potenzialita' delle tecnologie, sottratti al libero utilizzo sociale e affidati a chi vuole trasformare la comunicazione televisiva in un mercatino delle pulci per veicolare contenuti pubblicitari.

Carlo Gubitosa
Associazione PeaceLink >>


<­<­ Sentenza:
http://www.medialaw.it/radiotv/giurisprudenza/1976202.htm

Cito dalla sentenza:

"la violazione dell'art. 21 della Costituzione con le sentenze di questa Corte, in astratto, non e' stata mai negata, ma partendo dalla premessa della limitazione dei canali utilizzabili e tenendo presenti le trasmissioni su scala nazionale si e' rilevato che fatalmente si sarebbe reso necessario, per le ingenti spese sia d'impianto, sia di gestione, un monopolio o un oligopolio, attraverso i quali la liberta' di espressione del pensiero sarebbe stata praticamente se non proprio neutralizzata, assai limitata.

Di qui la preferenza al monopolio statale, che indubbiamente da' maggiore garanzia di obiettivita' per un servizio la cui importanza sul piano di preminenza nell'interesse generale non puo' essere contestata.

Ma per quanto attiene alle trasmissioni a raggio locale, contrariamente al parere del Consiglio superiore delle telecomunicazioni, come risulta da uno studio compiuto dal Centro Microonde dell'Universita' di Firenze prodotto dalle parti private e, soprattutto, dal notorio stato di fatto dei numerosi impianti abusivi attualmente esistenti, quella limitazione ed il conseguente pericolo di monopoli o di oligopoli non sussiste.

Di qui la illegittimita' della negata esclusione agli impianti televisivi via etere a raggio locale di quel regime di autorizzazione gia' accordato per gli impianti via cavo e per i ripetitori di trasmissioni straniere che, oltretutto, assicurerebbe una piu' libera diffusione, anche capillare, del pensiero;">>

Così conclude Carlo Gubitosa riportando uno stralcio del testo della Sentenza.
 
NOTA DI LOREDANA MORANDI

Ho letto anche io la sentenza della Corte Costituzionale segnalata da Carlo e a mia volta segnalo nella medesima sentenza la dichiarazione di illegittimità costituzionale relativa all'esaurmento delle disponibilità di *frequenze*. La legge Mammì, che modifica l'antica legge dei codici postali, é del 1973 ed agisce soprattutto sul possesso dello strumento di
trasmissione, del quale "non" é vietata la vendita. Nel 1973 si era ben lontani dal prevedere la possibilità di trasmettere nel raggio di poche centinaia di metri e la legge si guarda bene dal prevedere la possibilità di esperimentazione. Sostanzialmente per la Mammì è fuorilegge anche la tecnologia digitale terrestre.

Il brano della sentenza é questo.

<­<­d) dichiara, a norma dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, l'illegittimita' costituzionale dell'art. 14 della citata legge 14 aprile 1975, n. 103 nella parte in cui prevede la possibilita' che mediante le realizzazioni di impianti da parte della societa' concessionaria siano esaurite le disponibilita' consentite dalle frequenze assegnate all'Italia dagli accordi internazionali per i servizi di radiodiffusione.>>

Consiglio: secondo me è necessaria una relazione tecnica con i controfiocchi, che descriva in termini chiarissimi di spazio e di etere, la reale portata di trasmissioni di una telestreet. L'esame della relazione tecnica comparata alla reale assenza di una normativa di riferimento e in assenza della possibilità materiale di richiedere una concessione per
qualcosa che "non esiste", dovrebbe fare il resto e consentire al Tribunale una sentenza di "non luogo a procedere".

Loredana Morandi

ps: è doloroso vivere questi momenti, ma spero davvero che nessuno manchi di fiducia nella giustizia. Perché probabilmente la vicenda di Disco Volante creerà il caso giuridico e contestualmente l'obbligatorietà nei confronti delle istituzioni preposte di dare una normativa ai rapporti, in modo da regolamentarli.  

 

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